Terzaetà su facebook

Disturbi respiratori nasali nella terza età

Le persone non più giovani che soffrono in modo cronico di "naso chiuso" sono sempre più numerose, soprattutto nelle città, a causa dell'inquinamento atmosferico, e di fenomeni di tipo allergico. I fumatori o gli ex fumatori, i forti mangiatori e bevitori, i soggetti soprappeso, i cardiopatici, gli ipertesi, i diabetici e i soggetti affetti da disturbi renali sono più esposti al rischio di soffrire di disturbi respiratori nasali.

Questa forma morbosa, detta rinite ipertrofica ostruttiva (ipertrofia dei turbinati), è caratterizzata da una disfunzione permanente della mucosa nasale che riveste alcune "organi" situati dentro alle fosse nasali dette "turbinati". Essi sono tre "sporgenze ossee" e sono formati da una piccola "lamina" di osso ricoperta da mucosa.

Le allergie nasali, le infezioni ripetute, l'inalazione abituale di alcune sostanze nocive (inquinamento), il fumo, l'alcool, l'utilizzo reiterato di alcune gocce e spray nasali (vasocostrittori), i disturbi del metabolismo e della circolazione, le forme di squilibrio della vasomotilità dei turbinati (rinopatia vasomotoria) determinano uno stato infiammatorio cronico che causa un notevole aumento di volume dei turbinati (ipertrofia dei turbinati). La mucosa che li riveste si ipertrofizza: si gonfia.

Sintomi

I sintomi, che vengono accentuati da variazioni climatico - ambientali (cambi di stagione, cambiamenti di temperatura e di umidità dell'aria), sono caratterizzati da: ostruzione respiratoria nasale, scolo di secrezioni di muco dal naso verso la gola, mal di testa, secchezza della bocca, alito cattivo, alterazioni dell'odorato, faringiti e sinusiti recidivanti e russamento abituale (roncopatia e sindrome delle apnee del sonno). Quando la rinite non risponde più ai trattamenti locali (spray a base di cortisone, aerosol nasali con farmaci di vario genere, terapia termale) l'unica soluzione è quella di eliminare, con un intervento chirurgico, la mucosa che ostruisce il passaggio dell'aria riducendo il volume dei turbinati.

Per fare questo, sino ad oggi, sono stati eseguiti interventi chirurgici in anestesia generale con ricovero ospedaliero di 3/4 giorni, talvolta con qualche disagio per i pazienti dovuto alla necessità di eseguire un tamponamento nasale per evitare possibili emorragie.

Terapia

Gli interventi "tradizionali" più frequentemente eseguiti sono:
* Turbinectomia parziale: si esegue generalmente in anestesia generale per cui è necessario un breve ricovero ospedaliero (due-tre giorni). Nell'intervento si asporta una parte dei turbinati inferiori e si esegue un tamponamento nasale (introduzione nel naso di tamponcini di spugna per evitare emorragie). Il tamponamento viene rimosso generalmente dopo 48 ore. 
* Decongestione sottomucosa: tecnica più conservativa (meno dannosa) che consiste nello "svuotamento" dei turbinati. Si introduce un apposito strumento al di sotto della mucosa del turbinato e si toglie parte del tessuto dell'organo. Anche per questo intervento è necessaria l'anestesia generale, il ricovero ospedaliero ed il tamponamento nasale.

Una validissima alternativa agli interventi tradizionali è rappresentata oggi dalla laser chirurgia, tecnica molto moderna, eseguita anche in Italia da 3-4 anni. Il raggio laser "vaporizza" lo spessore dei turbinati ipertrofici lasciando integra la superficie della mucosa. I turbinati trattati con questa tecnica mantengono del tutto invariate le loro funzioni: filtrazione, riscaldamento ed umidificazione dell'aria inspirata.

Il Laser
La radiazione luminosa emessa dal laser interagisce in modo molto particolare con i tessuti del nostro corpo. L'energia del Laser è assorbita dai tessuti e trasformata in calore; si genera così una coagulazione delle proteine tissutali, che determina una cicatrizzazione dei vasi sanguigni ed una vaporizzazione dell'acqua intra ed extra cellulare. Il processo genera una distruzione del tessuto, ma le conseguenze sono sensibilmente inferiori a quelle provocate da altre manovre chirurgiche. Per questo motivo la cicatrizzazione avviene in tempi più brevi ed in modo del tutto affidabile; i minori danni al tessuto creano minor dolore e non esistono praticamente rischi di fenomeni emorragici. Il decorso post-operatorio del paziente che si sottopone ad interventi di Laser chirurgia è, quindi, decisamente più agevole rispetto a quello di interventi eseguiti con altre metodologie.

Una tecnica semplice e rapida!

L'asportazione della mucosa può essere effettuata con il laser a diodi (dell'ultima generazione) con una semplice anestesia locale di contatto (senza iniezioni). Una sola seduta di cinque minuti per ogni narice è sufficiente per "liberare" istantaneamente il naso:

  • Si applicano nelle fosse nasali del paziente delle piccole falde di cotone imbevute di farmaco anestetico che vengono rimosse dopo circa venti minuti;
  • si inserisce la fibra laser al di sotto della mucosa dei turbinati e si emette l'impulso luminoso retraendo delicatamente la fibra. (L'acqua contenuta nelle cellule del turbinato "vaporizza" causando una immediata e netta riduzione dimensionale dello stesso).
  • Si applica una medicazione antibiotica che viene rimossa dopo alcune ore.
  • Dopo 1 ora circa dal trattamento si dimette il paziente.
  • Si eseguono nei 7 giorni successivi, 1-2 medicazioni ambulatoriali.

Durante e dopo la seduta laser, che avviene ambulatoriamente senza ricovero, i pazienti non sentono alcun dolore, non è necessario praticare il fastidioso tamponamento nasale, non esistono emorragie e i pazienti possono riprendere le proprie occupazioni immediatamente.

I brillanti risultati di questa nuova tecnica sono stati presentati all'ultimo congresso della società Francese di otorinolaringoiatria dal Prof. Yves Victor Kamami di Parigi.Negli ultimi anni più di 3000 casi sono stati trattati in questo modo in Francia; e più di 30.000 casi negli Stati Uniti. In base ai risultati dei controlli a distanza, si può con certezza affermare che l'efficacia è del tutto affidabile. Analogamente a quanto avviene per la chirurgia tradizionale (non laser), i risultati si mantengono per almeno dieci anni. In caso di recidive (rarissime in letteratura e nella nostra esperienza) sarà comunque sempre possibile ripetere il trattamento laser. Con la Laser chirurgia possono essere anche agevolmente trattati i polipi nasali, le tonsille, le deviazioni anteriori del setto nasale e i casi di russamento abituale (roncopatia e sindrome delle apnee notturne).

Domande all'autore

Dott. Claudio Lambertoni
Specialista in Otorinolaringoiatria
e Patologia cervico - facciale

Per approfondimenti:

http://www.otorinolaringoiatria.org/ORL/Nuovo sito/turbinati - laser.html 
Articolo aggiornato a Marzo 2011

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Bologna n. 7706 del 27.10.2006 - Direttore Responsabile: Marco Fasolino