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TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA AD EMISSIONE SINGOLA DI FOTONI (SPECT)

Si tratta di un metodo d'indagine abbastanza recente, attraverso il quale si possono ricostruire al computer le immagini scintigrafiche relative alla distribuzione di una sostanza radioattiva.


 

A COSA SERVE

LCome per tutti gli esami di Medicina Nucleare, questi dati contengono molte informazioni, utili soprattutto per un'analisi funzionale dei diretti, al contrario delle metodiche radiodiagnostiche che invece sono quasi sempre finalizzate ad un'analisi morfologica. Questa sofisticata indagine è la più utile nel diagnosticare malattie delle coronarie e trova impiego nella diagnosi dell'infarto, della demenza, dell'epilessia e nel riconoscimento di varie cardiopatie e affezioni del fegato.

Nel morbo di Parkinson la SPECT ha consentito di studiare la funzionalità delle cellule dopaminergiche malate sin dalle prime fasi della malattia. Infatti, è possibile dimostrare in pazienti all'esordio della malattia il grado di perdita di cellule dopaminergiche, rafforzando così il sospetto clinico di malattia, mentre in pazienti con uno stadio più avanzato della patologia, è possibile valutarne il grado di progressione e acquisire informazioni sulla risposta alla terapia farmacologica.



COME FUNZIONA

La tomografia computerizzata ad emissione singola di fotoni (SPECT) è una tecnica di immagine scintigrafica che impiega piccole dosi di tracciante per misurare processi biologici e biochimici nel cervello o in altri organi. La tecnica tomografica SPECT impiega una gamma-camera rotante intorno al paziente. Partendo dalla posizione obliqua anteriore destra, la testa della gamma-camera si ferma in posizioni predefinite (ad es. ogni 6 gradi per 32 viste) ed acquisisce immagini per un tempo predeterminato. Dopo l'acquisizione viene eseguita tramite il computer una procedura di ricostruzione che permette di riallineare le immagini secondo gli assi principali dell'organo da esaminare e di dividerlo in "sezioni" dall'apice alla base. La tecnica SPECT ha permesso di migliorare la localizzazione anatomica dei difetti di perfusione ed una migliore definizione dei difetti di piccole dimensioni.

 

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