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Che
cos'è
È
una glicoproteina composta per il 4% da carboidrati,
prodotta dall'embrione durante il periodo di sviluppo fetale
nel sacco vitellino, nel fegato e tratto gastrointestinale
(in questo apparato anche nell’adulto). Alla nascita e nel
corso della vita adulta è presente in concentrazioni molto
basse nel sangue. Può essere utilizzata sia come marker
tumorale sia nel monitoraggio della gravidanza.
A
cosa serve
La
concentrazione di tale proteina, nel sangue aumenta
fisiologicamente in gravidanza, a partire dalla tredicesima
settimana. Valori superiori alla norma di concentrazione nel
liquido amniotico sono espressione di sofferenza fetale, per
cause diverse.
La
ricomparsa di questa proteina nell'adulto o nel bambino in
elevata quantità (superiore a 400 ng/l) segnala la presenza
di un tumore, in particolare del fegato o del testicolo.
Tuttavia questo test non è abbastanza sensibile o specifico
per consentire la diagnosi precoce. Serve piuttosto a
controllare l'evoluzione della malattia: una sua diminuzione
netta segna il regresso della malattia. Valori anormali ma
inferiori a 400 ng/ml possono indicare epatite cronica,
epatite virale, cirrosi.
Come
si svolge l’esame
La
determinazione della concentrazione si effettua sul sangue
prelevato a digiuno. In caso di sospetta o accertata
patologia fetale, l’esame viene effettuato sul liquido
amniotico prelevato tramite amniocentesi.
I risultati
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I
valori normali della concentrazione di alfafetoproteina nel
sangue nell’adulto vanno da 1 a 10 ng/ml. Nella gravida al
I trimestre inferiori a 50 ng/ml, nella gravida al II
trimestre inferiori a 250 ng/ml, nella gravida al III
trimestre inferiori a 450 ng/ml.
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è
importante ricordare che i valori delle analisi cliniche
possono essere assai diversi a seconda della metodica
utilizzata.
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