Terzaetà su facebook

Ritmoterapia
Danzamovimentoterapia

La danzamovimentoterapia è una modalità specifica di trattamento di una pluralità di manifestazioni della patologia psichica, somatica e relazionale, ma anche una suggestiva possibilità di ricerca del benessere e di evoluzione personale.

La danzamovimentoterapia si è sviluppata nel continente americano, in Europa e in altre parti del mondo, diversificandosi in una pluralità di modelli e orientamenti teorici, tecnici e applicativi. Si inizia a parlare di Danzaterapia dagli anni '40. Alcuni che si occupavano di danza iniziarono ad aprirsi verso gli studi di Darwin, Freud, Lowen, ... e coloro che si occupavano della psiche incominciarono ad interessarsi del corpo e del suo movimento.

  Marian Chace negli anni '40 (danzatrice e coreografa) iniziò un periodo di ricerca sui suoi allievi e sui loro cambiamenti, decidendo di proporre a persone sofferenti la sua esperienza di comunicazione non verbale attraverso la danza. Lavorò presso un Ospedale psichiatrico (St. Elizabeth di Washington, U.S.A.) utilizzando ciò che della danza poteva essere portato nell'ambito terapeutico: il corpo e le sue azioni, le difficoltà e le esagerazioni dei movimenti, la relazione empatica tra terapeuta e paziente, la forza del ritmo.

Trudi Schoop (danzatrice) portò la sua esperienza all'interno di un Ospedale Psichiatrico (in California) per permettere a delle persone sofferenti di comunicare in modo differente aiutandoli a trovare la serenità. Utilizza il concetto di unità corpo - mente alla base della sua metodologia, focalizzando il suo intervento sulla respirazione, il ritmo e l'uso dello spazio.

  In Argentina Maria Fux (danzatrice, coreografa e pedagogista) sviluppò il suo metodo per creare "un ponte per andare incontro all'altro". Utilizzò la danza per permettere a persone isolate, sorde di sentire la musica e il movimento attraverso il corpo. La danza venne vista come integratrice.

Nel nostro paese le prime esperienze, sin dall’inizio presenti anche in ambito istituzionale, risalgono agli anni settanta. Da quell’epoca  molta strada è stata percorsa, ad opera di numerose associazioni e scuole di formazione.  

La danzamovimentoterapia, che si collega idealmente ad antiche tradizioni nelle quali la danza era un mezzo fondamentale nelle pratiche di guarigione, ripropone negli attuali contesti clinico-sociali le risorse del processo creativo, della danza e del movimento per promuovere l’integrazione psicofisica e relazionale, il benessere e la qualità della vita della persona.

Associata di frequente con altre forme di cura, la danzamovimentoterapia trova applicazione nel trattamento dei numerosi disturbi psichiatrici: dalle psicosi ai disturbi d’ansia e dell’umore, dalle malattie psicosomatiche ai disturbi del comportamento alimentare e alle tossicodipendenze.  

La danzamovimentoterapia è inoltre una collaudata modalità di approccio a diverse forme di handicap fisico, psichico e sensoriale.

Al di là della dimensione terapeutica e riabilitativa, la danzamovimentoterapia esprime anche competenze e tecniche rivolte allo sviluppo delle risorse umane, alla prevenzione del disagio psicosociale, alla formazione e al lavoro educativo.  

Nei più diversi contesti pubblici e privati (centri diurni, unità riabilitative, comunità terapeutiche, centri socio-educativi, ospedali, studi professionali, carceri, scuole, consultori, ecc.), la danzamovimentoterapia ha trovato terreno fertile per un lavoro basato sull’unità mente-corpo-relazione che incontra immediatamente il bisogno di salute della gente.

L'APID (Associazione Professionale Italiana Danzamovimentoterapia): è una associazione di danzamovimentoterapeuti con specifica formazione e regolare pratica professionale provenienti da tutto il territorio nazionale. È stata istituita nel 1997.

L’APID si propone per statuto di:

a) qualificare in Italia la pratica della danzamovimentoterapia;

b) promuoverne e tutelarne la qualità professionale, etica e scientifica;

c) definire il profilo del danzamovimentoterapeuta;

d) istituire e pubblicizzare un registro professionale italiano dei danzamovimentoterapeuti;

e) promuovere il riconoscimento legale della professione;

f) promuovere l’interscambio tra enti e soggetti che operano nell’area del disagio;

g) curare la corretta informazione sulla danzamovimentoterapia e sulle sue applicazioni.

 

Elena Fossati

Danzamovimentoterapeuta APID

Terapista della riabilitazione Psichiatrica e psicosociale

Terapista Occupazionale 

 

* Parte dei contenuti dell'elaborato sono stati presi direttamente dal profilo professionale stilato dall'APID (http://members.tripod.it/apid/apid.html)

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino