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Che
cos’è
Il
test controlla una delle vie per le quali avviene la
coagulazione (via estrinseca), misurando il tempo necessario
alla formazione del coagulo di fibrina, quando al plasma del
paziente si aggiungono tromboplastina e calcio.
A
cosa serve
è
utilizzato principalmente per il monitoraggio
di terapie
anticoagulanti orali e serve
a valutare la presenza di disturbi di tipo emorragico.
Un tempo di
protrombina più lungo del normale, se accompagnato da
alterazioni di altri elementi, può indicare carenza di vitamina
K, insufficienza epatica, terapia
con anticoagulanti,
disturbi della coagulazione (per esempio deficit congeniti
del fattore V, VII o X).
I
suoi valori possono diminuire in caso di malattie autoimmuni
(lupus, artrite
reumatoide), sindrome nefrotica.
Come
si svolge l’esame
L'esame
si effettua mediante un prelievo di sangue.
I
risultati*
Il
PT normale varia da 11 a 14 secondi; in
terapia anticoagulante da 20 a 30 secondi.
Un prelievo traumatico e l'eccessiva agitazione potrebbero
alterare il test.
C'è
però da dire che il tempo in secondi del PT esprime la
percentuale di attività dell'enzima, che varia in pazienti
normali dal 78% al 100% (per es. 11 sec.= 100%).
Un'altra
misura dell'attività enzimatica è l'I.N.R., i cui valori
normali sono compresi tra 0,90 e 1,10.
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