Terzaetà su facebook

La spirometria

La respirazione è una funzione molto importante per l’organismo umano perché consente di introdurre l’ossigeno, gas fondamentale per la vita delle nostre cellule e di eliminare l’anidride carbonica, prodotto di scarto del metabolismo delle cellule stesse.
L’organismo umano può restare senza cibo per alcune settimane, senza acqua per alcuni giorni ma può rimanere senza respirare solo per pochi minuti.
La funzione respiratoria è svolta dall’apparato respiratorio che è composto da numerosi organi: naso, bocca, faringe, laringe, trachea, bronchi e bronchioli che costituiscono le vie di conduzione attraverso cui l’ossigeno  contenuto nell’aria esterrna arriva agli alveoli che sono delle piccole strutture tondeggianti che si trovano all’interno dei polmoni al termine dei bronchioli respiratori.

Uno dei sintomi più frequenti del mal funzionamento dell’apparato respiratorio è la dispnea che può essere definita come fatica di respiro, affanno, sensazione di oppressione toracica, respiro corto. Non solo le malattie polmonari possono determinare dispnea ma anche alcune malattie del cuore e altre malattie come quelle ad esempio neuromuscolari. Per chiarire la natura della dispnea oltre ad una attenta valutazione clinica esiste un esame strumentale molto semplice, rapido, non invasivo e poco costoso: la spirometria.

L’esame spirometrico viene eseguito con uno strumento che si chiama spirometro che permette di misurare sia i volumi polmonari (quanta aria mettiamo dentro e fuori i nostri polmoni) sia i flussi e cioè con quale velocità l’aria esce dai polmoni. Il paziente inspira ed espira attraverso un boccaglio collegato ad una turbina a sua volta collegata ad un computer che trasforma il segnale generato dall’aria che passa attraverso la turbina, in numeri e grafici.

Esecuzione di un esame spirometrico

Figura: l’esecuzione di un esame spirometrico

Questi dati vengono poi interpretati dallo specialista pneumologo (lo specialista dei polmoni) che è in grado di esprimere un preciso giudizio sulla funzione polmonare. L’esame infatti permette di verificare se la quantità di aria contenuta nei polmoni è inferiore ai valori teorici, in questo caso parliamo di patologia polmonare “restrittiva” (come capita nelle fibrosi polmonari) oppure se è ridotta la velocità con cui esce l’aria ed in questo caso parliamo di patologia “ostruttiva” (come nel caso dell’asma o della bronco-pneumopatia cronica ostruttiva conosciuta anche con l’acronimo BPCO). In caso di ostruzione bronchiale inoltre la spirometria permette di valutare l’elasticità residua dei bronchi e la reversibilità dell’ostruzione con un test che si chiama “test di reversibilità” e che consiste nel somministrare un broncodilatatore per via inalatoria al paziente (generalmente il Salbutamolo) ripetendo la spirometria dopo 15 minuti e verificando eventuali variazioni.

Se quindi avvertiamo da qualche tempo affanno di respiro,  se siamo o siamo stati fumatori (ricordiamoci che il fumo è un importantissimo fattore di rischio per le malattie respiratorie ed in particolare per la bronco-pneumopatia cronica ostruttiva), se siamo disturbati da una tosse stizzosa (l’asma a volte si manifesta solo con tosse) parliamone con il nostro Medico di Famiglia il quale valuterà se è il caso di chiarire il quadro clinico “misurando il nostro respiro” presso lo Specialista Pneumologo mediante l’esame spirometrico.

Dott. Roberto Rondinini
Pneumologo
Casa di Cura "San Pier Damiano"
Faenza (RA)


Articolo aggiornato ad Aprile 2011

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino