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 ADDIO A CERTIFICATI ED AUTENTICHE

 

Dal 7 marzo scompariranno certificati e autentiche. Dunque ancora pochi giorni e poi, a dimostrare chi siamo, dove viviamo, che facciamo, saremo solamente noi e non un pezzo di carta, il cosiddetto certificato. A sancire la scomparsa di quest’ultimo, unitamente alle altrettanto noiose autentiche, è la tanto proclamata, e finalmente sopraggiunta, riforma Bassanini. Una vera e propria rivoluzione della Pubblica Amministrazione che mette alle strette amministrazioni e gestori pubblici che, dal 7 marzo 2001, non potranno richiedere più alcun certificato, nemmeno per i matrimoni o per iscrivere i figli a scuola. In caso contrario andranno incontro ad una denuncia per "violazione di doveri d'ufficio". A renderlo possibile sarà l'entrata in vigore, il 7 marzo 2001, del Testo Unico sulla documentazione amministrativa e pubblicata già dal 20 febbraio sulle pagine della Gazzetta Ufficiale.

 

In sostanza, nel Testo Unico sono raccolte tutte le norme oggi contenute in leggi e regolamenti concernenti la documentazione amministrativa e del documento elettronico. Una raccolta che rende nulle tutte le leggi precedenti, rende più semplice la vita del cittadino e snellisce il lavoro degli operatori, oltre a condurre l'amministrazione dalla fase odierna, in cui ancora sono presenti i mezzi tradizionali (certificati, autocertificazioni e autentiche), a quella di transizione, fino ai prossimi anni, quando avrà valore il nuovo sistema basato su dispositivi informatici e telematici.

I certificati saranno dunque, nella maggior parte dei casi, rimpiazzati dalle autocertificazioni. Il cittadino potrà in ogni caso seguitare a richiederlo e quindi ad ottenerlo, ma l'amministrazione, contrariamente, non può pretenderlo.

 

Semplificazioni ci saranno anche per ciò che riguarda l'autentica, dato che tutte le domande e le dichiarazioni sostitutive dell'atto notorio rivolte alle amministrazioni e ai gestori di servizi pubblici, non dovranno più essere autenticate. Sarà sufficiente apporvi la firma davanti all’impiegato incaricato oppure spedirle con la fotocopia del documento di identità anche per fax o per via telematica. L'autentica con le caratteristiche attuali resta per le dichiarazioni rivolte ai privati e per le richieste inerenti la riscossione di benefici economici (pensioni, contributi) da parte di terze persone.

 

Le persone molto anziane o malate disporranno della facoltà di farsi sostituire, quando si rendesse indispensabile una loro dichiarazione, dal coniuge o da un figlio o, in assenza di questi, da un altro familiare fino al terzo grado di parentela.

 

Dai dati forniti dal ministro della Funzione pubblica, Franco Bassanini (nella foto), si evince che la legge ha portato un’elevata sburocratizzazione nella Pubblica Amministrazione. Infatti, con essa, si calcola che siano stati circa dieci milioni i certificati in meno ogni anno (in totale 40 milioni di documenti in meno dal 1996 ad oggi). In proiezione, l'Italia ha ridotto di quasi il 60 per cento il ricorso ai certificati su un campione di 22 città, monitorate dal Progetto Semplifichiamo del Ministero. La prima nella classifica dell'autocertificazione è Padova, che ha visto diminuito del 90,56% il ricorso alla certificazione classica, seguita da Genova (-89,16%), Novara (-82,35%), Potenza (-81,22%), Bari (-79,49%) e Cosenza (-77,46%).

 

Ecco la lista completa dei certificati che potranno essere sostituiti da autocertificazione:

·    Nascita

·    Residenza

·    Cittadinanza

·    Godimenti dei diritti civili e politici

·    Stato di celibe, coniugato, vedovo, stato libero

·    Stato di famiglia

·    Esistenza in vita

·    Nascita del figlio, morte del coniuge, del genitore, del figlio

·    Tutti i dati contenuti nei registri di stato civile

·    Non aver riportato condanne penali e non aver procedimenti penali in corso

·    Stato di disoccupazione, qualità di pensionato e categoria di pensione

·    Titolo di studio, esami sostenuti

·    Reddito, situazione economica, assolvimento di obblighi contributivi

·    Possesso e numero di codice fiscale, di Partita IVA e tutti i dati contenuti nell’anagrafe tributaria

·    Appartenenza ad ordini professionali

·    Qualità di studente

·    Qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili

·    Iscrizioni presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo

·    Tutte le situazioni relative all’adempimento degli obblighi militari, comprese quelle attestate nel foglio matricolare dello stato di servizio

·    Iscrizione in albi, registri o elenchi tenuti da pubbliche amministrazioni

·    Non trovarsi in stato di liquidazione o di fallimento e non aver presentato domanda di concordato

·    Vivere a carico di qualcuno

 

 

 

 

 

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