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L'epatite virale, comune infezione del fegato, è una malattia causata da differenti virus. Quelli attualmente conosciuti, visto che c'è ancora molto da scoprire in questo campo, sono l'Epatite A, Epatite B, Epatite C, Epatite D (Delta), Epatite E.
Il contagio dell'epatite avviene tra uomo e uomo, anche se va precisato che la trasmissione può essere oro-fecale (attraverso i cibi contaminati) per le forme A ed E, oppure parenterale (attraverso i liquidi fisiologici del nostro corpo) per le altre forme.
Fino a qualche anno fa si conosceva solo l'Antigene Australia (HBsAg) e l'interpretazione del risultato era molto semplice perché esso poteva essere positivo o negativo.
Oggi, per la diagnosi di questa patologia, nelle persone sospette (nelle quali sono presenti i segni clinici della malattia: ittero, fegato notevolmente ingrossato e dolente; positività degli esami di laboratorio che indicano i livelli delle
transaminasi e della
bilirubina) vanno effettuati degli esami definiti sierologici, basati cioè sulla ricerca nel sangue degli antigeni del virus responsabile e degli anticorpi diretti verso di essi.
Questi esami vengono denominati
marker proprio perché "marcano" il virus in causa, permettendo di individuarlo e riconoscerlo tra i cinque diversi virus che possono aver causato la malattia. Inoltre, la ricerca dei
marker dell'epatite consente di identificare quelle epatiti definite anitteriche (senza ittero) le quali risultano pericolose in quanto, mancando i segni clinici, finiscono per non essere adeguatamente controllate e curate.
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