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È
un’antichissima tradizione della filosofia indù che
consiste in posture fisiche che vanno a influire su
specifiche funzioni organiche, mentali e spirituali. Parte
integrante di questo percorso è la meditazione, il cui
principio è quello di riportare calma e chiarezza
d’azione attraverso il raccoglimento interiore.
Il
termine yoga proviene dalla radice sanscrita "yuga",
cioè appaiarsi, unirsi. Chi
insegna questa disciplina ritiene di poter raggiungere
un’unione cosmica attraverso il movimento e la
meditazione. Lo yoga è insegnato da fisioterapisti,
fisiatri, psicologi e istruttori di danza, oltre che
naturalmente dagli yogin. Molti yogin desiderano
trasmettere tutti gli aspetti del loro modo di vivere, tra
cui spesso il pacifismo e il vegetarianismo,
attraverso il quale ritengono possa essere raggiunta
un’unità spirituale con il cosmo.
Per
la maggior parte degli yogin,
praticando lo yoga è possibile arrivare all'unione con
l'oggetto di conoscenza, rappresentato dallo spirito
universale Brahma, mentre una parte minore di essi,
non credenti, cerca la perfetta conoscenza di sé al
posto della conoscenza di Dio.
Gli
otto stadi
Per
il raggiungimento della perfetta
conoscenza, la pratica dello yoga si compone di un cammino
in otto stadi.
Primo
stadio: l'autocontrollo (yama),
che comporta la sincerità, l'astinenza dai piaceri
corporei, la rinuncia a regali e la proibizione di causare
dolore in qualsiasi essere vivente.
Secondo
stadio: l'osservanza religiosa (niyama),
che implica il rigore morale, la povertà, i riti di
purificazione, la recitazione degli inni vedici e la fede
sincera nell'Essere Supremo.
Terzo
stadio: le posizioni del corpo (asana),
ritenute indispensabili per tutti gli stadi successivi.
Quarto
stadio: il controllo del respiro (pranayama),
che comprende l'alterazione della profondità e del ritmo,
la respirazione con l'una o l'altra delle narici e
l’interruzione virtuale del respiro.
Quinto
stadio: il ritiro dei sensi (pratyahara),
cioè l'impegno a dissuadere i sensi dagli oggetti
estrinseci, indirizzando la mente su stessa.
Sesto
stadio: la concentrazione della mente (dharana),
che centra l'attenzione su una qualsiasi parte del corpo,
rendendo così il praticante insensibile ai fattori esterni
di disturbo.
Settimo
stadio: la meditazione (dhyana),
che concentra la mente sull'oggetto di conoscenza,
specialmente sul Brahma, fino all'esclusione di qualunque
altro pensiero.
Ottavo
stadio: il raccoglimento assoluto (samadhi),
ossia l’assoluto assorbimento del pensiero nell'oggetto di
conoscenza e la conseguente sua unione ed identificazione
con esso. Il raggiungimento della samadhi
libera l'individuo dalle illusioni dei sensi e dalle
contraddizioni della ragione. Esso è pensiero che, giunto
oltre se stesso, si attua annullandosi e conduce a una
specie di illuminazione interiore, l'estasi prodotta dalla
vera conoscenza della realtà.
Secondo
la dottrina dello yoga avviene raramente di giungere allo
stadio finale nel tempo di una sola vita. Si sostiene, anzi,
che sia necessario rinascere sette volte prima di riuscire
ad avere l’effettiva liberazione, la divisione dello
spirito dalla materia (Kaivalya).
Si
suppone che, una volta raggiunto il Kaivalya,
gli yogin esperti
conquistino poteri eccezionali come l'insensibilità alle
temperature, al piacere o al dolore, una specie di stato
catalettico indotto dall'autoipnosi o la capacità di
compiere atti sovrannaturali, mentali e fisici.
Quando
utilizzare lo yoga
La
pratica dello yoga serve ad aumentare la forza, combattere
lo stress
e controllare il dolore, ed è seguita da persone di tutte
le età. Particolari movimenti si sono rivelati davvero
efficaci nei programmi di riabilitazione delle vittime di
incidenti o di ictus
e alcuni esercizi yoga sono stati adattati per anziani ed
infermi, in quanto possono essere eseguiti a letto o su una
sedia a rotelle. Molti fisioterapisti consigliano di
praticare yoga per diminuire l’ansia
e ridurre gli attacchi di panico. Inoltre esso si rivela
utile per aiutare i bambini timidi ad acquistare sicurezza e
autostima. Altre possibili applicazioni della tecnica yoga
sono il supporto nella cura di pazienti cardiopatici,
l’insegnamento ai malati terminali di cancro
per consentire loro di raggiungere una maggiore serenità e
il suo utilizzo come terapia alternativa per aiutare gli
anziani ad aumentare l’agilità e la mobilità.
Un’altra
tecnica dello yoga, che deriva sempre dalla meditazione, è
quella della ripetizione dei suoni sacri, i mantra,
sillabe particolari, le cui frequenze risanatrici calmano la
mente e le emozioni, facendo, nello stesso tempo, vibrare in
modo rigenerante, determinati organi interni.
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