|
Le
calamiti e le correnti elettromagnetiche sono
particolarmente apprezzate per la loro pronta azione
analgesica e antinfiammatoria su muscoli e ossa, dove
vengono generalmente applicate, ma studi recenti
allargano di molto il loro campo d’azione,
dimostrando che i campi magnetici risultano efficaci
nella ricostruzione dei tessuti, nelle malattie
cardiovascolari, in dermatologia, ginecologia,
neurologia e oncologia.
Origini
Di
fenomeni magnetici si è lungamente parlato fin dal più
lontano passato. Sia in Oriente che tra gli Egiziani
si trovano segni di cure attuate con i magneti. Da
millenni, presso molti popoli, è nota l’azione
sedativa, rilassante, di scarico e di svuotamento
prodotta dal Polo Nord e l’azione
di tensione, di forza e di energia.prodotta dal Polo
Sud.
Tra
i precursori della magnetoterapia possiamo
ricordare soprattutto Paracelso, il quale diffuse in
Occidente l’uso della calamita in terapia,
nell’idea che tutti gli esseri viventi possedessero
una forza misteriosa analoga a quella magnetica e
proveniente dai pianeti, e sostenendo che
l’applicazione diretta del magnete su un focolaio
morboso, seguendo determinate regole di orientamento
polare, avrebbe esercitato un’azione assorbente sui
versamenti, e risolvente in altre manifestazioni
patologiche. Ma fu proprio nel XVIII secolo che, nel
clima infuocato della medicina settecentesca, sorse la
dottrina Mesmer o teoria del magnetismo animale
o magnetoterapia.
Dopo
alcuni anni di vasta popolarità e di enorme successo,
il nuovo metodo di cura andò lentamente declinando.
Il
campo magnetico
La
moderna magnetoterapia è stata riconosciuta a livello
nazionale come terapia nel campo della Omeopatia
e Naturopatia.
L’impiego
dei campi magnetici in medicina è piuttosto diffuso,
anche se poco noto, ed è legato ai benefici effetti
prodotti dalla polarità. Il suo principale utilizzo
si riscontra nell’accelerare la calcificazione
ossea, ma anche, per esempio, per attuare
un’occlusione coagulativa di un aneurisma celebrale.
Il
Consiglio Nazionale di Ricerca (CNR) ha anche studiato
il meccanismo secondo cui si ottengono benefici
dormendo o riposando con la testa orientata verso il
Polo Nord, verificando strumentalmente il
miglioramento di diversi valori come la circolazione
sanguigna, la pressione arteriosa, il ritorno venoso e
la migliore efficienza dell’emoglobina
nei globuli rossi.
Considerando
la polarizzazione Nord-Sud ci sottoponiamo ad un
flusso magnetico costante che favorisce la
mineralizzazione delle ossa.
Con
la magnetoterapia possiamo ricreare il campo magnetico
terrestre, riproducendolo artificialmente. Applicando
la terapia, per esempio, ad un vaso sanguigno con il
polo negativo, attrarremo verso esso gli ioni di segno
positivo, mentre quelli di segno negativo si
disporranno al lato opposto.
Questo
permette un corrente flusso molecolare in forma
microscopica. Si tratta del cosiddetto effetto
Hall (dal nome del suo scopritore,
professore nella rinomata Università americana di
Harvard). In questo caso esso determina benefici sia
di tipo circolatorio che di tipo antidolorifico e
cicatrizzante, poiché tende a migliorare il
metabolismo delle cellule della parte interessata.
Sintomi
e malattie
Sono
molti gli studiosi ad asserire che un’insufficienza
di campo magnetico biologico sia all’origine
del generale indebolimento dei pazienti, dell’aumento
dei tempi di convalescenza e di maggior facilità a
contrarre malattie.
La
distruzione del campo magnetico, a causa
dell’incessante inquinamento atmosferico, viene
addirittura ritenuta una delle cause principali di
moltissime malattie.
Alcuni
sintomi abituali della cosiddetta sindrome da
carenza di campo magnetico biologico (termine
coniato da ricercatori giapponesi che adattano la
terapia magnetica da molti anni) sono rigidità alle
spalle, alla schiena, al collo e alle vertebre
cervicali, crampi notturni, insufficienza epatica,
dolori mestruali, emicrania, mani e piedi freddi,
impotenza, emorroidi acute, ipotensione, ipertensione,
ulcera, formicolio all’estremità degli arti
inferiori e superiori, discopatia, vene varicose
acute, stitichezza abituale, nevralgie, esaurimenti
nervosi e vari disturbi circolatori.
È
tipico che in caso di carenza di campo magnetico non
si riesca a trovare una causa specifica dei fastidi,
che continuano a perdurare malgrado le diverse cure,
senza migliorare anche quando questi sintomi
accompagnano altre malattie: come ipertensione,
artrosi, diabete,
ecc. essi persistono anche dopo che queste malattie
sono state superate.
Inoltre
è indicata nei casi in cui è utile stimolare il
rinnovo dei tessuti dopo circostanze dannose di varia
natura. Altre situazioni sono il risanamento di
fratture ossee, la cura di ulcere cutanee di origine
vascolare nei diabetici, il recupero anatomico
funzionale di nervi lesi, la riduzione di cicatrici
cutanee deturpanti. Buoni risultati sono
accertati anche nel trattamento di contusioni,
distorsioni articolari e in tutti i lievi traumi
muscolo-articolari.
Potenzia
anche le difese dell'organismo con ripolarizzazione
elettrica delle cellule. Produce un'azione antistress,
rigenera le cellule compromesse potenziando la
cinetica enzimatica e ripolarizzando le membrane
cellulari. Agendo sui radicali liberi, sugli
oligoelementi e sulle sostanze ferromagnetiche
dell'ambiente intracellulare (vitamine del complesso
B) risulta essere di importanza fondamentale per
l'equilibrio omeostatico della cellula, così come
un'eventuale esposizione ad un campo alterato può
implicare notevoli ripercussioni per la cellula
stessa. La magnetoterapia promuove quindi un
miglioramento di tutti i fenomeni riparatori con netta
azione antinfiammatoria, antiedematosa, biorigenerante
e antalgica senza effetti collaterali.
|