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La
danzamovimentoterapia è una modalità specifica di
trattamento di una pluralità di manifestazioni della
patologia psichica, somatica e relazionale, ma anche una
suggestiva possibilità di ricerca del benessere e di
evoluzione personale.
La
danzamovimentoterapia si è sviluppata nel continente
americano, in Europa e in altre parti del mondo,
diversificandosi in una pluralità di modelli e orientamenti
teorici, tecnici e applicativi.
Si inizia a parlare di Danzaterapia dagli anni '40. Alcuni che si occupavano di danza iniziarono ad aprirsi verso gli studi di Darwin,
Freud, Lowen, ... e coloro che si occupavano della psiche incominciarono ad interessarsi del corpo e del suo movimento.
Marian Chace negli anni '40 (danzatrice e coreografa) iniziò un periodo di ricerca sui suoi allievi e sui loro cambiamenti, decidendo di proporre a persone sofferenti la sua esperienza di comunicazione non verbale attraverso la danza. Lavorò presso un Ospedale psichiatrico
(St. Elizabeth di Washington, U.S.A.) utilizzando ciò che della danza poteva essere portato nell'ambito terapeutico: il corpo e le sue azioni, le difficoltà e le esagerazioni dei movimenti, la relazione empatica tra terapeuta e paziente, la forza del ritmo.
Trudi Schoop (danzatrice) portò la sua esperienza all'interno di un Ospedale Psichiatrico (in California) per permettere a delle persone sofferenti di comunicare in modo differente aiutandoli a trovare la serenità. Utilizza il concetto di unità corpo - mente alla base della sua metodologia, focalizzando il suo intervento sulla respirazione, il ritmo e l'uso dello spazio.
In Argentina Maria Fux (danzatrice, coreografa e pedagogista) sviluppò il suo metodo per creare "un ponte per andare incontro all'altro". Utilizzò la danza per permettere a persone isolate, sorde di sentire la musica e il movimento attraverso il corpo. La danza venne vista come integratrice.
Nel
nostro paese le prime esperienze, sin dall’inizio presenti
anche in ambito istituzionale, risalgono agli anni settanta.
Da quell’epoca
molta strada è stata percorsa, ad opera di numerose
associazioni e scuole di formazione.
La
danzamovimentoterapia, che si collega idealmente ad antiche
tradizioni nelle quali la danza era un mezzo fondamentale
nelle pratiche di guarigione, ripropone negli attuali
contesti clinico-sociali le risorse del processo creativo,
della danza e del movimento per promuovere l’integrazione
psicofisica e relazionale, il benessere e la qualità della
vita della persona.
Associata
di frequente con altre forme di cura, la
danzamovimentoterapia trova applicazione nel trattamento dei
numerosi disturbi psichiatrici: dalle psicosi ai disturbi
d’ansia e dell’umore, dalle malattie psicosomatiche ai
disturbi del comportamento alimentare e alle
tossicodipendenze.
La
danzamovimentoterapia è inoltre una collaudata modalità di
approccio a diverse forme di handicap fisico, psichico e
sensoriale.
Al
di là della dimensione terapeutica e riabilitativa, la
danzamovimentoterapia esprime anche competenze e tecniche
rivolte allo sviluppo delle risorse umane, alla prevenzione
del disagio psicosociale, alla formazione e al lavoro
educativo.
Nei
più diversi contesti pubblici e privati (centri diurni,
unità riabilitative, comunità terapeutiche, centri
socio-educativi, ospedali, studi professionali, carceri,
scuole, consultori, ecc.), la danzamovimentoterapia ha
trovato terreno fertile per un lavoro basato sull’unità
mente-corpo-relazione che incontra immediatamente il bisogno
di salute della gente.
L'APID
(Associazione Professionale Italiana
Danzamovimentoterapia): è una associazione di
danzamovimentoterapeuti con specifica formazione e regolare
pratica professionale provenienti da tutto il territorio
nazionale. È stata istituita nel 1997.
L’APID
si propone per statuto di:
a)
qualificare in Italia la pratica della
danzamovimentoterapia;
b)
promuoverne e tutelarne la qualità professionale, etica e
scientifica;
c)
definire il profilo del danzamovimentoterapeuta;
d)
istituire e pubblicizzare un registro professionale italiano
dei danzamovimentoterapeuti;
e)
promuovere il riconoscimento legale della professione;
f)
promuovere l’interscambio tra enti e soggetti che operano
nell’area del disagio;
g)
curare la corretta informazione sulla danzamovimentoterapia
e sulle sue applicazioni.
Elena
Fossati
*
Danzamovimentoterapeuta
APID
Terapista
della riabilitazione Psichiatrica e psicosociale
Terapista
Occupazionale
*
Parte dei contenuti dell'elaborato sono stati presi
direttamente dal profilo professionale stilato dall'APID (http://members.tripod.it/apid/apid.html)
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