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TERZA ETÀ: OTE, IL VOTO A CHI SOTTOSCRIVE IL “CONTRATTO CON GLI ANZIANI”

 

Non più ‘cambiali’ in bianco; il popolo della terza età chiede attenzione e politiche attive al centrodestra ed al centrosinistra. Dal Congresso nazionale straordinario dell’Osservatorio della terza età, a Roma,  cui hanno partecipato diecimila delegati di tutta Italia, parte “Il contratto con gli anziani”: dieci punti da sottoporre alle istituzioni ed alla politica per riguadagnare il tempo perduto. Dodici milioni di over 65enni sono emarginati dal mercato, dalle istituzioni e dalla politica, mentre, invece c’e’ l’esigenza di un progetto di sviluppo con al centro l’anziano, in quanto portatore di valori, di conoscenza, di esperienza.

"Siamo alla vigilia di due importanti consultazioni – ha affermato il Segretario Generale dell'Osservatorio della Terza Età, Roberto Messina - le regionali in primavera e le politiche nel 2006. Il Paese, per troppo tempo ha trascurato un fenomeno sommerso ma importante come la longevità di massa, destinato a condizionare i consumi, gli investimenti, il mercato del lavoro, la previdenza. Prima di andare a votare - ha sottolineato Messina - vogliamo confrontarci con chi si candida alla guida del paese e delle regioni per sottoporgli richieste, ma anche suggerimenti. Nei prossimi giorni consegneremo ai due schieramenti il contratto con gli anziani per farlo inserire nei loro programmi e, prima di andare a votare, – ha concluso Messina – terremo presente la sensibilità e la lungimiranza di quanti lo hanno adottato”.

Un messaggio che ha trovato un primo riscontro già tra gli intervenuti al Congresso dell’Ote.

Il leader dell’Unione, Romano Prodi, nel suo messaggio video ha definito gli anziani come la “grande risorsa del Paese”. 

“Dobbiamo crescere più in fretta – ha sostenuto – perché altrimenti e’ inutile pensare ai fondi per la solidarietà, per l’autosufficienza, e alle altre cose in cui noi crediamo fermamente. Ma io debbo garantire che vi siano mezzi finanziari per poter dare questo che voi chiedete, non solo, ma abbiamo anche il problema di provvedere al rafforzamento ed alla moltiplicazione delle risorse per il Servizio sanitario nazionale”.

 

Il Presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, invece, ha elencato due impegni precisi.

“La Regione – ha detto - è pronta su un tema che sta particolarmente a cuore all’Osservatorio: parlo della delibera, preparata dall’assessore alla Sanità Marco Verzaschi sulle piaghe da decubito. In secondo luogo accogliamo quella che voi avete definito un proposta “frivola” ma che frivola non è, relativa ai diritti Siae sulle musiche suonate nei centri anziani. La Regione Lazio ha stipulato una convenzione con la Siae: d’ora in avanti ci assumeremo noi l’onere del pagamento. Questo perché, secondo noi – ha concluso Storace – non si può tassare il divertimento”.

 

IL CONTRATTO CON GLI ANZIANI 

 

1.  Istituzione del fondo per i non autosufficienti di almeno 1,5 MLD di Euro.

2.  Istituzione alla Camera dei Deputati del "Parlamento degli Anziani", che si riunirà almeno una volta all'anno.

      Un’esigenza, anche simbolica, per evidenziare l'attenzione delle istituzioni.

3.    Inserimento nel C.A. dell'AIFA (Agenzia Italiana del farmaco) di un membro in rappresentanza del mondo degli anziani.

      Per dar voce a quella componente della società che assorbe più del 60% delle risorse del S.S.N.

4.  Esenzione dall'applicazione dei diritti SIAE per tutti i Centri Anziani e Centri Sociali con fruitori in prevalenza anziani.

      La danza, oltre ad essere una esigenza ludica, rappresenta un'eccellente esercizio motorio indispensabile per la funzionalità articolare e per la prevenzione di diverse patologie.

5.    Potenziamento delle risorse finanziarie destinate a programmi di prevenzione.

      La quota del F.S.N., destinata al finanziamento delle prestazioni terapeutiche sul territorio, andrebbe portata al 14%, per far fronte ad un auspicabile processo di trasferimento di terapie dall'ambito ospedaliero a quello territoriale e per coprire, in modo adeguato, i costi di patologie gravi ed in espansione. L'Italia impegna solo il 6.1% del PIL nella spesa sanitaria, contro il 7.2 della media europea. (Germania 8.1%; Francia 8.2%; Regno Unito 6.7 %; etc.). Tale percentuale è anche inferiore a quella che vede l'incidenza della spesa sanitaria sulla spesa sociale nel suo complesso, che in Italia è del 25% mentre in Europa è, mediamente, del 27,3%. Così come, di dette risorse, solo lo 0,5% è per la prevenzione contro il 2,5% della Francia o il 4,6% della Germania.

6.    Destinazione di almeno il 30% dei fondi ministeriali e regionali per le attività di volontariato ad Associazioni specificatamente e documentatamene impegnate nelle iniziative a favore della Terza Età.

      Il 46,5% delle entrate  delle organizzazioni non profit, che operano nel settore socio-sanitario, provengono da fondi pubblici, ma solo una piccola percentuale viene destinata a quelle organizzazioni che si occupano specificatamente degli anziani, ivi compresi i Centri anziani.

7.  Erogazione di un voucher, pari all'importo previsto dal SSN, per le prestazioni specialistiche che l'utente, a causa delle liste d'attesa, non usufruisce  nei tempi previsti.

8.    Approvazione di una normativa che identifichi percorsi formativi e referenze minime per coloro che desiderano prestare la loro opera in qualità di assistenti “badanti” e relativa detraibilità fiscale.

      La persona preposta ad assistere a domicilio un anziano o un parzialmente disabile non può essere assunta fra soggetti comunitari o extracomunitari senza una minima formazione su elementi essenziali di cura della persona, igiene ed alimentazione, modalità di movimentazione, primo soccorso e interrelazione con il S.S.N.

9.    Rimborsabilità totale delle medicazioni avanzate per le ulcere cutanee ed attivazione di protocolli di controllo e prevenzione in ambito nosocomiale.

      Queste lesioni rappresentano lo 0,4% delle cause di ricovero e ben l'1% delle giornate di degenza. Con l’utilizzazione di medicazioni avanzate e terapie varie, nei casi più complicati, e’ possibile  ridurre i tempi di trattamento e di guarigione ma anche i tempi, ora molto lunghi, di degenza.

10. Istituzione del Ministero per le Politiche della Terza Età.

            Le problematiche connesse con la longevità di massa non possono essere gestite con provvedimenti tesi a governare le emergenze (pensioni, sanità, sociale, etc.). Solo attraverso una politica che prenda atto del fatto che le società del III Millennio si caratterizzano per la preponderante presenza della componente over 60 rispetto agli under 20.

 

  

(26/2/2005)

    

    

 

 

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