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Ipercolesterolemia

Il colesterolo è un alcool appartenente alla famiglia degli steroli (complesse molecole solubili nei grassi), presente in tutte le cellule e nei liquidi dell’organismo. E’ trasportato in tutto il corpo dal sangue, dal quale le cellule ne prelevano direttamente la quantità necessaria.
Per raggiungere le sedi di utilizzazione attraverso il circolo sanguigno, data la sua limitata solubilità, il colesterolo viene trasportato da sostanze solubili, le lipoproteine. Queste sono le lipoproteine LDL (lipoproteine a bassa densità), il cosiddetto "colesterolo cattivo" e le lipoproteine HDL (lipoproteine ad alta densità), cioè il "colesterolo buono". Il primo ha un’alta capacità di depositarsi nelle pareti delle arterie formando le placche aterosclerotiche, mentre il secondo è quello che “pulisce” le arterie portando il colesterolo verso il fegato dove verrà “inattivato”.

Il colesterolo in eccesso rimane in circolazione formando presto accumuli pericolosi per la salute; depositandosi nelle pareti delle arterie, impedisce il flusso del sangue verso organi come il cuore e il cervello. Dunque, finché il colesterolo viene veicolato dal sangue non supera i 200 mg/dl non vi è un rischio aumentato di sviluppare la malattia arteriosclerotica. Le cose si complicano quando la sua quantità supera questi valori. Infatti, a parità di condizioni, un soggetto con valori di colesterolo pari a 250 mg/dl ha esattamente il doppio di probabilità di andare incontro ad infarto del miocardio, rispetto a chi possiede una concentrazione di colesterolo nel sangue di 200 mg/dl. La probabilità è addirittura quattro volte superiore, quando il colesterolo ha una concentrazione di 300 mg/dl. Si stima che il colesterolo alto è la causa determinante della malattia nel 56% dei pazienti affetti da patologie coronariche e nel 18% dei soggetti affetti da ictus.

L'importanza dell'ipercolesterolemia (elevati valori di colesterolo nel sangue) è legata soprattutto al fatto che essa rappresenta un fattore di rischio importantissimo per lo sviluppo dell'aterosclerosi e delle malattie ad essa connesse, in primo luogo l’angina pectoris, l'infarto del miocardio e l'ictus: emerge allora chiaramente quanto sia fondamentale la correzione degli elevati livelli di colesterolo nella prevenzione delle malattie cardiovascolari.

Cause

Non si conoscono i motivi per cui alcuni individui abbiano livelli di colesterolo molto più elevati rispetto al fabbisogno, ma si conoscono alcuni dei fattori che contribuiscono ad innalzarli. Il fenomeno può essere ricondotto alla contemporanea partecipazione di fattori genetici e ambientali, in primo luogo una dieta ricca di grassi saturi, che sembra stimolare il fegato a produrre una maggiore quantità di colesterolo. Infatti, alimenti particolarmente ricchi di colesterolo (come il fegato e il tuorlo d’uovo), possono aumentarne i livelli nel sangue.

In alcuni soggetti entrano in gioco invece, fattori genetici, come nel caso dell’ipercolesterolemia familiare, malattia che viene trasmessa dai genitori ai figli, ed è caratterizzata dalla presenza di elevati valori di colesterolo. E’ importante riconoscere questa malattia in quanto coloro che ne sono affetti, sono esposti ad un rischio  particolarmente elevato di infarto del miocardio.

L’ipercolesterolemia può essere anche associata all’aumento di altri grassi, i trigliceridi. Ciò si verifica nell’iperlipemia familiare combinata. Anche in questo caso si assiste a un aumento del rischio di malattie cardiovascolari.
Altre volte, invece, l’incremento di colesterolo è la conseguenza di altre patologie, come il cattivo funzionamento della tiroide o di certe malattie renali. Anche nel diabete si ha un’alterazione dei livelli dei grassi nel sangue. Di solito si tratta di un aumento dei trigliceridi e di una diminuzione del HDL-colesterolo; più raramente può esserci anche un incremento del LDL-colesterolo.

Terapia

Per non rappresentare un rischio cardiovascolare, la concentrazione dei grassi nel sangue si raccomanda di essere: meno di 200 mg/dl per il colesterolo totale, per LDL-colesterolo < di 130 mg/dl (ancora meglio se meno di 100 mg/dl) e per i trigliceridi < di 150 mg/dl. Un valore troppo basso del colesterolo “buono “ è un fattore di rischio cardiovascolare. Le arterie sono più protette se gli uomini hanno una concentrazione nel sangue di HDL-colesterolo superiore ai 40 mg/dl e le donne più di 50 mg/dl. In linea di massima, più è alto il rischio che un soggetto sviluppi malattia arteriosclerotica, più basso deve essere il suo valore del colesterolo “cattivo”.

Il primo passo nel trattamento dell’ipercolesterolemia è adottare uno stile di vita che abbini una dieta a basso apporto di calorie, di colesterolo e di grassi saturi alla riduzione del peso corporeo nei soggetti in sovrappeso / obesi insieme ad un incremento dell’attività fisica.

Fondamentale, dunque, nel trattamento dell’ipercolesterolemia è la dieta, che si pone l’obiettivo di ridurre gli elevati livelli di colesterolo pur garantendo un adeguato apporto nutrizionale. L’approccio dietetico non rappresenta solo un trattamento specifico del soggetto con valori di colesterolo elevati, ma costituisce anche un elemento fondamentale in un programma di educazione sanitaria per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. In una dieta equilibrata, i grassi non dovrebbero rappresentare più del 30% delle calorie totali (vedi tabella dei valori dietetici medi).

Tutte queste misure non solo permettono di ottenere un calo dei livelli del LDL-colesterolo, ma favoriscono, inoltre, un aumento del HDL-colesterolo, un calo dei trigliceridi, un abbassamento dell’ipertensione arteriosa e una riduzione del rischio di diabete.

Quando poi la dieta non permette di tenere sotto controllo i valori del colesterolo, è possibile ricorrere ad una terapia farmacologica. Esistono ormai in commercio numerosi farmaci che hanno mostrato la loro utilità terapeutica (statine, fibrati, ecc).

Consigli utili

Evitare il fumo.
Una specifica sostanza contenuta nel fumo di tabacco può essere responsabile nell’avviare il processo degenerativo dei vasi sanguigni che porta all’aterosclerosi.

Mantenere il peso forma.
L’obesità accresce i livelli di colesterolo, il carico di lavoro del cuore e il rischio di ipertensione e diabete. Calare anche solo di 5-7 Kilogrammi di peso, può ridurre i livelli di colesterolo nel sangue. Si consiglia di perdere peso se l’indice di massa corporea (IMC) supera 25 Kg/m2 (e soprattutto se > 30 Kg/m2), oppure se la circonferenza della vita supera 88 cm nelle donne e 102 cm negli uomini.

Avere un’attività fisica regolarmente.
Almeno 30 minuti di attività fisica ininterrotta, per tre o quattro volte alla settimana, possono abbassare i trigliceridi ed il colesterolo “cattivo” ed aumentare il colesterolo “buono”. Inoltre l’attività fisica regolare è indispensabile se si desidera perdere peso.

Usare moderazione in tutto.
Limitare il consumo di alcool a non più di uno o due bicchieri di vino al giorno. In queste quantità limitate, l’alcool può addirittura concorrere ad aumentare il colesterolo buono (HDL-colesterolo), ma dosi maggiori possono rendere inutili i vantaggi ottenuti, poiché danneggiano il fegato e altri organi. È conveniente limitare anche il consumo di caffeina.

Controllarsi periodicamente.
Si consigliano periodici controlli presso il medico di fiducia per un esame generale, la misurazione del peso corporeo e della pressione arteriosa. Periodicamente è consigliato anche un controllo di laboratorio (emocromo, glicemia, creatininemia, colesterolo totale, HDL-colesterolo, LDL-colesterolo, trigliceridi). Nei casi in cui sono presenti numerosi fattori di rischio cardiovascolare sarà il vostro medico a richiedervi di eseguire eventuali esami strumentali non invasivi (radiografia del torace, elettrocardiogramma, prova da sforzo, ecodoppler carotideo, ecocardiogramma, ecc).

Dott. Vladimir Guluta

Articolo aggiornato ad Aprile 2011

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