Home > Terzaet@ News > Una nuova geriatria per aiutare "l'anziano fragile" (13/12/2000)

 

UNA NUOVA GERIATRIA PER AIUTARE "L'ANZIANO FRAGILE"

 

 

Instabile, complicato e fragile. È questo l'identikit del paziente geriatrico, venuto fuori al 45° congresso della Società Italiana di Geriatria, appena tenutosi a Firenze. Una categoria, quella degli ultrasessantacinquenni, che in Italia, negli ultimi cinquant'anni, è quintuplicata passando da 500 mila a 2 milioni e mezzo di persone sopra gli 80 anni. Una fascia d'età sempre più numerosa che necessita di particolari attenzioni in ambito medico, sociale e psicologico per mantenere il più a lungo possibile una buona qualità di vita. Fino a qualche anno fa il fenomeno del paziente geriatrico non esisteva, ma oggi non è più possibile ignorare le grandi sofferenze, fisiche e psicologiche di queste persone giunte agli ultimi anni della loro vita.

 

Molti, dunque, gli anziani e sempre più fragili. L'ultraottantenne è instabile perché porta segni visibili di un invecchiamento avanzato, con le naturali conseguenze del calo funzionale di organi ed apparati: a questo si aggiunge una fragilità dovuta al fatto che spesso, è portatore, allo stesso tempo, di più patologie. è questo un paziente complicato, che soffre di numerose malattie, più o meno acute, costretto ad assumere un numero rilevante di medicinali (vedi terapia farmacologica multipla). Si trova, infine, quasi sempre solo e con una autonomia funzionale molto ridotta. È sufficiente una caduta, una patologia acuta anche banale ed è ad elevato rischio di ricovero più volte in un anno, particolarmente se i familiari o il supporto sociale non sono in grado di assisterlo in maniera adeguata.

 

Secondo gli esperti, il paziente geriatrico non ha bisogno di cure specifiche. Il geriatra dovrebbe avere la capacità di andare oltre la malattia, per entrare a diretto contatto con il paziente e cercare di intervenire su tutto ciò che è possibile correggere: dalle malattie al suo stato funzionale, all'ambiente in cui vive, per far sì che possa superare un problema acuto emergente e rimanere nel miglior grado di autonomia funzionale possibile. È chiaro, dunque, che la pura valutazione medica, da sola, non è più sufficiente. L'anziano si può trovare in condizioni di disabilità non solo a causa di una malattia ma per molti altri fattori, quali la morte del coniuge, la solitudine, la difficoltà di movimento.

 

Un altro fattore da tenere in considerazione è la sessualità: rimasto solo, l'anziano ha possibilità diverse a seconda se uomo o donna. Se in una coppia muore prima l'uomo, la donna ha una migliore capacità di svolgere piccoli lavori in casa ed è in grado di provvedere al proprio corretto apporto nutrizionale (vedi malnutrizione). È in grado, cioè, di resistere a una disabilità più lunga: è più forte di fronte alle avversità della vita da anziano e, se rimane sola, ha maggiori possibilità di sopravvivere. Per quanto riguarda la riabilitazione, gli anziani dimostrano, in generale, ottime capacità di recupero e una grande disponibilità a mantenere, anche dopo il periodo di riabilitazione, una condotta di vita molto attenta ed in linea con i consigli del medico.

 

Per migliorare la sua qualità di vita è perciò indispensabile una visione multidisciplinare. Il geriatria non deve più essere solamente il medico che cura l'anziano in maniera ottimale, ma anche il professionista che lavora in equipe con l'assistente sociale, con l'infermiere, con il riabilitatore, lo psicologo.

È necessario, dunque, potenziare la ricerca scientifica con l'obiettivo di diffondere la cultura di  "come invecchiare bene". Lo scorso anno è stata istituita dalla SIGG (Società Italiana di Geriatria e Gerontologia) la Fondazione Italiana per la Ricerca sull'Invecchiamento (FIRI), che sta realizzando numerosi progetti, tra i quali la prima anagrafe della ricerca gerontologica-geriatrica in Italia, base statistica di partenza per una ricerca scientifica a tutti i livelli, con l'istituzione di borse di studio per giovani ricercatori. L'iniziativa più importante per il 2000-2001 è la campagna scolastica. Infatti, l'integrazione delle nuove generazioni in una società che invecchia, ha lo scopo di spiegare ai ragazzi che è possibile invecchiare bene, fisiologicamente, prevenendo le disabilità.

 

Marco Fasolino

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati