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I NONNI AMANO POCO LE NUOVE TECNOLOGIE

 

A fare luce sul rapporto conflittuale fra terza età e società dell’informazione, con tutte le sue innovazioni e diavolerie tecnologiche, è uno studio curato dall’Istituto di Ricerche sulla Popolazione (IRP) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) che ha reso noto il ritratto del pensionato italiano. Lo studio, dal titolo "La vecchiaia può attendere. Immagini, aspettative e aspirazioni", condotto su un campione di 4300 anziani tra i 60 e i 74 anni, cerca di definire un profilo dei nuovi anziani, dei loro desideri, necessità, rapporti con gli altri e con se stessi. Anziani ancora attivi, anziani ancora giovani, anziani immersi completamente in questo nuovo millennio. 

 

Da questo studio si evince, però, che in Italia gli anziani di mouse, tastiere, bancomat e messaggini SMS pare che non ne vogliano proprio sapere. Il nonno telematico, tante volte citato dai mezzi di informazione, resta per ora un personaggio raro perché, a quanto pare, le nuove tecnologie non sono ancora riuscite a conquistare gli anziani, che continuano a preferire di gran lunga gli elettrodomestici tradizionali e la cara, vecchia, amata televisione. Infatti, la televisione, meglio se col videoregistratore, è il passatempo più apprezzato dagli attempati nonnini italiani, tra i quali raggiunge una diffusione del 60% (67% tra gli uomini, e 55% tra le donne). Un mezzo che gli anziani continuano a considerare come la fonte di informazione più attendibile, piacevole e facile da utilizzare. Quella della semplicità è, infatti, l’esigenza più avvertita dalla terza età, che nella ricerca del CNR denuncia una grande difficoltà nell’uso di tecnologie troppo complicate, di elettrodomestici troppo sofisticati, di libretti delle istruzioni pensati più per un pubblico giovanile che per loro. L’amore per il tubo catodico non si spinge però sino alla pay-tv, ancora troppo costosa e troppo poco attenta ai programmi dedicati a questo target.

 

Ed il computer? È utilizzato solo dal 15 per cento degli intervistati (20 per cento uomini e 11 per cento donne), è abbonato ad internet il 7 per cento degli uomini e il 4 per cento delle donne, anche se poi un elevato numero di anziani confessa il desiderio di imparare ad utilizzare il PC. A frenarli, in ogni caso, sono anche ragioni di carattere economico, le stesse che li tengono lontani dalla corsa al telefono cellulare che sembra caratterizzare ormai la nostra epoca: a fronte di una diffusione quasi totale tra i giovani e gli adulti, solo il 25% degli anziani (il 33% degli uomini contro il 17,5% delle donne) lo ha adottato, soprattutto per la comodità e la tranquillità di poter essere facilmente rintracciabili, ma criticato per la schiavitù che esso comporta.

 

Dallo studio, inoltre, trapela che per gli acquisti di un certo rilievo, "il 71 per cento preferisce ancora il denaro liquido, e solo il 10 per cento fa uso di assegni, il 9 per cento utilizza il bancomat, il 3 per cento ricorre alle carte di credito".

Quello degli anziani verso le nuove tecnologie si potrebbe definire allora un amore non corrisposto: il desiderio e la consapevolezza dei grandi vantaggi non si riscontrano infatti con i prodotti offerti dal mercato; una disattenzione che si potrebbe ritorcere contro chi ancora non si è accorto dello straordinario potenziale di consumo e di entusiasmo della terza età.

Marco Fasolino

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