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L'elettrocardiogramma
(ECG) è il più comune e semplice esame strumentale
cardiologico e consiste nella rilevazione e nella
contemporanea trascrizione grafica degli eventi elettrici
emessi dal cuore. Le onde, registrate su carta o
visualizzate sul monitor, corrispondono a vari momenti
dell'attività cardiaca (contrazione e rilasciamento).
Come
funziona
L'esame
non comporta alcun rischio ed è indolore. Per eseguire
l'ECG è
sufficiente applicare al paziente, disteso su un lettino,
degli elettrodi, cioè delle placchette metalliche in
grado di rilevare correnti elettriche, mediante piccole
ventose. Questi elettrodi vanno applicati
al braccio sinistro, al braccio destro, alla gamba sinistra,
alla gamba destra e sei al petto.
Il
grafico elettrocardiografico normale è composto da tre onde
positive e da due negative che corrispondono alle singole
attività di sistole e diastole di atri e ventricoli del
miocardio. Queste onde (P,Q,R,S,T), in condizioni
fisiologiche normali, hanno una determinata sequenza e danno
vita ad un tracciato definito appunto normale. Se tale
tracciato presenta delle variazioni nell’altezza e nella
direzione delle onde, bisogna pensare a una malattia
cardiaca.
L'esame
dura pochissimo tempo e generalmente si completa nel giro di
4-5 minuti.
A
cosa serve
La
registrazione dell'elettrocardiogramma può avvenire a riposo o sotto sforzo.
Nel primo caso il grafico può evidenziare patologie delle
coronarie, alterazioni del ritmo cardiaco (extrasistole,
aritmie, fibrillazioni), variazioni del
volume cardiaco (ipertrofia) e della conduzione dell'impulso
elettrico (blocchi). Con l'elettrocardiogramma da sforzo
è possibile ottenere un tracciato dinamico in grado di
evidenziare cardiopatie latenti, nonché di stabilire i
limiti dell'attività fisica per i pazienti affetti da
scompensi coronarici.
L'ECG
è un test che offre innumerevoli informazioni riguardo la
salute del cuore: eseguito in concomitanza ad un dolore
allarmante, conferma od esclude la sua origine cardiaca; in
condizioni normali è in grado di riscontrare eventuali
irregolarità da valutare con esami più accurati; è
inoltre capace di individuare tracce lasciate da patologie
risalenti a molto tempo prima, come gli infarti.
Attraverso
un ECG è possibile valutare, quindi, la frequenza cardiaca
e la sua regolarità, la presenza di ingrossamenti del cuore
o di alcune sue parti, la comparsa di sofferenza ischemica (angina) di zone del cuore o la loro morte (infarto), livelli
scarsi o eccessivi nel sangue di sostanze fondamentali per i
nostri processi vitali, l’origine di disturbi quali la
palpitazione o la fugace perdita di conoscenza.
Ma
l'utilità di questo semplice esame va ben oltre, perché lo
studio del modo in cui lo stimolo elettrico si propaga, può
fornire informazioni aggiuntive e non meno importanti.
Spesso è utile, in questi casi, confrontare l'ECG con uno
precedentemente eseguito, per cui è utile sempre tenere con
sé copia dei tracciati, per poterli mostrare, se
necessario, al medico.
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