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GLI ANNI VERDI DELLA TERZA ETA'
Tratto da Progetto 2000 - Verde Età
Utilizzando
una terminologia anglosassone, i vecchi sempre più vitali,
sono già suddivisibili in altre sottocategorie:
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pre-old (55-59 anni, i pre vecchi);
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young-old (65-70 anni, i giovani vecchi);
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middle-old (65-74 anni, i mezzo vecchi);
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old-old (oltre 75 anni, i vecchi-vecchi).
Ai cambiamenti demografici si devono affiancare
anche altre trasformazioni come l'aumento della
sopravvivenza di cui stanno beneficiando soprattutto le età
adulte ed anziani così che il concetto di
"vecchio" non è più efficace nel dar conto delle
condizioni che si determinano per un numero crescente di
individui, all'aumentare dell'età. Utilizzando una
terminologia anglosassone, i vecchi sempre più vitali, sono
già suddivisibili in altre sottocategorie, i pre-old (55-59
anni, i pre-vecchi), gli young-old (65-70 anni, i giovani
vecchi), i middle.old (65-74 anni, i mezzo vecchi) e gli
old-old (oltre i 75 anni, i vecchi-vecchi). Nella
distinzione tra sesso sono più le donne rispetto agli
uomini a guardare la televisione e ad ascoltare la radio,
questa comunque risulta l'attività più frequente negli
anziani. La seconda attività è quella del cercare di
rendersi utili agli altri ed in questo modo anche a se
stessi; anche in questa attività - associazioni per
divertimento o per impegno? - sono le donne a distinguersi
in maggior numero rispetto agli uomini. Sappiamo dagli
ultimi dati Istat che su circa tre milioni e mezzo di
persone che si dedicano al volontariato in Italia, ben 350
mila appartengono alla "terza età". Ed ancora
più di 4 milioni e 300 mila anziani versano soldi a favore
di un'associazione, gli uomini sono due milioni, le donne
due milioni 300 mila. Rispettivamente il 24 e il 20 per
cento della popolazione maschile e femminile con più di 65
anni. La popolazione anziana legge libri ma ovviamente la
percentuale diminuisce con l'età, anche per le oggettive
difficoltà fisiche. I quotidiani sono letti più dagli
uomini che dalle donne. I dati delle tabelle sono comunque
insufficienti nell'esplorare il variegato tempo libero
dell'anziano fatto anche di altre attività, che sarebbe un
errore omettere, quali gli spettacoli, il cinema ed il
teatro. Sono soprattutto gli uomini che vi partecipano ma in
un numero molto limitato e decrescente con l'avanzare
dell'età. Anche la religione occupa spazio degno di
attenzione nelle attività del tempo libero degli anziani.
dall'ultima relazioni biennale al Parlamento sulla
condizione dell'anziano risulta infatti che il 50,1 per
cento dichiara di andare in chiesa per lo meno una volta a
settimana; questi sono il 59,5 per cento delle donne ed il
37,8 per cento degli uomini. Secondo i dati dell'ISNART
(Istituto Nazionale Ricerche Turistiche) il principale
fattore di scelta sul luogo dove trascorrere le vacanze è
la sicurezza, la tranquillità e la qualità dei servizi
offerti. In prevalenza si finisce con il rimanere in Italia
(72,5 per cento), soltanto un 10,7 per cento preferisce un
continente extraeuropeo. Ed infine per quanto riguarda le
attività del tempo libero degli anziani non si può non
parlare della sfera sessuale: sono solo pregiudizi quelli
che ritengono che gli anni spengano il desiderio. Non si
parla di affettuosità ma di sesso vero e proprio. A questo
proposito le statistiche riportate da La Repubblica del 22
novembre dello scorso anno dicono che oltre i 60 anni il 50
per cento della popolazione fa l'amore in media una volta al
mese, ma di questi il 39 per cento lo vorrebbe fare più
spesso. Negli ultra ottantenni fanno sesso il 20 per cento,
tra i 70 e 80 anni il 50 per cento, tra i 60 e i 70 anni
l'87 per cento. Merito della generazione del Viagra o del
fatto che la terza età è diventata la seconda puntata
della vita?
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