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Sindrome metabolica e consigli alimentari


La Sindrome metabolica (SM) è caratterizzata dalla presenza di almeno tre dei seguenti fattori di rischio cardiovascolare:

- aumento della circonferenza della vita (più di 80 cm per le donne e di 94 cm per gli uomini)
- ipertrigliceridemia (più di 150 mg/dl),
- ridotto HDL colesterolo (meno di 50 mg/dl per le donne e di 40 mg/dl per gli uomini)
- aumento della pressione arteriosa (più di 130 mmHg per la sistolica o di 85 mmHg per la diastolica)
- iperglicemia a digiuno (più di 100 mg/dl).

L’ipotesi più attendibile che spiega la sindrome metabolica è l’insorgenza di insulino-resistenza verosimilmente collegata soprattutto ad aumento di acidi grassi liberi circolanti. In parole semplici, in presenza di insulino-resistenza le cellule del nostro organismo non riescono a facilitare l’ingresso nelle cellule del glucosio che abbiamo nel sangue, e ciò nonostante lo stimolo dell’insulina. Le cellule non rispondono più “come si deve” all’azione dell’insulina.
Nei pazienti con SM è stato riscontrato anche un aumento delle citochine, sostanze con azione pro infiammatorie, nonché dello stress ossidativo delle cellule.
Accanto al rischio aumentato di sviluppare diabete mellito e patologie cardiovascolari (ictus, infarto del miocardio, ecc.), i soggetti affetti da SM presentano anche un aumentato rischio di danno epatico (steatosi epatica fino alla steatoepatite), di sviluppare la sindrome dell’ovaio policistico, la sindrome delle apnee notturne, iperuricemia ed alcune neoplasie.
L’aumentata incidenza nelle popolazioni va sostanzialmente associata alla maggiore incidenza di obesità, sedentarietà e all’invecchiamento generale della popolazione.
La correzione dello stile di vita el’uso appropriato degli eventuali farmaci può correggere questa patologia e prevenirne le complicanze.


Terapia dietetica

La terapia dietetica mira a correggere le alterazioni metaboliche presenti: obesità, insulino-resistenza, ridotta tolleranza ai carboidrati, dislipidemia e l’ipertensione arteriosa.
Le indicazioni alimentari devono essere a ridotto contenuto calorico; l’obiettivo principale è quello di ridurre l’eccesso di peso.

La dieta deve essere costituita prevalentemente da carboidrati complessi (50% dell’energia totale) e povera di zuccheri semplici, con un adeguato apporto di fibra vegetale indigeribile. E’ utile quindi prediligere cereali antichi meglio se integrali, verdure, ortaggi e legumi.

Tra i grassi sono da preferire quelli monoinsaturi quindi come l'olio d’oliva extravergine, che devono costituire la principale fonte di grassi, mentre gli acidi grassi saturi (prevalentemente grassi animali), gli acidi grassi cattivi, di tipo “trans” e colesterolo (burro, strutto, lardo, margarina, panna, maionese, formaggi, carne grassa ed insaccati, prodotti di pasticceria) devono essere ridotti al massimo.
Ovviamente le bevande contenenti alcool devono essere ridotte ad un bicchiere (125 cc) al giorno per la donna e due bicchieri per l’uomo (a meno che non vi siano anche complicanze epatiche, nel qual caso le bevande alcoliche verranno sconsigliate).
Per migliorare i valori pressori, la dieta deve anche prevedere la riduzione dell’apporto di sodio tenendo presente che molti degli alimenti ricchi di grassi saturi sono anche ad elevato contenuto di sodio.

Dott. ssa Tania Rontini

Articolo aggiornato a Febbraio 2012

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