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Pordenone
21 marzo 2001
Giornata
di studio e confronto sulla malattia di Alzheimer
DIARIO
DI VERA
Hilde
Mortelmans e Sonia Tirelli
Fisioterapista
e Operatore di Assistenza Centro Rovere Bianchi. Mortegliano (UD)
Descrizione di osservazioni, problemi e soluzioni nei confronti
di Vera, un ospite che al momento del diario aveva 88 anni.
Per il problema di struttura poco adatta a Vera (tante porte-
niente recinzione .) si era deciso di portare Vera giù in palestra
nelle critiche per gli assistenti (8.30-10.30) perché c'è uno spazio
più
delimitato.
Dato che la fisioterapista, Hilde Mortelmans, tutor di Vera, si
sente di dover capire di più p.e. sui vagabondaggi.
29/3: è il primo giorno che scrivo le cose che succedono metto
sul tavolo una tombola degli animali; quando Vera vede la figura del
gallo dice " è un gallo e non deve toccare le mie galline, gli ho
dato da mangiare mais pane... è interessante vedere come un immagine può
dare tutta una serie di vissuti- Mentre curo altre persone lei mi spiega
come si ammazzano e si spiumano le galline.
Un'altra
persona che si arrabbia con il proprio braccio plegico dice "porca
miseria". Vera mette le mani davanti agli occhi e piange; si alza,
corre via dicendo: "sono d'intrigo, è meglio che muoio"- Non
subito capisco che Vera era convinta che il porca miseria era rivolta a
lei e solo quando le spiego che lei non c'entra niente e che la signora
ce l'aveva col suo braccio che non faceva quello che doveva fare, si
calma e sorride per il malinteso.
3/4:
Era tranquilla. Avevo fatto trovare filo e perle e lei infila le perle -
era contenta.
Se
propongo verbalmente non viene facilmente accettato ma se faccio trovare
le cose pronte e dunque c'è la scelta di fare o non fare è tutto più
facile.
5/4: Oggi le perle non la interessano- il ferro da stiro che ha usato
spesso volentieri, oggi non sa cos'è.. Mi viene vicino e mi da la
mano.. la tiene.. mi segue dappertutto. faccio deambulare altri ospiti..
mi segue. Ogni tanto mi
gratta la schiena e io faccio a lei.. dice che così si sta bene.
6/4: è agitatissima, dice cose difficile da capire. Cerco di scrivere
quello che lei pronuncia e mi chiede cosa sto scrivendo: "non
scrivi mica il mio debito? "è preoccupata di non riuscire a
pagare. Era venuta quella mattina a trovarla la sorella. E’ sempre
molto agitata quando viene la sorella. Un I.P. in turno mi racconta che
la sorella le ha detto che deve pagare molto per lei e che non sa se
riesce e che deve essere brava o noi la buttiamo fuori da lì. Lo stesso
giorno alle ore 13.40 viene trovata sulla statale vicino al semaforo...
7/4: è molto irrequieta anche oggi. Non vuole stare nell'atrio (dove di
solito sta volentieri vicino alle assistenti) - chiedo perché non vuole
stare lì e mi dice sotto voce che lì ci sono i padroni mentre
mi
mostra un assistente...
Lei
quel giorno si allontana dalle assistenti che sembrano i suoi padroni.
Quando l'abbiamo capito le abbiamo lasciato uno spazio (camera sua senza
padroni e dove in effetti, in quella giornata trascorre molto tempo e si
calma).
18/4:
ho un colloquio con la sorella per avere informazioni sul passato di
Vera.
20/4:
Ho saputo dal colloquio che lei era molto legata ad un fratello- lo
chiamiamo Eric che è morto 10 anni fa.
-
Vedo che cammina avanti e indietro. Sembra che cerchi qualcosa- io ho
tre persone in terapia e dunque non posso andare con lei - Le chiedo di
raccontare qualcosa di Eric- Si siede e dice "Amicizio o
amicizia". Non dico niente. Pausa lunga. (Ho l'impressione che con
persone con Alzheimer le pause se sono molto importanti) quando la
guardo negli occhi continua.
“Preferisco
le donne perché trattenere un uomo mi stufa.....c'era lui, ma lui aveva
una che doveva tenere… conviene lasciare… mi piaceva da morire. Ti
senti nel morale dentro nel cervello e si fa fatica ma onestamente è
giusto. Il cervello va nel cuore… la natura fa sola: uno ti piace e
l'altra no”. Piange, mentre fa una barricata con sedie, bastoni,
carrozzelle davanti alle scale e l'ascensore.
Dopo
che ha finito il lavoro è tranquilla.
8/5:
Oggi prende la scopa però lo mette in spalle e gira così- mi chiede se
le regalo la scopa e al mio si, mi ringrazia con un sorriso. Guarda la
scopa e se la mette in spalle; dice che deve andare a casa dal suo uomo
e tiene tutta la mattina la scopa in spalla fino all'ora di pranzo.
15/5:
la notte non ha dormito niente. Quando viene in palestra mi sono accorta
che come succede spesso; se è sola e c'è silenzio si agita e se ci
sono diverse persone che parlano tranquilli lei si siede e si
addormenta.
22/5:
Oggi è disperata. Piange - tiene la sciarpa come una pallina nelle due
mani. Quando chiedo che cos'ha mi dice "un po' di farina" e lo
stringe ancora più stretto a sé. Non
sono riuscita a capire il significato ma non è importante! Sicuramente
teneva qualcosa che
simbolicamente
aveva un grosso valore.
A
me sembrava che fossero i ricordi della mamma e del fratello Eric che
aveva cercato nei giorni passati. Quando la rassicuro che nessuno lo
toglierà si tranquillizza.
2/6:
Non vuole venire in palestra. Dice: "io non è per non fare le cose
ma mi vergogno perché vedo che non riesco a farle."
Resta
seduta su nell'atrio a guardare quello che le succede attorno.
5/6:
Vogliamo affrontare il problema "notte insonne"
Dalle
consegne si capisce che Vera su 17 notti ne dorme 4 - resta sveglia 6
notti e dorme a tratti per 7 notti.
Per
lei stare a letto è spesso causa di ansia (ricordo che in passato è
stata anche chiusa a chiave in camera).
Quando
parliamo di "dorme a tratti" vuole dire che le assistenti la
fanno stare in loro compagnia e lei si addormenta su una poltrona.
La
conclusione di questo è che dopo la comunicazione di queste
informazioni diminuiscono le notti che resta sveglia tutta la notte.
CENTRO
STUDI INTERNAZIONALE PERUSINI-ALZHEIMER
V.
Nuova di Corva, 40 - 33170 Pordenone
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