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SIRCHIA: TROPPI ANZIANI ABBANDONATI NELLE CITTÀ

 

“Le morti di decine di anziani malati di questi giorni di afa tremenda dovrebbero richiamare fortemente ogni istituzione, Comuni e Asl, alla massima responsabilità e partecipazione forte per mettere in atto i servizi di assistenza necessari”. Sono state queste le parole del ministro della Salute Girolamo Sirchia che ha ricordato come quello che abbiamo vissuto e stiamo vivendo in questi giorni, anche in Europa “era qualcosa di annunciato”. Secondo le stime dell'Oms, le ondate di calore hanno provocato in tutta Italia un aumento della percentuale dei decessi attorno al 10 per cento.  

 

Ma secondo il ministro si poteva fare molto di più per le categorie a rischio. “Sono stato un triste profeta – dice -. A giugno avevo avvisato i sindaci di preparare tutte le misure necessarie per affrontare le prevedibili emergenze sanitarie con l’arrivo della calura estiva. Alcuni sindaci mi hanno replicato di aver già provveduto, altri neanche mi hanno risposto”.

 

“Nessuno vuole addossare colpe a nessuno - sottolinea Sirchia - ma c'è il dovere di un forte richiamo alla responsabilità di tutti perché queste cose non si ripetano”. “Sapevamo - ha ribadito Sirchia - che le temperature sarebbero state particolarmente elevate e che il personale d'estate va in ferie e si riduce del 50%. Nessuno vuole addossare colpe, non è un'accusa; ma tutti sono tenuti ad attuare quei servizi di assistenza e di prossimità necessari”.
 
Sirchia ha precisato che il problema riguarda soprattutto gli anziani che vivono soli nelle grandi città dove i servizi di prossimità e di assistenza domiciliare sono pressoché inesistenti. “Nessuno vigila su di loro. - ha aggiunto il ministro - Spesso di tratta di persone non autosufficienti che non si accorgono di stare male; si disidratano, hanno scompensi circolatori, insomma hanno bisogno di servizi che vigilino attivamente su di loro”.

  

Per indicare ai Comuni e alle Asl le misure d’urgenza contro il drammatico aumento di decessi per il caldo fra gli anziani, Girolamo Sirchia fa appello alla sua esperienza da assessore ai servizi sociali a Milano. “Le giunte - spiega il ministro della Salute - hanno il potere di destinare più fondi a unità di intervento rapido sul territorio e proteggere così gli anziani. E invece, nelle loro voci di bilancio, l’assistenza socio-sanitaria viene sempre per ultima. È in fondo alla lista dopo l’intrattenimento dei giovani, le manifestazioni culturali e gli incentivi al turismo. Ora che l’emergenza è esplosa tutti si accorgono di quanto fossero fondate le mie preoccupazioni”.

 
Il ministro, comunque, pensa già all’anno prossimo e lancia una proposta. “Credo – ha detto – che se non ci sarà una forte presa di coscienza del problema, il prossimo anno ricorreremo alla Protezione civile”. “Quella legata al caldo – spiega - non è una vera e propria emergenza, quella legata all'invecchiamento della popolazione lo è. E soprattutto necessita d’interventi strutturali. I modelli di riferimento devono essere quelli tedeschi e francesi”.
 
“Predisporremo – aggiunge - un disegno di legge dove le Regioni e le Province autonome possono andare incontro alle persone non autosufficienti. Intanto è auspicabile un unico gestore per ovviare ai problemi legati al doppio sportello di riferimento per il settore sanitario (Regioni, Asl) e per il sociale (Comuni)”. “Sono necessari – conclude - anche strumenti nuovi, come i servizi di prossimità o di vigilanza che all'interno dei quartieri popolari, dove abitano gli anziani più bisognosi di attenzione possano andare a visitarli”.
 
Una delle ricette è la "vigilanza attiva degli anziani, che è quasi inesistente". "Nei loro confronti esiste ancora un atteggiamento burocratico, secondo il quale la gente deve andare verso i servizi e non invece i servizi verso le persone. Questo deve cambiare, perché è la causa di molti mali". Sirchia auspica la messa a punto dei servizi di prossimità. Un piano che dovrebbe essere completato prima della prossima estate. "Il caldo straordinario di questa estate ha messo in luce - ha concluso Sirchia - un fenomeno drammatico, ma che potrebbe ripetersi per altre situazioni, come l'ondata influenzale. Non si deve sottovalutare e minimizzare un fenomeno del genere, per non essere brutalmente smentiti dai numeri".

 

  

      (19/8/2003)

 

 

  

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