|
Nell'ultima
fase della vita il disturbo dell'erezione nell'uomo può essere l'evidenza del
fenomeno di una complessa modificazione della desiderabilità della partner,
venuta a calare a causa delle modificazioni estetiche e dei cambiamenti
funzionali e psicologici provocati in essa dalla menopausa.
è
infatti soprattutto la menopausa della donna, più che l’andropausa
dell’uomo, a determinare un massiccio cambiamento dell’identità sessuale.
Nell’uomo non esistono precisi segnali dell’avvento dell’andropausa,
mentre nella donna la menopausa è l’evidente manifestazione dell’incapacità
a procreare e della verifica sistematica della propria femminilità attraverso
le mestruazioni.
Ovviamente
la menopausa condiziona anche i caratteri sessuali secondari che vanno incontro
a una progressiva involuzione. Tra i tanti segni di decadimento estetico che la
donna avverte di più vi è la riduzione della peluria cutanea e in particolare
la perdita dei peli pubici, che viene vista come la conferma più ineluttabile
del trascorrere del tempo.
La
menopausa porta con sé altri sintomi difficilmente mascherabili che non
riguardano però solo gli aspetti esteriori del corpo, ma soprattutto la
percezione dei numerosi cambiamenti psiconeuroendocrini, che con le loro
manifestazioni comportamentali (irritabilità, ansia, depressione, disturbi del
sonno, perdita della memoria, ecc.), fanno sì che la donna stenti a
riconoscersi.
Alcune
patologie come quelle cardiovascolari, l'ipertrofia
prostatica, l'artrosi,
hanno un notevole impatto sulla sessualità, così come l'uso di alcuni farmaci.
Qualsiasi malattia o problema psicologico che generi ansia nei riguardi del
sesso o disagio nei rapporti può costituire un impedimento al buon andamento
dei rapporti sessuali.
Tuttavia,
prima di rinunciare alla propria sessualità, è bene analizzare la qualità del
rapporto con il proprio partner, per stabilire quale può essere la causa
dell'alterazione dei rapporti sessuali, in quanto non è detto che un calo di
libido sia dovuto necessariamente all'invecchiamento o quantomeno non è certo
in quale misura esso possa influire perché, in generale, se si è in buona
salute, non vi sono limiti di età per il sesso, in quanto le modificazioni che
con il passare del tempo avvengono nell'organismo non sono mai così radicali da
privare della possibilità di eccitarsi e di ottenere l'orgasmo. Fare l'amore
nella terza età non solo è dunque possibile sia per gli uomini, sia per le
donne ma, a detta dei medici, costituisce anche una sorta di cura che oltre a
giovare al fisico, permette di sentirsi ancora socialmente integrati, vitali e
apprezzati.
Il
medico può dare ottimi consigli a carattere educativo su questo argomento,
suggerendo modalità diverse per vivere il rapporto sessuale, o dando
informazioni su forme alternative di intimità comunque gratificanti e, laddove
siano presenti malattie può fornire il suo valido aiuto.
In
conclusione, possiamo dire che l’aspetto più importante della sessualità
nella terza età, consiste non tanto nel prendere in esame il singolo partner ma
la coppia stessa, in quanto è proprio all’interno della coppia che si
uniscono due invecchiamenti psicobiologici individuali e due diverse storie
personali unite dal problema di mantenere vivo il desiderio e l’affiatamento
sessuale.
|