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ECOGRAFIA

L'ecografia è una metodica di indagine che ha conosciuto un enorme sviluppo negli ultimi anni. Essa utilizza onde acustiche (ultrasuoni) per ricostruire immagini dell'interno di un corpo.

 

A COSA SERVE

I vantaggi di questo esame sono molteplici: non si utilizzano radiazioni ionizzanti e, quindi, risultando innocuo sia per il paziente sia per l’operatore, può essere ripetuto anche a breve distanza di tempo. Il costo dell'apparecchiatura è molto limitato se paragonato agli altri macchinari, ed offre la possibilità di ottenere immagini in tempo reale senza particolari problemi di preparazione del paziente. Inoltre, nello studio di specifiche regioni corporee come utero, ovaie, mammella, muscoli, vescica, fegato e vie biliari, pancreas, milza, prostata, tiroide e reni, si rivela assai versatile e preciso ed in grado di precisare le alterazioni strutturali, conseguenze di numerose patologie. In particolare, l'ecografia può mettere in evidenza noduli di diversa natura, a condizione che raggiungano dimensioni apprezzabili (5/10 mm).

L'ecografia non è consigliata nello studio di organi circondati da osso o aria (che gli ultrasuoni non possono attraversare) e va preceduta da altre indagini in determinate condizioni (ad esempio, l'ecografia della mammella va eseguita dopo la mammografia nelle donne di età superiore ai 35-40 anni).

Uno degli impieghi classici dell’ecografia si ha durante la gravidanza: i controlli ecografici durante la gestazione sono assolutamente privi di controindicazioni e permettono di seguire con grande precisione il regolare sviluppo del feto.

Inoltre, una delle applicazioni più proficue nel campo degli ultrasuoni è l’ecocardiografia, tecnica che permette di esplorare il muscolo cardiaco, ottenendo preziose informazioni sulla struttura anatomica del cuore e sulla sua attività.



COME FUNZIONA

SQueste onde, infatti, hanno la proprietà di passare attraverso i tessuti del nostro corpo; ogni tessuto poi, a seconda della sua composizione, riflette questa "perturbazione" in maniera diversa, generando degli echi, mentre un computer rileva, elabora, memorizza e stampa tutte le informazioni.

L'esame non è né doloroso né fastidioso e si effettua cospargendo uno speciale gel (sostanza altamente conduttrice degli ultrasuoni) sulla superficie cutanea della zona da esplorare. Su di essa viene poi appoggiata una sonda, che rappresenta la sorgente del fascio di ultrasuoni: questi sono emessi da particolari cristalli (piezoelettrici) che entrano in vibrazione ogni qualvolta ricevono impulsi elettrici. Gli ultrasuoni, incontrando sul loro cammino superfici di diversa densità, vengono riflessi e ciò comporta la formazione di echi che tornano indietro verso la sonda e da qui vengono trasferiti a un apparecchio deputato a trasformarli in segnali elettrici e quindi in immagini.

L'esame dura dai 10 ai 20 minuti, durante i quali il paziente deve evitare movimenti e deve, in certi momenti e su richiesta dell'esaminatore, trattenere il respiro. L'esame può essere moderatamente fastidioso solo nel corso di procedure speciali (inserimento della sonda nel retto o nella vagina nell'ecografia transrettale e transvaginale).


COME PREPARARSI ALL'ESAME

Per l'analisi degli organi addominali (in particolare, fegato e colecisti) è buona norma, nei 3 giorni che precedono l'esame, non assumere frutta, verdura, formaggi e bevande gassate ed osservare il digiuno assoluto per almeno 5 ore prima dell'esame (acqua e farmaci possono essere assunti senza problemi). Per lo studio degli organi pelvici, invece (vescica, prostata, utero ed ovaie), occorre avere la vescica piena (aver finito di bere 1 litro di acqua circa 1 ora prima dell'esame). In specifiche condizioni (studio di organi addominali e pelvici in pazienti sofferenti di stipsi ed ecografia transrettale per lo studio della prostata) è preferibile eseguire un clistere di pulizia. Per tutti gli altri esami non è necessaria alcuna preparazione.

Al termine dell'esame, il paziente non deve eseguire regimi o prescrizioni particolari e può subito riprendere la sua normale attività.

 

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