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L'artrosi
è
un'alterazione cronica degenerativa delle articolazioni, essenzialmente dovuta
alla vecchiaia. è infatti
caratterizzata dall'usura e dall'ossificazione
delle superfici cartilaginee articolari. Tuttavia essa può manifestarsi
anche in individui giovani, a causa di traumi, e nelle persone obese
e affette da vene varicose. Esistono
vari tipi di artrosi che, nei soggetti anziani, generalmente, si evolvono in
artrosi
dell'anca e artrosi del ginocchio.
CAUSE
Oltre
all’età, ci sono diverse altre cause che possono favorire l’usura delle
cartilagini e quindi la comparsa dell’artrosi. Tra queste ricordiamo l’obesità,
che favorisce l’insorgenza di artrosi soprattutto nelle articolazioni che più
sopportano il carico del corpo (ginocchia, caviglie, anche, colonna vertebrale
lombare), il superlavoro, soprattutto in coloro che svolgono determinati lavori
ripetitivi (chi usa molto i polsi nei lavori manuali) o chi svolge attività
sportiva in modo professionale (artrosi alle ginocchia nei calciatori, alle dita
nei pugili, al gomito nei tennisti, ecc.). In una minoranza di casi, un difetto
ereditario nella produzione di collagene, un costituente fondamentale della
cartilagine, può fare dell’artrosi una vera malattia ereditaria. Altre
cause potrebbero essere costituite da un trauma acuto, dalla predisposizione del
sesso (dopo i 55 anni di età le donne hanno una maggiore probabilità di
manifestare i sintomi della malattia) o anche la presenza di altre malattie
reumatiche, come ad esempio l’artrite
reumatoide, che potrebbe a sua volta favorire lo sviluppo di artrosi
nelle articolazioni colpite.
SINTOMI
La
sintomatologia clinica è rappresentata da dolori articolari, persistenti o
ricorrenti, di media intensità,
che compaiono con l'esercizio e si affievoliscono con il riposo e da una rigidità
dei muscoli che svanisce non appena si riprende l'attività. Questi dolori
limitano il movimento della colonna vertebrale o dell'articolazione colpita.
Qualche volta si manifesta un rigonfiamento dell'articolazione, che può essere
più o meno avvertito dal paziente. Spesso accade che una persona si accorga di
avere l'artrosi in seguito all'esecuzione di radiografie
eseguite per motivi diversi, spesso non collegati al dolore articolare.
CURA
La terapia dell'artrosi è di solito volta alla riduzione del dolore. Come
terapia gioveranno farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e iniezioni
intraarticolari di cortisone, oppure
trattamenti di fisioterapia volti a migliorare la mobilità dell'articolazione.
I timori per gli effetti negativi degli antinfiammatori sullo stomaco sono
diminuiti grazie a una nuova famiglia di farmaci, i Coxib. L'efficacia di questi
nuovi medicinali nella cura delle malattie reumatiche è risultata del tutto
equivalente a quella dei FANS più comunemente utilizzati. Nei casi di
maggiore gravità, è opportuno intervenire con provvedimenti ortopedici correttivi o chirurgicamente.
C'è
da dire, però, che attraverso cure mediche, fisiche e chirurgiche si possono
ottenere solo parziali miglioramenti dell'artrosi.
NOVITà
Una
recentissimo studio condotto in Belgio ha confermato la validità del primo
farmaco al mondo in
grado di curare l'artrosi fermandone l'avanzare. Secondo gli specialisti, questo
studio apre la strada a una vera e propria rivoluzione nella cura di una
malattia degenerativa delle articolazioni, che affligge il 12% della popolazione
mondiale. Il nuovo medicinale, che è stato sperimentato in uno studio durato
tre anni e pubblicato sull'importante rivista The Lancet, è la Glucosamina
Solfato. Una sostanza naturale, un aminozucchero presente normalmente
nell'organismo, soprattutto nelle articolazioni, nel liquido sinoviale, nei
tendini, nei legamenti, ma anche nelle valvole cardiache, nell'occhio, nel
sangue e nei tratti digerente e respiratorio. In chi soffre di artrosi - ha
spiegato presentando lo studio il professor Lucio Rovati, docente di
farmacologia clinica all'università di Parma - si verifica un difetto metabolico
nella biosintesi e nell'assemblaggio della Glucosamina (che viene sintetizzata
dal glucosio) e nella produzione dei proteoglicani". Questi, che
costituiscono i principali costituenti della cartilagine articolare, ne
garantiscono le proprietà biomeccaniche, quali l'elasticità e
l'ammortizzamento degli urti. Ma questo farmaco non è una novità. Infatti,
esso è stato scoperto in Italia nei primi anni Ottanta, nei laboratori
Rottapharm di Monza. Soltanto adesso però, dopo la sperimentazione di Liegi, e
la pubblicazione dei risultati sulla rivista scientifica, ne viene riconosciuta
la particolare importanza.
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