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Sindrome del tunnel carpale

La Sindrome del Tunnel Carpale (STC) è una delle patologie più frequenti che interessano l'arto superiore. Maggiormente diffusa nel sesso femminile tra i 40 ed i 60 anni, con un rapporto di 6:1 rispetto ai maschi. Si può occasionalmente presentare anche in pazienti al di sotto dei 20 anni e durante la gravidanza.

Cause

Le cause di questa malattia sono molteplici; esiste una predisposizione individuale, ma molto dipende dall'attività svolta dal soggetto. Infatti, le persone che lavorano molto con le mani (addetti alle operazioni di assemblaggio a catena, a lavori di dattilografia, di cassa, di taglio e cucito, di lavaggio e stiratura, di preparazione dei cibi, di macelleria, di confezionamento di pacchi, di carpenteria, nonché l'uso di taluni strumenti musicali) frequentemente vanno incontro a tale sindrome. Sembra abbiano un ruolo importante i movimenti ripetitivi esercitati, con la mano e con le dita, in alcune mansioni ed altri fattori quali la pressione sulla mano di alcuni utensili non ergonomici, le basse temperature, etc.

La STC si manifesta attraverso una riduzione delle dimensioni del tunnel carpale, con conseguente compressione del nervo mediano. Secondo alcuni, a determinare la sofferenza del nervo mediano è anche un ispessimento (iperidrosi), legato a fattori ormonali, dei tendini dei muscoli della mano, anche essi contenuti nel canale carpale.

Sintomi

Tale patologia è caratterizzata da formicolio ed intorpidimento delle prime 3 dita (pollice, indice, medio) della mano e perdita o calo della forza della mano che risulta, quindi, impacciata nei movimenti. Questi disturbi si presentano prevalentemente durante la notte e sono tali da non permettere di dormire chi ne è interessato (il soggetto deve alzarsi e scuotere tutto il braccio per risvegliare la mano ed il braccio). Questa sintomatologia, nei casi più gravi, può essere accompagnata da tendiniti, borsiti, epicondiliti interessanti l'arto superiore.

Diagnosi

Riveste notevole importanza la diagnosi precoce della malattia tramite l'utilizzo dell'ecografia, che fornisce un insostituibile strumento per attuare una corretta prevenzione della malattia. Il paziente dovrà sottoporsi ad alcuni esami neurofisiologici quali l'elettroneurografia (ENG), che permette di determinare il ritardo nella conduzione della sensibilità e della motilità del nervo mediano a livello del canale carpale, e l'elettromiografia (EMG), cioè uno studio della velocità di conduzione del nervo mediano.

Terapia

La cura è farmacologica, ma in molti casi quella risolutiva è chirurgica. Con sintomi leggeri possono essere sufficiente infiltrazioni locali con corticosteroidi (cortisone). C'è da dire, però, che sia le infiltrazioni locali con farmaci corticosteroidei sia la terapia medica con antinfiammatori e corticosteroidei per via generale (orale, intramuscolo) hanno un effetto transitorio. Infatti alla sospensione di tali modalità di trattamento vi è una ripresa dei disturbi clinici.

L'intervento chirurgico consiste nella sezione del legamento trasverso del carpo che è anatomicamente il "tetto" del Tunnel Carpale. Può essere effettuato in anestesia locale, con un piccolo taglio longitudinale all'altezza del polso oppure con tecnica endoscopica, cioè con l'ausilio delle fibre ottiche. Non vi è differenza di risultati tra le due tecniche, è in genere il chirurgo, in base alla propria esperienza ed alla morfologia del carpo a preferire l'una o l'altra tecnica.

Ci si può rivolgere a un chirurgo ortopedico, un neurochirurgo oppure un chirurgo specializzato nella chirurgia della mano.La durata dell'operazione non supera in genere i 10 minuti. Con tale intervento il paziente in un giorno recupera la funzionalità della mano ed in circa 6-7 giorni può tornare alla sua attività lavorativa.

In conclusione la STC è una malattia invalidante che interessa l'arto superiore ma la cui prognosi è ottima sia per la scomparsa dei disturbi della sensibilità che per la ripresa completa dei movimenti della mano, se il paziente viene sottoposto precocemente (prima che compaiano disturbi permanenti della motilità alla mano, atrofia muscolare) all'intervento chirurgico.


Articolo aggiornato a Marzo 2011

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