|
Archivio
delle notizie flash
Febbraio
2001
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Cancro:
scoperto il segreto della sua immortalità
Gratis
farmaci antiallergici e antidepressivi
Tassa
sul medico: flop dei rimborsi
Cataratta,
occhi scuri a rischio
Menopausa:
50enni italiane alla riscossa
Influenza:
soli, repressi e stressati rischiano di più
"Bagni
di sole mattutini" per sconfiggere la depressione
Epatice
C: negli "over 60" italiani, epidemia da
siringhe di vetro
Cure
verdi: rosmarino dai molti benefici
Ictus:
meno rischi col diuretico
Contro
il colesterolo, le noci vincono sulla dieta
mediterranea
Malattie
infiammatorie: grassi o magri, attenzione al peso
Dieta
mediterranea vincente
Il
vino aiuta a vivere più a lungo
Kiwi
per un pieno di vitamina C contro la cataratta
Osteoporosi:
meno rischi con le proteine vegetali
Super
obesi anche in Italia
Sempre
iracondo, ma più stimato
Una
proteina per bloccare l'invecchiamento
Olio
d'oliva per chi ha il diabete
Mal
di testa: la pressione non ha colpe
Scienziati
Usa scoprono proteina del diabete
Un
numero verde per il morbo di Alzheimer
Ictus:
previsto aumento del 30% dei casi entro il 2020
Cancro
al seno: frutta e verdura non ridurrebbero il rischio
Salute
minacciata da 300 prodotti chimici
Asma:
donne più colpite
Pronto
un test per diagnosticare l'Alzheimer
Forse
il cervello la causa dei chili di troppo
Anche
in Italia uno studio sul diabete
In
futuro antibiotici più efficaci
Cure
palliative: ancora poche le strutture per i malati
terminali
Obesità:
esercizio fisico sempre utile
La
carota aiuta a rimanere giovani
Tumore
alla prostata: in Italia più di 12.000 casi
Presto
anche in Italia il farmaco anti-ansia
Vitamina
E per chi soffre di tristezza
Gioventù:
le anziane la rimpiangono
Via
libera ai farmaci antidolore
Non
più frattura dell'anca
Anziani:
popolo di sedentari
Correlazione
genetica nel morbo di Parkinson
Viva
il pollo!
L'uso
della cannabis in medicina
Niente
più occhiali per gli astigmatici
Firenze:
"Anziani, il cervello in palestra"
Anziani
nei film
Osteoporosi:
un problema anche per gli uomini
Patate
e orzo per la memoria degli anziani
La
scienza scopre il potere terapeutico della musica
Superati
gli "anta" la vita è più rosea
Tumori:
scoperto il gene che li blocca
Mangiare
tanto pesce protegge le donne dall'ictus
Stress:
ormone della crescita aiuta a combatterlo
Cancro:
scoperto il segreto della sua immortalità
I
ricercatori dell'Istituto di neurochirurgia
dell'università Cattolica di Roma, in collaborazione
con l'Istituto di neurobiologia molecolare del Cnr,
hanno individuato il meccanismo usato dalle cellule
del cancro per trasmettere la propria immortalità. La
capacità del tumore di vivere per sempre è dovuta ad
un enzima, detto telomerasi, presente nelle
cellule maligne ma assente in quelle sane adulte.
"Questo enzima - secondo i ricercatori - viene
trasferito dalle cellule di un tumore celebrale
maligno, il glioblastoma, alle cellule dei vasi
circostanti, che iniziano a proliferare per nutrire il
cancro". La scoperta apre la strada ad una
specifica terapia genica, in fase di realizzazione
alla Cattolica, ed è in via di pubblicazione sul Jounal
of Neurosurgery.
inizio
pagina
Gratis
farmaci antiallergici e antidepressivi
Scatta
dal 24 febbraio 2001 l'abolizione dei limiti di
prescrizione per 126 confezioni di farmaci che
diventeranno gratuite e la diminuzione delle
restrizioni relative alle prescrizioni di altre 248
confezioni. Tra i nuovi farmaci a totale carico dello
Stato troviamo 5 antiallergici e ben 43 confezioni di
antidepressivi. La Cuf ( Commissione unica del
farmaco) ha inoltre esteso la rimborsabilità da parte
dello Stato, solo per citare i gruppi di farmaci di
uso più frequente, per 67 chemioterapici, antibiotici
e antibatterici per la cura di gravi infezioni che non
rispondono agli antibiotici di uso comune e 34
confezioni di farmaci cardiovascolari per le
ipercolesterolemie familiari. A diretto vantaggio dei
cittadini arriva la semplificazione burocratica del
lavoro del medico che non sarà più costretto a
prescrivere i farmaci seguendo le limitazioni finora
imposte.
inizio
pagina
Tassa
sul medico: flop dei rimborsi
La
tassa
sul medico di famiglia? Secondo il ministro
delle Finanze, Ottaviano del Turco, non si riesce a
restituirla. Si tratta delle 85 mila lire pagate nel
1992 e oggetto di critiche e polemiche nel corso degli
otto anni di cui è stata decisa la restituzione
dell'80% (68 mila lire per ogni componente del
nucleo). Eppure - secondo i risultati di un sondaggio
effettuato dal ministero delle finanze - le richieste
sono inferiori alle previsioni. «è
da tre mesi che continuiamo a dire che da gennaio si
può richiedere la restituzione della tassa sul
medico, un'imposta che hanno pagato oltre 4 milioni e
mezzo di italiani ma che solo il 10% sembra voler
riprendere», ha spiegato il ministro Del Turco che ha
aggiunto: «Non credo che si tratti di pigrizia, ma di
scarsa informazione: bisognerebbe parlare di più di
queste misure». Il ministro, sottolineando che non
esiste una scadenza per richiedere la restituzione
dell'80% dell'imposta, spiega che la situazione è
abbastanza paradossale soprattutto perché il
meccanismo per rientrare in possesso dei soldi versati
è semplice.
inizio
pagina
Cataratta,
occhi scuri a rischio
Secondo
uno studio pubblicato sull'American Journal of
Ophthalmology, sarebbero gli occhi con iridi scure
i più a rischio per la cataratta.
La ricerca, che ha interessato circa 4mila persone con
più di 50 anni, ha evidenziato che, se si hanno occhi
marrone scuro, la probabilità di incorrere nella
cataratta aumenta di due volte e mezzo rispetto a chi
ha occhi blu o verdi. Per i medici il responsabile di
questo aumento del rischio sarebbe il sole. A parità
di esposizione alla luce solare, infatti, gli occhi
scuri assorbono una quantità di luce superiore
rispetto alle iridi chiare, grazie alla maggior
quantità di melanina. Tale assorbimento serve a
proteggere il cristallino dai raggi ultravioletti, ma
provoca anche un surriscaldamento del cristallino
stesso, accelerando la perdita di trasparenza della
lente, caratteristica della cataratta. Per questo
motivo anche chi ha gli occhi scuri dovrebbe
proteggersi dalla luce solare diretta utilizzando
occhiali da sole.
inizio
pagina
Menopausa:
50enni italiane alla riscossa
Le
donne italiane non si arrendono più alla menopausa,
non sono più disposte a sopportare in silenzio
vampate, insonnia, ansia e, soprattutto, non vogliono
più rinunciare al sesso. Le più agguerrite sono, a
sorpresa, le "over 50" del sud e delle
isole, più attente alla cura di sé rispetto al
passato e con più tempo da dedicarsi rispetto alle
coetanee del Nord, tutte lavoro e carriera. Sono
questi i risultati di uno studio, il più grande mai
realizzato in Italia, condotto per 5 anni
dall'Associazione ostetrici e ginecologi ospedalieri
su 80mila donne, e presentati a Roma nell'ambito di
una conferenza stampa.
inizio
pagina
Influenza:
soli, repressi e stressati rischiano di più
Chi
è solo, stressato, frustrato o vive in condizioni di
rabbia repressa rischia più degli altri di ammalarsi
di mal di gola, raffreddore e influenza.
è
quanto sostiene il professor Biondi della Clinica
Psichiatrica dell'Università La Sapienza di Roma.
Secondo l'esperto, autore di uno studio eseguito in
collaborazione con la Clinica delle malattie infettive
di Roma e che ha provato la vulnerabilità delle
persone sole e stressate, fondamentale è il virus ma
anche le difese dell'organismo, indebolite da questi
fattori. Sotto accusa anche il limitato supporto
sociale: trascorrere bene il tempo libero e tanti
amici funzionano da "vaccino". Anche le
persone che assistono i malati di Alzheimer,
secondo i dati di uno studio britannico, si ammalano più
della media e rispondono male al vaccino.
inizio
pagina
"Bagni
di sole mattutini" per sconfiggere la depressione
L'effetto
curativo della luce del sole è stato individuato da
un'equipe del S. Raffaele di Milano, che ha condotto
uno studio su 600 pazienti ricoverati per la cura di
sindromi depressive. Alcune delle stanze dei pazienti
avevano le finestre rivolte ad est e ricevevano la
luce del mattino, altre erano rivolte ad ovest e
ricevevano la luce del pomeriggio. Dallo studio,
presentato al Congresso della società italiana di
psicopatologia, è emerso che chi era nelle stanze
rivolte a oriente restava ricoverato in media quattro
giorni in meno, a parità di trattamento farmacologico.
Per i medici del S. Raffaele ciò è dovuto alla
diversa esposizione alla luce, un dato che
confermerebbe quanto già riportato in letteratura
circa l'influenza della luce sull'umore.
inizio
pagina
Epatice
C: negli "over 60" italiani, epidemia da
siringhe di vetro
Hanno
oggi 60 anni o più gli italiani che negli anni '50/60
sono stati infettati dall'epatite C attraverso
siringhe di vetro o hanno contratto il virus sulla
sedia del barbiere o dalla manicure. Una
"coda" di epidemia che oggi colpisce quasi 1
"over 60" su 10 (8%), su un totale di 2
milioni di italiani affetti dal virus Hcv,
trasmissibile da trasfusioni di sangue, aghi
contaminati, strumenti chirurgici, lamette e oggi
anche tatuaggi e piercing. Una malattia che può
rimanere "silenziosa" per anni o evolvere in
epatite cronica con alti rischi (10-20%) di cirrosi
epatica e quindi di tumore del fegato. Di epatite C si
è parlato a Roma nella conferenza stampa di
presentazione di un nuovo farmaco , un super-interferone
da assumere solo una volta a settimana, che a fine
marzo arriverà anche in Italia.
inizio
pagina
Cure
verdi: rosmarino dai molti benefici
Non
è solo una comune spezia da cucina ma anche una
pianta medicinale, oggi oggetto di molte ricerche
sperimentali. Si tratta del rosmarino, di cui si usano
a scopo curativo le foglie, i giovani rami e
l'essenza. Le foglie si utilizzano per le tisane o
sotto forma di estratto fluido perché contengono
sostanze ad azione antispastica che facilitano la
digestione e l'attività del fegato. Con i giovani
rami si prepara, invece, il gemmoderivato che si usa
per aumentare la funzionalità epatica. Il
gemmoderivato è utile anche per chi soffre di
colecistopatie, calcolosi biliare, coliche epatiche,
iperlipemie ed iperuricemia. L'azione rigeneratrice e
stimolante può aiutare, inoltre, chi è soggetto a
manifestazioni allergiche croniche e le donne in
menopausa. L'essenza del rosmarino ha funzioni ancora
più specifiche per attenuare i disturbi di menopausa,
andropausa e senescenza precoce. Notevole è la sua
azione di stimolazione nell'affaticamento nervoso e di
sedativo per i dolori articolari, muscolari e
reumatici.
inizio
pagina
Ictus:
meno rischi col diuretico
Secondo
uno studio condotto dai ricercatori della Washington
University in collaborazione con l'Istituto di
farmacologia di Utrecht, in Olanda, e pubblicato nel
mese di gennaio 2001 sugli Archives of Internal
Medicine, inserire un diuretico nel trattamento
dell'ipertensione può aiutare a prevenire l'ictus. La
ricerca ha coinvolto oltre 3000 pazienti, tutti in
terapia antipertensiva. Ebbene, tra quelli privi di
una patologia cardiaca sottostante, il trattamento che
non prevedeva diuretici è stato associato a un
sensibile incremento del rischio di ictus
(circa il 40 % in più) quando comparato con una
terapia antipertensiva che includeva un farmaco
appartenente a questa classe. L'associazione tra
diuretico e protezione dall'ictus si è, però,
dimostrata meno evidente nelle persone affette da una
patologia cardiaca. Se i risultati saranno confermati
da ulteriori studi, i diuretici potrebbero avere una
migliore azione contro il rischio di ictus. In
pratica, potrebbe essere opportuna la presenza di un
diuretico nella terapia antipertensiva.
inizio pagina
Contro
il colesterolo, le noci vincono sulla dieta
mediterranea
Mangiare
noci diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari
dell'11%. Sono questi i risultati del recente studio
condotto dall'ospedale clinico di Barcellona e
dall'Università di Loma Linda in California, su 49
uomini e donne tra i 28 e i 72 anni con colesterolo
alto. Per sei settimane, i partecipanti hanno seguito
una dieta mediterranea. Per altre sei settimane,
invece, una dieta simile in cui il 35% dei grassi
mono-insaturi proveniva dalle noci. La dieta
mediterranea ha abbassato il colesterolo,
ma la dieta alle noci è stata ancora meglio. «Le
noci hanno abbassato il rischio di disturbi alle
coronarie dell'11%» ha spiegato Joan Sabaté,
responsabile del Dipartimento di Nutrizione della Loma
Linda University, all'atto della presentazione dello
studio al Dipartimento di Farmacologia di Milano.
inizio
pagina
Malattie
infiammatorie: grassi o magri, attenzione al peso
I
soggetti affetti da malattie infiammatorie non devono
perdere troppo peso: la patologia causa danni ai
tessuti muscolari e una restrizione alimentare, a sua
volta, contribuirebbe ad indebolirli. Anche l'osteoporosi
risentirebbe di una dieta povera: il dimagrimento
indebolisce anche lo scheletro. Per questo motivo le
fasce a rischio - donne in menopausa ed anziani - non
devono seguire, senza controllo medico, una dieta
povera di calcio. Chi soffre di gotta (acido urico)
dovrebbe limitare i cibi ricchi di nucleoproteine,
come quelle presenti nella carne e nella cacciagione.
Per chi fa uso di cortisonici è consigliabile il
controllo periodico della glicemia
e l'apporto di calcio e vitamina
D, quindi frutta, verdura e latte. Una ricerca
realizzata all'università di Buffalo (Usa), ad
ottobre 2000, avrebbe dimostrato che per l'artrite
reumatoide l'integrazione della dieta con acidi
grassi Omega 3 insieme alla vitamina E migliorerebbe
la funzionalità articolare al punto da permettere la
riduzione dei farmaci antinfiammatori. Dunque ancora
pesce e verdure.
inizio
pagina
Dieta
mediterranea vincente
Una
ricerca svolta dal NIH, l'Istituto governativo Usa, ha
dimostrato che l'unica dieta che permette di perdere
peso e di non riacquistarlo conta su almeno un 60% di
carboidrati (pasta, pane, patate), meno del 25% di
grassi e circa il 15% di proteine. Inoltre l'olio di
oliva e il pomodoro hanno capacità di proteggere da
malattie cardiovascolari e, probabilmente, dai tumori.
La dieta mediterranea, perciò, è vincente e questo
spiega perché gli anziani in Italia saranno molti di
più che negli altri paesi europei, dove amano
mangiare wurstel e bistecche.
inizio
pagina
Il
vino aiuta a vivere più a lungo
Secondo
uno studio svedese pubblicato sul quotidiano Aftonbladet,
chi beve vino senza eccedere vive più a lungo di chi
è astemio. I risultati dello studio evidenziano,
inoltre, che per i soggetti che bevono mezza bottiglia
di vino a settimana il rischio di malattie
cardiovascolari è dimezzato, rispetto agli amanti di
birra e superalcolici. Attenzione, però, a non
eccedere: il ricercatore Holger Theobald ha, infatti,
spiegato che più di mezza bottiglia di vino a
settimana aumenta il rischio di ulteriori problemi di
salute.
inizio
pagina
Kiwi
per un pieno di vitamina C contro la cataratta
Per
fare un pieno di vitamina c e proteggere la salute
degli occhi è sufficiente mangiare un kiwi che,
nonostante le piccole dimensioni, vanta un contenuto
di vitamina C maggiore di un'arancia di grandezza
media. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che il
Kiwi fa bene agli occhi: gli agenti antiossidanti di
cui è ricco sembrerebbero in grado di prevenire la cataratta,
di riduirre il rischio di maculopatie degenerative
della retina e di altre malattie a carico della vista.
inizio
pagina
Osteoporosi:
meno rischi con le proteine vegetali
Secondo
uno studio condotto da alcuni ricercatori americani
dell'Università di San Francisco, il rischio di osteoporosi
è maggiore nelle donne la cui dieta è costituita
soprattutto da proteine di origine animale (carne e
formaggi). Lo studio è stato condotto su una
popolazione con un'analoga densità ossea al momento
dell'avvio della ricerca. Il campione, seguito per 7
anni, era costituito da 1035 donne di età
compresa tra i 65 e gli 80 anni. I risultati hanno
evidenziato che le donne che assimilavano molte
proteine animali, rispetto a quelle di origine
vegetale contenute nei legumi, manifestavano un
impoverimento osseo tre volte superiore. Questo
dato si rifletteva in una maggiore presenza della
frattura dell'anca, una delle complicazioni più
temute di questa patologia. Il motivo, per i
ricercatori, risiederebbe nell' acidità metabolica
stimolata da una dieta povera di proteine vegetali,
che a lungo andare intaccherebbe l'osso.
inizio
pagina
Super
obesi anche in Italia
Anche
nel nostro Paese aumenta la percentuale dei super
ciccioni. Sono proprio gli esperti della nutrizione,
riuniti a Roma per la II Conferenza nazionale
sull'educazione alimentare, che hanno visto aumentare
del 3-4%, negli ultimi anni, l'afflusso di queste
persone nei loro ambulatori medici. E anche i dati
Istat non incoraggiano: in 5 anni, dal '94 al '99, l'obesità è
aumentata del 25%, con 1 italiano su 10 obeso (circa 4
milioni), con un 'picco' fra i 55 e i 64 anni (14,9%),
e 1 su 2 in sovrappeso. Ma si continua a mangiare meno
rispetto a dieci anni fa. ''Oggi - riferisce Amleto D'Amicis
dell'Inran - la quantità di calorie assunte è di
2200 al giorno, il 15-20% in meno rispetto agli
anni'80. In particolare - aggiunge - si mangiano meno
grassi da condimento, formaggi grassi, carne, latte
intero e vino''. Ma nonostante gli italiani siano meno
'mangioni' del passato, non si riduce l'obesita' e il
sovrappeso ''perché si fa poca attività fisica''.
inizio
pagina
Sempre
iracondo, ma più stimato
L'ostentazione
di ira e sdegno è sintomo di elevata posizione e di
alto status sociale. Lo rileva uno studio americano,
pubblicato sul Journal of Personality and Social
Psychology. ''Abbiamo scoperto - spiega la
dottoressa Larissa Z. Tiedens della Graduate School of
Business della Standford University (California) - che
quando qualcuno esprime rabbia e collera appare più
forte e dominante, e chi lo vede pensa che sia molto
più in gamba rispetto a chi manifesta un'emozione
diversa''. Esaminando le reazioni di un gruppo di
studenti di Stanford, la ricercatrice ha scoperto che
i ragazzi erano molto più propensi a seguire,
ascoltare ed imparare da persone che esprimono i
propri sentimenti in modo collerico. Insomma, i più
iracondi risultano dei veri leader.
inizio
pagina
Una
proteina per bloccare l'invecchiamento
Una
sperimentazione condotta dall'Università La Sapienza
di Roma, in collaborazione con quelle di Harvard e
della Pennsylvania, ha prodotto un topo transgenico
che a 12 mesi presenta la muscolatura di uno di 6. Il
che equivarrebbe, per l'uomo, a un ottantenne con i
muscoli di un quarantenne. La proteina responsabile di
questo "miracolo" della generica si chiama
IGF-1 e il suo utilizzo terapeutico potrebbe risolvere
i problemi di indebolimento muscolare delle persone
anziane e tutte le patologie ad esso collegate. E
potrebbe rappresentare una cura per la distrofia
muscolare.
inizio
pagina
Olio
d'oliva per chi ha il diabete
Una
dieta ricca di olio di oliva riduce il rischio di aterosclerosi
in chi soffre di diabete di tipo 2, perché ha effetti
positivi sul metabolismo del glucosio e su quello dei
lipidi. Secondo uno studio condotto al Dipartimento di
clinica medica dell'Università di Dublino su 11
uomini diabetici, infatti, l'acido oleico contenuto
nell'olio di oliva diminuisce i livelli di glicemia,
dell'insulinemia, di colesterolo Ldl e delle
lipoproteine post-prandiali. Per chi soffre di diabete
la causa principale dell'aumento di malattie
coronariche è lo squilibrio dei componenti lipidici
del sangue. In particolare, le lipoproteine
post-prandiali sono ritenute responsabili della
formazione delle placche aterosclerotiche.
inizio
pagina
Mal
di testa: la pressione non ha colpe
Il
mal di testa non c'entra con la pressione alta.
è quanto affermano i ricercatori dell'Ospedale
universitario di Porto Alegre, in Brasile. Gli
studiosi hanno misurato i valori pressori giorno e
notte in 76 ipertesi, 25 dei quali lamentavano
frequenti cefalee. I risultati dello studio pubblicato
sugli Archives of Internal Medicine non
evidenziano legami tra sbalzi di pressione e mal di
testa, interpretati dai medici come cefalee da
tensione dei muscoli del collo o vere e proprie
emicranie, del tutto indipendenti dai valori pressori.
inizio
pagina
Scienziati
Usa scoprono proteina del diabete
Alcuni
scienziati Usa hanno individuato un ormone che
consente la crescita dei livelli di zucchero nel
sangue dei topi da laboratorio. Gli esperti ipotizzano
che la sostanza sia presente anche negli esseri umani
e abbia un ruolo importante nello sviluppo del diabete
di secondo tipo. La proteina, chiamata resistina,
potrebbe diventare un nuovo obiettivo per le terapie
farmacologiche contro il diabete
del secondo tipo. Questa forma di diabete che si
manifesta in età adulta ed è spesso associata a
sovrappeso o obesità. Analisi mediche specifiche per
identificare la presenza di resistina nel sangue
potrebbe inoltre individuare le persone a rischio di
sviluppare la malattia.
inizio
pagina
Un
numero verde per il morbo di Alzheimer
Funzionerà
tutti i giorni dalle 13 alle 16 il numero verde
(800-764670) attivato dal ministero della Sanità
sull'Alzheimer,
malattia che in Italia colpisce il 10% degli
ultrasessantenni. Il numero verde, che rientra nel
progetto Cronos, fornirà informazioni sul morbo e sui
centri pubblici di diagnosi e cura più vicini. A
rispondere saranno operatori specializzati che
raccoglieranno anche dati importanti per disegnare una
mappa della malattia.
inizio
pagina
Ictus:
previsto aumento del 30% dei casi entro il 2020
L'invecchiamento
della popolazione porterà entro il 2020 un incremento
del 30% dell'incidenza dell'ictus cerebrale, malattia
che nel 75% dei casi colpisce soggetti oltre i 65
anni. Allo stato attuale l'ictus
rappresenta, almeno in Italia, la terza causa di morte
(dopo malattie cardiovascolari e neoplasie) e la
principale causa di invalidità. Il tema della
prevenzione di questa patologia sarà al centro del
meeting Stroke 2001, in programma a Firenze il
19 e 20 febbraio. Le statistiche mostrano che l'ictus
cerebrale è all'origine del 10-12% di tutti i decessi
per anno e che si hanno 130 mila nuovi casi all'anno,
1 caso ogni 4 minuti.
inizio
pagina
Cancro
al seno: frutta e verdura non ridurrebbero il rischio
Mangiare
frutta e verdura non riduce per le donne il rischio di
contrarre il cancro al seno. è
quanto emerge da uno studio condotto presso la facoltà
della sanità pubblica della Harvard University
i cui risultati sono stati pubblicati dal Journal of
the American Medical Association. Nel 1997 un'altra
ricerca aveva evidenziato che il consumo di grandi
quantità di frutta e verdura avrebbe ridotto il
rischio di tumore al seno. I più recenti risultati
dimostrano un tasso di cancro alla mammella
leggermente inferiore tra le donne del gruppo
che hanno seguito una dieta ricca di frutta e verdure
ma la differenza è ritenuta talmente esigua da poter
essere attribuita a puro caso. I ricercatori della
Harvard hanno tenuto a consigliare alle donne di
continuare a mangiare frutta e verdura: riducono
comunque il rischio di malattie cardiache e altri
disturbi.
inizio
pagina
Salute
minacciata da 300 prodotti chimici
Più
di 300 sostanze chimiche artificiali si stanno
accumulando nel corpo umano e potrebbero rappresentare
un pericolo per la salute. Molte sostanze, inoltre,
non sono mai state testate per cui non sono noti i
loro effetti a lungo termine sull'organismo. A
lanciare l'allarme è un libro bianco della
Commissione Europea, che avverte: «Le potenziali
minacce di questi prodotti per la salute umana
potrebbero comprendere tumori, malformazioni dei
neonati, allergie, asma, problemi della pelle e lo
squilibrio del sistema ormonale». Gli esperti temono
anche che l'attuale aumento dei casi di cancro dei
testicoli e del seno potrebbe essere legato al cocktail
di sostanze chimiche. La normativa in materia, che
richiede la raccolta dei dati sulla sicurezza delle
sostanze prodotte dall'uomo, è stata introdotta nel
1981: ciò significa, aggiungono gli esperti, che
almeno 3 mila composti attualmente in uso in Europa
non sono mai stati testati. E ad ospitare buona parte
di essi è proprio l'organismo umano.
inizio
pagina
Asma:
donne più colpite
Ci
sarebbero delle differenze tra uomini e donne in
relazione all'asma. Uno studio dell'università di
Yale (Usa), che ha interessato poco più di cento
persone ricoverate per asma almeno due volte in dieci
anni, ha evidenziato che 67 pazienti su 100 sono donne
e che la loro degenza è più lunga rispetto a
quella degli uomini (in media un giorno in più).
Contemporaneamente i ricercatori hanno rilevato che il
livello di anidride carbonica nel sangue risultava più
alto negli uomini. I medici ipotizzano che gli uomini,
avendo generalmente una massa muscolare maggiore, sono
in grado di compensare in modo più efficiente la
diminuzione della funzionalità polmonare.
inizio
pagina
Pronto
un test per diagnosticare l'Alzheimer
Durante
una conferenza medica internazionale tenutasi a
Brisbane, in Australia, è stato descritto un test che
sarebbe in grado di diagnosticare accuratamente e sin
dalle sue prime fasi il morbo di Alzheimer.
Il test, messo a punto da ricercatori del dipartimento
di patologia dell'università di Melbourne, dovrebbe
migliorare le possibilità di terapia per chi soffre
di questa malattia. Esso è in grado di identificare
degli enzimi che fungono da "marker" (o
tracciatori) biochimici e consentono di denunciare
con precisione la presenza di questa malattia
degenerativa del sistema nervoso portando alla
demenza. Il ricercatore dottor David Small ha spiegato
che il test richiede il prelievo di un piccolo
campione di fluido del paziente per misurare il
livello di particolari enzimi: solo successivamente si
può valutare la necessità di iniziare un trattamento
terapeutico.
inizio
pagina
Forse
il cervello la causa dei chili di troppo
Secondo
uno studio pubblicato da The Lancet e relativo
ai risultati di una ricerca condotta da studiosi
americani del laboratorio nazionale del Dipartimento
dell'Energia di Brokhaven a New York, potrebbe essere
una mancanza di dopamina la causa dell'obesità.
La tendenza a mangiare di più è dovuta alla mancanza
di recettori della dopamina, una sostanza chimica
presente nel cervello e che produce sensazioni di
soddisfazione e di piacere. La sua scarsa presenza in
alcuni nuclei del cervello è già stata messa in
relazione con il morbo
di Parkinson, ma il nuovo studio ha dimostrato
che anche gli obesi ne possiedono in misura minore
rispetto alle persone magre o di peso normale per cui
hanno bisogno di mangiare di più perché dal cervello
arrivino i segnali di soddisfazione.
inizio
pagina
Anche
in Italia uno studio sul diabete
Il
progetto Nirad (Non Insulin Required Autoimmune
Diabetes) realizzato dalla Fondazione Ricerca della
Società Italiana di Diabetologia, Forisid, è una
maxiricerca su 15 mila malati di diabete
condotta per individuare gli anticorpi e bloccare
l'insorgenza di questa malattia che conta, oggi, 2
milioni e mezzo di ammalati. Nell'indagine, sono
coinvolti 150 centri italiani che seguiranno i
pazienti per 5 anni, con lo scopo di acquisire nuove
conoscenze per combattere il diabete autoimmune non
insulinodipendente che si presenta in età adulta. Si
cercherà di tracciare una mappa dettagliata di questo
tipo di diabete, cercando di individuare gli aspetti
genetici, immunologici e clinici. La vita sedentaria e
un'alimentazione scorretta negli ultimi anni hanno
favorito l'insorgere di questa malattia e
l'Organizzazione mondiale della Sanità ha calcolato
che dagli attuali 118 milioni di malati si passerà ad
oltre 300 milioni di malati nell'arco di 25 anni. I
paesi più colpiti sono l'Italia, la Svizzera e
l'Inghilterra.
inizio
pagina
In
futuro antibiotici più efficaci
Pietro
Crovari, direttore dell'Istituto di igiene e medicina
preventiva dell'Università di Genova genoma è
sicuro che una decifrazione totale del genoma dello
stafilococco potrà condurre alla preparazione di
antibiotici più efficaci. "Lo stafilococco -
sottolinea il Crovari - è un microrganismo molto
importante, uno dei principi della patologia batterica
ed è di grande rilevanza nella Sanità pubblica. Si
tratta di un batterio rotondo, molto comune tra i
microrganismi umani patogeni e no, con effetti che
vanno dai semplici foruncoli a gravi infezioni. Alcuni
producono ad esempio una enterossina responsabile
delle infezioni alimentari, altri possono giungere a
provocare patologie molto gravi come quella
verificatesi nell'influenza del 1957, la cosiddetta
asiatica. In quella occasione, i decessi furono quasi
tutti causati da complicanze di polmoniti causate
dallo stafilococco. Con la scoperta della penicillina
e con la sua azione antibatterica totale inizialmente
rilevata sullo stafilococco - prosegue il Crovari - si
pensò che il rimedio trovato fosse totale e
definitivo. Poi sono invece venuti ceppi batterici
resistenti alla penicillina e, in seguito, a classi di
antibiotici sempre più potenti. Anche la vancomicina,
l'ultima classe di farmaci, non è ormai più
efficace. L'aver decodificato il genoma dello
stafilococco - conclude il Crovari - potrebbe
consentire l'ottenimento di antibiotici sempre più
efficaci, anche se il termine sempre ha in biologia un
significato molto relativo".
inizio
pagina
Cure
palliative: ancora poche le strutture per i malati
terminali
Secondo
un'indagine svolta dal mensile Altroconsumo e
che ha coinvolto Italia, Francia, Belgio, Spagna e
Portogallo, sembra che nel nostro paese l'assistenza
ai malati terminali lasci a desiderare. Coinvolti in
questa indagine oltre che i malati terminali anche
parenti, medici di base, medici specializzati e
dall'intervista ad oltre di 400 parenti dei malati è
risultato che solo il 7% dei loro congiunti è stato
ricoverato in centri specializzati in cure palliative.
Questo conferma quanto sia scarsa la presenza di
queste strutture sul nostro territorio: nell'intera
penisola, infatti, sono presenti solo 450 posti letto
localizzati per il 72% nel nord Italia. La percentuale
di familiari italiani convinti che i propri cari
abbiano usufruito delle cure migliori è risultata
pari al 44%, molto bassa rispetto ali altri paesi
europei. Hanno invece risposto positivamente alla
domanda "Pensa che sia stato fatto tutto il
possibile per alleviare il dolore del malato" il
58% degli intervistati in Italia contro il 68% in
Francia e quasi l'80% in Spagna.
inizio
pagina
Obesità:
esercizio fisico sempre utile
Secondo
uno studio statunitense pubblicato sulla rivista Clinical
Exercise Physiology induce gli obesi
a perseverare nelle attività fisiche, anche se
non si perde peso. Una moderata e costante attività
fisica, infatti, riduce il rischio cardiovascolare e
migliora il proprio stato di benessere generale,
grazie al migliorato metabolismo. Le attività fisiche
aumentano i livelli di colesterolo Hdl, quello
cosiddetto "buono", e diminuiscono quelli
del colesterolo Ldl, quello "cattivo", con
minori probabilità di formazione della placca
aterosclerotica nei vasi e con un minor rischio di
infarto del miocardio. Secondo il responsabile della
ricerca, William Kraus, lo sforzo fisico trasforma il
grasso in massa muscolare, "un tessuto
quest'ultimo che brucia più calorie e ha un
metabolismo più accelerato, fattore che riduce il
rischio di attacco cardiaco".
inizio
pagina
|