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Il
nutrizionismo (oppure micronutrizione o medicina
ortomolecolare) propone il ripristino della salute
attraverso un’alimentazione sana, che tenga conto di un
giusto apporto di sostanze
nutritive essenziali, come vitamine, grassi, proteine,
carboidrati, sali minerali e acqua).
Per
vivere sani e sereni, la prima condizione è quella di
essere in sintonia con la natura, rispettandone le leggi.
Secondo i medici che si occupano di medicina ortomolecolare,
“salute” non vuol dire mancanza di malattie, ma una
dimensione di vita che consideri l’uomo come un insieme
inscindibile di corpo, mente e anima.
La
terapia ortomolecolare fu creata
dal premio Nobel americano per la chimica e per la pace,
Linus Pauling, ed è fondata sul concetto che la vera
prevenzione consiste nel controllo del proprio stile di
vita, attraverso mutamenti che comportano però
l’acquisizione della consapevolezza delle proprie scelte.
Come
funziona
Tramite
la conoscenza di quegli elementi chimici che sono alla base
della struttura del nostro corpo, del cibo e
dell’ecosistema, è possibile riportare in equilibrio tra
loro questi elementi, per arrivare ad uno stato di
benessere. In base a questo equilibrio, il medico
nutrizionista analizza e definisce quello che è valutato
per il nostro organismo il giusto apporto di sali minerali,
amminoacidi e vitamine, impiegando anche i diversi
metodi terapeutici legati alle medicine naturali.
Inoltre,
secondo il metodo ortomolecolare, è di fondamentale
importanza mantenere sempre il pH dell’organismo verso
valori basici (pH >7). Infatti, per far funzionare
correttamente le cellule, i tessuti e i fluidi del corpo
umano, questo valore deve essere mantenuto stabile e
lievemente basico (il pH del sangue è compreso fra
7.39-7.41). Quindi, nella cura ortomolecolare, conservare la
basicità dell’organismo significa dare al corpo uno stato
di benessere. E per far si che questo avvenga bisogna,
attraverso una corretta alimentazione, assumere una giusta
dose di frutta e verdura e una bassa quantità di proteine.
Infatti,
gli alimenti hanno effetti complessi che possono
condizionare la nostra salute, fisica e mentale. Si sa, per
esempio, che pasta e dolci facilitano la secrezione di
serotonina, l’ormone che presiede allo stato di
rilassamento, o che certi additivi rendono i bambini
iperattivi. Secondo i nutrizionisti, disturbi come cefalea o
reumatismi, ansia
e ritenzione idrica dipendono da intolleranze alimentari,
cioè da fenomeni allergici subdoli e cronici.
Per
individuare le intolleranze questa terapia si avvale di
diversi test diagnostici: Alitest, Dria, Vega, Citotest, che
vengono eseguiti sulle urine o sul sangue, per valutare
forme di scompenso nell’organismo. Invece, per individuare
le carenze di sali si ricorre al mineralogramma,
un’analisi per la valutazione dei minerali nutrizionali e
tossici contenuti nei capelli. Infine, il medico prescrive
la dieta adatta ai bisogni dell’organismo.
A
cosa serve
Rispondono
bene a questo tipo di terapia coliti, gastriti e
stitichezza, ma anche disturbi del metabolismo (sovrappeso, diabete),
insonnia,
ansia, cefalea.
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