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IPERTENSIONE

 

 

I valori della pressione arteriosa (la forza con cui il cuore pompa il sangue nei i vasi sanguigni) si aggirano normalmente intorno ai 120-130 mm Hg per la pressione massima (sistolica) e sui 70-80 per la minima (diastolica). Si parla invece di ipertensione in senso clinico, quando la pressione arteriosa sistolica è superiore a 160 mm Hg e quella diastolica superiore a 95 mm Hg. 

In taluni pazienti ipertesi i valori possono giungere a livelli elevatissimi (300 di massima e 150 di minima) comportando un rischio elevato di ictus cerebrale e di infarto cardiaco

Si calcola che gli ipertesi, tra gli italiani, siano il 21-25% della popolazione. Tra chi ha meno di 30 anni il 5%, tra chi ha più di 65 anni l’80%. Inoltre, i morti ogni anno a causa dell'ipertensione (infarto e ictus) sono 300.000 in Italia e 5.000.000 nel mondo. L'aumento della pressione arteriosa è ovviamente un sintomo di una malattia e non una malattia vera e propria.

 

 

CAUSE


Le cause dell’ipertensione possono scaturire da molteplici fattori. Nella stragrande maggioranza degli ipertesi non è possibile riscontrare una causa vera e propria dell'ipertensione, che viene pertanto definita ipertensione essenziale. Alcune ricerche hanno consentito di individuare nelle persone affette da ipertensione essenziale un insieme di anomalie che potrebbero essere alla base dello stato ipertensivo, come l'alterazione a carico del sistema nervoso simpatico, un ipotetico fattore genetico, il sovrappeso, alcool, stress, ecc.

In un piccolo numero di pazienti (5% circa) l'ipertensione rappresenta, invece, il sintomo di un'altra malattia. In questo caso si parlerà di ipertensione secondaria, dovuta principalmente a malfunzionamento dei reni e anomala produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali. Anche la pillola anticoncezionale potrebbe essere causa di un'ipertensione secondaria, che generalmente scompare alla sospensione del farmaco. 

 

 

SINTOMI

 

I sintomi dell’ipertensione possono essere riuniti in vari gruppi. Pertanto si possono avere sintomi legati all’alto regime pressorio: in tal caso consistono in cefalea, ronzii alle orecchie, tensione dolorosa alla nuca al risveglio, epistassi, ecc. e sintomi legati a lesioni del cuore: compaiono i segni dell’insufficienza ventricolare sinistra. Spesso, però, l'ipertensione è asintomatica.

 

 

CURA

 

Nella stragrande maggioranza dei casi l'ipertensione, dove necessario, può essere trattata in maniera soddisfacente con la terapia farmacologica. I farmaci antipertensivi maggiormente utilizzati (diuretici, beta-bloccanti, calcio-antagonisti, ACE-inibitori e farmaci bloccanti i recettori alfa-adrenergici), agevolano l'eliminazione dei liquidi e dei sali accumulati nei tessuti che circondano le arterie, altri impediscono al cuore di pompare con troppa forza, altri ancora dilatano i vasi sanguigni. 

Il trattamento farmacologico deve essere valutato dal medico in base al tipo di paziente, all'età, alla razza e in particolar modo alla eventuale contemporanea presenza di altre patologie. 

Nei casi di ipertensione lieve, prima di fare ricorso ai farmaci, sarebbe opportuno correggere un eventuale sovrappeso e controllare maggiormente la dieta, con la riduzione di bevande alcoliche e sale da cucina, mentre per le persone che conducono una vita sedentaria può prevedere lo svolgimento di una regolare attività fisica. 

 

 

CONSIGLI UTILI

 

è possibile controllare la pressione anche con una corretta alimentazione, basta ricordare qualche semplice regola:

 

1. Aumentate il consumo di frutta e verdura fresche;

 

2. consumate carne non più di tre volte la settimana: alle carni rosse sono da preferirsi pollo, tacchino e coniglio, meno ricchi di grasso;

 

3. non aggiungete sale alle pietanze: è già contenuto negli alimenti, in particolare in quelli di origine animale;

 

4. consumate alcool con moderazione: sono consigliati non più di due bicchieri di vino al giorno;

 

5. aumentate il consumo di pesce fresco;

 

6. limitatevi con i dolci e le bevande zuccherate;

 

7. i formaggi sono ricchi di sodio: meglio non esagerare e preferire i formaggi come mozzarella o ricotta;

 

8. ridurre drasticamente il consumo di insaccati o prodotti affumicati: sono, infatti, cibi ricchi di sale;

 

9. mettete regolarmente in tavola farina e cereali integrali.

 

 

Le nove regole d'oro

 

Queste, invece, "le nove regole d'oro" che la Società europea dell'ipertensione, in collaborazione con la Società Internazionale dell'Ipertensione, ha messo a punto per ridurre il rischio cardiovascolare nelle persone ipertese:

 

1. Controllo frequente della pressione arteriosa, che deve essere al massimo 140-90 nelle persone anziane e inferiore a 130/85 nelle persone più giovani, di mezza età o diabetiche.

 

2. Non fumare.

 

3. Chi è obeso o in sovrappeso deve dimagrire fino a raggiungere il peso ideale. La riduzione del peso va prevista per le persone con Imc, Indice massa corporea, o Body mass index superiore a 25; per ottenere un effetto antiipertensivo la riduzione deve essere di circa il 10% del peso di base. (Esempio: se una persona pesa 100 chili, la riduzione del peso di 10 chili già consente di ottenere una riduzione della pressione diastolica intorno ai 5-7 mm. di mercurio).

 

4. Limitare il consumo di bevande alcoliche. Sono permessi due bicchieri di vino ai pasti. Attenzione ai superalcolici: contengono più etanolo e la quantità consentita è quindi ridotta.

 

5. Ridurre il consumo di sale (circa 6 gr. di cloruro di sodio al giorno).

 

6. Mangiare più frutta e verdura e meno grassi.

 

7. Controllare la glicemia, che nei diabetici deve essere inferiore a 110 mg/dl.

 

8. Controllare il colesterolo, che deve essere meno di 200 mg/dl e nelle persone a rischio meno di 190 mg/dl.

 

9. Fare regolarmente moto: 20 minuti di jogging o passeggiate a passo svelto ogni giorno, o 40 minuti di attività aerobica (corsa, nuoto) tre volte la settimana sono in grado di abbassare la pressione.

 

 

 

 

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