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Di
particolare importanza risulta essere l’alimentazione negli anziani, i quali,
il più delle volte, tendono ad alimentarsi in maniera sbagliata.
Infatti,
solitamente, l’anziano è portato ad adottare un’alimentazione con degli
errori dietetici, che possono esprimersi in un eccesso o in una carenza di cibo.
Per
quanto riguarda le forme di eccesso, queste, nell’anziano sono più rare e più
facilmente individuabili, le loro nette e chiare ripercussioni sul cuore, sulla
circolazione e sul peso del soggetto anziano, bastano a renderlo edotto e a
fargli prendere gli opportuni provvedimenti.
Le
forme di carenza, invece, vengono troppo spesso ignorate, sono più difficili da
essere individuate e si esprimono, nella maggior parte dei casi, con piccoli
segni a carattere generico e facilmente possono essere scambiati con una
sintomatologia legata solamente o essenzialmente all’età.
Alcuni
fattori che possono indurre gli anziani ad adottare una dieta carente possono
essere il costo di determinati alimenti, la difficoltà nella preparazione di
alcuni cibi, l'utilizzazione di alimenti già preparati per più giorni, la difficoltà
di masticazione per protesi assenti o non adatte, l'insufficienza digestiva per
enteropatie croniche di tipo atrofico o per epatopatie croniche, o per
insufficienza pancreatica digestiva, l'insufficiente distribuzione dei cibi per
turbe circolatorie, l'insufficiente utilizzazione per ipoinsulinismo, per
asfissia, per deficit enzimatici o per facile accumulo di scorie metaboliche a
causa di iperazotemia o iperuricemia.
Indubbiamente
la carenza alimentare di più facile riscontro è quella proteica, legata sempre
alla carenza di vitamine e sali minerali.
La
sintomatologia di una dieta carente è rappresentata da:
-
mancanza
di appetito (per deficit di vitamina B o di sostanze proteiche);
-
perdita
di peso (specie nei casi di carenza anche quantitativa calorica), che però
tende ad un certo momento ad arrestarsi;
-
riduzione
della temperatura corporea;
-
diminuzione
del metabolismo di base;
-
bradicardia,
tendenza agli edemi, disidratazione cellulare;
-
scarso
spirito di iniziativa, abulia, tendenza alla depressione, sensazione
soggettiva di invecchiamento;
-
modificazione
dello stato di nutrizione della cute, con diminuzione dell’elasticità,
aumento delle rughe, disidratazione (soprattutto per carenza vitaminica).
Si
tratta, quindi, di tutti fenomeni che possono facilmente passare sotto il quadro
generale di invecchiamento, mentre spesso rappresentano un fenomeno di
iponutrizione, e possono in tal caso essere almeno in parte corretti con
l’instaurazione di un adatto regime alimentare.
E’
anche da tener presente che talvolta la "malnutrizione" è puramente a
livello cellulare, e può essere conseguente non solo a un carente apporto, ma
anche a una distribuzione insufficiente per turbe circolatorie, o ad un accumulo
di scorie metaboliche.
Una
dieta ben equilibrata per un soggetto anziano (sui 70 anni, di medio peso e
statura) dovrebbe comprendere:
Protidi
g 120 (pari al 20-25% in calorie)
Lipidi
g 75 (pari al 20-25% in calorie)
Glicidi
g 320 (pari al 55-60% in calorie)
per
un totale di circa 2400-2500 calorie giornaliere (si considera, logicamente, un
soggetto con vita media normale, senza lavoro particolare, ma in buon movimento,
non allettato, autosufficiente).
In
conclusione, per una corretta alimentazione, ricordiamo i consigli pratici
proposti da Proudfit e Robinson:
-
qualcosa
di caldo ad ogni pasto;
-
una
tazza di brodo all’inizio del pasto stimola l’appetito e facilita la
digestione;
-
quattro
o cinque piccoli pasti, invece di tre pesanti, favoriscono una completa
digestione;
-
quando
il pasto della sera è più leggero, il sonno è meno disturbato;
-
un
bicchiere di latte caldo prima di coricarsi facilita il sonno.
Questi
sono consigli per le persone anziane, ma che possono facilmente applicarsi a
qualsiasi età, in quanto base per una buona ed igienica applicazione dietetica.
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