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ANZIANI: ITALIA FANALINO DI CODA PER 

ASSISTENZA E SOSTEGNO

 

Per l'ONU siamo il Paese più vecchio del mondo con una percentuale di popolazione anziana over 60 del 24,5%, ma siamo anche il fanalino di coda fra le nazioni più industrializzate per la politica di assistenza e sostegno del popolo degli anziani.

Se da Madrid, dove si è aperta l'assemblea mondiale sull'invecchiamento, parte un invito ad affrontare tempestivamente il problema degli anziani - entro i prossimi 50 anni, per la prima volta nella storia dell'umanità, gli ultrasessantenni supereranno il numero dei bambini - dall'Italia viene lanciato un vero e proprio grido d'allarme. 

L'Osservatorio interdisciplinare sulla terza età, Ageing Society, denuncia nel nostro Paese l'assenza di misure sociali omogenee per il popolo degli anziani, che da noi sono ormai circa 14 milioni, condannato ad un futuro di solitudine ed abbandono.

Il problema dell'invecchiamento della popolazione, con tutte le conseguenze di ordine economico e sociale, costituisce la vera e propria emergenza che grava sul futuro sviluppo socio-economico dell'Italia. "Occorre urgentemente varare il progetto sulla Bicamerale per l'anziano - afferma il Presidente di Ageing Society Emilio Mortilla che al convegno di Madrid terrà una relazione sulla condizione degli anziani in Italia - il testo di legge è stato già sottoscritto da circa 300 parlamentari. Non si tratta solo di studiare e monitorare il fenomeno ma anche di approntare e varare rapidamente una politica che delinei un quadro di riferimento nazionale per le azioni di assistenza e sostegno al popolo della terza età".

"In Italia - incalza Roberto Messina, Segretario Generale dell'Osservatorio sulla terza età - non esiste una linea politica concertata e univoca che abbia efficacia su tutto il territorio nazionale. È inconcepibile che in una materia così importante per lo sviluppo del Paese ogni Regione legiferi indipendentemente dall'altra: e così può succedere che un anziano afflitto da piaghe da decubito se vive in Piemonte, in Trentino o in Sicilia ha diritto al rimborso delle cure anche se le fa in casa.

In tutte le altre regioni, invece, se vuole curarsi deve andare per forza in ospedale, con aumento dei costi sociali, altrimenti deve pagarsi tutto di tasca propria".

 
Non è solo un problema, ovviamente, di assistenza differenziata, ma di assicurare una condizione di dignità agli anziani sia per quanto attiene l'assistenza sanitaria - dai dati in possesso dell'Osservatorio, il 78% degli anziani non riceve mai una visita a casa del medico di famiglia - sia per quanto attiene una loro partecipazione attiva e produttiva al contesto sociale. Occorre dunque rivoluzionare il concetto che considera l'anziano un emarginato a carico della società, per quello molto più realistico e producente che lo considera una vera e propria risorsa socio-economica per il Paese. "Fra solo 30 anni - conclude Messina - gli anziani in Italia costituiranno il 35 per cento della popolazione. È un dato che ci riguarda tutti".

 

Ageing Society

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