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FUMO

 

 

Il fumo è un prodotto gassoso della combustione di una sostanza, solitamente il tabacco, che viene inalato dai fumatori. E’ ormai certo che l'abitudine a fumare tabacco comporta molteplici effetti negativi sulla salute, con l’insorgenza di tumori (non solo polmonari) e di altre malattie dell’apparato respiratorio e cardiovascolare che, nel loro complesso, superano abbondantemente quelli derivanti dagli inquinanti atmosferici. Il fumo di sigaretta uccide ogni anno 4 milioni di persone (una ogni 8 secondi), che saranno 10 milioni nel 2020 (una ogni 3 secondi). Se l'attuale trend continuerà il tabacco tra vent'anni sarà responsabile di quasi un decesso su otto, di cui il 70% nei paesi in via di sviluppo. Sono questi i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
In Europa, come anche negli Stati Uniti, sono 500.000 all'anno le morti provocate dal fumo e in Italia, fra i 15 milioni di fumatori, si contano ogni anno dai 60.000 agli 80.000 decessi. Benché negli ultimi anni la percentuale complessiva dei fumatori sia in calo, nei paesi occidentali, è aumentato il numero delle giovani donne fumatrici, di pari passo con la sempre maggiore competitività sociale e lavorativa, facendo registrare un concomitante incremento nella mortalità a causa del tumore polmonare.

Tra le diverse modalità con cui il tabacco può essere consumato, le sigarette sono certamente le più nocive, anche se il fumo prodotto da un sigaro o dalla pipa non è certo meno dannoso. Inoltre i tabacchi da fiuto e quelli da masticare sono stati recentemente riconosciuti come la causa del cancro della cavità orale e di numerose malattie della bocca.

 

 

COMPOSIZIONE DEL FUMO

 

La composizione del fumo di tabacco che viene inalato è stata oggetto di molti studi, dai quali risulta che neppure l'uso di filtri è sufficiente a proteggere il fumatore dagli effetti pericolosi di alcuni potenti cancerogeni, come gli idrocarburi policiclici, le betanaftilammine e le nitrosammine, che danno origine a tumori su diversi animali da laboratorio. Il filtro, infatti, espone i fumatori che ne fanno uso a un rischio di sviluppo di tumori comunque elevato, che, tuttavia, sembra essere del 20-30% inferiore rispetto a quello che corrono i fumatori che non lo utilizzano. Il fumo contiene circa 5000 diverse sostanze (i cosiddetti prodotti di combustione), tra cui hanno una maggiore rilevanza dal punto di vista della tossicità sostanze come ammoniaca, acido cianidrico, benzene, formaldeide, benzopirene, ossido di azoto e monossido di carbonio. Quest'ultimo è responsabile di un ridotto afflusso di ossigeno ai tessuti, che danneggia le cellule. Il principale componente del fumo di tabacco è, tuttavia, la nicotina, una sostanza altamente tossica, che provoca costrizione dei vasi sanguigni, con conseguente aumento della pressione del sangue e della frequenza cardiaca e un incremento dell'attività dei nervi simpatici. Essa può provocare assuefazione e dipendenza e secondo alcuni ricercatori, avrebbe un potenziale superiore addirittura alla cocaina.

 

 

MALATTIE RICONDUCIBILI AL FUMO


Al fumo vengono ricondotte malattie come il cancro dei polmoni, della faringe, delle labbra, del cavo orale, dell'esofago e del pancreas, malattie dell'apparato cardiovascolare, come le coronaropatie, l'ictus, le emorragie cerebrali e le vasculopatie periferiche, la bronchite cronica e l'enfisema.
Le coronaropatie e in particolare l'infarto del miocardio rappresentano la causa principale di morte legata al fumo di sigaretta e sono dovute principalmente agli effetti della nicotina e del monossido di carbonio, che favoriscono la formazione di aterosclerosi.

La seconda causa di morte legata al fumo è il cancro ai polmoni, che presenta un legame diretto di causa-effetto con il fumo, come si può facilmente constatare confrontando la differenza d'incidenza di questa patologia tra gruppi di fumatori e di non fumatori. Oltre ai polmoni, sono numerosi gli organi colpiti da tumori per i quali è dimostrata una relazione causale con il fumo, come quelli del cavo orale, della faringe e del pancreas e il loro rischio di insorgenza è direttamente proporzionale al numero di sigarette fumate.

Un’altra malattia che presenta una relazione diretta di causa-effetto con il fumo è la pneumopatia cronica ostruttiva. Inoltre le vasculopatie periferiche, che colpiscono gli arti inferiori, sono più diffuse tra i fumatori e sono provocate dallo sviluppo di placche aterosclerotiche sulle pareti dei vasi sanguigni e nei casi più gravi, in cui si sviluppa una gangrena, può essere necessario ricorrere all'amputazione della parte interessata. Anche in questo caso, il rischio di comparsa della malattia è strettamente dipendente dalla quantità di sigarette fumate.

Anche gli interventi chirurgici comportano, per i fumatori, un rischio maggiore di complicazioni postoperatorie, come, ad esempio, la trombosi venosa profonda che può provocare embolia polmonare o addirittura la morte.

Quasi tutti i problemi cerebrovascolari potenzialmente mortali, in particolare l'ictus e l'emorragia cerebrale, presentano correlazioni con il fumo.

I danni del fumo riguardano anche il feto nel corso della gravidanza. Infatti, molti studi hanno evidenziato l'esistenza di una relazione tra il numero di sigarette fumate dalla madre e l'insorgenza di gravi complicazioni durante la gravidanza, come aborti spontanei, malformazioni congenite, prematurità, neonati a basso peso, la nascita di bambini morti o scarsamente vitali e alcuni casi di morte neonatale improvvisa.

Anche nell'anziano l'assunzione costante e prolungata di tabacco ha un effetto molto rilevante e rappresenta un grave fattore di rischio, in grado di influenzare sia la qualità che la durata della sua vita. 

È consigliabile smettere di fumare o, quantomeno, ridurre il numero delle sigarette fumate quotidianamente. I benefici che ne derivano sono legati all'aumento dell'aspettativa di vita e al miglioramento della funzionalità respiratoria, che si avverte quasi subito e inoltre, smettendo di fumare, il rischio di alcune malattie diminuisce notevolmente.

 

 

FUMO PASSIVO

 

L'esposizione involontaria al fumo passivo (quello che si respira da altri) è anch'essa molto pericolosa per la salute non solo perché comporta irritazione agli occhi e alla gola, senso di fastidio, cefalea, ma soprattutto perché, in base ad alcuni dati recenti, comporta un rischio di sviluppo del cancro ai polmoni superiore dell'1,5% rispetto a quello che corrono i non fumatori non soggetti a fumo passivo. Il rischio d'infarto e di malattie cerebrovascolari per fumo passivo non è stato quantificato altrettanto precisamente, ma è anch'esso più alto che nei soggetti non esposti.

 

 

 

  

 

 

 

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