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Codice
bianco, verde, giallo, rosso. E, oggi, anche argento.
Da ieri infatti è finalmente operativo in alcuni ospedali
delle regioni Veneto, Toscana, Lazio e Sicilia il codice
introdotto in via sperimentale ad inizio 2009 e destinato
esclusivamente agli anziani.
Si tratta del Codice Argento attribuito all’interno dei
Pronto Soccorso agli anziani fragili e che si accompagna ad
una rete di servizi di collegamento tra ospedali e
territorio coordinata da figure professionali specializzate
(“angeli custodi o case manager”) nella
valutazione delle modalità di intervento più adeguate a
rispondere al bisogno di salute di ciascun individuo.
Attraverso l'ampliamento degli ospedali che adottano tale
nuovo servizio, si prosegue, quindi, rispetto all'obiettivo
di ridisegnare l’assistenza sanitaria e socio-sanitaria
dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non
autosufficienza.
In particolare, da un primo resoconto, presentato dal Vice
Ministro alla Salute Ferruccio Fazio e dal Professor Massimo
Fini, i risultati confermerebbero le attese con una
riduzione della durata della degenza, del tasso di
riospedalizzazione, della disabilità e mortalità
intraospedaliera e, ad un anno dalla dimissione, la
riduzione della percentuale di istituzionalizzazione a
fronte di un decremento dei costi per il Sistema Sanitario
Nazionale.
Il
funzionamento del “Codice Argento” è immediato; infatti,
dopo una valutazione semplice e di pochi minuti, lo stesso
viene assegnato ai soggetti più fragili ed a maggior rischio
di mortalità e, nei casi di ricovero, i pazienti vengono
immediatamente indirizzati nei reparti di geriatria, i più
attrezzati per seguire gli over 75.
In tal modo la mortalità durante e dopo la degenza
ospedaliera si riduce di un terzo, come dimostrano i
risultati ottenuti in Lazio con l'applicazione del metodo su
oltre 3000 pazienti in tre ospedali.
Il Codice è stato ideato da un gruppo di ricercatori –
coordinato dal Prof. Niccolò Marchionni – del
Dipartimento di Geriatria dell'Università di Firenze,
analizzando i dati di oltre 11.000 persone con oltre 75
anni arrivate ai pronto soccorso di tutti gli ospedali
pubblici del capoluogo fiorentino durante il 2005. Il
metodo, pubblicato su Journals of Gerontology nel gennaio
2009, attraverso la valutazione di dati
clinico-amministrativi di rapida reperibilità, consente di
assegnare il Codice Argento a ogni paziente, accompagnandolo
con un “punteggio” indicativo della gravità del caso.
“Chiunque può fare l'assegnazione del Codice Argento in meno
di cinque minuti – spiega Niccolò Marchionni, presidente
della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria – Basta
infatti tener conto di elementi come sesso, età, stato
civile, ricoveri ospedalieri precedenti, assunzione di
farmaci, per ottenere un punteggio che indica quattro classi
di rischio predittive della gravità clinica. I casi più seri
sono quelli che totalizzano oltre 7 punti: in questi
soggetti si è osservato che il ricovero in un reparto di
geriatria o di medicina interna può fare la differenza fra
morire e sopravvivere. In chi ha un Codice Argento con 11
o più punti, ad esempio, essere curati da un geriatra riduce
del 30 per cento la mortalità durante e dopo il ricovero in
ospedale”.
Questo
non significa che i medici dell'anziano siano più bravi
degli internisti, come Marchionni tiene a sottolineare: “Il
geriatra però utilizza una valutazione multidimensionale del
paziente che, in medicina interna, spesso non si fa –
chiarisce il geriatra – Anche la dimissione è più
“protetta” se si è passati dal reparto di geriatria: i
medici degli anziani infatti valutano sempre l'opportunità
di fisioterapia, riabilitazione, assistenza domiciliare
integrata successive al ricovero”.
A supporto di tali affermazioni, i dati raccolti dimostrano
dunque che l'approccio è fattibile e funziona anche se c'è
un limite alla possibilità di introdurre il Codice
ovunque: in tutto il Paese, infatti, i geriatri sono
appena 2800 e i reparti di geriatria 150, mentre secondo le
stime degli esperti ne servirebbero almeno il doppio. «I
reparti geriatrici per acuti poi sono ancora meno – informa
Marchionni – Per di più, non sono distribuiti in modo
omogeneo ma a macchia di leopardo: alcune Regioni, come il
Veneto, hanno molti posti letto di geriatria nelle
principali città; al Sud, in molte Regioni i letti di
geriatria sono assai più rari. È quindi opportuno che la
rete geriatrica italiana venga potenziata e allargata, per
ridisegnare l'assistenza sanitaria e socio-sanitaria
dedicata agli anziani fragili ad alto rischio di non
autosufficienza».
Salvatore Catorano
(4/12/2009)
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