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HBsAg

 

Che cos'è

 
L'HBsAg (Hepatitis B surface Antigen) rappresenta l'antigene di superficie (antigene Australia di vecchia denominazione) ed è l'indicatore più importante dell'infezione da virus dell'epatite B (HBV). La reattività antigenica dell'HBsAg è legata al rivestimento esterno del virus. Il virus B misura 42 nm di diametro (particella di Dane), e contiene nella parte centrale (core) di 27 nm, il nucleocapside virale (HBcAg) e l'acido nucleico (HBV-DNA). 
 

 
A cosa serve

 
Identifica i soggetti con infezione in atto, ma non fornisce informazioni sulla replicazione virale.
Il virus penetra nell'organismo e dopo due mesi l'HbsAg è svelabile nel sangue. La comparsa dell'HbsAg può precedere di 1-7 settimane l'aumento di GOT e GPT (transaminasi), della bilirubina e la manifestazione dei sintomi clinici. 
Successivamente si manifestano l'ittero e la restante sintomatologia clinica che durano 40-60 giorni dopo di che l'HbsAg scompare. L'anti-HbsAg è svelabile generalmente durante la convalescenza 20-90 giorni dopo la scomparsa dell'HbsAg. Esso persiste a lungo, probabilmente per tutta la vita, conferendo immunità. Esiste comunque un "periodo finestra" che corrisponde al periodo in cui l'HBsAg si negativizza (4-8 settimane dopo la comparsa dei sintomi) ed il paziente non ha ancora sviluppato gli anticorpi. In questo periodo è in genere positivo l'anticorpo anti-core (anti-HbcAg). 
In alcuni casi l'HBsAg pur essendo presente, ma a bassi livelli, può non essere determinabile alla comparsa dei sintomi. In questi casi è consigliabile l'esecuzione della ricerca del genoma virale (HBV-DNA) con tecniche di biologia molecolare. La persistenza dell'HBsAg (e di HBeAg) per più di 6 mesi, senza comparsa di anticorpi, può indicare l'evoluzione della malattia verso una forma cronica e può essere associata con epatopatia cronica. 
 

 
Come si svolge l'esame

 
Viene identificato sia nel sangue con metodo radioimmunologico sia nel citoplasma degli epatociti con l'immunofluorescenza. Numerose sostanze possono interferire nel dosaggio dando false positività. È consigliabile una dieta ipolipidica nei 3 giorni che precedono il test. Il test deve essere eseguito a digiuno da 12 ore.

 

 

 

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