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Archivio delle notizie flash

   

  Gennaio 2001

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Operato a 105 anni, cammina dopo 48 ore

Due anziani su tre malati cronici

Sigaretta nemica del cervello

Ormoni per la salute maschile

Virus del raffreddore cura danni alla retina

Rischio infarto da epatite A

Artrite reumatoide: cure migliori nel 2001

Epatite C: una nuova terapia guarisce 6 malati su 10

La cromoterapia per combattere l'insonnia

Obeso, impacciato ed infelice

Cioccolato, alleato del cuore

L'attività fisica sconfigge la depressione

Tumore al seno: i broccoli lo allontanano

Malattie intestinali: a Bologna un nuovo centro

Vitamina C contro i radicali liberi

Diabete: aumenta il numero dei malati

In arrivo oltre mille nuovi farmaci

Morbo di Parkinson: il caffè aiuta a proteggersi

Diabete: insulina più veloce

Cuore: a rischio se la glicemia è elevata

Ansia: combatterla con il magnesio

La montagna adatta per anziani e cardiopatici

Influenza in arrivo, tra qualche settimana 5.000.000 di italiani a letto  

Con la “bionda” rischi dimezzati

Il diabete inibisce le capacità mentali 

Un bel piatto di sardine per “tirarsi su”  

Esofago: attenzione alle bevande bollenti  

Uova, caffè e latte per il dopo-festa 

Salerno: trovati due anziani in fin di vita

Riccione: anziani picchiati a morte in casa di riposo

Pressione differenziale sempre sotto controllo

Vitamina E per il cuore dei diabetici

Vaccini: sotto stress efficacia ridotta

Diabete: gli italiani si lamentano più di tutti per l'alimentazione

Parkinson: in Italia 5.000 nuovi casi l'anno

Mal di gola: sciacqui al mirtillo per combatterlo

Un test per individuare l'insufficienza renale acuta

Cervello: bere alcool può rafforzare i poteri della mente

Diabetici: in aumento a causa del benessere

   

     

  

Operato a 105 anni, cammina dopo 48 ore

Clemente Massaro, pensionato di 105 anni originario di Benevento, ha stupito i medici:  a sole 48 ore dall'intervento ortopedico ha ripreso a camminare da solo. Il vecchietto, caduto accidentalmente in casa, ha riportato la frattura del collo femorale per cui è stato necessario l'immediato ricovero in ospedale. L'equipe medica aveva dubbi circa l'opportunità dell'intervento chirurgico a causa dell'età avanzata dell'uomo. L'intervento, che ha richiesto l'anestesia epidurale, è durato circa 40 minuti ed ha consentito la sostituzione della testa femorale con un impianto protesico.

   

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Due anziani su tre malati cronici

Più malati cronici e disabili tra gli anziani nei prossimi anni. Oggi sono circa 2 su 3 e le previsioni, a causa del processo di invecchiamento, ipotizzano per il 2009, oltre 11 milioni di malati cronici tra chi ha più di 60 anni, con un incremento medio annuo dell'1,5%. é quanto emerge dalla relazione sulla condizione degli anziani  del ministro Livia Turco. La disabilità tra gli anziani dovrebbe riguardare nel 2009 un milione di uomini e due di donne; oggi sono circa 2,2 milioni. Un tasso straordinario, circa il 4%, riguarderà gli ultraottantenni. Nel complesso però la salute degli anziani è migliorata del 4-6% fra il 1994 e il 1998. I 70 anni sembrano la soglia critica per affermare di "sentirsi male", accusato dal 7,6% della popolazione e soprattutto dal 45,1% degli ultraottantenni e dal 30,2% fra i 75 e i 79 anni.

    

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Sigaretta nemica del cervello

Secondo uno studio condotto da scienziati britannici e spagnoli e pubblicato sulla rivista Journal of Neurology, Neurosurgery e Psychiatry, il fumo riduce l'intelligenza nei soggetti anziani. La ricerca, condotta su un campione di 650 anziani, ha evidenziato che il rischio di un declino delle capacità cognitive in vecchiaia per i fumatori è quattro volte superiore rispetto ai non fumatori o agli ex fumatori. Nel contempo, contrariamente a quanto affermato da alcuni ricercatori, il fumo non protegge dal morbo di Alzheimer e neppure dal morbo di Parkinson.

   

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Ormoni per la salute maschile

Secondo quanto emerge dalla prima conferenza internazionale, gli uomini affetti da andropausa, l'equivalente della menopausa femminile, dovrebbero sottoporsi a terapia ormonale. L'andropausa, che colpisce il 50% degli uomini intorno ai 50 anni, è caratterizzata dagli stessi sintomi della versione femminile (sudorazione notturna, depressione, irritabilità, perdita del desiderio sessuale, osteoporosi ed impotenza) ed è accompagnata da bassi livelli di testosterone, ormone responsabile di quegli stessi disturbi che affliggono le donne in menopausa. La diagnosi dell'andropausa è resa più difficile dal fatto che gli uomini tendono a non ammettere di essere malati. Ma alcuni pazienti, ai quali è stata somministrata la terapia ormonale sostitutiva a base di testosterone, hanno assistito alla scomparsa di quasi tutti i sintomi tipici della menopausa maschile.

   

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Virus del raffreddore cura danni alla retina

Il virus del raffreddore potrebbe aiutare a riparare i danni alla retina. Si indirizzano in questo senso gli studi condotti da un'equipe medica oftalmologa degli Stati Uniti. I ricercatori hanno, infatti, sviluppato delle tecniche che consentono di correggere geneticamente la retinite pigmentosa. Nel caso specifico questo «adenovirus modificato» sarebbe capace di riparare i codici genetici della retina correggendone le patologie.

   

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Rischio infarto da epatite A

L'epatite A potrebbe essere una delle concause delle malattie coronariche. Tra le conseguenze dell'infezione virale al fegato ci sarebbe anche l'aterosclerosi. Secondo i risultati di un recente studio che ha coinvolto 391 pazienti sottoposti ad angiografia coronarica, più della metà ha evidenziato  segni di una precedente infezione di epatite A. Dopo l'eliminazione di altri fattori di rischio, è risultato che i pazienti con anticorpi da epatite A avevano una probabilità doppia di aterosclerosi rispetto ai non infetti. Le infiammazioni virali hanno un ruolo nell'irrigidimento delle coronarie e, quindi, nelle malattie del cuore. L'epatite con tutta probabilità causa una risposta infiammatoria che si estende ai vasi sanguigni.

  

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Artrite reumatoide: cure migliori nel 2001

Il 2001 potrebbe apportare dei cambiamenti nella cura dell'artrite reumatoide e rivoluzionare la prognosi e il destino dei pazienti. Si dovranno infatti raccogliere i risultati dell'arrivo, nella pratica clinica, di due molecole, progenitrici di una nuova classe di farmaci inibitori del TNFalfa, la sostanza che determina l'infiammazione cronica tipica della malattia. L'efficacia di questi farmaci è stata dimostrata  in una serie di studi della durata di 2 anni che hanno interessato molti pazienti e numerosi centri reumatologi americani ed europei. Gli studi hanno evidenziato l'efficacia nel migliorare la capacità funzionale, nel determinare la remissione clinica e nel ridurre la progressione del danno articolare nei pazienti affetti da artrite reumatoide.

  

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Epatite C: una nuova terapia guarisce 6 malati su 10

Dalla prossima primavera sarà possibile guarire 6 malati di epatite C su 10. arriverà anche in Italia un nuovo farmaco, una combinazione tra interferone a lento rilascio e ribavirina che ha consentito di ottenere risultati mai raggiunti finora. La nuova terapia è stata presentata a Montecarlo, dove infettivologi ed epatologi italiani si sono ritrovati per il IV Corso avanzato su Patogenesi, diagnosi e terapia delle epatiti virali, organizzato con il patrocinio della Società italiana per lo studio delle malattie infettive e parassitarie.

    

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La cromoterapia per combattere l'insonnia

Dormire sonni tranquilli è possibile con pareti della camera da letto e lenzuola nei tenui colori del verde, azzurro, viola e blu. A spiegare come la cromoterapia può aiutare a risolvere i problemi di insonnia è il volume Prendere sonno e dormire bene, uno dei "Grandi manuali Newton" che promette di svelare "tutti i segreti per imparare a rilassarsi e a godere di un felice riposo durante la notte". Secondo gli autori del libro, la cromoterapia è "una moda per pochi ma assai conosciuta, e gli studi sull'importanza e sugli effetti dei colori "risalgono a parecchi secoli fa".

    

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Obeso, impacciato ed infelice

Essere grassi rende impacciati e fa sentire infelici: è il risultato di un'indagine condotta su tremila soggetti sovrappeso ed obesi svolta all'Università del Wisconsin a Madison, Usa. Indagando la vita quotidiana di questi soggetti con questionari e test di abilità fisica, si è scoperto che sono meno abili nello svolgimento di una serie di semplici prove pratiche, si sentono meno vitali e definiscono il loro stato di salute peggiore dei normopeso, anche se non soffrono di alcuna malattia che giustifichi il senso di malessere.

    

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Cioccolato, alleato del cuore

Grazie ai flavonoidi naturalmente presenti nel cacao, il cioccolato aiuta a combattere il fenomeno dell'ossidazione contribuendo a difendere la salute di arterie e cuore. Lo dimostra una rassegna di studi presentata ad Amsterdam durante il congresso della Società europea di cardiologia. I flavonoidi, cui il cioccolato deve i suoi effetti positivi, sono contenuti anche in molti tipi di frutta e agrumi, ma studi recenti indicano il cacao tra le fonti più ricche. Di conseguenza, un buon cioccolato fondente ha una capacità antiossidante doppia rispetto a un buon cioccolato al latte e tripla rispetto ad aglio, mirtilli e fragole, cioè le note fonti di sostanze antiossidanti. Dopo vino rosso e tè verde, anche il cioccolato entra a far parte degli insospettabili amici del cuore.

   

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L'attività fisica sconfigge la depressione

Secondo una ricerca medico-scientifica condotta in America, l'esercizio fisico è più efficace dei medicinali per vincere la depressione. La ricerca, che ha coinvolto 156 pazienti di mezza età a cui è stata diagnosticata depressione, ha evidenziato un visibile miglioramento delle loro condizioni dopo 16 settimane di monitoraggio. In questo periodo i pazienti hanno svolto tre mezz'ore di attività fisica a settimana. Prolungato a 6 mesi il risultato ha mostrato che solo l'8% delle persone che aveva svolto attività fisica ricadeva nella depressione; inoltre, i pazienti che avevano eseguito il programma di esercizi fisici e, nel contempo, avevano fatto uso di medicinali antidepressivi, manifestavano maggiori probabilità di tornare in stati depressivi rispetto a chi aveva svolto solo gli esercizi. L'attività fisica, in effetti, abbassa il rischio di ricaduta in quanto aumenta la coscienza della propria condizione consentendo di raggiungere un forte senso di completezza. Sebbene la ricerca sia stata condotta su persone di mezza età è verosimile ipotizzare che i risultati siano applicabili a tutte le età.

    

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Tumore al seno: i broccoli lo allontanano

Che un regolare consumo di broccoli aiuti a prevenire i tumori è notizia nota, ma finora non si era mai capito il perché. Di recente alcuni ricercatori dell'università della California, a Berkeley, sono riusciti ad individuare un composto contenuto in questi vegetali: si tratta dell'indolo, che viene scomposto nello stomaco, scindendosi in un'altra sostanza chiamata Dim. Quest'ultima sostanza sarebbe in grado di impedire la moltiplicazione delle cellule tumorali nel seno e allontanerebbe il rischio di tumore.

   

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Malattie intestinali: a Bologna un nuovo centro

A Bologna è nato il primo centro di riferimento italiano per le persone affette da insufficienza intestinale cronica benigna, una malattia che impedisce di alimentarsi per vie naturali ed obbliga a nutrirsi artificialmente o in modo integrato. Il nuovo centro ha sede all'interno del Policlinico Sant'Orsola-Malpighi ed opera nell'ambito della rete regionale trapianti, in collaborazione con il centro per il trapianto multiviscerale (che ha sede al Policlinico di Modena), dove sono autorizzati i trapianti di intestino. Il numero di telefono è: 051 6361111.

    

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Vitamina C contro i radicali liberi

I radicali liberi sono sostanze tossiche, il cui aumento danneggia le cellule di tutto l’organismo. Da una recente ricerca sembra che l’azione antiossidante della vitamina C possa ridurre considerevolmente la perossidazione lipidica: una conseguenza tipica dell’incremento dei livelli di radicali liberi, che deteriorano le cellule sia animali che vegetali e portano alla distruzione dei lipidi di membrana. Durante l’attività sportiva i radicali liberi tendono ad aumentare, a causa del maggior consumo di ossigeno; integrazioni di vitamina C, dunque, sembrano essere indicati particolarmente per chi pratica sport. Uno studio passato, infatti, ha dimostrato che integrazioni di 1g di vitamina al giorno, somministrate 30 minuti prima di fare sport intenso, evidenzia una riduzione dello stress ossidativo indotto dall’attività fisica, a prescindere dalla durata della stessa integrazione vitaminica. Ricordiamo che negli adulti il fabbisogno giornaliero di vitamina C è di circa 60 mg.

    

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Diabete: aumenta il numero dei malati

«In Italia – secondo quanto ha affermato il professor Domenico Cucinotta, presidente dell’Associazione medici diabetologi – oggi si contano 2.500.000 di diabetici e vengono segnalati 150mila nuovi casi l’anno. Questa situazione è destinata a crescere esponenzialmente fino a toccare 5 milioni di ammalati». Il nostro paese, insieme ad Inghilterra e Svizzera, sarà tra le nazioni più esposte al diffondersi di tale epidemia. Le stime dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) prevedono che nel 2025 i diabetici in tutto il mondo saranno 300 milioni, con una concentrazione maggiore nei paesi industrializzati. Questa sorta di epidemia, favorita da un’alimentazione scorretta, obesità e vita sedentaria, manifesterà i suoi effetti principalmente nella popolazione anziana.

   

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In arrivo oltre mille nuovi farmaci

Secondo una notizia proveniente dal Forum per la ricerca biomedica, sono 1.054 i nuovi farmaci in fase di sperimentazione in tutto il mondo, di cui 369 biotecnologici e destinati principalmente a combattere il cancro e le patologie e i disturbi ad esso connessi. Il 66,4% (700 farmaci) agirà contro l’invecchiamento, 137 (13%) contro le malattie infettive e 217 (20,6%) sono medicine e vaccini per l’infanzia. La porzione di farmaci oggetto di sperimentazione che suscita più interesse e discussione è rappresentata dai 369 farmaci biotecnologici che cambieranno drasticamente la cura delle malattie e la concezione dell’approccio terapeutico e preventivo nel campo della salute. La ricerca mira a sconfiggere anche altre patologie e gruppi di malattie quali malattie infettive, neurologiche, quelle riguardanti l’apparato cardiovascolare, respiratorio, l’Aids, le malattie autoimmunitarie, quelle genetiche, del sangue e il diabete.

   

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Morbo di Parkinson: il caffè aiuta a proteggersi

Tre tazze di caffè al giorno allontanano il rischio di ammalarsi del morbo di Parkinson. Lo dimostra una recente ricerca presentata all’annuale convegno scientifico dell’American Neurological Association, cioè l’associazione dei neurologi americani. La caffeina, la sostanza che rende il caffè una bevanda eccitante, se presa nell’equivalente di tre tazzine, aiuta il sistema nervoso a proteggersi da questo morbo. L’indagine ha, però, verificato che un consumo superiore alle 3 tazzine fa aumentare il rischio.

   

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Diabete: insulina più veloce

È nata una nuova insulina, che si va ad affiancare a quella tradizionale, per ridurre il rischio di infarto, ictus e arteriosclerosi, malattie in aumento tra i diabetici di tutto il mondo ma principalmente fra quelli italiani e svizzeri. Il nuovo farmaco riesce ad abbassare la concentrazione di glucosio nel sangue in modo più rapido rispetto all’insulina solubile umana tradizionale, usata fino ad oggi. Questo consente ai malati di iniettare subito prima dei pasti, con una procedura più comoda, e di rispettare i tempi di somministrazione.

   

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Cuore: a rischio se la glicemia è elevata

Per prevenire il rischio di infarto o di ictus non sarà più sufficiente controllare i livelli di colesterolo, ma sarà necessario “badare” anche alla glicemia. Secondo i ricercatori dell’Università di Cambridge il rischio cardiovascolare aumenta con il crescere della concentrazione di glucosio nel sangue, predittiva della colesterolemia e dell’ipertensione. Inoltre, riducendo la glicemia dello 0,1-0,2% si potrebbe ridurre la mortalità del 5-10%. Lo studio, pubblicato sulla rivista British Medical Jounal ha interessato 4.662 uomini tra   45 e   75 anni ai quali era stato misurato il livello di glucosio nel sangue. Secondo i ricercatori i soggetti diabetici evidenziavano maggiori rischi cardiovascolari rispetto ai soggetti non diabetici. Anche in questi ultimi, però, il rischio di morte a causa di ictus o infarto aumentava in proporzione alla glicemia e risultava minimo con un livello di glucosio ematico non superiore al 5%.

   

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Ansia: combatterla con il magnesio

Il magnesio potrebbe essere un vero toccasana contro ansia, tensione e stato di agitazione. Il minerale, presente in tutto l’organismo ma concentrato soprattutto in alcuni tessuti, tra cui quello muscolare e nervoso,  svolge la funzione di ridurre l’eccitabilità delle cellule nervose, assicurando un’efficace azione lenitiva. Un costante ed equilibrato apporto di magnesio, attraverso l’alimentazione (il minerale è contenuto nel cacao, nelle noci, nei semi di soia, nei crostacei, nei fagiolini e negli spinaci), può risultare un prezioso aiuto per contrastare le situazioni di stress.

   

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La montagna adatta per anziani e cardiopatici

La montagna è salutare per anziani e cardiopatici. Dopo la visita del medico, o del geriatra o del cardiologo, l’anziano può fare escursionismo, migliorare le funzioni cardiorespiratorie e rinforzare gli apparati osteoarticolare e muscolare. Può soggiornare fino a 1400/1500 metri limitando, i primi giorni, l’attività fisica, camminando lentamente ed aumentando progressivamente la durata nei giorni successivi. Può affrontare salite poco impegnative con frequenti soste ed integratori a base di potassio, magnesio e maltodestrine. Sono da evitare alcolici, farmaci ansiolitici e sonniferi in quanto favoriscono il mal di montagna.

   

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Influenza in arrivo, tra qualche settimana 5.000.000 di italiani a letto

Tra qualche settimana gli italiani finiranno a letto a causa dei virus dell'influenza 2001, che metteranno a letto milioni di persone. La terapia non esiste, e sottrarsi al contagio è praticamente impossibile, dicono gli esperti. Qualcosa potrebbe fare la vitamina C, inutili invece, sembrerebbero essere gli antibiotici. L'unica speranza è quella di non ammalarsi. Una possibilità sarebbe quella di ricorrere al vaccino che, però, i medici consigliano solo agli ultrasessantenni. La prima cosa da fare, quindi, è armarsi di santa pazienza e aspettare che la malattia faccia il suo corso. I sintomi sono i soliti: febbre alta, mal di gola, raffreddore e tosse. Entro cinque giorni, comunque, o al massimo una settimana, il virus sarà scomparso.

  

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Con la “bionda” rischi dimezzati

Chi beve birra riduce della metà il rischio di aterosclerosi o di cataratta a condizione, però, che le dosi siano limitate. La novità arriva da Honolulu dove si è svolto l’ultimo congresso delle società chimiche dei paesi del Pacifico (Stati Uniti, Australia, Canada e Nuova Zelanda). A studiare le proprietà della birra sono stati i ricercatori americani e canadesi. Quest’ultimi hanno voluto indagare sul perché gli antiossidanti del malto, del luppolo e dell’orzo di cui la birra è ricca proteggono dal rischio cataratta. Il gruppo americano ha, invece, studiato più a fondo l’effetto benefico sul rischio cardiovascolare. Anche la birra dunque viene riabilitata e si guadagna un posto importante sulla tavola di ogni giorno.

    

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Il diabete inibisce le capacità mentali

Le persone soggette a diabete e pressione alta non solo rischiano di morire prima del tempo, ma possono registrare una flessione delle facoltà mentali fin dalla mezza età. La sentenza giunge dagli Stati Uniti dove lo scienziato David Knopman ha condotto una ricerca coinvolgendo più di 10.000 soggetti con un’età compresa tra i 47 e i 70 anni. L’esame consisteva in una serie di test e ogni soggetto fu sottoposto a nuova visita dopo sei anni. Il risultato del test evidenziò che la memoria non viene intaccata da diabete e ipertensione, ma gli studiosi scoprirono che i soggetti affetti da entrambe le patologie “avevano perso la velocità di ragionamento ed erano molto meno capaci di pensare indipendentemente”. La perdita delle facoltà mentali dopo il sesto anno è comunque minima, ma lo scienziato avverte sulla possibilità che il declino aumenti con il passare degli anni. Le due patologie, inoltre, potrebbero rendere la persona più vulnerabile al morbo di Alzheimer ed aumentare la probabilità che ne venga colpita più avanti negli anni.

   

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Un bel piatto di sardine per “tirarsi su”

Gli acidi grassi contenuti nelle sardine non sono utili solo al benessere fisico, ma anche a quello mentale e potrebbero favorire il buonumore. È quanto rivelano alcuni ricercatori britannici sulla rivista medica tedesca Aerzte Zeitung. Per cancellare il malumore gli studiosi suggeriscono di portare in tavola sardine ed insalata verde arricchita con avocado e semi di zucca per finire con frutta mista, soprattutto albicocche secche, banane e noci.

   

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Esofago: attenzione alle bevande bollenti

Durante le gelide giornate d’inverno una bevanda calda fa proprio piacere, ma è fondamentale non berla quando scotta, perché potrebbe provocare seri problemi all’esofago. Lo dimostra uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Journal of cancer. La ricerca ha interessato circa 3mila persone e ha potuto verificare che, indipendentemente dalla bevanda bevuta, se quest’ultima è troppo calda il rischio di tumore all’esofago si moltiplica di quattro volte.

  

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Uova, caffè e latte per il dopo-festa

Ogni nuovo anno porta con sé i postumi della grande festa e principalmente i mal di testa, dovuti essenzialmente ad un eccesso nel consumo di alcool. Per annullare le conseguenze dell'abuso di bevande alcoliche, senza far ricorso ai farmaci, le armi consigliate sono il latte, il caffè, le uova, il gelato, le banane e soprattutto moltissima acqua. Infatti, le bevute di fine anno, unite alle grandi scorpacciate e alle poche ore di sonno, causano facilmente mal di testa, nausea ed eccessiva sudorazione. Particolarmente l'alcool ha conseguenze negative, diuretiche e disidratanti, con eliminazione di elementi fondamentali come il potassio che determina un senso di stanchezza, e ipoglicemiche, con abbassamento dei livelli di glucosio e conseguente spossatezza. E ancora, dilatanti dei vasi sanguigni e tossici, a causa della formazione di sostanze dannose che portano cefalee e nausea. Per ristabilire il giusto equilibrio dopo i giorni di festa, occorre quindi reidratare l'organismo con grandi bevute d'acqua. Anche il latte è utile in quanto reintegra gli elementi minerali; e poi le uova, che contengono la cisteina, un amminoacido che favorisce l'eliminazione delle tossine. Infine, anche il caffè, che è un vasocostrittore e un eccitante, può aiutare a sentirsi meglio. L'ideale sarebbe un bel frullato, di prima mattina, con latte, gelato, una banana, caffè e un uovo fresco

    

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Salerno: trovati due anziani in fin di vita

Una coppia di anziani coniugi, Guerino e Anna di 77 e 75 anni, sono stati ricoverati in gravi condizioni all'ospedale Umberto I di Nocera Inferiore dopo essere stati ritrovati dai carabinieri nelle campagne di Pagani (Sa) in un casolare diroccato, che fungeva anche da abitazione, senza energia elettrica, acqua e gas e in condizioni igieniche allucinanti.
I carabinieri sono intervenuti in seguito alla segnalazione delle persone del luogo che non li vedevano più in paese da diversi giorni. Lo spettacolo che si è presentato ai loro occhi è stato uno dei più sconfortanti: i loro corpi sono stati in parte divorati dagli animali selvatici fino all'osso, pidocchi, due corpi seminudi ricoperti dalle loro feci, tra cartacce, immondizia e rifiuti maleodoranti. Probabilmente, in seguito ad un malore, sono caduti a terra e non sono stati più in grado di riprendersi.
I due anziani hanno rischiato di morire di fame, di sete e di freddo senza che nessuno se ne accorgesse. I medici hanno tentato di strapparli alla morte, ma per Anna non c'è stato niente da fare, mentre anche per Guerino sembrano esserci poche speranze di poter sopravvivere.

  

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Riccione: anziani picchiati a morte in casa di riposo

Si susseguono gli episodi di anziani maltrattati in case di riposo. Questa volta è toccato agli ospiti della casa di riposo per anziani "Montebello" di Mondaino, un paesino nella Valconca, alle spalle di Riccione. L'accusa per Maria Luisa ed Ettore Bulli, due fratelli di 39 e 37 anni, rispettivamente legale rappresentante e socio della casa di riposo, è pesantissima. Secondo i carabinieri della compagnia di Riccione, i due maltrattavano ripetutamente i loro ospiti, li picchiavano e poi li abbandonavano a loro stessi, fino a farli morire. Docce forzate anche ad anziani febbricitanti, botte, apparecchi acustici tolti per castigo, l'utilizzo di poltrone senza imbottitura per impedire agli ospiti di potersi alzare da soli, anziani nutriti con la forza fino a determinarne il soffocamento, nessuna assistenza durante la notte. Con il risultato che sei anziani sarebbero morti, come fanno sapere gli inquirenti, proprio a causa dei maltrattamenti e per la mancanza di un’adeguata assistenza. Nella casa di riposo hanno trovato questa mattina ospiti. La struttura, ospitata in un ex bar-albergo, è stata posta sotto sequestro dai carabinieri di Riccione che, per evitare trasferimenti e traumi ai 34 anziani ospiti, è stata affidata all'Ausl di Rimini che ha nominato un responsabile e inviato medici ed infermieri.

   

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Pressione differenziale sempre sotto controllo
La pressione differenziale (quella tra la minima e la massima) alta, legata alla rigidità delle arterie, predice il rischio di malattia cardiaca coronarica (Chd) e di insufficienza cardiaca (Chf). È il risultato di uno studio condotto su 2.152 "over 65", monitorati per 10 anni e inizialmente non affetti dalle due patologie. Per ogni 10mm/hg di incremento della pressione differenziale, il rischio sale del 12% per le Chd, del 14% per le Chf, e la mortalità cresce del 6%.  

   

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Vitamina E per il cuore dei diabetici
La vitamina E potrebbe ridurre il rischio di complicazioni cardiache e di ictus nei sofferenti di diabete di tipo II. È quanto emerge da uno studio condotto su 25 malati di diabete, cui sono stati somministrati 1200 IU di alfa-tocoferolo al giorno per tre mesi. Nei diabetici particolari globuli bianchi, i monociti, molto attivi, sono causa di infiammazione di placca arteriosa in misura superiore che nei non diabetici. La vitamina E riduce il fenomeno.

  

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Vaccini: sotto stress efficacia ridotta  

Secondo quanto riportato sulla rivista Psychosomatic medicine, le emozioni negative sembrano ridurre gli effetti delle vaccinazioni, come quella per l'epatite B o per l'influenza. La ricerca è stata condotta su 52 persone anziane (di cui tre quarti erano donne) che avevano ricevuto il vaccino antipneumococco, il batterio che può causare polmonite in soggetti con l'influenza. La risposta al vaccino variava di molto, a seconda dei livelli di stress individuati dai ricercatori attraverso interviste.

  

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Diabete: gli italiani si lamentano più di tutti per l'alimentazione
I pazienti europei affetti da diabete che più ritengono di aver patito conseguenze sulle loro abitudini alimentari sono gli Italiani: 54%. Seguono gli inglesi (49%) e i francesi (31%). Gli aspetti organizzativi (orari fissi per i pasti) pesano di più ai tedeschi e ai francesi (31%), seguono i greci (23%). Iniezioni e test glicemici pesano di più agli italiani (37%) e ai tedeschi (23%). Per gli effetti sul lavoro si evidenziano i francesi (23%) mentre per quelli sulla vita sociale i greci (23%). Quelli che più hanno detto che il diabete non ha cambiato la loro vita sono i tedeschi (37%) e i greci (31%). L'indagine è stata condotta dall'istituto Gallup su Regno Unito, Francia, Italia, Germania e Grecia.

  

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Parkinson: in Italia 5.000 nuovi casi l'anno
In Italia ogni anno ci sono 5.000 nuovi casi di Parkinson. E se fino agli anni '70 la durata della malattia era di 10-12 anni, al giorno d'oggi l'aspettativa di vita dei pazienti è uguale a quella di chi non è ammalato. Negli ultimi 20-30 anni è anche aumentata l'incidenza del Parkinson giovanile.
A dipingere l'ultimissimo quadro della ''paralisi agitante'' - come è stato definito il Parkinson nel 1817 per la prima volta - sono due neurologi italiani, Giovanni Umberto Corsini dell'Università di Pisa e Fabrizio Stocchi dell'Università La Sapienza di Roma, e uno svedese, Joakim Tedroff dell'istituto Karolinska di Stoccolma.

  

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Mal di gola: sciacqui al mirtillo per combatterlo
Sciacqui 'al mirtillo' per vincere il mal di gola. I frutti del mirtillo (Vaccinium myrtillus) vantano anche altre proprietà medicinali: la più nota è quella astringente intestinale, ma le piccole bacche favoriscono anche una pronta percezione visiva, nel caso di luce scarsa. Per uso esterno i mirtilli sono validissimi antinfiammatori, utili in inverno contro il mal di gola, il raffreddore, le irritazioni e la fragilità delle gengive.

   
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Un test per individuare l’insufficienza renale acuta

Ricercatori di Harvard e Mit hanno individuato nelle urine una proteina, la Kim-1 ovvero Kidney injury failure, che potrebbe fungere da marcatore per scoprire l’insufficienza renale acuta, una delle complicazioni maggiori negli ospedalizzati. La scoperta, annunciata all’incontro annuale dell’American society of nephrology, potrebbe consentire la messa a punto di strategie migliori per studiare nuovi farmaci capaci di proteggere i reni.

       

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Cervello: bere alcool può rafforzare i poteri della mente

Secondo una recente ricerca pubblicata su "New Scientist", bere alcolici, in quantità moderate, può rendere più intelligenti. Alcuni scienziati giapponesi hanno scoperto che l'acool aumenta il quoziente intellettivo di una persona ma solo se non ne viene assorbito molto. Lo studio è stato realizzato dal National Institute for Longevity Sciences nella prefettura di Aichi su un campione di 2000 persone di età compresa tra i 40 e i 79 anni.

           

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Diabetici: in aumento a causa del benessere

Diabetici in aumento a causa del benessere e dell'allungamento della vita: tra dieci anni il numero dei malati italiani, oggi il 5% della popolazione, sarà più che raddoppiato. A lanciare l'allarme è l'AID, l'Associazione Italiana per la difesa degli interessi dei diabetici. ''Oggi in Italia si contano 3.500.000 persone affette da diabete - ha detto Paola Rizzoli, presidente dell'AID, intervenuta al convegno organizzato dall'Istituto Neurotraumatologico Italiano di Grottaferrata - ma nel 2010 si prevede che i diabetici di tipo 1 e 2 saranno 8 milioni''.

   

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