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Ansia

L’ansia è un senso di apprensione generalizzata che a volte viene scatenata dalla preoccupazione per un evento imminente, come un esame scolastico o medico. Questo tipo di ansia è una reazione normale a una circostanza specifica. Al contrario, l’ansia generalizzata scatena un senso di pericolo incombente che deriva praticamente da qualsiasi situazione di incertezza o addirittura non ha una causa apparente. Sua principale caratteristica è un intenso disagio psichico, causato dalla sensazione di non essere in grado di fronteggiare gli eventi futuri.

Sintomi

I sintomi fisici comprendono tensione muscolare, sudore alle mani, blocco allo stomaco, difficoltà respiratorie, tremito, debolezza e tachicardia. Talvolta l’ansia acuta assume la forma dell’attacco di panico, una crisi di terrore accompagnata da sintomi fisici come dolori al petto, respirazione affannosa e sensazione di morte imminente.

Cause

Fino alla fine del XIX secolo, l'ansia veniva di solito trattata come se fosse un disturbo cardiaco o respiratorio, poi Sigmund Freud identificò la nevrosi da ansia come una categoria diagnostica autonoma. Freud riteneva che l'ansia insorgesse di fronte al manifestarsi di pulsioni aggressive e sessuali (che egli considerava istintive) inaccettabili per l'individuo e che essa fungesse dunque da segnale per le difese inconsce. La mancata rimozione di queste pulsioni porta, secondo Freud, a una reazione ansiosa che può trasformarsi in nevrosi.

L’iperventilazione, frequente durante gli attacchi di panico, è una respirazione rapida e superficiale che altera l’equilibrio tra ossigeno e anidride carbonica nel sangue. Ciò a sua volta produce stordimenti, palpitazioni, dolori al petto e altri spiacevoli sintomi fisici, talmente angosciosi da generare essi stessi ansia. Si instaura così un circolo vizioso, con attacchi di panico sempre più frequenti. Le persone ansiose cercano di evitare le situazioni che ritengono all’origine degli attacchi e molti temono addirittura di uscire di casa (agorafobia).

Altre cause dell’ansia potrebbero essere l’abuso di alcool e di caffeina o l’assunzione di pillole dietetiche, steroidi ed altri farmaci. Nei disturbi d'ansia, tra i più diffusi nella società occidentale, è dimostrata una tendenza alla familiarità del disturbo.

Cura

Per il trattamento dell’ansia sono efficaci i farmaci, la psicoterapia, le tecniche di modifica del comportamento e la medicina alternativa (soprattutto le tecniche di rilassamento). Per quanto riguarda la terapia farmacologica, gli ansiolitici costituiscono la principale terapia sia per l’ansia che per gli attacchi di panico. Sembra che la loro efficacia sia dovuta all’aumento dell’azione di una sostanza chimica che blocca la trasmissione degli impulsi nervosi nel cervello e riduce così il senso di agitazione e irrequietezza. Allo stesso tempo gli ansiolitici possono provocare sonnolenza e letargia e aumentare inoltre gli effetti dell’alcool, che assunto contemporaneamente a questi farmaci potrebbe portare all’arresto respiratorio e alla morte.

Sebbene molto efficaci per alleviare l’ansia, i tranquillanti non vanno assunti per lunghi periodi, poiché l’uso prolungato potrebbe generare una dipendenza psicologica e assuefazione. Oltre alla terapia farmacologica, gli psichiatri e altri psicoterapeuti consigliano di solito la psicoterapia, che può andare dalla psicoterapia individuale a lungo termine alla terapia cognitiva a breve termine. Quest’ultimo tipo di trattamento aiuta il paziente a correggere la visione distorta che ha di sé stesso e delle sue paure. Un’altra soluzione può essere la terapia di gruppo, in cui i pazienti si confidano le rispettive paure e ricercano possibili modi per gestirle.

Inoltre gli esercizi di respirazione previsti dai metodi di rilassamento si rivelano particolarmente utili per prevenire o arrestare l’iperventilazione.



Articolo aggiornato a Marzo 2011

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