 |
Archivio
delle notizie flash
Agosto
2001
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Studio:
test feci spesso non individua cancro colon
Colesterolo
basso in anziani aumenta rischio morte
Cancro
alle ovaie: l'età della menopausa non fa la differenza
Più
banane nel piatto per un cervello sano
Nuova
pastiglia al latte fa bene allo stomaco
Farmaci:
l'italiano? Ha l'ansia in tasca
In
estate infezioni intestinali in agguato
Studio
Usa: dieta e ginnastica contro il diabete
Parkinson:
tre volte più a rischio uomini con intestino pigro
Perdere
la fede può aumentare il rischio di morte
Ansia,
una nuova cura
Poco
prescritti i farmaci generici
Sabbiature
e sole per curare distorsioni e reumatismi
Sanità:
no alla reintroduzione dei ticket
Memoria:
testosterone efficace in uomini "over 50"
Infarto,
nuova tecnica per diagnosi sicure
Ipertensione
da "camice bianco" non aumenta ictus
Un
test dell'urina per prevenire l'infarto in menopausa
Studio,
Viagra utile contro problemi cardiaci
Lifting:
una donna su tre lo fa per troppa tintarella
Fagioli
e ceci meglio del latte per pieno di carne
Nuova
tecnica per immagini predice l'Alzheimer
Depressione
aumenta rischi crisi cuore negli anziani
Menopausa,
esperti frenano su terapia ormonale
Pelle
rugosa, minor rischio di cancro
Ictus,
maschi "stressati" rischiano di più
Malattie
cardiache, thé nero per prevenirle
Robot
chirurgico "debutta" in un intervento di cancro
alla prostata
Fumo,
scoperto nuovo "detector" rischio cancro
Cuore:
studio conferma, 1/2 litro di vino al dì riduce rischi
Studio:
test feci spesso non individua cancro colon
è
poco affidabile, secondo uno studio americano, l'esame
delle feci ai fini della ricerca di tracce di sangue
che si fa comunemente per la diagnosi precoce del
cancro al colon ma che tre volte su quattro da
risultati sbagliati. La serie di test e controtest cui
sono stati sottoposti 2.885 volontari, stando alla
rivista americana New England Journal of Medicine,
prova che nel 76% dei casi l'esame delle feci - alla
ricerca di tracce di sangue occulto in grado di
rivelare la presenza di tumori o polipi che possono
evolvere in cancro - non serve a diagnosticare per
tempo l'esistenza di un problema. Nemmeno l'esame
diretto del colon con sigmoidoscopia (tramite una
piccola sonda) risulta del tutto affidabile, riuscendo
a individuare la presenza di tumori o polipi
precancerosi solo nel 70% dei casi. Stando a David
Liberman, del VA Medical center di Portland, che ha
diretto lo studio, nemmeno la combinazione dei due
esami appare soddisfacente sotto il profilo della
diagnosi preventiva, essendosi rivelata efficace solo
nel 76 per cento dei casi. Il problema, secondo
Liberman, è che nella maggioranza dei casi - negli
anziani cioè - il cancro si sviluppa nelle zone alte
del colon ed è perciò difficile trovarne traccia
nelle feci o nell'esame dell'ultimo tratto
dell'intestino. In mancanza di meglio, conclude
Liberman, è bene sottoporre le persone oltre i 50
anni a sigmoidoscopie ed esami delle feci una o due
volte all'anno, anche se l'unica sicurezza diagnostica
può venire dalla colonscopia - l'inserzione sotto
anestesia di un lungo tubo per l'esame di tutto il
colon - che è però più costosa e richiede il
ricovero.
inizio pagina
Colesterolo
basso in anziani aumenta rischio morte
Gli ultrasettantenni che da una ventina d'anni
hanno un basso livello di colesterolo nel sangue
presentano un rischio di mortalità aumentato, secondo
uno studio americano pubblicato sulla rivista medica
britannica The Lancet. Prima
dei 65 anni di età, ridurre il tasso di colesterolo
nel sangue è uno degli obiettivi per combattere le
malattie cardiovascolari e le morti ad esse collegate.
Ma i benefici di una riduzione drastica per gli
ultrasettantenni restano da dimostrare.
La nuova ricerca Usa, che fa parte di un ampio
studio epidemiologico sulle malattie cardiovascolari,
ha riguardato 3.572 uomini di origine giapponese che
all'inizio dello scorso decennio avevano tra 71 e 93
anni. I livelli di colesterolo sono stati raffrontati
con quelli riscontrati 20 anni prima negli stessi
soggetti. «I
nostri risultati concordano con quelli di precedenti
studi sull'aumento della mortalità tra gli anziani
con bassi livelli di colesterolo nel sangue. Ma
mostrano anche, per la prima volta, che la
persistenza, a lungo termine, di deboli concentrazioni
di colesterolo aumenta realmente il rischio di
morte», afferma il dottor Irwin Schatz,
dell'Università di Hawaii a Manoa (Honolulu, Usa). «Tali
dati gettano dubbi sulla giustificazione scientifica
di un abbassamento del colesterolo a livelli molto
bassi negli anziani», aggiunge Schatz, esortando
alla "prudenza" per tali fasce d'età.
Secondo la ricerca, prima si comincia ad avere livelli
di colesterolo bassi, maggiore appare il rischio di
morte.
inizio pagina
Cancro alle ovaie:
l'età della menopausa non fa la differenza
Le donne
che entrano in menopausa prematuramente non sembrano
avere maggiori probabilità di sviluppare il cancro
alle ovaie. Lo afferma un gruppo di studiosi del Duke
Comprehensive Cancer Center di Durham nel North
Carolina, che ha di recente analizzato 1.411 donne con
tumore alle ovaie e 6.380 donne sane. L’età media
d’inizio menopausa delle donne dei 2 gruppi era,
rispettivamente, di 50 anni nel primo gruppo e di 51
anni nel secondo gruppo. «La sottilissima differenza
tra i due gruppi e l’elevata quantità di
partecipanti allo studio - afferma J. M. Schildkraut,
che ha condotto la ricerca - smentisce l’idea di
una possibile correlazione tra l’epoca
d’insorgenza della menopausa e il rischio di cancro
alle ovaie». I sintomi che, invece, vanno
considerati con molta attenzione sono: un flusso
mestruale anormale, dolore durante i rapporti
sessuali, fitte al ventre, nausea, gonfiore e un
inspiegabile aumento di peso. Nel caso si avvertano
questi sintomi, pertanto, è importante rivolgersi al
medico al più presto, al fine affrontare per tempo una malattia che oggi
rappresenta la 5ª causa di morte per cancro tra le
donne.
inizio pagina
Più banane
nel piatto per un cervello sano
A
causa del loro alto contenuto di potassio, le banane
si rivelano un frutto amico per la prevenzione delle
malattie della circolazione, tra cui l'ictus. Questo
sale minerale contribuisce, infatti, ad eliminare il
sale, responsabile dell'aumento della pressione
sanguigna. Ma non solo. Sembra anche essere in grado
di rilassare le pareti dei vasi sanguigni. secondo uno
studio americano chi non assume una quantità
sufficiente di potassio (meno di 1,500 mg al giorno)
è più esposto al rischio di ictus. Oltre alla banana
(che ne contiene circa 500 mg) è possibile trovarlo
anche negli spinaci, nelle patate, nel melone, nelle
prugne, nei datteri e nelle pesche.
inizio pagina
Nuova
pastiglia al latte fa bene allo stomaco
Un
pò di latte di mucca "speciale" e il mal di
stomaco potrebbe passare. Secondo alcuni ricercatori
inglesi una proteina contenuta nel colostro, ossia il
primo liquido munto dalla vacca e quello più
nutriente, sarebbe in grado di limitare gli effetti
indesiderati che molti medicinali hanno sulla mucosa
dello stomaco. Il colostro si dimostrerebbe un valido
difensore contro i disturbi a carico di quest'organo e
anche dell'intestino. Oggi si trova sotto forma di
compresse o in liquido nei negozi di alimentazione
naturale, ma presto potrebbe essere utilizzato come
componente principale di un nuovo farmaco.
inizio pagina
Farmaci:
l'italiano? Ha l'ansia in tasca
Saremo
un popolo di santi, poeti e navigatori. Ma siamo
indubbiamente anche un popolo di ansiosi. Non si
spiegano altrimenti gli oltre 751 miliardi spesi di
tasca propria nel 2000 per gli ansiolitici. Che sono i
veri re
dei farmaci in classe C, quelli, appunto a totale
carico dei cittadini. Nel 2000 per i medicinali di
questa fascia gli italiani hanno speso in tutto 8.611
miliardi, 5.159 dei quali per i farmaci con obbligo di
prescrizione. Se si aggiungono anche ipnotici e
sedativi, la spesa totale per questa categoria di
medicinali raggiunge i mille miliardi. La maggior
parte di queste sostanze è rappresentata da derivati
benzodiazepinici. Sicuramente efficaci dal punto di
vista clinico, riconosce il rapporto
dell’Osservatorio, ma esclusi dalla rimborsabilità
«perché corrono il rischio di abuso o impiego
improprio, soprattutto da parte degli anziani». Al
secondo posto, nella classifica delle pillole che
pesano di più sul portafoglio dei cittadini, ci sono
i vasodilatatori periferici, che raccolgono 330 mld.
Terzi nella lista i contraccettivi ormonali, per i
quali si spendono 243 mld, nonostante solo una parte
delle specialità sia in classe C in quanto alcune
aziende preferiscono commercializzarle al di fuori
della rimborsabilità a un prezzo libero. Arriva a
quasi 200 mld, invece, la spesa per i vaccini anche
se, avverte il rapporto dell’Osservatorio, «il 53%
di tale spesa è da attribuirsi a prodotti "minori",
impropriamente chiamati vaccini, e il 30% circa ai
vaccini antinfluenzali». La spesa per medicinali
urologici (175 mld) ha registrato nel 2000
un’impennata del 32,5%. Per analgesici e
antipiretici Rx, invece, sono stati spesi 154 mld.
Quanto ai medicinali senza obbligo di prescrizione, la
spesa complessiva per Otc (pubblicizzabili) e Sop (non
pubblicizzabili) è stata di 3.452 mld, il 40% della
spesa privata per la classe C. In cima all’elenco
Fans, analgesici e antipiretici.
inizio pagina
In
estate infezioni intestinali in agguato
Con
l'estate e le vacanze infezioni gastrointestinali in
agguato. "Complice" il minore controllo dei
cibi, che arrivano in grande quantità nei mercati,
soprattutto nei posti di villeggiatura "costretti",
improvvisamente, a far fronte all'affollamento dei
vacanzieri. Colpevole anche il caldo che "insidia"
gli alimenti durante il trasporto, nei magazzini e nei
frigoriferi, e sui banconi non sempre adeguatamente
refrigerati. Gli esperti consigliano più attenzione a
ciò che si compra. Quando invece l’infezione
intestinale c’è già, nella maggior parte dei casi
si può curare in modo naturale, ricorrendo ai
cosiddetti "probiotici", quelli che
erroneamente vengono chiamati fermenti lattici.
inizio pagina
Studio
Usa: dieta e ginnastica contro il diabete
Dieta
a basso contenuto di grassi e regime moderato di
ginnastica: è la ricetta dell'Istituto nazionale
della sanità (Nih) statunitense per evitare il diabete. Funziona molto meglio del più diffuso
farmaco anti-diabete. L'Istituto ha preso in esame
3.243 persone obese afflitte da una bassa tolleranza
di glucosio, una condizione considerata un precursore
del diabete, di cui sono affetti 16 milioni di
americani, con altri 10 milioni a rischio. I soggetti
sono stati seguiti per tre anni dai ricercatori del
Nih. I partecipanti che hanno seguito una dieta povera
di grassi e hanno fatto mezz'ora di ginnastica leggera
(una passeggiata o una gita in bicicletta) cinque
giorni la settimana hanno ridotto del 58% il rischio
di contrarre il diabete. Hanno anche perso dal 5 al 7%
del peso (una media di 4,5-6,5 chili). Il gruppo al
quale è stata somministrata la metformina, la
sostanza comunemente prescritta per abbassare il tasso
di zucchero nel sangue, ha invece ridotto il rischio
del 31%.
inizio pagina
Parkinson:
tre volte più a rischio uomini con intestino pigro
L'intestino
pigro aumenta, negli uomini, il rischio di Parkinson.
Lo ha dimostrato uno studio americano, durato 24 anni,
su 6.700 maschi che ha scoperto come chi "salta"
l'appuntamento quotidiano con la sala da bagno rischia
tre volte di più di sviluppare, nel tempo, la
malattia neurologica rispetto alle persone "regolari".
Lo studio, pubblicato sulla rivista Neurology,
è stato realizzato dall'equipe del dottor Robert
Abbott della Scuola di medicina dell'Università della
Virginia.
inizio pagina
Perdere
la fede può aumentare il rischio di morte
Se
la fede può essere di aiuto durante una malattia,
perderla può renderci ancora più vulnerabili. È
questo il risultato di uno studio condotto da un
gruppo di ricercatori del Duke University Medical
Center di Durham (North Carolina) su 596 over 55, per
lo più di fede cristiana, ricoverati in ospedale per
varie malattie. Ebbene, il rischio di morte è
risultato più alto per i malati "in crisi
religiosa" rispetto ai credenti convinti. Dubbi o
rabbia nei confronti delle divinità in cui si crede
sono normali in caso di malattia, spiega Harold G.
Koenig, illustrando la ricerca sugli Annals of
Internal Medicine. «Ma quando sono eccessivi –
aggiunge – si produce molto stress, e questo
interferisce con la capacità del corpo di recuperare».
I ricercatori hanno seguito il gruppo per due anni,
scoprendo che quelli che si sentivano "non amati
da Dio" e "attribuivano la loro malattia al
demonio" avevano un rischio maggiore del 19-28%
di morire entro due anni. E questo nonostante altri
fattori di rischio, come depressione, gravità della
patologia, età e qualità della vita. Ma i risultati,
sottolineano i ricercatori, potrebbero essere
influenzati da altri elementi, come il sentimento di
alienazione che nasce dalla crisi religiosa.
inizio
pagina
Ansia,
una nuova cura
L’ansia
"generalizzata", quel disturbo
caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e
opprimente che tende a cronicizzate fino a togliere il
sonno, associandosi anche alla depressione, ha una
nuova possibilità di cura. Si tratta di un
antidepressivo a rilascio prolungato, chiamato
venlafaxina, che risulta efficace già dalla seconda
settimana di trattamento. La notizia è stata
divulgata sul British Journal of Psychiatry dal
dottor Christer Allgulander, professore di psichiatria
al Karolinska Institute, di Stoccolma, che ha
coordinato uno studio che ha coinvolto, per 24
settimane, 541 pazienti sofferenti di ansia
generalizzata da almeno 10 anni e che erano stati
reclutati da 55 centri europei.
inizio
pagina
Poco
prescritti i farmaci generici
I
medici tendono a prescrivere i farmaci
più costosi. Lo afferma il Comitato Consumatori
Altroconsumo che ha realizzato un'indagine su 77
medici di base di tutta Italia. «Tra un mese - spiega
Altroconsumo - il nuovo sistema di rimborso dei
farmaci prevede la necessità di ricorrere comunque
alla prescrizione dei medici per evitare inutili spese
al sistema sanitario nazionale e ai cittadini», e «ancora
troppi medici conoscono poco o non scelgono i farmaci
generici, quei farmaci uguali ad altri ma meno costosi
di almeno il 20%». L'inchiesta è stata condotta in
questo modo: i pazienti dovevano recarsi dal proprio
medico e chiedere un semplice antinfiammatorio contro
il mal di denti (totalmente a carico del cittadino)
consigliato dal proprio dentista. Dopo la prescrizione
il paziente doveva chiedere se il farmaco fosse un
generico. Solo 27 su 77 medici hanno prescritto o dato
direttamente un farmaco generico o comunque economico.
«è
emersa l'esplicita volontà - sostiene Altroconsumo -
per il restante 65% dei medici di non prescrivere il
generico, talvolta accompagnata da giustificazioni
poco corrette anche dal punto di vista scientifico».
inizio
pagina
Sabbiature
e sole per curare distorsioni e reumatismi
Il
sole e la sabbia come alleati nella cura di
distorsioni, mal di schiena da sforzo o raffreddamento
e dolori reumatici. Il calore rilasciato dalle
sabbiature infatti può valere quanto una seduta dal
fisioterapista. A rivalutare i bagni di sabbia Delfo
Galileo Faroni, primario reumatologo dell'Istituto
Neurotraumatologico Italiano. «La sabbia calda -
spiega il professore - è ottima per curare
distorsioni, le forme post-traumatiche, i dolori di
schiena causati da uno sforzo o da un raffreddamento.
Come i bagni di fieno, le sabbiature non hanno
un'azione terapeutica precisa nei confronti delle
reumo-artropatie ma agiscono esclusivamente come
terapia del dolore». Secondo Faroni la pratica può
essere utilizzata tranquillamente da giovani e
anziani, basta seguire alcune regole d'oro. «Bisogna
innanzi tutto - afferma - ricoprire la parte dolorante
per almeno 20 minuti al giorno, proteggere la testa
mentre si sta al sole e non esporsi mai nelle ore più
calde». Attenzione anche alle correnti d'aria. Le
sabbiature infatti fanno sudare, dunque, terminata la
seduta, occorre asciugarsi accuratamente. Ottimo per
il benessere psico-fisico anche l'aiuto dell'acqua del
mare ritenuta dagli esperti un valido rimedio per l'
affaticamento muscolare doloroso da sforzo, crampi o
torcicollo.
inizio
pagina
Sanità:
no alla reintroduzione dei ticket
"Sono
personalmente contrario alla reintroduzione dei ticket"
ha detto il ministro della Sanità Sirchia per il
quale "improvvido levarli, ed ora è impolitico
rimetterli". Chiede la loro reintroduzione
Farmindustria: toglierli è stata demagogia. Il
ministro ha annunciato che sarà
"leggerissimo" il decreto legge che sta
predisponendo per contenere la spesa sanitaria, non
solo quella farmaceutica. Il dl prenderà in
considerazione alcuni dei suggerimenti emersi nella
conferenza Stato-Regioni.
inizio
pagina
Memoria:
testosterone efficace in uomini "over 50"
Secondo
uno studio americano un trattamento a base di
testosterone migliora la memoria spaziale e verbale
degli uomini over 50. Specialisti della Facoltà di
Medicina di Washington ricordano che il tasso di
testosterone si riduce progressivamente con l'età e
provoca una riduzione della massa muscolare, con
osteoporosi, alterazioni della libido e delle capacità
cognitive. I ricercatori hanno randomizzato 25 uomini,
in buona salute, di età compresa fra i 50 e gli 80
anni, ai quali è stato somministrato testosterone
(100 mg) o placebo per 6 settimane, e ne hanno
valutato la funzione cognitiva con test
neuropsicologici prima e dopo 3 e 6 settimana dal
trattamento. Dopo tre settimane, gli autori hanno
osservato, nel gruppo trattato, un miglioramento
significativo della memoria spaziale e delle
performance cognitive spaziali (capacità a costruire
blocchi in tre dimensioni). Dati incoraggianti sono
stati osservati anche sulla memoria verbale (capacità
a ricordare brevi testi o il numero delle parole in
essi contenete). Secondo gli specialisti «i risultati
suggeriscono che la somministrazione del testosterone
migliora le funzioni cognitive negli uomini sani con
più di 50 anni».
inizio
pagina
Infarto,
nuova tecnica per diagnosi sicure
Per
evitare errori nella diagnosi degli infarti, arriva in
Italia una nuova tecnica, non invasiva, che permette
di valutare con elevata precisione la profusione del
muscolo cardiaco. è
la scintigrafia miocardica. Ogni anno in Italia
tremila persone muoiono d'infarto poche ore dopo
essere state dimesse dal pronto soccorso. D'altro
canto, 220 mila italiani assolutamente sani vengono
inutilmente ricoverati per sintomi simili a quelli
dell'infarto
miocardico. Per evitare costi elevati sia dal
punto di vista delle vite umane che da quello degli
oneri a carico dello Stato, è in arrivo una nuova
tecnica per la diagnosi sicura nel pronto soccorso. La
scintigrafia miocardica, attraverso l'iniezione in una
vena periferica di una sostanza radioattiva (il
radiofarmaco) evidenzia se ci sono regioni miocardiche
che ricevono poco sangue o che non ne ricevono
affatto. Nel caso di esame negativo, il grado di
certezza di assenza di infarto miocardico è del 100%.
La nuova tecnica diagnostica, è stata presentata dal
professor Marco Salvatore, membro del consiglio
direttivo del Cnr, nel corso della conferenza stampa
di presentazione del congresso annuale
dell'associazione europea di medicina nucleare.
inizio
pagina
Ipertensione
da "camice bianco" non aumenta ictus
L’ipertensione
ribattezzata "camice bianco", quella cioè
che compare solo in ambulatorio di fronte ad un
medico, non aumenta il rischio di ictus
cerebrale, contrariamente alla "vera" ipertensione.
Precedenti studi avevano associato l’ipertensione da
camice bianco ad altri fattori cardiovascolari.
Specialisti della Scuola di Medicina di hanno
confrontato 147 persone con valori pressori nella
norma, 236 con ipertensione da "camice
bianco" e 575 con altri tipi di ipertensione,
tutti di età media pari a 70 anni. Dopo tre anni e
mezzo di follow-up, la frequenza media di ictus è
stata del 2% nei normotesi, del 2,1% negli individui
soggetti ad ipertensione da camice bianco e a 9,4%
negli ipertesi "veri". Secondo gli autori «il
rischio di ictus per ipertensione da camice bianco è
paragonabile a quello presente nei normotesi; è
quindi fondamentale distinguere gli ipetesi
"veri" per adottare appropriate terapie».
inizio
pagina
Un
test dell'urina per prevenire l'infarto in menopausa
Un
semplice esame delle urine sarà in grado di prevenire
lo sviluppo di malattie cardiache nelle donne in
menopausa. Il nuovo test, messo a punto da scienziati
olandesi, servirà a rilevare l’eventuale presenza
di una sostanza chimica, indicatrice di un iniziale
danno ai vasi sanguigni. Si tratta dell’albumina, i
cui elevati livelli sono già noti per essere
responsabili di danni ai reni e al cuore nei pazienti
diabetici. L’importanza della ricerca risiede nel
fatto che attualmente non esiste alcun sistema per
iniziare a curare per tempo quelle pazienti che, pur
in assenza di sintomi, stanno sviluppando una
patologia cardiaca. La ricerca, svolta presso il
centro universitario medico di Utrecht, si è basata
sull’analisi di mille campioni di urina, prelevata,
negli anni ’70, da altrettante donne in menopausa
apparentemente sane. I valori medici sono stati poi
controllati per vedere quali di queste pazienti
fossero morte per problemi cardiovascolari. Il
risultato è stato che il 20% di coloro che avevano i
più alti livelli di albumina avevano avuto una
probabilità superiore di quattro volte e mezzo
rispetto alle altre di morire di cuore. La teoria
suggerisce che, nonostante l’assenza di sintomi
fisici, alcune cellule contenute nel sangue iniziano a
rilasciare albumina in eccesso. Il loro cattivo
funzionamento può portare poi all’ispessimento
delle pareti delle arterie, con conseguente sviluppo,
nel tempo, di malattie cardiache. Ulteriori ricerche
sono state già progettate per mettere a punto
trattamenti medici in grado di ridurre il livello di
albumina nell’urina. Un mezzo generalmente noto per
combattere l’insorgere di microalbuminuria è
l’abbassamento della pressione. Il suo controllo,
insieme a quello del colesterolo, rappresentano,
infatti, il maggior fattore di rischio.
inizio
pagina
Studio,
Viagra utile contro problemi cardiaci
La
pillola anti-impotenza Viagra può essere usata per
combattere alcuni problemi cardiocircolatori
fortemente debilitanti e spesso addirittura letali. è
questo il risultato di una serie di ricerche
coordinate svolte dall'Hammersmith hospital di Londra
e dal Centro di cardiologia di Bishkek, in Kyrgyzstan.
Gli studi sono stati pubblicati sul giornale dell'American
heart association. In particolare il sildenafil,
principio attivo del Viagra, può avere effetti
positivi nelle sindromi caratterizzate da occlusione
dei vasi: l'effetto vasodilatatore può aiutare nella
lotta all'ipertensione arteriosa o all'ipertensione
polmonare, con trattamenti di lungo periodo. Studi
condotti prima su cavie e poi su volontari hanno
dimostrato l'efficacia della "pillola blu".
Secondo i ricercatori, inoltre, gli effetti
collaterali - ancora da testare a fondo - sembrano
meno gravi rispetto a quelli causati da molte terapie
farmacologiche utilizzate abitualmente.
inizio
pagina
Lifting:
una donna su tre lo fa per troppa tintarella
Il
sole è amico del lifting. Una donna su tre che si
sottopone ad un intervento di chirurgia estetica per
cancellare le rughe dal volto è un'appassionata della
tintarella. Lo riferisce Giulio Basoccu, responsabile
della divisione di chirurgia estetica, plastica e
ricostruttiva dell'Ini, l'istituto neurotraumatologico
italiano di Grottaferrata. Secondo l'esperto, le
pazienti che si rivolgono al chirurgo plastico per
diminuire i segni dell'età sul volto si sono esposte
per anni ai raggi solari senza protezioni profonde
facendo perdere, nel tempo, elasticità alla pelle. Il
passare degli anni - ha detto Basoccu -
l'alimentazione e la predisposizione genetica, sono i
fattori principali che contribuiscono
all'invecchiamento al quale vanno aggiunti il sole e
le lampade abbronzanti che rendono più evidenti le
rughe. Dopo il lifting la paziente può nuovamente
esporsi al sole ma si consiglia di limitare negli anni
a seguire lunghi bagni solari, proteggendo
profondamente la pelle.
inizio
pagina
Fagioli
e ceci meglio del latte per pieno di calcio
Non
solo latte per la salute delle ossa. Per fare il pieno
di calcio, infatti, meglio bel piatto di fagioli o uno
di ceci, ricchi anche di fosforo e ferro. A suggerire
le alternative 'verdi' al latte sono gli esperti della
rivista Erboristeria Domani, che ricordano come
«l'uomo sia praticamente l'unico mammifero che
continua a bere latte anche dopo lo svezzamento, anche
se solo il neonato è dotato di un particolare enzima,
la rennina, che ha il compito di rendere utilizzabile
la caseina». Se in 100 gr di latte intero sono
presenti 93 mg di fosforo, 119 di calcio e 0,1 di
ferro, nella stessa quantità di fagioli ne troviamo,
rispettivamente 437, 137 e 6,7. Gli stessi minerali
sono presenti anche nei ceci, nelle mandorle, nelle
seppie e nel merluzzo.
inizio
pagina
Nuova
tecnica per immagini predice l'Alzheimer
È di origine
inglese la tecnica che consente di predire l'Alzheimer
prima ancora che si manifestino i sintomi. La nuova
metodica per immagini, denominata voxel compression
mapping, potrebbe diventare fondamentale per la
valutazione di innovative terapie e per la diagnosi
precoce della malattia. Ad elaborare l'esame i
ricercatori del National Hospital di Londra. La
ricerca, pubblicata su Lancet, ha inoltre rivelato che
i tessuti del cervello iniziano a deteriorarsi ad un
tasso accelerato già 5 anni prima che si manifestino
i primi sintomi della malattia. La validità del nuovo
esame è stata testata su 44 persone, di cui 4 con una
mutazione genetica (autosoma dominante) che comporta
familiarità alla malattia, 20 con una diagnosi di
"probabile Alzheimer" e ulteriori 20
soggetti sani (gruppo di riferimento). Il campione e'
stato sottoposto a una serie di risonanze magnetiche
per immagini (Rmi) per 5-8 anni. In quest'arco di
tempo tutti e 4 i pazienti con una familiarità
ereditaria hanno sviluppato la malattia. La voxel
compression mapping ha rivelato danni progressivi in
alcune aree specifiche del cervello molto tempo prima
che i soggetti manifestassero i primi sintomi, mentre,
nei casi sospetti, sono state registrate lesioni molto
più ampie e diffuse. Secondo Nick Fox, uno dei
ricercatori, la nuova tecnica per immagini consentirà
un giorno di somministrare immediatamente farmaci
mirati per la cura della malattia, prima che questa
devasti la funzionalità cerebrale. Inoltre il test
consentirà di verificare immediatamente se una
terapia funziona, permettendo di calibrare farmaci e
somministrazioni in base alle esigenze del paziente.
inizio pagina
Depressione
aumenta rischi crisi cuore negli anziani
La
depressione stressa il cuore e negli anziani con
pressione alta aumenta di oltre il doppio il rischio
di crisi cardiache. è
quanto affermano alcuni
ricercatori della Scuola di medicina dell'Università
Emory di Atlanta (Georgia, Usa). La depressione -
affermano i ricercatori che hanno realizzato lo studio
- provoca un'eccessiva stimolazione del sistema
nervoso simpatico, che controlla il battito cardiaco e
la respirazione. Questo si traduce in un carico
eccessivo per il cuore già oltremodo sollecitato
delle persone che soffrono di ipertensione. Lo studio
ha preso in esame 4.538 persone dai 60 anni in su
sofferenti di ipertensione. I ricercatori hanno
scoperto che l'8% dei soggetti malati di depressione
hanno avuto crisi cardiache, più del doppio della
percentuale riscontrata fra le persone non affette da
depressione prese in esame. In uno scritto sul
giornale Archives of internale medicine, l'autore
dello studio Jerome Abramson ha detto che la ricerca
conferma precedenti studi che mostrano come la
depressione aumenta i rischio di malattie cardiache.
inizio pagina
Menopausa,
esperti frenano su terapia ormonale
Più prudenza nella
prescrizione di terapie ormonali sostitutive per le
donne in menopausa: è questo la raccomandazione
pubblicata su Circulation, il giornale dell'American
association heart, l'organizzazione che rappresenta i
cardiologi americani. Le donne prima della menopausa
sono naturalmente protette dagli attacchi di cuore
dalla produzione ormonale endongena. Per questo, dopo
la menopausa spesso viene prescritta la terapia
sostitutiva. Il trattamento però secondo gli esperti
americani alla lunga non solo spesso è inutile, ma può
anche produrre effetti negativi. In
quattro anni di monitoraggio della terapia i risultati
sono contrastanti. E in molti casi il metodo ha
indotto nelle persone sottoposte a trattamento
pericolosi coaguli di sangue o infiammazioni dei vasi. Da
qui l'invito degli esperti a non ricorrere alle
terapie ormonali sostitutive in maniera generalizzata
per la prevenzione delle malattie cardiache, ma solo
quando è strettamente necessario.
inizio pagina
Pelle rugosa, minor
rischio di cancro
Gli
anziani con una pelle piena di grinze e pieghe non
hanno un maggior rischio di cancro alla pelle, anzi!
Secondo i risultati di una recente ricerca
dell'Università di Manchester in Inghilterra,
infatti, sembra che il basalioma (il più comune
tumore della pelle) colpisca maggiormente gli anziani
con pelle rosea e liscia e, quindi, apparentemente più
sana. La ricerca ha coinvolto 118 pazienti con
basalioma e 121 pazienti sani, tutti con età
superiore a 50 anni. Al termine dell’indagine,
nonostante i pazienti del primo gruppo avevano, in
media, un’età più avanzata (72 anni) rispetto ai
soggetti del secondo gruppo (69 anni), è emersa una
maggior prevalenza di pelle liscia nei pazienti con
cancro alla pelle, rispetto ai pazienti sani. Secondo
gli studiosi, quindi, il meccanismo che porta, con
l’età, alle grinze della pelle e il processo che
genera il basalioma non risultano essere collegati tra
loro.
inizio pagina
Ictus, maschi "stressati" rischiano di più
Il rischio di ictus cerebrale aumenta negli uomini
che, colpiti da un forte stress, presentano un brusco
innalzamento della pressione arteriosa. È quanto
sostengono ricercatori finlandesi e americani che
hanno studiato il legame tra reattività allo stress e
rischio di ictus in 2.303 uomini (età media 52,3
anni) con un follow-up di 11,2 anni. Gli specialisti
hanno utilizzato come parametro della reattività la
differenza tra la pressione arteriosa prima e dopo lo
stress. Nei soggetti in cui la reattività sistolica
superava i 20 mmHg, il rischio di ictus emorragico è
stato maggiore del 72%, mentre il rischio per quello
ischemico dell’87% maggiore. Il rischio era
triplicato invece nei soggetti che, oltre a presentare
un’alta reattività, avevano un basso livello di
educazione. La reattività distolica invece non
sembrava correlata al rischio di ictus.
inizio pagina
Malattie
cardiache, thé nero per prevenirle
Quattro tazze di thé nero al giorno possono
prevenire le malattie cardiache. è
quanto afferma lo
studio di un team della Boston University, nel
Massachusetts. La bevanda - spiegano i ricercatori -
contiene degli antiossidanti che potrebbero difendere
le pareti interne delle arterie dai danni provocati
dal colesterolo. Le patologie delle coronarie possono interessare
le funzioni vascolari dell’endotelio, uno strato di
cellule pavimentose disposte come una sottile lamina
nella superficie interna delle arterie. Quando questo
è in salute si espande e si contrae secondo le
necessità dei flussi sanguigni, e aiuta a prevenire
le formazioni di emboli e lo sviluppo di infiammazioni
dei vasi sanguigni. Questi processi sono indeboliti
nei soggetti con disfunzioni dell’endotelio, una
caratteristica comune delle patologie cardiache.
inizio pagina
Robot chirurgico"debutta" in un intervento di cancro alla
prostata
Il
cardiochirurgo robot "Da Vinci" si
improvvisa urologo e debutta in un intervento di
cancro alla prostata. È quanto accaduto all'ospedale
San Raffaele di Milano che, per la prima volta in
Italia, qualche settimana fa ha chiesto aiuto al robot
con il camice per effettuare alcuni interventi di
prostatectomia laparoscopica (rimozione completa della
prostata ad addome chiuso), coordinati dall'equipe del
professor Patrizio Rigatti. «Il successo di questi
primi interventi - commenta il dottor Giorgio Guazzoni,
tra i chirurghi che vi hanno partecipato - ci
permetterà di valutare i vantaggi dell'operazione
robotizzata per introdurla eventualmente tra le
pratiche cliniche di routine».
inizio pagina
Fumo,
scoperto nuovo "detector" rischio cancro
La
diagnosi precoce del tumore polmonare nei fumatori,
giovani e anziani, potrà contare su un nuovo "detector".
È la proteina Ki-67 che, secondo un gruppo di
ricercatori del M.D. Anderson Cancer Center di Huston,
è riscontrabile nei bronchi dei tabagismi in livelli
tanto maggiori quanto più forte è il "vizio",
ed è associata alla presenza di metaplasie (stadi
iniziali della degenerazione neoplastica). «Questa
proteina – commentano gli autori dello studio
pubblicato sul Journal of National Cancer Institute
– potrebbe quindi essere un biomarcatore del rischio
tumorale, cioè riflettere la predisposizione del
fumatore a sviluppare la patologia».
inizio pagina
Cuore: studio conferma, 1/2 litro di vino al dì riduce rischi
Bere vino in quantità moderate riduce, in persone
sane, il rischio di attacchi di cuore e di
arteriosclerosi. A confermarlo è Franz Effenburg
dell'Università di Stoccarda, in una ricerca che ha
analizzato l'influenza dell'alcol su 13.000 uomini e
donne tra i 30 e i 79 anni. Secondo il ricercatore la
"dose" corretta è, al massimo, di mezzo litro al
giorno per lui e un quarto per lei. I risultati hanno
dimostrato che la probabilità di morire
prematuramente per problemi di cuore e circolazione è
ridotta del 60% se si beve vino in quantità moderate,
e del 28% se si preferisce la birra. Nel caso di altre
malattie, il rischio di morte è ridotto per gli
amanti del vino del 50%, mentre i superalcolici
comportano un pericolo maggiore del 35%. «Gli uomini
- sostiene Effenburg - possono bere fino a mezzo litro
di vino al giorno e le donne un quarto, senza causare
alcun danno alla propria salute». La ricerca ha anche
identificato la presenza nel vino di antiossidanti:
resveratrolo e polifenolo. Il vino rosso, è risultato
più salutare di quello bianco, perché contiene
maggiori quantità di resveratrolo.
inizio pagina
|

|