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Palpitazioni - aritmie

Che cosa sono le palpitazioni ?

Normalmente l’attività del nostro cuore non viene percepita. La contrazione (sistole) ed il periodo di rilassamento (diastole) sono del tutto “silenti”. Quando parliamo di palpitazione (o palpitazioni) ci si riferisce ad un sintomo caratterizzato proprio dalla percezione del proprio battito cardiaco.

Registrazione Holter su 24 ore

Figura 1: Registrazione Holter su 24 ore: durante un episodio sincopale si identifica una tachicardia ventricolare (severo disturbo del ritmo cardiaco) che ha determinato un abbassamento del flusso di sangue verso il cervello e la caduta a terra (214 battiti al minuto circa). Il problema è stato risolto con l’impianto di un defibrillatore.

Quali sono le cause?

In alcuni casi come durante uno sforzo fisico intenso oppure all’occasione di un’emozione intensa, quando il cuore “batte forte” ci possiamo accorgere del suo lavoro. In questi casi si tratta di una sensazione normale, di percezione dell’attività cardiaca intensa (battiti veloci e di forte intensità) ma fisiologica. Altri casi fisiologici in cui possiamo avvertire i nostri battiti cardiaci sono gli stati febbrili e durante la gravidanza. In questi due casi, il cuore è veloce ma non per una malattia cardiaca, ma semplicemente in modo riflesso, in modo secondario ad un aumento di attività che li viene richiesto. Lo stesso succede quando assumiamo alcuni farmaci con effetto broncodilatatore o vasodilatatorio ed ipotensivo. Quando scende la pressione, il cuore, in modo riflesso, fisiologico, aumenta la frequenza dei suoi battiti per compensare questa nuova situazione. Anche in questo caso si tratta di una risposta normale del cuore di fronte ad una particolare situazione. In tutti questi casi descritti, la palpitazione non corrisponde quindi ad un’aritmia vera e propria.

Registrazione Holter

Figura 2: Registrazione Holter: si osservono tre battiti cardiaci (B1, B2 e B3). Tra il secondo (B2) ed il terzo (B3) non si registra alcun altro battito cardiaco. La distanza tra B2 e B3 è più di 9 secondi ed il paziente ha avuto una sincope. Il problema è stato risolto con l’impianto di un pacemaker.

Nella maggior parte dei casi però, il sintomo è dovuto ad un’aritmia cardiaca (presenza di un ritmo cardiaco anomalo). Generalmente parlando, le aritmie sono dovute ad un’anomalia della genesi o della conduzione del impulso elettrico nel cuore. Il sintomo è presente quando il cuore è tropo veloce o tropo lento. Le aritmie più comunemente associate a palpitazioni sono anche le aritmie più frequenti e cioè parliamo di extrasistoli e di fibrillazione atriale.

Le extrasistoli sono dei battiti “extra” cioè in più e vengono spesso descritte come “battiti cardiaci mancanti”, “pause”, “salti” o “tonfi nel petto”. La cadenza ritmica dell’attività cardiaca viene interrotta da un battito anticipato rispetto a quello del ritmo di base; sono quindi dei battiti prematuri che avvengono prima del previsto. Le extrasistoli sono generate da focolai diversi dal normale centro di comando del cuore.

La fibrillazione atriale è un disturbo del ritmo più complesso caratterizzato da un’attività atriale completamente caotica e disomogenea. Questa condizione determina un’attività cardiaca globale altrettanto disorganizzata ed anche inefficiente sotto il profilo funzionale.

Le tachiaritmie (aritmie ad alta frequenza cardiaca) che durano più di qualche secondo vengono notate dal paziente e possono indurre affanno (dispnea), dolore toracico di tipo ischemico (angina), senso di svenimento, perdita di coscienza con caduta in terra (sincope) o segni di peggioramento di uno stato di scompenso cardiaco. I battiti sono percepiti come molto veloci, regolari o irregolari con esordio ed interruzione graduale o brusca.

Le bradiaritmie (aritmie con bassa frequenza cardiaca) che durano più di qualche secondo possono essere percepite come “capogiri”, “annebbiamento della vista”, sensazione di “testa vuota” o di “caduta imminente” ed in casi di bradicardia severa possono determinare la perdita di coscienza e caduta in terra (sincope).

Quali sono le indagini per la diagnosi delle aritmie?

In caso di sospetta aritmia cardiaca, le indagini sono variate e vanno dal semplice elettrocardiogramma, alla registrazione continua del tracciato ECG su 24 ore (Holter cardiaco), alle autoregistrazioni con l’uso del cardiotelefono, ecc. Da caso a caso, sarà il cardiologo ad indicare il giusto esame da eseguire per l’identificazione dell’evento aritmico.

Qual è la terapia delle aritmie ?

In presenza di aritmie, la terapia dipende dal tipo del disturbo del ritmo e dal tipo di malattia cardiaca (cardiopati) che lo genera. I più comuni strumenti terapeutici sono: terapia medica (a base di farmaci con azione antiaritmica), ablazione trans catetere ed impianto di pacemaker o di defibrillatore. Ancora una volta sarà il cardiologo a scegliere la terapia migliore in base alle peculiarità del paziente in questione.

 


Dott. Raffaele Vitale
cardiologo
Reparto Aritmologia Casa di Cura “Maria Cecilia Hospital”

Articolo aggiornato a Marzo 2011

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