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Disturbi del sonno

In questi ultimi mesi, sia la stampa che la televisione hanno dato gran risalto al problema dell’insonnia proprio per la sua diffusione tra la popolazione italiana; milioni di persone sono affette da questo disturbo, e il loro numero è destinato ad aumentare in considerazione degli attuali stili di vita che, certo, non aiutano il fenomeno. I problemi legati al sonno non sono, però, solo circoscritti all’insonnia, esistono tutta una serie di disturbi che per non essendo discussi dai mass media, determinano notevoli disagi in chi ne soffre. La percentuale di queste persone è sicuramente inferiore alla popolazione affetta da insonnia ma i problemi che vivono non sono di minore entità.

Non solo insonnia

Oltre l’insonnia traviamo tra i disturbi del sonno le ipersonnie e le parasonnie; nel primo caso il soggetto soffre per un aumento del bisogno di dormire, nel secondo caso la difficoltà scaturisce da fenomeni che si verificano durante il sonno. Le persone affette da ipersonnia (sonno eccessivo), presentano episodi di sonno prolungato, o sonno durante il giorno, tali da compromettere le normali attività quotidiane.

Le cause possono essere di varia natura; fisiche, come nel caso dell’anemia sideropenica o l’ipertiroidismo e da abuso di sostanze chimiche, come nella dipendenza da farmaci o da sostanze stupefacenti ma, nella stragrande maggioranza dei casi, l’ipersonnia scaturisce da un disturbo respiratorio notturno. Si tratta di vere e proprie mancanze di respiro, le cosiddette apnee del sonno, che possono durare tra i dieci e i sessanta secondi e presentarsi decine di volte durante una sola notte. Il risveglio per queste persone è particolarmente faticoso, e durante il giorno avvertono una profonda sonnolenza che genera irritabilità e talora una marcata confusione mentale.

In alcuni casi, il soggetto non si rende conto di cosa accade durante la notte e, quindi, non riesce a spiegare il perché della sua sonnolenza diurna, per questo è necessario ottenere informazioni più dettagliate da chi dorme accanto. Può essere utile sapere se il soggetto russa molto forte e se il suo respiro durante la notte è affannoso, perché questi sono segni caratteristici di chi soffre di un disturbo di respirazione notturno. Tra i fattori di rischio è importante citare l’obesità e l’ipertensione, senza escludere alcuni problemi otorinolaringoiatrici. Anche l’età gioca un ruolo importante nella comparsa dei sintomi, si tratta in genere di persone non più giovanissime, anzi di solito è intorno alla mezza età che il disturbo si presenta per poi, se non efficacemente trattato, aumentare di intensità con l’aumentare dell’età.

Per il trattamento è necessario rivolgersi al proprio medico di base che saprà indirizzare verso uno specialista dei disturbi del sonno, anche perché in alcune circostanze, se il disturbo non è tempestivamente riconosciuto può provocare seri danni fisici e complicazioni psicologiche di notevole entità. Nel capitolo delle parasonnie rientrano gli incubi, le crisi di terrore notturno e il sonnambulismo. Le persone che soffrono di incubi si svegliano ripetutamente durante la notte, i loro sogni angosciosi generano un profondo stato d’ansia che impedisce un riposo tranquillo. Chi ha vissuto di situazioni particolarmente traumatiche può avere incubi notturni attraverso i quali rivive l’esperienza dolorosa, anche se alcune volte il disturbo si manifesta dopo periodi di particolare stress emotivo o fisico.

Anche le crisi di terrore notturno sono caratterizzate da improvvisi risvegli ma, in questo caso, le manifestazioni di angoscia sono più evidenti; il soggetto grida, si assiste ad un aumento della sudorazione e della frequenza cardiaca e difficilmente le persone che gli sono accanto riescono a calmarlo. Singoli episodi di incubo o di terrore notturno non devono preoccupare, diverso è il caso in cui tali esperienze si dovessero ripetere, in questi casi è importante rivolgersi ad uno specialista che saprà consigliare le terapie più idonee per fronteggiare la situazione.

Nel sonnambulismo, invece, il soggetto non si sveglia ma si alza dal suo letto e comincia a camminare, i suoi occhi di solito sono aperti, lo sguardo è assente. Questo disturbo è più comune nei bambini e tende a scomparire intorno ad dodicesimo anno di età, il suo esordio in età adulta comporta, invece, il rischio di una cronicizzazione. Le cause del sonnambulismo sembrano risiedere in una predisposizione genetica, per questo i familiari dei sonnambuli hanno maggiori possibilità di incorrere in questo spiacevole disturbo. Il rischio maggiore per il sonnambulo è rappresentato dalla possibilità di farsi male durante le sue passeggiate notturne, è quindi necessario oltre ad un mirato intervento terapeutico, predisporre un ambiente sicuro in cui possa dormire.



Articolo aggiornato a Marzo 2011

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