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UNA COMMISSIONE A MISURA D'ANZIANO

Intervista all'On. UGO LISI

 

 

Continua il percorso che, a breve, dovrebbe portare all’istituzione di una commissione parlamentare per l'anziano con compiti di indirizzo e controllo sull'attuazione degli accordi internazionali e della legislazione relativa ai diritti ed alla tutela dei soggetti di età superiore a sessanta anni. Da tempo, infatti, l’On.le Ugo Lisi, coadiuvato dai colleghi On.le Souad Sbai ed On.le Maurizio Scelli, perora l’opportunità di istituire di un organismo attraverso il quale per gli anziani possa esservi un riferimento in grado di tutelarne i diritti e migliorarne la qualità della vita.

L’iniziativa può essere iscritta nel solco di un impegno ormai consolidato a favore della terza età da parte dell’On.le Lisi che dapprima si è adoperato per l’istituzione della festa del nonno e successivamente è stato tra i sottoscrittori di una serie di normative volte ad agevolare, in termini economici, la condizione dei disabili.

Ed in un periodo di forti tensioni socio-economiche, legate ad un restringimento delle possibilità di spesa, ci sembra opportuno analizzare innanzitutto l’impegno a sostegno delle categorie più disagiate, chiedendo all’On.le Lisi se gli investimenti necessari (riduzione Iva, abbattimento barriere, politiche inclusioni sociale) per normalizzare le condizioni di vita dei cittadini disabili saranno confermati?

Sin dal suo insediamento il Governo Berlusconi ha dimostrato di avere il giusto rispetto nei confronti della diversa abilità. È vero, siamo in un periodo di grave crisi economica, una crisi dinanzi alla quale molte categorie sociali, economiche e produttive sono portate più a rimarcare le loro difficoltà che ad avere quella giusta visione d’insieme, propria di una comunità, che ci fa fare un passo indietro dinanzi all’impossibilità di veder realizzati tutti i nostri desiderata. Ma per i cittadini diversamente abili i cordoni della borsa non saranno mai chiusi, poiché le politiche a loro sostegno sono solo la base di partenza per riaffermare l’uguaglianza di tutti i cittadini ed il loro diritto di avere pari opportunità, pari dignità e pari possibilità di partenza.

In tale contesto, l’istituzione di una commissione parlamentare per l’anziano appare più che opportuna, visto anche il progressivo aumento dell’età media di vita. Tuttavia l’iter è appena iniziato ed inevitabilmente l’approvazione del disegno di legge avrà tempi e dinamiche che le chiederemmo di dettagliarci.

Il nostro sistema parlamentare prevede un bicameralismo perfetto, nell’ambito del quale una legge dello Stato per diventare tale deve essere approvata in copia conforme in tutti e due i rami del Parlamento, di conseguenza, ogni minima modifica di un testo comporta la famosa navette tra Camera e Senato, Senato e Camera. Ciò consente di avere testi legislativi molto ponderati e molto approfonditi. Ma al tempo stesso questo procedimento allunga di molto i tempi. Su una cosa posso però sbilanciarmi immediatamente: nel Parlamento l’esigenza di dar vita ad una Commissione volta a tutelare i diritti della terza età è totalmente condivisa. Sui tempi è inutile sbilanciarsi, ma sull’esito finale possiamo essere tutti più che ottimisti.

Il disegno di legge, prevede l’istituzione oltre che della Commissione anche di un Osservatorio sulla terza età. Si tratta di un tentavo di valorizzare le sinergie tra pubblico e privato?

Ovviamente sì! L’attività dell’Osservatorio risulta essere quella di un braccio operativo dinamicamente essenziale per la Commissione. In tale osservatorio si sublimerebbero le migliori esperienze pubbliche e private che operano nella tutela degli anziani e dei cittadini più deboli. La commissione non potrà che trarne grande giovamento.

Ovviamente, con una popolazione anziana che in pochi decenni sfiorerà il 50% dei cittadini, non si può prescindere da una valutazione in ordine ai trattamenti pensionistici. In merito la Commissione e l’Osservatorio avranno solo un ruolo di consulenza o si spingeranno fino alla redazione di proposte di leggi organiche, intervenendo anche in ambito socio-finanziario?

Se la vocazione dell’osservatorio è maggiormente consulenziale, non c’è ombra di dubbio che la commissione avrà ben altri ruoli. Penso proprio che in materia pensionistica, non ci sia miglior propulsore della commissione e non vedo perché da essa non possa partire la redazione di proposte di legge che dovranno essere discusse nelle aule parlamentari

Prescindendo dagli organismi futuri, ritiene inevitabile un ulteriore intervento sul sistema pensionistico volto a rivedere in aumento i tempi di uscita dal sistema lavoro, coerentemente con la crescita della vita media?

Primo o poi questo problema dovremo cominciare a porcelo. Fino ad ora, però, l’abbiamo affrontato sempre e soltanto in termini quasi punitivi e non con la dovuta propositività. Il fatto che l’età media stia velocemente aumentando è una cosa buona, mica una colpa… ciò significa, ovviamente, che in termini di esperienza ed in termini di responsabilità, il lavoratore maturo può dare un grande contributo alla collettività. Per portare a spasso i nipotini nel parco, grazie a Dio, ha tanto tempo davanti a sé…

Torniamo dunque alla sua ultima proposta di legge, è l’ennesima che è riferita alla popolazione anziana. Come mai una tale attenzione da parte di un deputato che, vista l’età media dei parlamentari, potremmo giustamente considerare estremamente giovane?

Per due motivi, uno di carattere personale ed uno di carattere istituzionale. Sin da piccolo ho avuto come riferimenti valoriali gli insegnamenti dei nonni, figure alle quali non smetterò mai di sentirmi legato. Se ciò che ho vissuto io hanno avuto la fortuna di viverlo in tanti, vuol dire che non ci può essere una rimozione di questo patrimonio di affetti che pervade la nostra società. Quel patrimonio va tutelato, difeso e valorizzato. Credo anche, inoltre, che un parlamentare debba guardare non soltanto a se stesso, ma anche alla società che si muove intorno a lui. La nostra società senza il contributo delle persone anziane non va da nessuna parte.

Tra le altre cose, ha proposto anche l’istituzione di una giornata per i diritti dell’anziano. Ovviamente non possiamo esimerci dal chiederle quali siano i diritti che ad oggi vede poco tutelati e sui quali, in qualche modo, la giornata dovrebbe operare un’attività di sensibilizzazione.

La giornata per i diritti dell’anziano deve essere organizzata come un’autentica giornata di rivendicazione sociale. Allo stesso modo in cui si celebra, giustamente, la giornata dei lavoratori, così bisogna organizzare la giornata a testimonianza e tutela di quei cittadini che dopo aver dato tanto alla società godono un riposo che non è spassosa inattività, bensì eccellente contributo per la vita quotidiana dei figli e dei nipoti. La rivendicazione della difesa e della tutela del diritto alla serenità, all’agiatezza e alla tranquillità economiche e sociali deve essere almeno il punto di partenza. 

La cosa tuttavia non rischierebbe di duplicare temi e contenuti che meritoriamente la festa dei Nonni, fissata per il 2 ottobre, già affronta e ribadisce?

No, assolutamente no! La festa dei nonni è una festa di testimonianza, una festa della famiglia, in cui figli e nipoti tributano il doveroso riconoscimento ed il consequenziale omaggio a chi rappresenta la radice della comunità familiare. La giornata a tutela dell’anziano ha un valore di carattere sociale. 

A proposito della festa dei Nonni, quest’anno grazie anche alle sinergie determinate con associazioni del volontariato ed Onlus, la celebrazione e la considerazione della stessa ha avuto un rilevo mai acquisito prima. Un progetto che dunque aveva ragion d’essere, ma come si conciliano le “celebrazioni di un giorno” con la necessità di garantire ai nonni attenzioni e tutele costanti?

La festa dei nonni cresce di anno in anno. Ancora ricordo gli scetticismi con cui fu accolta soprattutto da tanti partiti. Poi, come spesso accade, le piazze, i quartieri, le sedi delle associazioni e le case presero il sopravvento. Adesso si celebra una festa di popolo, attesa dai nostri figli e che, finalmente, è diventata un vero e proprio momento di unità nazionale. Poi, in realtà, si tratta di fare in modo, come per tutti gli altri appuntamenti ricorrenziali che dall’attenzione di un giorno si passi all’interesse di un anno. Ma ciò avviene per ogni festa nazionale che si ricordi e si rispetti.

Tra gli anziani l’utilizzo della tecnologia è in crescita in modo esponenziale, tanto che il web sarà il canale informativo più utilizzato. Crede che attualmente la politica e le istituzioni riescano ad essere al passo con i cittadini?

La domanda è molto interessante, ma la risposta è assai complessa. I tempi della politica non hanno, purtroppo, nulla a che vedere con i tempi della vita quotidiana, anche con i tempi un po’ più lenti con cui organizzano le loro giornate i nostri nonni. Ultimamente la politica ha provato a rinnovarsi e a svecchiarsi anche grazie all’utilizzo delle nuove tecnologie. Un’esigenza di trasparenza ha contribuito a ciò. Ma dire che da qui, avendo il temo per navigare, si possano conoscere tutti i propositi della politica ce ne corre…

Se la sente di promettere agli utenti di terzaeta.com una interazione dinamica ed aggiornata con l’attività, spesso nota solo agli addetti ai lavori, che viene svolta in Parlamento e rivolta alla disabilità ed alla terza età?

Questo deve essere il nostro impegno, questa deve essere la nostra sfida. Da parte mia, come Lei sa, c’è la collaborazione più proficua
 


Salvatore Catorano

  (16/12/2010)

 

L'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM

 

 

IN PARLAMENTO UNA PROPOSTA DI LEGGE PER L'ISTITUZIONE DI UNA COMMISSIONE PER L'ANZIANO

 

FOCUS TERRITORIALE INTERVENTO DELL'ASS. LUSENTI

 

 

 

 

 

 

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