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Attraverso
questa rubrica potete sottoporre alla Dott.ssa Proietti quesiti
relativi ad argomenti di psicologia e sessuologia.
La dottoressa cercherà di rispondere a tutti i quesiti che le
verranno sottoposti, cercando di privilegiare quelli di interesse
più generale. Tali risposte verranno pubblicate nell'apposita
sezione di Terzaet@.com. Allorquando la Dott.ssa Proietti risponderà
alle vostre domande, sarete avvertiti con una e-mail di ritorno
dell'avvenuta pubblicazione della risposta.
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Desidero la mia ragazza posseduta da altri (23/04/2008 - 12.22) Ho 30 anni, sono fidanzato da un po’ di anni con una ragazza bellissima di
26. Il nostro rapporto è un po’ burrascoso, ma questo non ci impedisce di
continuare a stare insieme. Facciamo spesso l'amore, magari con cenette
ecc... Spesso mi eccito a pensarla con altri uomini anche di colore in varie
situazioni. Le do vari imput per farmi raccontare cosa farebbe se si
trovasse in queste situazioni (sia mentre facciamo l'amore sia con sms).
Da cosa possono derivare questi miei pensieri? Cosa possono voler dire?
Grazie.
Lettera non firmata La parafilia o perversione è un termine che indica un insieme di manifestazioni della sessualità umana, caratterizzate dall'eccitazione sessuale provocata da oggetti, comportamenti o situazioni riconosciute genericamente come devianti o in ogni caso non direttamente connesse alle finalità riproduttive tipiche del sesso tradizionale.
Purtroppo l’accezione che il termine assume nell’immaginario collettivo risente sempre della morale sottostante. Detto questo ci tengo a sottolineare che le sue fantasie non sono perverse fino a che queste facciano parte di un comportamento sessuale variegato. Tuttavia quando l’attuazione di queste divengono l’unico modo per provare eccitazione e raggiungere l’orgasmo, allora queste sue fantasie rientrano nella definizione.
La sua fantasia non ricade in nessuna delle categorie correntemente utilizzate, pertanto se lei è interessato ad approfondirne il significato, potrebbe rivolgersi ad uno/a psicologa per qualche colloquio.
Un caro saluto
Dott. M. Mariani
Desideriamo una vecchiaia serena per nostra mamma! (20/03/2008 - 16.44) Mi rivolgo a voi nella speranza di poter avere qualche informazione utile.
Mia madre ha 62 anni, è autosufficiente, ma è una persona che pur vivendo attualmente da sola ha molte difficoltà per lo più psicologiche ad affrontare la vita in genere. Da quando si è separata, dal 1989, noi figli l'abbiamo sempre sostenuta nei vari momenti difficili, sostenuta nel tunnel dell'alcolismo (ha avuto due ricoveri in comunità) e in tutte le difficoltà quotidiane a volte anche "banali" che ha incontrato e che incontra. Probabilmente oggi ha perso per l'ennesima volta il suo posto di lavoro. Non sappiamo più cosa fare: anche la nostra vita risente di questa situazione e non siamo più sereni.
Esiste qualche struttura che possa accogliere mia madre pur essendo relativamente giovane e che possa essere per lei da stimolo per andare incontro ad una vecchiaia più tranquilla? È difficile spiegare tutta una vita in poche righe. Spero possiate aiutarci.
Cordiali saluti.
Tracey G. Carissima Tracey, come forse già sa, la legge Basaglia nel 1978 ha di fatto chiuso quelle strutture che nate per curare disturbi psichiatrici erano divenuti manicomi. La legislatura italiana prevede in sostituzione a quelle strutture ospedaliere le comunità terapeutiche ed i centri diurni, gestiti dai dipartimenti di salute mentale. Le dipendenza da alcol come tutte le altre per altro, vengono affrontate con approccio complesso che può andare dal ricovero in comunità dopo un SPDC (servizio psichiatrico di diagnosi e cura) alla presa in carico dei servizi sociali che possono assisterla parzialmente domiciliarmente e seguirla nelle loro strutture per sedute di psicoterapia e riunioni di gruppo. Nelle situazioni che lo permettono la sola frequentazione dei centri diurni è un’altra opzione valida che propone il DSM. Preciso che tutte le strutture menzionate sono gestite dalla ASL di zona mentre SPDC avviene in un reparto psichiatrico di una struttura ospedaliera.
In sostanza il servizio sanitario pubblico offre ciò che le ho accennato; per avviare il sistema bisogna presentarsi al pronto soccorso e “lamentare il problema della dipendenza”.
Per quanto riguarda il privato potrebbe rivolgersi ai gruppi di self-help come l’anonima alcolisti a cui è riconosciuta la sua fruttuosa attività. Ci sono anche centri privati che combattono questa dipendenza, ma non mi sento di consigliarglieli per non conosco ne il metodo ne l’efficacia del loro lavoro. Naturalmente sono reperibili in rete facendo qualche ricerca.
Dott. M. Mariani
Problemi di coppia dopo la nascita di nostro figlio! (12/11/2007 - 09.04) Mi presento, sono Eleonora, ho 26 anni e sono una giovane mamma di un bambino di neonato di circa 9 mesi.
Vorrei un consiglio da voi, diciamo che da quando è nato il nostro bebè, sono iniziati i problemi di coppia, sono molto possessiva di mio figlio, e mi dà fastidio se mia suocera lo tiene in braccio più di cinque minuti, o se gli dedica molte attenzioni, ho paura che le rubi a me, nel senso che rubi attenzioni che sono mie da dedicare al bambino, al punto tale che non la tollero più, è sto creando un muro tra me ed i miei suoceri, diciamo sto eliminando il nostro "rapporto", se so che devo andare da loro, cambio umore e non mi sento a mio agio, sto sempre sul chi va là.
Questo inevitabilmente crea continui litigi e discussioni tra me e mio marito, perchè invece non ho di questi problemi con i miei genitori e sorelle.
Contestualmente l'altro problema è che con la nascita del bambino, si è spento totalmente il desiderio sessuale, non mi va proprio di stare con mio marito, addirittura mi da un fastidio enorme se mi tocca il seno (ho smesso da poco di allattare il bimbo al seno).
Vorrei un consiglio da voi,
grazie
Eleonora Cara Eleonora, inevitabilmente quando nasce un bambino la coppia che precedentemente aveva trovato un certo equilibrio si trova a vivere una situazione particolare: trovare una nuova armonia nei rapporti che consenta di integrare il nuovo arrivato con i genitori. Questo processo esige che i due amanti debbano interpretare un ruolo che fino ad allora avevano potuto solo fantasticare: quello di genitori. Da non trascurare che essere genitori non deve escludere il fatto che questi siano ancora amanti, cosa che spesso invece accade.
Può capitare nei primi tempi che interpretare questi ruoli sia non proprio facile; il motivo per il quale lei è ai ferri corti con è la suocera potrebbe essere dato dal vederla come un terzo giudicante che non solo la vuol mettere in discussione ma perfino sostituirla.
Come lei accennava, contestualmente non sente più il desiderio di stare con suo marito. Si sa che i litigi non fanno bene all’amore e credo che lo stesso valga per voi. Inoltre anche qui mi sorge il dubbio che lei abbia difficoltà ad essere l’amante di suo marito, e la posso capire: presa da mille cose che quando c’è un neonato in casa inevitabilmente si devono fare. Per farle un esempio lampante potrei paragonare la sua situazione a quegli uomini che sono presi dal lavoro e non si dedicano più al partner… ora lei è una mamma a tempo pieno come loro sono dei business man a tempo pieno, proprio come lei questi uomini non hanno voglia di stare con il partner.
Ora: questi sono miei pensieri, lei mi ha detto molto poco del suo vissuto, ma sono certo che queste mie divagazioni possano esserle utili per vedere la situazione da un altro punto di vista. Se vuole approfondire ulteriormente l’analisi dei suoi problemi le suggerisco di rivolgersi ad uno psicologo per qualche seduta.
In bocca al lupo!
Dott. M. Mariani
Mi sono innamorato perdutamente di una ragazza all'età di 19 anni (09/11/2007 - 23.08) Gentile Dottoressa,
mi sono innamorato perdutamente di una ragazza all'età di 19 anni, purtroppo non ero corrisposto. A distanza di anni penso ancora a questa ragazza come ad una parte di me, qualcosa di cui sono privo e mi rende incompleto!
Adesso ho 30 anni, ho avuto altre ragazze ma senza provare amore.
Non capisco perchè ancora oggi per lei farei follie mentre per qualsiasi altra ragazza non farei nulla di più. Purtroppo penso sia un blocco che dovrei superare, ma non vedo alcuna soluzione al problema. Quella ragazza è il massimo ideale e purtroppo ho difficoltà a trovare qualcosa di simile (sono single da 5 anni PER SCELTA!).
Sono un ragazzo equilibrato, uno con la testa sul collo, un perenne ottimista ma, nonostante tutto, non riesco a GETTARE VIA questa delusione amorosa o amore non corrisposto. Il problema sta nel fatto che la condizione del single mi piace troppo... forse penserà che non c'è nulla di male ad apprezzare la vita da single! Le rispondo che tale condizione mi impedisce iniziare ma anche di costruire un rapporto duraturo.
Mi scuso per la lunghezza del messaggio ma devo aggiungere ancora un particolare: il mio carattere è profondamente mutato dal momento in cui ebbi quella delusione, mi spiego:
ero un ragazzaccio... motociclista, ribelle, playboy, sportivo...
Dopo quella delusione sono diventato l'esatto opposto di ciò che ero ma pur sempre ricco di interessi.
In ambedue le condizioni sono sempre stato deciso e consapevole di ciò che voglio.
Sarei lieto di avere un suo giudizio o consiglio.
Saluti
LC Caro LC,
ciò che mi racconta purtroppo non è molto perché io mi possa fare un'idea più completa. Quello che posso dirle, parlando in generale, è che questi ideali irraggiungibili che ci si crea in amore hanno un unico scopo pratico: consentire una razionalizzazione, cioè darsi una spiegazione, all'apparenza logica, per spiegare a sé stessi e agli altri delle scelte di vita altrimenti incomprensibili.
Provi a rifletterci su.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Aiuto psicologico (01/11/2007 - 16.34) Sono divorziata non per colpa mia ed ho
incontrato una persona divorziata non per colpa sua. Siamo insieme da 8
anni. Lui, pur volendomi bene, ha un attaccamento fortissimo,
confidenziale con la figlia quarantenne, non sposata, non lavoro, vive con
la madre risposata. Le due donne hanno un potere molto forte sul mio
compagno; loro sanno tutto di lui, cosa fa e dove va, e la figlia si
permette di trattarmi male anche davanti a lui senza reazione da parte del
mio compagno. La storia è un po' più lunga ma ho cercato di sintetizzare
al massimo. Soffro molto di questa situazione. Ultimamente ha venduto una
casa, acquistata con i suoi soldi ed intestata alla figlia. Non mi ha
fatto partecipe per nulla della vendita della casa pur essendo io molto
esperto in questo settore e così via. La figlia è compatita costantemente
perchè poverina è sola, non lavora, ha bisogno dello psicologo etc. È possibile vivere in questa situazione, è una situazione normale secondo
voi cioè che succede spesso? Come posso vivere con lui e soffrire meno
senza arrabbiarmi? Grazie molte.
Luciana Cara Luciana,
quando ci sono dei figli nati da precedenti unioni il rapporto dei due
partners non è più 'a due', ma comprende, direttamente o indirettamente, la
presenza dei figli. È giusto che sia così, perché ci si può lasciare con il
proprio marito o con la propria moglie, ma si rimane genitori per tutta la
vita (Lei non parla di figli suoi, ma probabilmente se ve ne fossero avrebbe
anche lei, nei loro confronti, lo stesso atteggiamento del suo attuale
compagno).
Quanto al comportamento scorretto della figlia di lui, è una questione di
educazione e di rispetto: qui non c'entrano i sentimenti e non c'entra la
psicologia.
Se, pensandoci, capisse che in questa unione i lati negativi superano di
gran lunga quelli positivi, sta a lei scegliere cosa fare della sua vita.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Fantasie omosessuali (11/01/2007 - 12.40) Gentile dott.ssa,
buongiorno. Secondo lei quando fare fantasie omosessuali esprime
semplicemente stanchezza del rapporto con il proprio partner eterosessuale
e
quando è indice di vera e propria omosessualità? Grazie.
Lettera non firmata Gentilissima,
Come ci insegna la psicoanalisi, data una bisessualità di base, che riguarda
tutti gli esseri umani, l'orientamento sessuale si costruisce in base alle
esperienze vissute, ai modelli familiari ricevuti, agli stimoli provenienti
dall'ambiente ecc.
Fare fantasie omosessuali non significa esserlo: le fantasie hanno proprio
lo scopo di valicare il limite delle esperienze possibili, o realmente
desiderabili, per confrontarsi con nuove situazioni, anche se solo nel
proprio immaginario.
Uno stanco rapporto di coppia, spesso può necessitare del ricorso a stimoli
erotici particolari, capaci di aumentare il desiderio, come appunto possono
essere le fantasie. Perché vi sia un orientamento sessuale omosessuale
tuttavia, il soggetto dovrebbe provare eccitazione sessuale, interesse,
attrazione, eventualmente anche innamoramento, per soggetti dello stesso
sesso che appartengano alla sua vita reale e non al mondo delle sue
fantasie.
Cordiali saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Soffro di attacchi di panico! (20/07/2006 - 20.52) Salve! Sono una ragazza di 21 anni con una vita normale.
Ho un fidanzato che mi ama da 5 anni e che amo e una famiglia normale, senza problemi particolari.
Da qualche settimana mi sento, però, angosciata anche se durante il giorno è una sensazione che dura pochi attimi.
Di notte mi sveglio almeno una volta in preda alle palpitazioni e ho paura che se mi alzo perdo il controllo e compio gesti insensati come il suicidio.
Qualche settimana fa ho conosciuto tramite cellulare un ragazzo che mi riempiva di attenzioni e ho pensato che una delle cause possa essere anche lui anche perché il mio fidanzato non sapeva nulla e quindi non lo sento più.
All'ospedale mi hanno detto che ho tutti gli esami nella norma (un po’ la pressione bassa ma per il caldo)… sto prendendo una soluzione a base di biancospino e melissa ma non fa più di tanto.
Secondo Lei soffro di attacchi di panico anche se entro un quarto d'ora mi tranquillizzo e cmq non ho tutti i sintomi dell'attacco come ad esempio il chiudermi in casa (anzi ho una grande voglia di uscire)? E perché ho così tanta paura del suicidio, anche se so che non farò mai un gesto così estremo?
Grazie per la sua attenzione
Lettera non firmata Ha detto bene: lei è una ragazza 'normale' e non ha problemi particolari. Vivere a volte uno stato di ansia, per qualche preoccupazione intercorrente o a causa di situazioni esterne, fra cui quelle atmosferiche e meteorologiche è del tutto normale. Nella vita è importante non aspettarsi di vivere SEMPRE 'felici e contenti' come nelle favole. La normalità consiste di alti e bassi e di continua ricerca di un equilibrio.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Ho spesso attacchi di panico! (04/07/2006 - 03.23) Salve. Sono una ragazza di 20 anni... ultimamente, a causa di
problemi in famiglia e con il mio ragazzo mi prendono spesso attacchi di
panico e di ansietudine... non riesco a dormire e i pensieri diventano mano
a mano sempre + pesanti fino a mancarmi quasi il respiro... Ho paura ad
andare dal medico per farmi prescrivere psicofarmaci... perché temo che il
medico sottovaluti la mia situazione... ma io sento di averne veramente
bisogno... e cmq non è la prima esperienza... per 2 mesi ho assunto
trankymax e mi aiutava molto. La prego di darmi un suo consiglio. La
ringrazio anticipatamente. Cordiali saluti.
Lettera non firmata Il mio consiglio è quello di andare da uno psicologo e farsi insegnare il
training autogeno. Imparare ad obbligare il proprio corpo e la propria mente
al rilassamento in qualsiasi momento della giornata e senza dover assumere
psicofarmaci mi sembra una cosa che merita tutta la nostra attenzione.
Dott.ssa G. Proietti
Cosa mi è successo quel giorno di 6 anni fa?! (19/06/2006 - 13.57) Caro psicologo, sono un ragazzo di 24 anni e le scrivo per cercare
di capire cosa mi è successo quel giorno di 6 anni fa.
Avevo 18 anni circa ed ero al luna park della mia città quando vidi un
uomo di 35 anni e mi iniziò a battere il cuore…
Non sono assolutamente omosessuale, ho sempre avuto fidanzate e storie
felici solo ed esclusivamente con ragazze.
Ho provato a parlarne anche con alcuni conoscenti che però mi hanno deriso
o comunque si sono impressionati dato anche il piacere che provo nell'essere toccato nel sedere dalle ragazze...
Ho trovato fonti in cui era scritto che i maschi hanno una percentuale di
ormoni femminili ed è probabile che ne abbia più della norma… ma non ne
sono certo.
Per favore mi aiuti a capire il motivo di quel battito improvviso…
La ringrazio
Max Caro Max, poiché lei dice che le sue storie sentimentali, passate ed attuali, sono sempre state felicemente con ragazze, credo che lei stia forse eccessivamente preoccupandosi di un episodio della sua adolescenza privo di significato. È molto frequente infatti, in adolescenza, che ragazzi e ragazze di quella età vivano momenti di ambiguità nel periodo della definitiva scelta dell'orientamento sessuale. In questa confusione del crescere moltissimi hanno momenti di incertezza, che nella maturazione tipica di quella età vengono finalmente superati con la scelta eterosessuale e alcuni, meno, con la scelta omosessuale. Quanto al suo accenno ai dosaggi ormonali, è vero che nei due sessi, anche in età adulta, c'è presenza di ormoni femminili nei maschi e di ormoni maschili nelle femmine. La prova più evidente è nella crescita più o meno abbondante di peluria nelle donne le quali, per la moda attuale e il piacere dei partners, si sottopongono a fastidiose depilazioni. Forse anche le sue ragazze lo fanno, senza per questo avere attitudini maschili. Infine i suoi conoscenti: forse è bene selezionare meglio a chi fare domande.
Saluti cordiali
Dott. W. La Gatta
Mi frequento con un ragazzo non libero… (16/06/2006 - 09.45) Gentile Dott.ssa Proietti, sono una ragazza di 29 anni mi chiamo Daniela. Sono fidanzata da più di tre anni con un uomo più grande di me di 10 anni.
L'estate scorsa ho conosciuto un ragazzo di 26 anni, si è fatto avanti lui per conoscermi pur dicendomi subito che convive con un'altra donna. Io in quel momento ero un po' in crisi con il mio fidanzato e ho cominciato a perdermi un po' per questo ragazzo, lui più di una volta mi ha manifestato insofferenze verso la sua convivenza dicendo di voler tornare a vivere con sua mamma. Bene, in questo anno ci sono stati allontanamenti suoi e ritorni, ci siamo visti poco (anche perché non siamo liberi) ma non ho avuto con lui nessun rapporto sessuale.
Quello che non sono mai riuscita a capire è se per lui sono una piacevole amicizia o se, come mi ha detto, non riesce a lasciare la convivente per motivi che non si è sentito di dirmi.
Può darmi un suo parere su questa cosa?
Io mi sono ormai rassegnata per questa situazione ma i dubbi mi rimangono.
Grazie dell'attenzione,
Daniela Cara Daniela,
Se non ci capisce niente lei, che lo conosce e lo frequenta con una certa assiduità, come potrei capirci qualcosa io che non conosco la situazione se non da queste poche righe?
Generalizzando al massimo si potrebbe pensare che è una persona confusa, che non riesce a trovare una sua strada. Del resto se era già nel dubbio fra restare con la convivente o tornare dalla mamma, in cosa lo potrebbe aiutare frequentare una persona già impegnata con un altro?
Cordiali saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Era una storia di facciata, ma ora mi manca!! (14/06/2006 - 11.15) Gentile dottoressa, ecco il mio problema.
Dopo tre anni finisce la storia col mio ragazzo. Una storia unica che però
aveva parecchi problemi nell’ultimo periodo, tanto che io stessa pensavo di
lasciarlo x non continuare quella che era solo una storia di facciata. Lui però mi batte sul tempo, e x le mie stesse ragioni mi lascia. Da lì non
sono stata + io. Mangio poco e dormo male da circa due mesi, il mio
pensiero va sempre a lui e non riesco + a trovare felicità ed entusiasmo
di un tempo. Davvero non capisco. Non mi riconosco +, io che sono sempre
stata una persona forte! Capitano a tutti queste cose e non capisco perché
io non riesco a riprendermi. Forse questa persona mi piace ancora, ma in
ogni caso capisco che dovrei metterci una pietra sopra ma non ce la faccio
proprio. Non mi capisco più e sono davvero stufa di stare così, nonché
inizio a preoccuparmi perché così non posso andare avanti. Cerco qualche
consiglio. Forse dovrei chiedere un aiuto professionale? Grazie mille.
Lettera non firmata L'aiuto professionale va chiesto quando si vede che da soli non si riesce a
capire come uscire dal tunnel.
La domanda che si deve fare è la seguente: ho fatto davvero tutto il
possibile per aiutarmi da sola ? Se la risposta è no, occorre prendere
provvedimenti; se la risposta è si, telefonare ad uno psicoterapeuta per una
consulenza.
Cordiali saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Non riesco a provare il piacere che provavo a 23 anni... (06/06/2006 - 16.42) Gent.ssima Dott.ssa Proietti, sono una donna di 29 anni e nel 2001
sono stata sottoposta ad un intervento di conizzazione al collo dell'utero
per un condiloma. Ora mi tengo sotto controllo con visite periodiche e pap
test dal mio ginecologo che mi ha assicurato che va tutto bene; in effetti
non ho più dolori e fastidi. Ovviamente nei mesi precedenti la diagnosi
non avevo piacere durante i rapporti sessuali in quanto provavo dolore.
Dopo l'intervento c'è voluto molto tempo (circa un anno) prima che io
riuscissi ad avere rapporti in totale tranquillità e serenità con l'uomo
che ora è mio marito. Adesso abbiamo rapporti frequenti, ma noto in me
pochissimo desiderio sessuale ed anche durante il rapporto non riesco a
provare il piacere che provavo a 23 anni... Io amo mio marito e vorrei
tornare a provare le emozioni che provavo un tempo (lui mi desidera anche
più di prima ed è sempre soddisfatto dal rapporto, anche se vorrebbe che
fosse lo stesso per me). Resto in attesa di una sua cordiale risposta e le
porgo i miei saluti.
Lettera non firmata Gentilissima,
quando lei aveva 23 anni era in fondo solo sei anni fa... In genere, se
tutto va bene, un'unione deve durare 40-50 anni....
Dunque, questa è probabilmente la prima crisi di questo genere che le
capita, ma sappia che nella vita matrimoniale, che le auguro lunga e
soddisfacente, queste piccole crisi, queste incertezze e insoddisfazioni
ogni tanto vengono fuori e per questo occorre di tanto in tanto fare una
'revisione' alla coppia.
Ad esempio, cambiare abitudini e comportamenti, cercare nuovi stimoli
(letture, vacanze, hobbies, sport, relazioni sociali ecc.), per non far
morire di noia il vostro rapporto. È un impegno quotidiano, ma che ogni tanto diventa ancor più forte (come in
questo periodo).
In sessuologia ormai tutti sono concordi nel dire che, per far godere al
massimo gli organi sessuali, la prima cosa da usare è la propria
intelligenza.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Sento che questo uomo non ha vero affetto verso di me! (15/05/2006 - 19.26) Salve, mi chiamo Jrena e sono Polacca (scusate l'italiano non
proprio corretto).
Do molto affetto e amore alla persona con cui sono vicina, però questo
uomo di 52 anni (io ne ho 55) che frequento non ha mai amato nessuna
donna e non è mai stato innamorato. Secondo me non ha mai conosciuto le
sofferenze dell'amore e delicatezze della propria donna.
Cosa posso fare?? Perché sento che questo uomo non ha vero affetto verso
di me, anche se è bravo e buono di cuore.
Saluti
Jrena B. Cara Jrena,
se questo uomo è arrivato a 52 anni sempre in questo modo, probabilmente ha
qualche problema psicologico o sessuale che gli impedisce di avere rapporti
con le donne. Provi a proporgli di fare una terapia di coppia dallo
psicologo.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Enuresi in adolescenza (10/05/2006 - 14.52) Gentilissima Dott.ssa, ho una figlia di 14 anni, è brava a scuola ed il
suo tempo libero lo passa al computer con le chat, conosce nuovi amici o
parla con i suoi compagni di scuola, ma di più le piace conoscere nuovi
amici. Abitiamo in una zona senza marciapiede su una strada provinciale
che rende difficile gli spostamenti a piedi a causa dei pericoli stradali,
pertanto incontrare gli amici è scomodo. Mia figlia se deve scegliere se
comperare un capo di vestiario, preferisce spendere i suoi soldi per un
cappello, o una borsa, spilla, anello, orecchini, o un libro che io non le
compero. Dopo aver passato una giornata con le sue amiche o con il suo
amico del momento, è talmente emozionata che non riesce a dormire per ore,
riesce ad addormentarsi sfinita alle 4.00 del mattino. Le ho fatto un
quadro generale della personalità, ma quello che mi preoccupa è che
ultimamente mi ha fatto la pipì durante il sonno, oppure trattiene troppo la pipì sino a farsela addosso. Io penso che sia dovuto al fatto che le
sembra di perdere tempo andando in bagno a fare i suoi bisogni, stare
insieme ai suoi amici o contatti telematici l'attira tantissimo. Non
riesce a darsi delle regole, arriva ad esagerare nei contatti. Se le
propongo di fare altre cose mi risponde sempre svogliata o con scuse di
evidente disinteresse per quello che le ho proposto. Avrei bisogno di un
suo consiglio.
Grazie.
Lettera non firmata Cara signora,
non sarebbe serio se le fornissi un parere basandomi su queste poche righe.
Le cause dell'enuresi in adolescenza possono essere moltissime e, fra
l'altro, si potrebbe trattare non solo di problematiche psicologiche, ma
anche di cause organiche. Le consiglierei dunque di parlarne col suo medico
di base, che potrà aiutarla a cercare tutti gli approfondimenti necessari.
Cordiali saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Passo interi pomeriggi a piangere con le nostre foto in mano!!!! (02/05/2006 - 17.59) Cara dott.ssa, sono un ragazza di 19 anni e mi chiamo Federica.
Da due mesi ho lasciato il mio ragazzo Daniele di 21 anni con il quale sono stata insieme 3 anni. Il motivo per cui l'ho lasciato è un altro ragazzo, Tony. Con lui avevo già avuto una storia 2 anni fa, mentre stavo con Daniele. Lui mi aveva perdonata e dopo circa un mese di separazione siamo tornati insieme.
Dopo un anno, esattamente a marzo dell'anno scorso, io l'ho lasciato di nuovo per un altro ragazzo. Un vecchio amico per il quale credevo di provare qualcosa, ma dopo poco tempo ci siamo rimessi insieme.
Due mesi fa ho rivisto Tony e... non so cosa mi è saltato in mente!! Avevo paura di provare ancora qualcosa per lui e temevo al contempo di prendere in giro Daniele, così ho deciso di chiudere di nuovo con lui.
Adesso mi sono accorta che lo amo troppo, è solo lui che voglio, mi sono pentita ma ormai è troppo tardi!!! Lui adesso non se la sente di tornare insieme perché non è più sicuro dei miei sentimenti verso di lui!! Io lo capisco, ma ho paura di perderlo!!
Inoltre a volte ci vediamo durante la settimana e facciamo l'amore... Poi capita che per giorni non ci vediamo o sentiamo... Questa situazione mi sta distruggendo!!!
Io non so come comportarmi per fargli capire che lo amo e lui ha paura che io possa di nuovo lasciarlo per qualcun'altro!!!
Cos mi consiglia di fare??? La prego mi aiuti!!!! So che lui mi ma, mi ha sempre amata tantissimo e quando ci siamo lasciati le volte precedenti ha sofferto tantissimo. Io adesso non mangio più, penso soltanto a lui, non studio, passo interi pomeriggi a piangere con le nostre foto in mano!!!!!!!!!
Federica Cara Federica,
credo che tu non abbia ancora incontrato la persona giusta per te ed è per questo che lasci e prendi, poi ci ripensi, ci riprovi, rilasci e riprendi.
Direi che la cosa da fare è non darsene troppo pensiero: prima o poi arriverà la persona che ti farà veramente innamorare e ti toglierà tutti i dubbi ed i ripensamenti. Cerca di godere il tuo presente ed anche se a volte è un po' doloroso, sappi che questi che stai vivendo sono forse gli anni più belli della tua vita. Cerca dunque di cogliere le cose positive e di non attribuire troppa importanza a quelle negative: il futuro ti aspetta!
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Pensavo fosse amore… (24/04/2006 - 09.34) Salve Prof. Giuliana, abbi un attimo di pazienza... Mi descrivo.
Sono un
ragazzo di 29 anni, molto piacente, laureato, un lavoro decente, una
famiglia alle spalle piuttosto povera e quindi qualche problema
economico.
Non che mi manchi qualcosa, mi diverto come tutti, mi sono preso la mia
bella auto, sono apprezzato sul lavoro e ho uno stipendio sicuramente
basso
per ciò che faccio, ma che comunque mi consente di fare una vita
dignitosa.
Bene, sono stato fidanzato con una ragazza da anni, fino a ottobre, e a
causa dei continui litigi e delle continue problematiche tra noi, bè è
finita... ma come???... bè l'ultimo anno insieme devo dire che lei mi ha
trattato piuttosto male...era sempre insicura dei suoi sentimenti, era
assente, mi raccontava piccole bugie e devo dire che alla lunga ho
pensato
anche a tradimenti suoi... bè ecco, devo dire che da parte mia mi sono
sottomesso a lei in tutto e per tutto ma non ho ottenuto molto.
Importante
dire che io l'amavo tantissimo, la amo tuttora. quando penso a lei, ai
momenti insieme, all'intesa sessuale bè mi viene ancora da
piangere... una
passione per cinque anni, non abitudine, passione pura... Tornando a noi
lei
mi ha trattato tanto male finche non ce l'ho più fatta.. l'ho lasciata e
da
li è iniziato il mio calvario... io ho come valore fondamentale la
fedeltà.
Bene la amavo tantissimo e dopo quindici giorni le ho chiesto di tornare
con
me. Non ce la facevo. Bè lei non voleva tornare con me. Aveva paura che
potessi ancora lasciarla per il male che mi stava facendo con la sua
insicurezza. Ma mi continuava a dire che mi amava. E allora via sms, via
mail
tra di noi.. amore ancora presente tantissimo, lei si descriveva come
assolutamente indifferente ad altri, al sesso con altri. Diceva di
pensare a
se stessa ed a me. Io ho continuato a cercarla e a dimostrarle in tutti i
modi il dolore che avevo. Bè per mesi e mesi lei mi diceva che non
riusciva a
tornare con me, ma che mi amava, che mi teneva presente che ero l'unico,
il
più dolce, il più bello e quant'altro… una cosa molto importante è dire
che
lei in cinque anni l'ho sempre vista piena di valori, molto attaccata
alla
chiesa e alla spiritualità nonostante sia una ragazza che si divertiva e
piuttosto sveglia… pensi che quando era morto il papa voleva che andassi
da
lei a pregare… sua zia è suora… insomma una ragazza perfetta credevo
fosse. Peraltro in un mondo dove tutte le donne dagli uomini cercano
essenzialmente i soldi lei sembrava indifferente, anzi odiava la gente
che
ostentava, piena di soldi e preferiva un uomo umile come credo di essere
io.
Anzi a lei non piacevano i miei amici perché effettivamente alcuni sono
pieni di soldi e con pochi valori, odiava il fatto che a volte mi
fermavo a
bere l'aperitivo in ambienti un po' fighetti. Mentre io lo facevo solo
perché
erano miei amici e mi spiaceva non frequentarli seppur non sia del loro
ceto
sociale.
Fatta la premessa, dopo parecchi mesi, dopo essere stato tenuto in ballo
dal
mio ex amore, ovviamente cosa che le ho permesso di fare, dopo
sofferenze
inaudite da parte mia, dopo continue rassicurazioni che lei aveva solo
me
nel cuore e non voleva nessun altro e non aveva avuto nessun altro. Bè arriva
il macigno… il macigno che mi sta rovinando la vita!!! Che mi ha fatto
crescere in un colpo ma mi fa soffrire in maniera allucinante. Bè la
vedo su
un macchina di grossa cilindrata. Un suv di quelli super costosi che di
solito vengono comprati dai ricconi. E mi viene un male al cuore… ebbene
in
un modo abbastanza da investigatore, vengo a sapere che lei ha
conosciuto il
tipo una sera in una cena. È andata a casa sua (ps mi ha sempre fatto
capire
che avrei dovuto comprare casa, ma costano talmente tanto... insomma
questo
economico è un problema che mi fa male..). Ci ha fatto sesso
subito. Peraltro lui sposato con figli. Dopodiché si vantava in giro del fatto che aveva i
soldi… e che seppur non fosse il massimo dal punto di vista sessuale per
quelli voleva tenerselo buono. Vengo inoltre a sapere che ha avuto una
storia
in passato con uno snowboarder. E questa quando eravamo ancora insieme. In più
un altro ragazzo tirolese conosciuto in montagna ha avuto una relazione
con
lei anch'esso sposato e con figli. La certezza delle cose che ho
scoperto è
al 1000 %, non ci sono dubbi.
Bè sono morto dentro. Ho iniziato ad odiarla a pensare a tutti i momenti
passati insieme. A pensare a tutte le bugie, tutte le falsità… a pensare
a
quanto questa persona era diversa da quello che mi aveva fatto
credere. Ogni volta a pensarla a fare sesso con questo riccone mi viene da morire, non
riesco a mangiare e scoppio in lacrime. Sono distrutto. Adesso cerco
storie in
altre ragazze ma solo per ripicca e per non starmene solo. Ma nell'odio
profondo per tutti questi anni buttati via, so che l'amo ancora e che
continuo a soffrire. Odio le donne e non so se riuscirò mai più
a
fidarmi. Sicuramente sbagli ne ho fatti anche io ma non mi meritavo
questo. Davvero lo so, non me lo meritavo… il fatto è che io sono si forte
anche se pensieri di farla finita mi vengono… e oltre al danno la
beffa. Saputo il tutto le ho detto tutto quanto, con grande cattiveria,
senza
minacce giuro, ma con la cattiveria e l'odio di un uomo innamoratissimo
ma
ferito!!!! Ed è così che lei mi ha denunciato e rischio una multona e
anche
un anno di reclusione. So che non potrebbero mai farlo perché in fin dei
conti non ho fatto nulla, ma la denuncia è per aver indagato su di lei e
sulla sua privicy. Sono deluso, distrutto. Non so che fare e vorrei un
consiglio profondo, non ditemi solo che devo andare da uno
psicologo. Anche perché non ne conosco qui dove abito, e poi costano tantissimo e non
posso
permettermi tante sedute…
Bè questo è il tutto..
Ho davvero bisogno di aiuto. Spero di essere stato chiaro, e purtroppo
più
breve di così non sono riuscito…
Grazie mille professoressa
Lettera non firmata Gentilissimo,
non credo che una persona possa andare a denunciarne un'altra per semplice
leggerezza o per cattiveria: se lei non l'avesse minacciata e non l'avesse
profondamente spaventata, non credo che una ragazza sveglia e 'di mondo'
come appare essere, avrebbe fatto una scelta simile.
Dunque, come prima cosa, credo che lei dovrebbe scusarsi con questa persona
per quello che ha fatto e detto. E questo non lo dice la psicologia, ma la
buona educazione, se non la legge.
Detto questo, cosa potrei dirle? Non capisco perché lei abbia voluto
indagare, entrare nella sua privacy, scoprire cose che non la
riguardavano... Quale era il suo obiettivo? Fare del male a lei, fare del
male a sé stesso?
Lei si è sentito ferito, a mio parere, non tanto per il comportamento della
ragazza in sé, ma perché la ragazza non si è rivelata essere quella che lei
aveva idealizzato e questo per lei è stato la fine di un bel sogno e
l'inizio di un incubo.
Lei dice di essere ancora innamorato di questa persona: io non credo, lei
non ama la sua ragazza, ma ciò che rimane del suo sogno e, rimettendosi
insieme a lei, credo le sarebbe molto difficile rimuovere completamente
questo trauma subito e ritrovare per lei quel rispetto, quella complicità e
quella stima che sono alla base del rapporto di coppia.
La mia opinione dunque è che lei dovrebbe assolutamente mettere una pietra
sopra a questa storia che sembrava bella, ma evidentemente non lo era, e
dimenticare completamente la sua ex (perché questo ormai è).
A questo punto, qualora fosse d'accordo con me (il che non è scontato - e
tutto sommato non pretendo di avere ragione, conoscendo così poco sia di
lei, sia della sua ragazza, sia della vostra relazione -) non c'è che da
fare un percorso di 'desensibilizzazione' e di 'riabilitazione' per
scordarsi di lei e ritrovare un po' di equilibrio. Ce la può fare da solo?
Benissimo! Non sarebbe il primo, e neanche l'ultimo.
Non ce la può fare? Allora ci sono gli psicologi, che non è vero che sono
tutti carissimi e che spesso costano assai meno di una serata in discoteca. È solo una questione di scelte.
Cari saluti e, davvero, tanti tanti auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Penso di esere bisessuale! (20/04/2006 - 17.59) Gentile Dott.ssa Giuliana Proietti,
sono un ragazzo di 18 anni che (come tutti gli adolescenti) si pone domande sulla sua sessualità. È infatti da un po’ che sto pensando di poter essere bisessuale. In me si sono mescolati sentimenti, emozioni e paure che prima non avevo mai provato. Tale stato d'animo mi fa sentire inquieto. La mia testa è continuamente assediata da tante (troppe) domande alle quali non so dare risposta. Tuttavia le due paure principali sono ammettere la mia Bisessualità a me stesso e ammettere la stessa alle altre persone. E' quasi vano il tentativo di nasconderlo... Alla fine queste sono le tipiche confusioni adolescenziali penso io...
In realtà non ho una domanda precisa da porle. Non so come potermi spiegare... è stato solo un volersi sfogare...
(grazie comunque per la sua disponibilità)
PaintArt Gentilissimo adolescente inquieto,
fa bene a sfogarsi, ma eviti di tirare il sasso e poi nascondere la mano. Se sente il bisogno di parlare di qualcosa, lo faccia fino in fondo, magari chiedendo l'aiuto di uno specialista che la possa assistere, sostenere e consigliare.
Dubbi sulla bisessualità possono essercene in età adolescenziale, perché l'identità sessuale è ancora fragile, ma le assicuro che dubbi di questo genere vengono anche alle persone adulte. L'importante è non farsene un tabù, nemmeno con sé stessi, perché in tal caso si finisce per enfatizzare e drammatizzare qualcosa che potrebbe essere, in definitiva, assai poco rilevante, magari conseguente ad un incontro, un sogno, un fuggevole desiderio e nulla più.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Depressione? (12/04/2006 - 12.08) Egregia dottoressa,
sono un ragazzo di 23 anni e ho avuto una relazione con una donna di 37
che in seguito ho intuito soffrire di depressione con un alternarsi di
fasi di miglioramento e di peggioramento in seguito ad eventi nella sua
vita personale, affettiva e lavorativa.
Nel momento più bello della nostra relazione, circa dopo 2 mesi, mi ha
chiesto di sposarla ed io le ho manifestato la mia volontà a starle vicino
con affetto, ma non di impegnarmi a lungo termine.
Da quel momento ha voluto chiudere e non si è più fatta vedere sino a
quando un mese dopo, non avendola più cercata, si è fatta vedere dimagrita
di 10kg... si immagini la mia reazione di stupore e anche di sofferenza nel
vedere una persona a cui si tiene ed a cui si vuole bene ridursi così..
Ho letto diversi testi attendibili sulla depressione con lo scopo di
aiutarla, ma tutto o quasi invano... insomma non se ne rende conto. Credo
che in un certo senso lei voglia o ricattarmi o farmi sentire in colpa (anche se potrei sbagliare).
Ora è da circa un mese che la chiamo per uscire o vederci e lei rifiuta
puntualmente e rimanda. È un periodo che non mi risponde più al tel ed ai msg; solo quando la
chiamo con lo sconosciuto risponde ed a quel punto le chiedo se le mie
telefonate la disturbano e se vuole che la lasci perdere... di fatto dice
sempre di non aver tempo di stare al telefono... ma in sostanza non chiude
mai il rapporto con me. So che ci sono diverse reazioni da parte dei depressi..
mi dia un consiglio o un'opinione... la terrò in considerazione.
Distinti Saluti e Infiniti Ringraziamenti
Lettera non firmata Gentilissimo,
non è detto che sia depressa: potrebbe semplicemente avere dei problemi che
né io né lei conosciamo...
In ogni caso, visto che rifiuta le sue chiamate e le sue attenzioni, per
vedere se il rifiuto è sincero o serve solo per tenerla sulla corda, l'unica
cosa da fare è non cercarla più.
Cordiali saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Attacchi di panico… (25/03/2006 - 20.55) Mia cara dottoressa,
sono felice di aver trovato questo spazio per poter esprimere ciò che mi
spaventa in questo periodo della mia vita. Sono una donna di 35 anni,
sposata e in attesa di un bimbo, sono esattamente alla 20 settimana di
gravidanza. Alcuni anni fa ho sofferto di attacchi di panico, è stato un
lungo periodo di quasi 3 anni di terribile sofferenza. Mi sono rivolta ad
un neuropsichiatra il quale mi ha prescritto i seguenti farmaci: TEGRETOL
200CR, EN DA 1 Mg. Ho assunto questi farmaci tutti i giorni per anni e
associato una terapia psicologica, terapia comportamentale. Certamente i
disturbi più importanti quali, quasi svenimenti paure strane tremori
tachicardia senso di morte sono spariti, tuttavia è rimasto un malessere
fisico che non riesco a descrivere terribile ma che dopo tanto tempo è
passato da solo, come per magia. Oggi, dopo tre anni tutto ritorna, e questo
dopo aver scoperto la mia gravidanza. La mia ginecologa dice che lo
sconvolgimento ormonale che avviene nella donna gravida mi ha riportato
questi disturbi. Voglio sottolineare che non mi son tornati tutti i
disturbi ma solo quel malessere terribile che mi costringe a letto da 4
mesi. Mi hanno anche detto che superati i primi mesi di gravidanza tutto
sarebbe tornato normale in seguito all'assestamento ormonale. Io sono
quasi al sesto mese di gravidanza ho visto miglioramenti ma non del
tutto. La mia domanda è questa: passerà questa condizione che non mi fa
vivere a pieno questa importante esperienza della vita di una donna? Io ho
tanta voglia di vivere, mi creda, ma questo malessere mi costringe ad una
bruttissima vita. Ho paura. La prego di aiutarmi.
Karmy Cara Karmy,
Non capisco perché, visto che le cure psicologiche le hanno fatto bene una
volta, non abbia pensato di tornare immediatamente da uno psicologo per
affrontare questo momento di difficoltà.
Infatti, i problemi psicologici, anche con le tecniche psicoterapeutiche,
non scompaiono per sempre, ma in genere ricompaiono, in forma affievolita o
nella loro originaria intensità, ogni volta che ci sottoponiamo ad uno
stress particolare.
Per stress intendo dire una pressione esterna o interna, di qualsiasi
genere, anche positivo, come una gravidanza o una promozione sul lavoro.
Dunque, non credo si tratti di un problema di ormoni, quanto di una semplice
ricaduta che va assolutamente presa per tempo, per non ripiombare nella
situazione iniziale, specie quando le pressioni saranno ancor più forti,
dopo la nascita del suo bambino.
Cordiali saluti, auguri e coraggio!
Dott.ssa G. Proietti
La mia vita sessuale mi crea molti problemi psicologici! (16/03/2006 - 20.03) Gentile Dottoressa,
ho sessantadue anni e da qualche anno mi sento molto frustato, perché la
mia vita sessuale mi crea
molti problemi psicologici, nonostante mia moglie riesca a comprendermi.
Le illustro la mia situazione
con preghiera di consigliarmi ed indicarmi un centro ospedaliero
pubblico di rilievo dove possano risolvere il mio problema.
"Nel mese di gennaio 2003 mi sono sottoposto a visita andrologica c/o un
Ospedale di Palermo, per calo di libidine associata ad incurvamento del
pene. Sottoposto ad ecopeniena dinamica con conclusione: induratio penis
al III terzo superiore del corpo cavernoso di sx di circa 7,3mm ed
incompetenza veno-occlusiva. Mi si consiglia il Viagra.
Nell'aprile 2003 mi sottopongo a nuova visita presso uno studio privato.
Sottoposto a ecodoppler peniena dinamica, ecografia prostatica
trans-rettale e flussometria.
Conclusioni: prostata aumentata di volume(15-20) psa 3,84; induratio
penis plastica; segni eco-doppler di verosimile incompetenza
veno-occlusiva.
Indicazione: intervento di corporo plastica secondo nesbit con tecnica
ininvasiva (intervento a pagamento).
Un grazie ed distinti saluti
Giovanni Caro Giovanni,
Temo che il suo problema sia più organico che psicologico e dunque le
consiglierei di insistere con gli accertamenti iniziati, affidandosi ad un
professionista di sua fiducia.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Mio figlio ruba, ruba in continuazione! (06/03/2006 - 20.41) Gentilissima Dott.ssa, sono un padre affranto, mio figlio di 16 anni sta
cambiando in modo repentino.
Prima di entrare in una compagnia di ragazzi benestanti, era una ragazzo
gioiello, poi tutto è cambiato.
Premetto che non gli è stato mai negato niente (nelle nostre
possibilità) sono un magazziniere edile, lui buon giocatore di calcio, ma!
Ruba, ruba in continuazione (o quasi)! Il mio bancomat nell'anno 2005 è
sparito tre volte con prelievi massimi di €250. Come se non bastasse
colpisce anche fuori casa, la carta di credito del suo allenatore
€ 800, nell'abitazione del suo migliore amico il bancomat € 300. Tutti soldi che,
per evitare denunce, abbiamo rimborsato con grandissima vergogna da parte nostra.
Lui ogni qualvolta che veniva messo alle strette negava. Ma è proprio il
suo negare che mi preoccupa, finge o ci prende tutti in giro? Ogni tanto
sparisce due o tre giorni per andare a casa di amici senza dirci
niente. Sono molto preoccupato anche per la scuola, ancora ripetente per la
seconda volta alle superiori. La cosa che mi conforta, e non è poco, che
non usa stupefacenti di nessun tipo. Preso dalla disperazione al suo
ultimo furto, ero pronto a denunciarlo, poi e poi penso sempre che sono suo
padre, ma non mi arrendo, adesso tramite l'asl della mia città, sta provando
delle sedute con una psicologa, ma lei non c'è mai, trova dei ragazzi che
gli chiedono nome e cognome, poi lo rimandano al prossimo
appuntamento. Gentile Dott.ssa, non pretendo da Lei spiegazioni
miracolose, ma visto che esiste la possibilità di parlarne, anche se
tramite un e-mail, con una persona competente come Lei, ne ho approfittato.
La ringrazio tantissimo distinti saluti
Luciano Caro Luciano,
se questa è la situazione del servizio pubblico, faccia lo sforzo di andare
da un privato: se ne spendono tanti di soldi che, alla fine, stanziare
qualche centinaio di euro per aiutare suo figlio, non può che rappresentare
un investimento sul suo futuro.
Questi furti non sono 'innocenti', ma sottolineano l'esistenza di un
disagio, che però né io né lei possiamo comprendere, visto che non abbiamo
elementi per capire fino in fondo quali sono le sue abitudini e cosa ci
faccia in realtà con questi soldi.
Non escluderei poi che, per risolvere il caso, sia necessaria una
psicoterapia familiare, che coinvolga anche voi genitori e che vi aiuti a
migliorare la comunicazione con il ragazzo, ri-stabilendo le regole dei
vostri rapporti familiari.
In ogni caso, mandarlo da una psicologa che è sempre assente è assolutamente
sbagliato, perché così il ragazzo perde fiducia nell'aiuto che ne potrebbe
ricevere.
Cari saluti e auguri.
Dott.ssa G. Proietti
Tra me e mia moglie non c'è più nessun tipo di rapporto sessuale! (03/03/2006 - 19.46) Gentile dottoressa, ho da poco compiuto 69 anni, ed a parte una
forma di diabete di tipo 2, mi sento in forma e pieno di interessi.
Viaggio, mi muovo molto, e vado a caccia e pesca. Purtroppo tra me e mia
moglie, non c'è più nessun tipo di rapporto sessuale, anni fa ha
rifiutato qualsiasi tipo di rapporto, ha detto che le faceva male, e non
ne ha più voluto sentire. Ora dormiamo in camere separate, e si va avanti
come fratello e sorella. Certi giorni sento un bisogno impellente di fare
sesso, ma non vorrei frequentare delle donne a pagamento. La masturbazione
non mi attrae, che cosa mi consiglia?
Lettera non firmata Per risponderle con una battuta le direi 'la meditazione'...
Volendo prendere la cosa più sul serio invece le dico che è difficile,
perché le coppie che continuano ad avere rapporti sessuali anche nell'età
matura riescono a farlo solo perché non hanno mai smesso nella loro vita di
cercarsi, ed hanno conservato dunque l'interesse erotico. Quando si comincia
a vivere come fratello e sorella, il rapporto sessuale è vissuto da chi dei
due ne ha meno voglia, quasi come un incesto.
La soluzione del problema potrebbe essere dunque quella di cercare di
riscrivere il vostro rapporto di questi ultimi anni, cercando di ritrovare
un po' di interesse reciproco, un po' di gioco e di complicità. Se lei
riuscirà in questo, l'unica cosa che le raccomando è quella di non chiedere
mai il rapporto, ma di cercare solamente che accada, creandone le
condizioni.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Depressione (25/02/2006 - 21.24) Carissimo psicologo,
ho 16 anni e mezzo, e già per me la vita è molto complicata. Forse perché la vivo in un modo sbagliato, ma in questo periodo credo di avere una malattia comune: la depressione. Le sembrerà strano ma in questi ultimi giorni, ma soprattutto da quando mi sono messa con un ragazzo e lasciata oggi non sono più riuscita a studiare, e prendevo sempre voti brutti. I miei genitori sono molto arrabbiati con me perché hanno paura che quest'anno bocci.
Non ho mai avuto sicurezza nella mia vita. Sono sempre stata appesa a un filo sul piano scolastico e per il resto sempre peggio.
Io non so più che fare. Dall'anno scorso grazie a una dieta (fatta da un dietologo) ho perso 9 kg. Non vorrei che questa mia depressione sia dovuta a questo... Forse perché non posso mangiare come prima... Non so come fare psicologo, nessuno mi può aiutare. Risponda grazie
Elisa Cara Elisa, 16 anni è una età felice ma molto complicata. Sembra che tutto debba accadere e finire oggi, ma per fortuna non è così. Hai ragione, la depressione è una malattia comune. Ma mentre quella degli adulti può essere davvero una malattia, per lo più la depressione adolescenziale è un modo di guardarsi dentro e crescere. Mi dispiace molto che a scuola tu vada meno bene: studiare è il tuo lavoro del momento, e come gli adulti hanno il proprio, le persone della tua età hanno l'impegno di studiare e formarsi per farsi trovare pronte quando sarà il loro turno. Vorrei suggerirti di impegnarti nel tuo lavoro, se necessario chiedendo alla tua famiglia di lasciarti il tempo e lo spazio per svolgerlo al meglio. Il terzo argomento è il tuo ex. A 16 anni ci si innamora perdutamente ma qualche volta solo per poco tempo. È una specie di allenamento per poi scegliere meglio il ragazzo con cui formare una coppia stabile. Infine la dieta. Hai fatto molto bene a chiederla ad uno specialista e mi pare che stia funzionando. Certo, la riduzione del cibo non può rendere felici. Ciò che conta però è la motivazione: se un po’ più magra ti fa star bene con te stessa, fai profondamente tuo l'obiettivo del dietologo e trova la soddisfazione nel raggiungere i tuoi obiettivi.
Ciao e auguri
Dott. W. La Gatta
Potrebbe avere problemi psicologici se gli cambio il nido? (21/02/2006 - 16.14) Il mio bambino ha appena compiuto un anno. Frequenta l'asilo nido da quando aveva 7 mesi. Adesso per motivi economici vorrei cambiare asilo (portarlo in quello aziendale perché costa meno). Potrebbero esserci problemi psicologici visto che lui è affezionatissimo alle maestre del suo asilo e le frequenta da quando aveva appena compiuto sette mesi?
Grazie
Tonia B. Come per gli adulti, il distacco dalle figure cui si è affezionati non è mai facile, né indolore. Tuttavia, ad un anno le relazioni stabilite con persone terze sono ancora instabili e dunque, se sarà bene accolto dalla nuova maestra, dimenticherà in fretta. Se vi fosse la possibilità di un allontanamento graduale anziché brusco, sarebbe ancora meglio.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Ansia nervosa depressiva (13/02/2006 - 09.54) Buongiorno,
gentile dottore,
le scrivo per avere un’informazione riguardante l'ansia nervosa
depressiva così formulatami da più medici di neuropsichiatria.
Mi chiamo Gianluca, ho 49 anni e da diversi anni ne soffro di questa
malattia che mi comporta un senso di pesantezza allo stomaco,
difficoltà di digestione con continui eruttazioni e poi bruciore. Poi ultimamente è un periodo che faccio fatica a fare tutto, sono un insegnante, ho un senso di apatia e per giunta devo badare a mia madre
che è inferma anche se ha una badante solo di mattina. Le lascio
immaginare i problemi e la stanchezza mentale e fisica che comporta
vivere con un’inferma. Cerco di curare questa malattia, e non può immaginare quanti tipi di
psicofarmaci ho preso stando bene solo un po' dopo di che ricomincia
tutto. Non so più dove sbattere la testa e sono molto
sfiduciato, quest'anno devo sposarmi e anche questo ad essere sincero mi
provoca un po' d'ansia. Sono stato ultimamente da una neuropsichiatra di
Montecatini Terme, che spiegandogli tutti i miei
problemi e come mi sento a suo giudizio mi ha detto che non sono un tipo
depresso e mi ha dato i seguenti farmaci orap 4mg 1/2 pasticca alla
mattina e 1/2 la sera mirtazepina 30mg 1 pasticca la sera.
La domanda è la seguente io sto prendendo questi farmaci da più di 15
giorni ma mi sento sempre ansioso e depresso. Vorrei sapere questi
farmaci a che cosa servono effettivamente?
Da premettere che questa e la 4 cura che mi cambia senza mai ottenere un
risultato. E pagando ogni volta 100,00euro. ma con tutta onestà non sono i soldi
che mi interessano perché ne ho spesi tanti, andando da tanti
neuropsichiatrici ma vorrei avere magari la soddisfazione gi sentirmi
bene. Possibile che nessuno riesce a farmi guarire da questa malattia che
Mi comporta una qualità della vita molto inquieta.
Se gentilmente potrebbe consigliarmi un bravo neuropsichiatra anche a
pagamento, non mi crea questo il problema ma che mi aiuti a guarire. Le sarei infinitamente grato.
per cui se conosce un
medico o nella mia città o nei dintorni non ho problemi a spostarmi. E poi cortesemente le cosa ne pensa di questo mio problema per
gentilezza mi dia un consiglio non ne posso proprio più.
In attesa di una sua gentile risposta, la ringrazio anticipatamente.
Gianluca Salve Gianluca. Purtroppo non posso esprimere alcun parere sulle terapie dei
colleghi neuropsichiatri perché come psicologo applico terapie non mediche
ma psicologiche, che non prevedono l'uso di farmaci. Posso però osservare
che dopo tanti anni di cure e specialisti, non si vede alcun miglioramento.
Inoltre, la sua depressione potrebbe essere sostenuta da una condizione
esistenziale oggettivamente difficile e non necessariamente essere
patologica. In un approccio psicologico, sarebbero necessari dei tests e dei
colloqui, per formulare una diagnosi e proporle una psicoterapia. Dopo molti
tentativi senza successo, la strada che le posso suggerire è di cercare uno
psicologo psicoterapeuta nella sua zona e di collaborare con lui per
risolvere il suo disagio.
Auguri e saluti
Dott. W. La Gatta
Da un po' di mesi che continuo a fantasticare su mia moglie… (27/01/2006 - 20.07) Buongiorno,
Mi chiamo Gabriele e da un po' di mesi che continuo a fantasticare su mia
moglie, vorrei vederla fare l'amore con me e con altri uomini, magari
mentre
si dedica a me in un rapporto orale e viene penetrata da un altro.
L'idea mi sconvolge ma il pensiero mi assilla, secondo lei questo cosa
vuol
dire?
Sono sempre stato in passato e tuttora molto geloso, quindi si contraddice
al mio pensiero.
Non riesco a capire.
Grazie
Gabriele Salve Gabriele. Non so se lei ha già parlato dei suoi desideri con sua
moglie e cosa lei stessa ne pensi. Se lo ha fatto e lei è d'accordo, nella
sessualità tutto ciò che è consensuale e consapevole, in una coppia va bene.
Altrimenti, le suggerisco di tenere per se le sue fantasie, di coltivarle in
una sorta di 'giardino segreto' della sua mente, e di nutrire con queste
fantasie la sua vita erotica, cercando anche di appagare il suo desiderio
con giochi tra voi che gli si avvicinino per quanto possibile. Eviti però di
forzare sua moglie: queste fantasie, come spesso accade, una volta
soddisfatte potrebbero non essere più così coinvolgenti, ma lascerebbero
comunque un segno indelebile nella vostra unione: e non sempre è in
positivo.
Saluti
Dott. W. La Gatta
I miei genitori non sanno che siamo insieme!!! (23/01/2006 - 17.30) Gentile dottore, mi chiamo Giada, ho 26 anni, sono figlia unica e
questa è la mia prima storia d'amore. Due anni fa ho conosciuto un ragazzo,
ci
siamo piaciuti subito, è simpatico, abbiamo molte cose in comune, lui è
molto
affettuoso e mi ama tantissimo, così abbiamo deciso di metterci insieme e
sono passati quasi due anni e mezzo. Il problema che non riesco a risolvere
sono i miei genitori, a loro non piace l'ho hanno visto una sola volta e
nemmeno conosciuto bene, ho passato brutti momenti a piangere e a litigare
con loro mi sono contro entrambi, mi rispondevano male, per cui ho
continuato
comunque a vedermi con lui, ma il problema principale è che i miei genitori
non sanno che siamo insieme, il mio ragazzo dice che ormai siamo maturi più
avanti che si va più è difficile e bisogna affrontarli, non so come
dirglielo, ho paura.
Mi risponda al più presto, ho bisogno di aiuto.
Grazie mille
Giada Salve Giada. Il fatto di essere ventiseienne, figlia unica ed alla prima
storia d'amore mi lascia pensare che lei abbia una famiglia molto affettuosa
e protettiva nei suoi confronti. Troppo. Troppo perché è giusto che i figli
trovino da soli la strada nella propria vita, senza pesanti condizionamenti.
Certo però, bisogna anche saper tenere nel giusto conto il parere dei suoi,
almeno per la maggiore esperienza di vita e l'obiettività di chi non è
innamorato, come lei è. Hanno dei motivi per la loro contrarietà? Il suo
ragazzo è sufficientemente affidabile per le loro e sue aspettative? È in
grado insieme a lei di costruire un futuro di serena stabilità? Se può
rispondere si a queste e alle altre domande dei suoi genitori, credo
dovrebbe insistere per una discussione pacata con loro, e portarli ad
accettare almeno di conoscerlo meglio, prima di dare un giudizio troppo
negativo, su una persona importante per lei. Insista, ma sia paziente e
convincente: ha aspettato due anni, qualche mese di 'negoziato' non farà
differenza.
Dott. W. La Gatta
Sognavo di farmela addosso… (18/01/2006 - 13.48) Sono una donna di 30 anni e una volta mi è capitata una strana
esperienza: ascoltavo il mio ex ragazzo che parlava al cellulare mentre
era
in bagno, ad un certo punto ebbi una reazione esagerata al punto da voler
sfondare la porta: nel mentre accadde che mi feci la pipì addosso e
quando
finalmente lui usci dal bagno e mi chiese cosa era successo e cosa avevo
sentito da avere una tale reazione io, mentre gli rispondevo, mi accorsi
di
non ricordare assolutamente nulla, se non una tremenda sensazione di
disgusto.
Perché non ricordo nulla? E come potrei fare per ricordare? Sognavo spesso
la
stessa scena, ma mi fermavo sempre al momento in cui me la facevo addosso.
E
poi vorrei anche sapere, se non è troppo, perché mi piace tanto disegnare
visi di donna particolarmente belli e con occhi penetranti.
Grazie e complimenti x la sua rubrica assai utili a capire se stessi.
Lunetta Beh, cara Lunetta,
Le sue esperienze sono state molto particolari: io ne parlerei con uno
psicologo, ma di persona. Infatti, bisognerebbe avere tutti i particolari
della sua vita per capire bene e poi darle un consiglio.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
La mia famiglia è perfetta, il problema sono io… (11/01/2006 - 16.04) Gentile dottoressa, sono una ragazza di 19 anni, una bella e sana
famiglia e un lavoro appagante. Con i tempi che corrono devo dire di esser
stata molto fortunata. La mia famiglia poi si è dimostrata molto aperta:
mi ha permesso di viaggiare e di partecipare a tutte le occasioni che la
scuola presentava riguardo ai soggiorni all'estero. Tutto questo è stato
un maggior rafforzamento di quello che mi sarebbe piaciuto fare una volta
diplomata: imparare bene le lingue estere per poter lavorare come
interprete e viaggiare per lavoro. Sono sempre stata affascinata da questo
mondo. Finita la maturità e dopo il soggiorno in Irlanda vinto con una
borsa di studio sono stata rintracciata da una ditta. Mia mamma quindi non
ha perso l'occasione per farmi passare dalla mente di soggiornare
all'estero per un anno in modo da imparare la lingua. Quindi ora mi trovo
a lavorare. Devo essere sincera, non lo faccio perché mi sento sforzata,
anzi mi piace e mi trovo molto bene. Il problema è che i miei genitori,
specialmente mia madre, continuano a dirmi che da quando ho iniziato a
viaggiare, a muovermi quindi da casa, sono cambiata, mi sono chiusa. È vero, lo ammetto, però io non sono capace di confidarmi, di scherzare di
essere solidale come lo è mia sorella (16anni). È una cosa più forte di me
e non so darmi una motivazione. Penso comunque di esser stata sempre cosi. Ho sempre avuto grandi discussioni con mia madre (mio padre non è uno che
parla tanto e l'unico difetto che ha è che è troppo buono con tutti, non
solo con noi figli). Quando ho avuto i primi problemi di amicizia non ho
trovato l'appoggio che pensavo di trovare da mia madre, ma l'ho trovato in
mia zia (sorella di mio papà). A me tutto questo dispiace. Dispiace soprattutto per mio papà perché a lui basta pochissimo per renderlo felice,
però secondo me dovrei dimostrargli più affetto, ma non ci riesco. Non so
se ha capito la mia situazione, ma vorrei che mi scrivesse qualcosa. La mia
famiglia è perfetta, il problema sono io. Ma non so come fare.
Lettera non firmata Carissima,
in psicologia si distingue fra le persone e le relazioni che si sviluppano
fra le persone. Da questo punto di vista, le persone che compongono la tua
famiglia saranno pure 'perfette' (ma chi lo è davvero, perfetto?), ma le
relazioni sviluppate fra di voi, direi, sono poco funzionali. Infatti, tua
madre non sa esserti di sostegno, non sa offrirti complicità, tuo padre è
tutto ripiegato su sé stesso, tu vorresti essere diversa, ma non sai e non
puoi.
Devi guardare alla tua famiglia come ad un sistema, in cui tutti agiscono e
reagiscono in base a quello che fanno gli altri ed alle 'regole' implicite
che vi siete dati. Per scardinare questo sistema, occorre introdurre degli
elementi di novità, che cambieranno, con reazioni a catena, il comportamento
di tutti i familiari. Forse anche gli altri sono infelici, ma non osano
confessarselo: tu lo hai fatto e dunque sei già un passo avanti confronto
agli altri. Sta a te dunque cambiare il sistema, cambiando qualcosa nei
rapporti che hai stabilito con ogni singolo componente della famiglia:
conosci quella bella canzone che fa 'metti in circolo il tuo amore'... È proprio così: prova ad essere più aperta, sorridente, affettuosa con loro e
vedrai che loro cambieranno verso di te.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
Ho paura di ricadere nel buio! (07/01/2006 - 15.14) Ho 26 anni ed ho cominciato a 17 a soffrire di depressione, stati
ansiosi e attacchi di panico che mi colpivano in pubblico, cosa che a poco
a poco ha reso impossibile rapportarmi in modo sereno con l'esterno ed ha
fatto sì che la mia vita sociale, prima brillante, si riducesse al minimo. Mi
sono così barricata in una specie di bunker emotivo, la casa, la scuola, una
storia con un ragazzo di 14 anni più grande di me con problemi
analoghi. Aggiungo che la mia situazione familiare è sempre stata piuttosto
un disastro: anche i miei familiari presentano o hanno presentato problemi
di ordine psicologico (esaurimento nervoso fobico, bulimia, gioco
d'azzardo...). 3 anni fa mi sentivo pronta a mettermi in gioco e spezzare le
catene di questa situazione. Ho raccolto le mie energie ed ho iniziato una
storia con un ragazzo di cui mi sono innamorata alla follia. Mi sentivo
viva ed anche i miei disturbi si sono affievoliti e quasi scomparsi. Tutto
ha subito un grosso miglioramento e cambiamento, anche se tra noi non
funzionava. Ora che è finita mi sento morire, lui mi manca terribilmente e
non riesco a dimenticarlo. Mi sembra di non respirare, di non trovare grosse
motivazioni alla mia vita, e la depressione ritorna. Ho paura... e vorrei
capire cosa mi succede! Come posso evitare di ricaderci?! So che non
esistono ricette universali ma sono alla ricerca di un consiglio!
Lettera non firmata Carissima,
la parola è terapeutica: parlare di questa situazione può essere un aiuto.
Se non hai nessuno con cui parlarne, almeno ascolta le parole che possono
venirti da un libro di auto-aiuto. Molti miei pazienti mi dicono che hanno
trovato sollievo, nei momenti di difficoltà, applicando i consigli dati nel
mio 'Il pensiero positivo', pubblicato da Xenia. Se ne trovi un altro va
bene lo stesso, ma provaci.
Cari saluti.
Dott.ssa G. Proietti
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