Terzaetà su facebook

Yoga

È un’antichissima tradizione della filosofia indù che consiste in posture fisiche che vanno a influire su specifiche funzioni organiche, mentali e spirituali. Parte integrante di questo percorso è la meditazione, il cui principio è quello di riportare calma e chiarezza d’azione attraverso il raccoglimento interiore.

Il termine yoga proviene dalla radice sanscrita "yuga", cioè appaiarsi, unirsi. Chi insegna questa disciplina ritiene di poter raggiungere un’unione cosmica attraverso il movimento e la meditazione. Lo yoga è insegnato da fisioterapisti, fisiatri, psicologi e istruttori di danza, oltre che naturalmente dagli yogin. Molti yogin desiderano trasmettere tutti gli aspetti del loro modo di vivere, tra cui spesso il pacifismo e il vegetarianismo, attraverso il quale ritengono possa essere raggiunta un’unità spirituale con il cosmo.

Per la maggior parte degli yogin, praticando lo yoga è possibile arrivare all'unione con l'oggetto di conoscenza, rappresentato dallo spirito universale Brahma, mentre una parte minore di essi, non credenti, cerca la perfetta conoscenza di sé al posto della conoscenza di Dio.

Gli otto stadi

Per il raggiungimento della perfetta conoscenza, la pratica dello yoga si compone di un cammino in otto stadi.

Primo stadio: l'autocontrollo (yama), che comporta la sincerità, l'astinenza dai piaceri corporei, la rinuncia a regali e la proibizione di causare dolore in qualsiasi essere vivente.

Secondo stadio: l'osservanza religiosa (niyama), che implica il rigore morale, la povertà, i riti di purificazione, la recitazione degli inni vedici e la fede sincera nell'Essere Supremo.

Terzo stadio: le posizioni del corpo (asana), ritenute indispensabili per tutti gli stadi successivi.

Quarto stadio: il controllo del respiro (pranayama), che comprende l'alterazione della profondità e del ritmo, la respirazione con l'una o l'altra delle narici e l’interruzione virtuale del respiro.

Quinto stadio: il ritiro dei sensi (pratyahara), cioè l'impegno a dissuadere i sensi dagli oggetti estrinseci, indirizzando la mente su stessa.

Sesto stadio: la concentrazione della mente (dharana), che centra l'attenzione su una qualsiasi parte del corpo, rendendo così il praticante insensibile ai fattori esterni di disturbo.

Settimo stadio: la meditazione (dhyana), che concentra la mente sull'oggetto di conoscenza, specialmente sul Brahma, fino all'esclusione di qualunque altro pensiero.

Ottavo stadio: il raccoglimento assoluto (samadhi), ossia l’assoluto assorbimento del pensiero nell'oggetto di conoscenza e la conseguente sua unione ed identificazione con esso. Il raggiungimento della samadhi libera l'individuo dalle illusioni dei sensi e dalle contraddizioni della ragione. Esso è pensiero che, giunto oltre se stesso, si attua annullandosi e conduce a una specie di illuminazione interiore, l'estasi prodotta dalla vera conoscenza della realtà.

Secondo la dottrina dello yoga avviene raramente di giungere allo stadio finale nel tempo di una sola vita. Si sostiene, anzi, che sia necessario rinascere sette volte prima di riuscire ad avere l’effettiva liberazione, la divisione dello spirito dalla materia (Kaivalya).

Si suppone che, una volta raggiunto il Kaivalya, gli yogin esperti conquistino poteri eccezionali come l'insensibilità alle temperature, al piacere o al dolore, una specie di stato catalettico indotto dall'autoipnosi o la capacità di compiere atti sovrannaturali, mentali e fisici.

Quando utilizzare lo yoga

La pratica dello yoga serve ad aumentare la forza, combattere lo stress e controllare il dolore, ed è seguita da persone di tutte le età. Particolari movimenti si sono rivelati davvero efficaci nei programmi di riabilitazione delle vittime di incidenti o di ictus e alcuni esercizi yoga sono stati adattati per anziani ed infermi, in quanto possono essere eseguiti a letto o su una sedia a rotelle. Molti fisioterapisti consigliano di praticare yoga per diminuire l’ansia e ridurre gli attacchi di panico. Inoltre esso si rivela utile per aiutare i bambini timidi ad acquistare sicurezza e autostima. Altre possibili applicazioni della tecnica yoga sono il supporto nella cura di pazienti cardiopatici, l’insegnamento ai malati terminali di cancro per consentire loro di raggiungere una maggiore serenità e il suo utilizzo come terapia alternativa per aiutare gli anziani ad aumentare l’agilità e la mobilità.

Un’altra tecnica dello yoga, che deriva sempre dalla meditazione, è quella della ripetizione dei suoni sacri, i mantra, sillabe particolari, le cui frequenze risanatrici calmano la mente e le emozioni, facendo, nello stesso tempo, vibrare in modo rigenerante, determinati organi interni.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino