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Archivio delle notizie flash

 

Novembre 2000

 

Altri mesi

 

Indice dei titoli

 

 

Il melograno protegge le arterie

Osteoporosi: due fibre per contrastarla

Malati di cuore: controllate e curate i denti

Anticorpi più forti grazie al bridge

Aglio quasi inutile per il colesterolo

I fagioli allungano la vita

Cervello: gli estrogeni aiutano la mente

Gli spinaci migliorano la vista

Osteoporosi: un problema anche per gli uomini

In farmacia il kit per scoprire da soli l’influenza

Proprietà antinfiammatorie per il succo di limone  

L’asma fa meno paura

Alzheimer: assistenza al telefono

In arrivo il sangue artificiale

Cuore protetto con i pomodori

I denti nasceranno in provetta

Fratture del femore, 4000 miliardi spesi dal SSN

Sordità: 7.000.000 le persone che necessitano di trattamenti

Alzheimer: una malattia in netta espansione

Parkinson: meccanici, operai, restauratori i più esposti alla malattia

 

 

 

 

Il melograno protegge le arterie

Secondo una ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, il succo di melograno, grazie al suo contenuto di polifenoli e di altre sostanze antiossidanti, sarebbe un valido aiuto per la prevenzione dell'aterosclerosi, una malattia caratterizzata dalla presenza di placche nelle arterie e che può portare all'ictus o all'infarto.

    

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Osteoporosi: due fibre per contrastarla

Studi recenti hanno evidenziato che l’assunzione di inulina e di oligofruttosio, due fibre alimentari che si trovano anche nei carciofi e nell’aglio, contribuisce a migliorare la densità minerale delle ossa. Per questo motivo, le suddette fibre possono contribuire a contrastare la comparsa dell’osteoporosi.

      

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Malati di cuore: controllate e curate i denti

Secondo uno studio condotto da ricercatori d’Oltreoceano i denti malati  accrescerebbero il rischio di nuove ischemie in pazienti già colpiti da infarto. I ricercatori hanno osservato38 soggetti tra uomini e donne ricoverati in ospedale per un primo attacco cardiaco a cui sono state contrapposte altrettante persone non colpite da ischemia cardiaca. Tutti sono stati sottoposti a visita odontoiatrica e a misurazione della proteina C reattiva nel sangue con il risultato che l’85% dei pazienti colpiti da infarto avevano problemi periodontali contro il 29% del campione sano. I dati evidenziano che i soggetti colpiti da un evento ischemico presentano più spesso disturbi dentari rispetto ad un gruppo sano. Per gli esperti, gli elevati livelli di proteina C reattiva nel sangue potrebbero rappresentare il legame tra malattia cardiaca e patologia dentaria.

    

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Anticorpi più forti grazie al bridge

Secondo gli studiosi dell’Università della California di Berkeley (Usa), giocare a bridge aiuta a produrre più linfociti di tipo T e rafforza il sistema immunitario, che protegge l’organismo dagli attacchi di microrganismi nocivi. I ricercatori hanno analizzato 12 signore tra i settanta e gli ottant’anni, abituali giocatrici di bridge: 8 di loro avevano i linfociti molto più alti della media, mentre le altre 4 li avevano leggermente più alti. Questo risultato, per gli esperti, rafforza la teoria secondo la quale il sistema immunitario è strettamente connesso al sistema nervoso. E il gioco del bridge stimola l’area del cervello che gioca un ruolo importante ai fini dell’attivazione del sistema immunitario.

 

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Aglio quasi inutile per il colesterolo

Lo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Annal of Internal Medicine ha analizzato i risultati di 13 ricerche sugli effetti dell’aglio. Quest’ortaggio aiuta a ridurre il colesterolo solo del 4%, un dato troppo basso per essere considerato rilevante dai medici, anche perché con una dieta mediterranea  la diminuzione è del 5% e con i farmaci è minimo del 17%. Sempre secondo lo studio, però, una testa d’aglio al giorno aiuta a prevenire il tumore allo stomaco e al colon-retto.

 

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I fagioli allungano la vita

La conferma viene da uno studio realizzato dal Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti: la buccia dei fagioli è un elisir di lunga vita, cioè un prodotto che consente di allungare la vita media. Nella buccia di tali legumi, infatti, sono contenuti molti principi nutritivi importanti per la salute, come sali minerali e vitamine. Ma a rendere i fagioli speciali è la ricchezza di antiossidanti e di fibre, sostanze fondamentali per prevenire i disturbi circolatori e rallentare l’invecchiamento.

 

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Cervello: gli estrogeni aiutano la mente

Gli estrogeni proteggono dall’invecchiamento del cervello: è quanto conferma uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Lancet. Alcuni ricercatori di San Francisco (USA) per alcuni anni hanno osservato un nutrito gruppo di ultrasessantacinquenni, rilevando che le donne con un più alto livello di estrogeni affrontavano meglio il declino delle capacità cognitive.

 

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Gli spinaci migliorano la vista

Secondo i risultati di una ricerca condotta in Australia, gli spinaci, molto più delle carote, sono in grado di migliorare la vista e di proteggere la cataratta. Questi vegetali, infatti, sono ricchi di vitamina A e di altre vitamine antiossidanti capaci di contrastare i processi di invecchiamento e, quindi, la comparsa del disturbo che è legato all’età.

 

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Osteoporosi: un problema anche per gli uomini

L'osteoporosi è una malattia che interessa anche gli uomini: ammonterebbero ad oltre un milione gli italiani che hanno già contratto la patologia. Secondo un’indagine condotta da Esopo ne soffre l’8% degli uomini tra i 60 e i 69 anni e quasi il 14% tra i 70 e i 79 anni. I dati risultanti dall'indagine consentono di affermare che  almeno il 15% degli ultrasessantacinquenni è a rischio di ammalarsi.

 

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In farmacia il kit per scoprire da soli l'influenza

Dal mese di novembre nelle farmacie, oltre al vaccino, è possibile acquistare un kit per diagnosticare da soli l'infezione. Si tratta di una striscia adesiva attaccata ad un bastoncino da introdurre nel naso. Dopo aver estratto il bastoncino dalla narice, si infila la striscia in una provetta contenente del liquido reagente. Se nel flacone compaiono due strisce il test risulta positivo, se ne compare una non si corre alcun rischio.

              

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Proprietà antinfiammatorie per il succo di limone

Il succo di limone può essere considerato un buon antinfiammatorio grazie ai flavonoidi che contiene. Ne sono stati individuati almeno sei attivi sulla produzione di citochine, fattori coinvolti nel processo antinfiammatorio.

   

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L’asma fa meno paura

L’asma sembra essere meno pericolosa: è quanto emerge dagli ultimi rilievi epidemiologici compiuti. I dati rilevati consentono di concludere che la mortalità per questa malattia respiratoria è in diminuzione.

        

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Alzheimer: assistenza al telefono

L’Associazione Italiana Malattia di Alzheimer (AIMA) ha istituito, con successo,  un numero verde: si tratta di un servizio che fornisce informazioni utili sulla malattia e garantisce un valido supporto alle famiglie sull’intero territorio nazionale. Il numero da chiamare è: 800-371332.

    

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In arrivo il sangue artificiale

Anche in Italia tra due anni sarà disponibile il sangue sintetico, attualmente in fase di sperimentazione nelle sale operatorie degli Stati Uniti. Straordinari sarebbero i vantaggi: sembra infatti che il sangue artificiale sia universale, cioè compatibile con ogni persona, per cui potrà essere utilizzato in emergenza senza scatenare crisi di rigetto e non comporterà rischi di contagio da malattie come l’AIDS o le epatiti.

     

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Cuore protetto con i pomodori

Secondo alcuni ricercatori scozzesi del “Rowett research institute” la gelatina gialla che riveste i semini dei pomodori contiene sostanze capaci di contrastare la formazione di placche antisclerotiche nei vasi sanguigni. Un consumo regolare di questi vegetali consentirebbe pertanto di prevenire ictus e infarto.

    

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I denti nasceranno in provetta

In Texas (USA) alcuni  ricercatori dello “Health science center” hanno studiato le cellule specializzate nella formazione dei denti (smalto e dentina compresi). Grazie a particolari sostanze, sono riusciti a ricreare i denti di topolini. Gli studiosi stanno cercando di applicare il loro studio all’uomo e, se la tecnica di manipolazione cellulare avrà risultati positivi, in futuro poche persone soffriranno di malattie ai denti e alle gengive. Dall’individuo, infatti, verrà prelevato un campione di tessuto che, messo in provetta, darà vita al nuovo dente o parte di esso.

 

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Fratture del femore, 4000 miliardi spesi dal SSN

Il Servizio Sanitario Nazionale ha speso pressappoco 4000 miliardi per la cura delle fratture del femore negli anziani. Sono queste, infatti, le fratture più frequenti nell’uomo e nella donna dopo i settanta anni.

 

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Sordità: 7.000.000 le persone che necessitano di trattamenti

In Italia vi sono almeno sette milioni di persone che necessitano di trattamenti a causa della sordità acuta. La causa più comune di riduzione dell’udito è l’avanzare dell’età. La gravità del disturbo varia enormemente da persona a persona e colpisce maggiormente gli uomini rispetto alle donne.

 

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Alzheimer: una malattia in netta espansione

Si calcola che circa il 36% degli ospiti di case di cura sono affetti dalla malattia di Alzheimer. Questa malattia degenerativa progressiva del cervello è attualmente ritenuta la più comune forma di demenza senile. Oggi in Italia i malati di Alzheimer sono circa 450 mila e le previsioni dicono che il loro numero raddoppierà nel 2020.
Secondo la stima approvata negli Stati Uniti, i casi gravi rappresentano il 4 per cento della popolazione sopra i 65 anni, che riportato nella realtà italiana significa circa 500.000 casi.

 

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Parkinson: meccanici, operai, restauratori i più esposti alla malattia

Una recentissima ricerca condotta dall'Istituto per il Parkinson di Milano, diretta dal prof. Pezzoli e pubblicata sulla rivista scientifica Neurology, afferma che a correre il rischio di contrarre il morbo di Parkinson dopo i cinquanta anni, sarebbero operai, chimici, meccanici motoristi, pellettieri, tintori, filatori, tipografi e litografi, verniciatori e restauratori di mobili e tutti coloro che si trovino a contatto con idrocarburi solventi, resina, pesticidi e così via. Infatti, il contatto prolungato in ambienti chiusi con queste sostanze anticiperebbe di 3,5 anni l'insorgenza della malattia di Parkinson e renderebbe i suoi sintomi più difficili da trattare.

 

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