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Che
cos'è
Il
PSA (Antigene Prostatico Specifico) è una glicoproteina
presente nel sangue. È presente nel tessuto prostatico
normale sia ipertrofico che neoplastico. La si può trovare
sia in forma libera (PSA-free) che legata alla
alfa1-antichimotripsina.
A
cosa serve
La
quantità di questo antigene presente nel sangue tende ad
aumentare in presenza di qualsiasi malattia della prostata
in evoluzione, maligna o benigna che sia. Valori compresi
tra 20 e 30 ng/ml si rilevano in presenza di un adenoma,
mentre valori ancora superiori possono rendere probabile
l'ipotesi di un carcinoma della prostata. Ai fini di una
corretta valutazione clinica è interessante valutare il
rapporto tra il PSA legato ed il free-PSA che deve essere
minore di 0.20%. Associato ad altri esami strumentali è un
utile test di conferma nel caso di tumori alla prostata.
Utile nel follow-up postoperatorio per la determinazione di
eventuali recidive o metastasi e per controllare l'andamento
delle terapie.
Infatti, il PSA trova utilissimo impiego per cogliere la
progressione della malattia prima che si registrino
variazioni cliniche di rilievo e per segnalare l'eventuale
ripresa della malattia in corso di terapia. Il PSA infatti
aumenta se la malattia va avanti, diminuisce se la malattia
regredisce, rimane oscillante quando la malattia è
controllata dalla terapia. Livelli misurabili di PSA dopo
prostatectomia radicale stanno a indicare la presenza di
malattia residua.
Come
si svolge l’esame
L’esame
si svolge attraverso un prelievo di sangue. È bene evitare
accuratamente il dosaggio dopo manovre quali possono essere
massaggi prostatici, esplorazioni rettali o procedure
strumentali endoscopiche.
I
risultati *
I
risultati normali dovrebbero essere inferiori a 2,5 ng/ml,
ma il valore normale varia in funzione dell'età e delle
dimensioni della prostata.
*
è
importante ricordare che i valori delle analisi cliniche
possono essere assai diversi a seconda della metodica
utilizzata.
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