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CALDO E ANZIANI, I PRIMI DATI DELL'ESTATE 2004 

 

Il Ministro della Salute Girolamo Sirchia ha presentato il 30 luglio, in una Conferenza stampa presso l'Auditotium di Lungotevere Ripa, i dati sulla mortalità estiva degli anziani imputabile ad ondate di calore, per il periodo 1 giugno - 15 luglio 2004, e quelli relativi al primo mese di attività del Call Center per le emergenze sanitarie “1500”, che va dal 28 giugno al 29 luglio. 

 

Con riferimento alla mortalità attribuibile alle alte temperature, in nessuna delle città esaminate si è verificato un aumento della mortalità della popolazione anziana, neanche in presenza di picchi di calore e di allarmi meteorologici quali quelli verificatisi nella prima settimana di luglio; vi è stato, invece, un netto decremento dei decessi sia rispetto al 2003 che al 2002.

 
In particolare, l’analisi comparativa realizzata dall’Ufficio Statistico del Centro nazionale di Epidemiologia, Sorveglianza e Promozione della Salute dell’Istituto Superiore di Sanità tra il numero di decessi registrati tra gli ultra75enni dal 1 giugno al 15 luglio 2004, rispetto allo stesso periodo del 2003, ha evidenziato una diminuzione del 17,2%. Anche il confronto tra i valori registrati nel 2004 e i dati del 2002 ha mostrato una significativa riduzione della mortalità (-5,8%).
Per quanto riguarda le singole città, nel periodo dal 1 al 15 giugno 2004 il maggior decremento rispetto al 2003 è stato registrato nella città di Bolzano (-60,7%) seguita da Potenza (- 44,4%), Ancona (- 37,8%), L’Aquila (-33,3%), Palermo (- 31,1%).

 
Dal 16 al 30 giugno invece la città con la maggiore riduzione di mortalità è stata Campobasso (-55,6%) seguita da Ancona (-42,2%), Palermo (-41,3%), Napoli (-37,1%), Bologna (-33,5%).

  
Dal 1 al 15 luglio il decremento maggiore si è avuto ad Aosta (-62,5%) seguita da Campobasso (-60,0%), Palermo (-35,8%), Bari (-33,3%), Trieste (-29,9%).
Anche i dati relativi alla mortalità registrata tra gli ultra75enni nelle maggiori città italiane, provenienti dal Sistema di sorveglianza coordinato dalla Protezione civile e gestito dal Dipartimento di epidemiologia della Asl RME che indaga la relazione tra eccesso di temperature e mortalità, attraverso la rilevazione di parametri metereologici, per offrire previsioni di rischio meteorologico a 72 ore, hanno confermato una riduzione complessiva della mortalità. 

 

Con riferimento ai risultati del primo mese di attività del Call center per le emergenze sanitarie “1500”, i trenta medici del Ministero hanno risposto, dal 28 giugno al 29 luglio, a 5.843 chiamate dei cittadini fornendo consigli e informazioni sulle precauzioni da prendere per evitare danni alla salute derivanti dal caldo eccessivo, sui comportamenti da adottare nel caso si verifichino problemi legati alle alte temperature e sui servizi attivati da Regioni e Comuni.

 
La media giornaliera è stata di 183 telefonate, nella maggior parte dei casi (7 su 10) provenienti da ultra65enni. Il maggior numero delle telefonate sono giunte da Lazio, Lombardia, Campania, Sicilia e Piemonte.

   

 Fonte: Ministero Salute

 (5/8/2004)

 

 

 

 

 

 

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