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2050: CINQUE MILIONI DI ITALIANI IN MENO

 

Saremo di più nei prossimi 10 anni in Italia. Ma saremo anche più vecchi. Il check up demografico dell'Italia lo ha compiuto l'Istat nella ricerca appena pubblicata, dal titolo Previsioni della popolazione residente. Infatti, secondo l’istituto nazionale di statistica, solo dal 2010 la curva demografica comincerà a scendere e nel 2050 le proiezioni danno una popolazione italiana di poco più di 52 milioni di abitanti: 5,5 milioni in meno rispetto a 50 anni prima.  

 

Nel 2050 gli italiani saranno anche molto più vecchi: l’aspettativa di vita, infatti, arriverà ad 88 anni per le donne e ad 82 per gli uomini.

La diminuzione della popolazione italiana comincerà già nel 2012, ma è intorno al 2030 che arriverà il crollo: si conteranno quattro milioni e mezzo di italiani in meno, rispetto ai circa 57 milioni e 770 mila di oggi. Un altro milione di abitanti andrà perduto nei successivi venti anni.

 
L’inversione di tendenza demografica dei prossimi 10 anni si deve all’afflusso di immigrati: il saldo tra i nuovi ingressi e le uscite è positivo ed è pari a circa 111.000 unità, corrispondenti a un incremento di popolazione attorno all’1,9 per mille. Circa un milione di persone in più tra il 2000 e 2010, dunque, che porteranno per quella data la presenza degli immigrati al 4,1 per cento.

 

Nel 2010, insomma, la struttura demografica della popolazione italiana si modificherà infatti in modo sostanziale: nel 2000 ogni 100 giovani sotto i 14 anni c'erano 125 persone over 65; nel 2010 il rapporto si sbilancia sempre di più in favore degli anziani: 146 su 100. L'avanzata degli ultrasessantacinquenni è dovuta anche all'aumento della sopravvivenza, al punto che gli italiani sopra ai 75 anni passeranno dai 4,5 milioni del 2000 ai 5,9 milioni del 2010.

 

Le aspettative di vita in Italia varieranno in relazione alla latitudine: quasi cinque anni di differenza fra il Trentino Alto Adige e la Sicilia. Nel 2030, infatti, il Trentino sarà la regione più longeva d’Italia: le donne potranno vivere fino a 90,4 anni, gli uomini fino a 83,3. La meno longeva la Sicilia: con 85,7 anni per le donne e appena 79 per gli uomini. Nel Lazio: 87,3 per le donne e 80,5 per gli uomini. Ad 80 si fermerà anche l’età per gli uomini in Sardegna, contro gli 87,4 per le donne. In Lombardia: 89 anni per le donne, 82,4 per gli uomini.

 

Le cause di questo andamento sono da ricercarsi sia nel progressivo invecchiamento della popolazione che nella bassa propensione alla fecondità espressa dalle donne italiane. Infatti, con un tasso di natalità che è il più basso del mondo, nel 2010 l’Italia arriverà a toccare appena l’1,4 figli per donna. La Liguria resta la regione in testa per numero di over 65 rispetto ai giovani sotto i 14 anni: nel 2010 ogni 254 anziani ci saranno infatti solo 100 giovani (appena 1,12 figli per donna, seguita dall’Emilia Romagna con 1,14 e dalla Toscana con 1,16).

 

La regione più giovane sarà la Campania con 90 anziani ogni 100 giovani (con un tasso di natalità dell’1,7) e la Sicilia con 108 a 100. L' invecchiamento degli italiani ridurrà anche la forza lavoro: tra 10 anni ci saranno 800.000 unità lavorative in meno in Liguria, Friuli Venezia Giulia e Piemonte.

 

Marco Fasolino

 

 

 

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