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 FARMACI, CAOS NEI PREZZI

 

Il nuovo prontuario farmaceutico messo a punto dal Ministero della sanità, pronto ad essere distribuito a tutti i medici del Servizio Sanitario Nazionale, doveva rappresentare la guida pratica della buona ed economica prescrizione farmaceutica. È diventato, invece, il libro della giungla dei prezzi. Una guida che, secondo i tecnici del ministero della sanità, dovrebbe consentire ai medici di prescrivere secondo "scienza e coscienza", senza però trascurare la spesa pubblica farmaceutica, che quest'anno sta avanzando con un tasso di crescita del 25% e che, a fine anno, potrebbe determinare un buco di oltre 4.000 miliardi nei già dissestati bilanci regionali della sanità.

 

Un'inchiesta condotta da IlNuovo.it, ha analizzato le oltre seicento pagine del nuovo prontuario farmaceutico e le oltre seimila confezioni di medicinali rimborsate dallo Stato, classificate per principio attivo, dosaggio, tipo di somministrazione e, soprattutto, in ordine crescente di prezzo. Proprio nel redigere la lista per ordine di prezzo, il manuale evidenzia numerose difformità che, contravvenendo la legge voluta dall'allora ministro della Sanità Rosy Bindi, fanno indifferentemente pagare allo Stato per 30 pasticche da 100 milligrammi di nimesulide (un antinfiammatorio tra i più utilizzati), 23.900 lire per la  specialità Nide o 21.500 lire per il super-prescritto Aulin, contro le sole 8.500 lire per il Sulidamor, perfettamente identico ai primi due.

 

Le diversità di prezzo tra medicinali praticamente identici sono numerosissime. Infatti, per una confezione da 35 compresse da 800 milligrammi dell'antivirale Aciclovir i prezzi possono variare dalle 132.500 lire dell'Aciclin alle 238.900 lire del noto e molto prescritto Zovirax. Nella categoria delle cefalosporine (farmaci contro le infezioni) un flacone in polvere da un grammo di Cefonicid, più solvente, può andare dalle 18.500 lire dell'Abiocef alle 25.500 lire del Monocid. Altro esempio è quello della somatostatina: un flacone da 3 milligrammi spazia dalle 316.400 lire del Nastoren alle 361.400 lire dello Stilamin. Sono questi solo alcuni esempi, in quanto si potrebbe continuare all’infinito ad elencare tutte le differenze di prezzo tra farmaci-fotocopia.

 

Fino ad oggi gli industriali del farmaco si sono affannati a spiegare che le differenze di prezzo tra i generici (farmaci con brevetto scaduto, venduti senza nome di fantasia, ma con quelli difficili da pronunciare dei principi attivi, per esempio il Nimesulide) e le specialità medicinali corrispondenti (vendute con nome di fantasia, come l’Aulin) sono dovute al fatto che, su queste ultime, si applicano i costi della ricerca e quelli della promozione commerciale. Ma il nuovo prontuario del ministero svela che anche allargando il confronto ai prezzi delle specialità medicinali, con o senza brevetto, il risultato non cambia: sui prezzi dei farmaci rimborsati dallo Stato, con buona pace dell’ex ministro Bindi, vale sempre la legge del "fai da te".

 

Marco Fasolino

 

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