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Archivio
delle notizie flash
Giugno 2001
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Alzheimer:
più rischi con pressione e colesterolo alti
Perché
si invecchia? La spiegazione in tre proteine
Artrosi,
in Italia 3mila morti per colpa dei farmaci
Diabete,
nuova cura con trapianto cellule
Le
rughe proteggono dal cancro
Ai
polmoni piacciono le vitamine
Istat:
famiglie spendono 250mila lire al mese per la salute
Reumatismi,
sono i sardi i più colpiti
Polenta
meglio del Viagra
InfoReuma,
il tour che spiega come vivere con una malattia reumatica
Alzheimer:
un nuovo farmaco migliora la qualità della vita
Per
gli italiani, mal di testa sopportabile solo per 30 minuti
Due
nuovi test contro epatite C e tumore epatico
Prostata,
anche in Italia la cura che gela il tumore
Cliniche
private: in quelle accreditate ci si cura gratis
Sesso,
farlo almeno tre volte a settimana cancella 12 anni
Studio
inglese: il diabete accorcia la vita dei malati
Sempre
più italiani ricorrono alla salute "fai da te"
Diabete:
un milione di italiani non sa di averlo
10
giugno: seconda giornata contro l'ictus cerebrale
In
aumento le donazioni di organi, gli italiani tra i più
generosi
Reumatismi:
ne soffrono 5 milioni e mezzo di italiani
Menopausa:
la melatonina fa ritornare giovani
Mangiare
pesce per ridurre il rischio di cancro alla prostata
Nuovi
farmaci per curare la depressione
Latte
fresco e frutta "tranquillanti" naturali
Infezioni
contratte in ospedale: ogni anno uccidono 7mila persone
Con
il passare degli anni la memoria se ne va, anche senza
Alzheimer
Osteoporosi,
in UE causa due fratture al minuto
Un
risarcimento per gli ex-lavoratori forzati del regime
nazista
Medici
inglesi: più yogurt agli anziani contro le infezioni
intestinali
Artrosi,
non è soltanto la "malattia dei nonni"
Anche
dai legumi la ricetta anticancro
Guarire
a contatto con la natura
Cure
palliative: 492 centri in Italia, nessuno in Molise
Casa:
ogni anno 4 milioni di incidenti
Alzheimer:
più rischi con pressione e colesterolo alti
Ipertensione
e livelli di colesterolo elevati potrebbero aumentare
i rischi di Alzheimer in età avanzata. Lo afferma uno
studio finlandese pubblicato sulla rivista British
Medical Journal. La ricerca ha messo in evidenza come
la combinazione di questi fattori in età adulta
faccia aumentare le possibilità che la demenza possa
svilupparsi tra i 65 e i 79 anni. Dai dati sul
colesterolo e la pressione del sangue raccolti da 1500
persone negli anni '70 e '80 e poi riesaminati due
anni fa, gli studiosi hanno messo a punto modelli in
grado di determinare il rischio di incorrere nella
malattia senile. In particolare, secondo la ricerca,
coloro che avevano registrato alti livelli di
colesterolo e di pressione avevano un rischio più elevato di Alzheimer rispetto a coloro che mantenevano
i valori dei due parametri nella media. Tenuto conto
del continuo invecchiamento della popolazione, i
ricercatori finnici suggeriscono di identificare
precocemente e tenere sotto controllo l'aumento dei
livelli dei due parametri biologici nelle persone
adulte; in questo modo si potrebbe ritardare l'impatto
della demenza di Alzheimer nei prossimi anni, malattia
che oggi colpisce circa il 5% delle persone sopra i 65
anni e il 20% degli ultraottantenni.
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Perché si invecchia?
La spiegazione in tre proteine
Il processo di invecchiamento è legato alla
presenza di tre proteine. Lo ha scoperto un gruppo di
studiosi di Napoli dando un importante contributo alla
conoscenza di questo fenomeno. Lo studio è stato
presentato a Bari durante il congresso nazionale di Medicina di laboratorio Medlab
2001, dal professor
Filiberto Cimino, ordinario di biochimica alla facoltà
di medicina dell'università Federico II di Napoli e
coordinatore della ricerca. Indagando
sulla regolazione del ciclo cellulare svolta dai
radicali liberi dell'ossigeno, il gruppo di Napoli ha
scoperto che il processo di invecchiamento delle
cellule è collegato all'aumento delle proteine p21,
p21 defosforilata e retinoblastoma defosforilata che,
in modo concertato, bloccano la crescita della
cellula, ovvero le impediscono di replicarsi,
determinando così la senescenza cellulare. Questo
stato della cellula, secondo gli studiosi, sembra
essere il prerequisito per spiegare sia
l'invecchiamento dell'intero organismo, sia
l'insorgere di malattie legate all'età avanzata.
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Artrosi, in Italia
3mila morti per colpa dei farmaci
Tremila italiani muoiono ogni anno, a causa degli
antinfiammatori di vecchia generazione, i farmaci più
usati nel trattamento dell'artrosi e delle altre
malattie reumatiche. Nel nostro paese, gli effetti
collaterali provocati dai cosiddetti Fans a danno
dello stomaco, come ulcera e sanguinamenti, provocano
20mila ricoveri l'anno. Questi i dati emersi dal
congresso europeo di reumatologia, organizzato Praga. Secondo l'organizzazione mondiale
della sanità, 355 milioni di persone nel mondo sono
colpite da artrosi, la principale causa di invalidità.
Trenta milioni assumono, ogni giorno, antinfiammatori.
Più allarmante il bollettino delle vittime da
Fans negli Usa, dove ogni anno sono attribuibili al
consumo di questi farmaci oltre 107mila ricoveri e
16.500 decessi, più della metà delle morti per Aids,
27mila l'anno. Sempre negli Stati Uniti, per trattare
i soli effetti collaterali degli antinfiammatori non
steroidei viene sborsato un miliardo di dollari ogni
anno.
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Diabete, nuova cura
con trapianto cellule
Nuove speranze per i malati di diabete.
Ricercatori americani hanno sperimentato con successo
su cavie animali una tecnica che potrebbe permettere
ai soggetti affetti dalla malattia di liberarsi dalla
schiavitù delle iniezioni quotidiane di insulina. Un'équipe
della Duke University della Carolina del Nord ha
infatti impiantato su babbuini diabetici alcune cellule
pancreatiche produttrici di insulina prelevate da
maiali. Per un anno le scimmie sottoposte al
trattamento non hanno avuto bisogno di iniezioni di
insulina. La
tecnica è comunque ancora da perfezionare per evitare
problemi di rigetto. Ma - hanno spiegato i ricercatori
- apre nuove prospettive di cura, soprattutto per il
diabete di Tipo 1, mentre per il Tipo 2 il campo di
applicazione è più limitato. Fra
i vantaggi del trattamento, la metodologia chirurgica
mini-invasiva per l'impianto delle cellule.
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Le rughe proteggono
dal cancro
Le rughe proteggono dal cancro alla pelle. Secondo
uno studio pubblicato dalla rivista Archives of
Dermatology di Chicago il rischio di contrarre una
forma comune di tumore della cute è molto più alto
per coloro che hanno la pelle liscia. Le persone col
viso segnato dalle rughe hanno invece una probabilità
90% inferiore di quelle con la pelle liscia di essere
colpite da carcinoma basocellulare, un tipo di cancro
che cresce molto lentamente ed è facilmente curabile. Lo
studio conferma le osservazioni di molti dermatologi
ma potrebbe sorprendere i non-esperti. Le rughe sono
spesso considerate un effetto dell'esposizione al
sole, che aumenta il rischio di cancro alla pelle. I
ricercatori, che hanno effettuato il lavoro a
Manchester, Gran Bretagna, mettono quindi in guardia
il pubblico dall'interpretare i risultati dello studio
come un "semaforo verde" al stare a lungo sotto i raggi
solari.
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Ai polmoni piacciono
le vitamine
Buone
notizie per fumatori e non. Secondo i dati di una
ricerca americana pubblicati sulla rivista medica
Journal of Respiratory and Critical Care Medicine
risulta che le persone con livelli elevati di vitamine
antiossidanti nell’organismo possiedono anche una
migliore funzionalità dei polmoni. Le sostanze più
adatte a proteggere i polmoni sembrano essere la
vitamina E e la criptoxantina (cioè un pigmento che
si trova negli agrumi), ma effetti benefici sarebbero
da attribuire anche a vitamina A, vitamina C, licopene,
luteina e betacarotene (sostanze chiamate, in
generale, carotenoidi). Gli studi sono attualmente
concentrati sui possibili utilizzi di queste sostanze
per diminuire i rischi connessi al fumo oppure a
malattie croniche dei polmoni.
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Istat:
famiglie spendono 250mila lire al mese per la salute
Sette famiglie italiane su 10 spendono per la
salute 251 mila lire al mese. Soprattutto per farmaci.
Dal rapporto annuale dell'Istat sui dati di spesa del
1999, risulta anche che la cura dei denti resta una
prerogativa di pochi: solo il 5,4% delle famiglie la
mette in bilancio. In questo caso la spesa da
affrontare si rivela assai onerosa, pari a ben 600
mila lire medie mensili. A
frequentare di più gli studi dentistici sono stati i
single seguiti dalle coppie giovani senza figli e
dalle famiglie con figli. Quest'ultime hanno pagato
salate parcelle soprattutto per correggere con
interventi di ortodonzia il sorriso dei più piccoli.
Il 14% delle famiglie ha fatto ricorso
regolarmente alle cure di medici generici o
specialisti con una spesa media effettiva di 158 mila
lire. Per le analisi cliniche e radiografie, ecografie
e diagnostica strumentale in generale, il 6,1% delle
famiglie ha speso 114.738 mila lire. Il numero dei
ricoveri negli ospedali e nelle cliniche private negli
ultimi anni è rimasto stabile (due milioni l'anno) e
chi vi ha fatto ricorso ha apprezzato l'assistenza
medica e infermieristica. Ma nel confronto fra
strutture pubbliche e private vincono quest'ultime con
percentuali maggiori di soddisfazione non solo per
l'assistenza strettamente sanitaria ma anche e
soprattutto per il confort alberghiero offerto. Le
donne sembrano essere le più affezionate
frequentatrici delle Asl dove passano almeno 20 minuti
in fila agli sportelli. Volente o nolente, una donna
su due fra i 35 e i 64 anni si è recata almeno una
volta la scorso anno a prenotare una visita o sbrigare
qualche pratica burocratica. Al contrario fra gli
anziani i frequentatori più assidui sono gli uomini.
L'attesa media (20 minuti è il dato nazionale) è un
poco più lunga al sud (25 minuti) ma fra i fortunati
che hanno dovuto aspettare meno di 10 minuti ci sono
soprattutto i pazienti del nord.
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Reumatismi, sono i
sardi i più colpiti
è
la Sardegna la regione italiana più colpita dalle
malattie reumatiche. Il 34,3% della popolazione soffre
di artrosi, artrite e
lombosciatalgia. A "vantare" le
articolazioni più resistenti, invece, sono gli
abitanti del Trentino Alto Adige (20,7%). Questi gli
ultimi dati Istat sulla diffusione delle patologie
osteoarticolari in Italia, ricordati in occasione del
Congresso europeo di reumatologia tenutosi a Praga. Al
secondo posto, per numero di persone colpite da
artrosi ed artrite, l'Emilia Romagna, con il 33,2% della
popolazione, seguita da Calabria (32%), Umbria
(28,7%), Molise (28,2%) e Abruzzo (28,1%). A "metà
classifica" si piazzano Lazio e Lombardia, con il
26,1% degli abitanti afflitti da malattie reumatiche.
Piu' fortunati, oltre al Trentino Alto Adige, veneti e
campani (23,1%), siciliani (23,5%), friulani (24%) e
valdostani (24,8%).
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Polenta meglio del
Viagra
Al posto del Viagra una bella porzione di polenta e
il risultato finale è lo stesso: una carica sessuale
invidiabile a qualsiasi età. La sorprendente
alternativa alla pillola blu è consigliata da una
biologa romena, Maria Pop. La ricercatrice ha
presentato uno studio durante un convegno che si è
tenuto a Bucarest. «La
polenta è un ottimo afrodisiaco», ha assicurato.
E ha aggiunto: «La farina di mais contiene grandi
quantità di calcio e potassio, così come le vitamine
B6, C, E e K che migliorano la circolazione sanguigna
e stimolano il membro maschile». Agli
uomini che hanno problemi di erezione, Pop consiglia
di mangiare polenta almeno una volta al giorno
accompagnata da 50 millitri di Bitter. Gli stessi
effetti si ottengono anche con i fiocchi di mais e il
pop-corn.
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InfoReuma,
il tour che spiega come vivere con una malattia
reumatica
"InfoReuma
- Campagna contro i reumatismi" è un progetto di
sensibilizzazione curato da due associazioni no-profit
di medici e malati: la ANMAR (Associazione Nazionale
Malati Reumatici) e la LIMAR (Lega Italiana Malattie Reumatiche).
Questa campagna prevede una informazione capillare
nelle piazze di 29 città italiane. In 5 di queste,
poi, ad InfoReuma si affiancherà un incontro con i
maggiori esperti del mondo medico-scientifico in
materia reumatologica e di medicina generale. I
pazienti invece racconteranno come si riesce a vivere
ogni giorno con queste malattie. L’iniziativa punta
a una conoscenza più ampia delle malattie reumatiche,
che colpisce oggi oltre 5,5 milioni e mezzo di
italiani, numero quindi tutt’altro che trascurabile.
A tale scopo le due associazioni hanno programmato due
tour informativi: uno è partito il 1° giugno da
Aosta e si concluderà il 19 luglio a Imperia, con
soste di tre giorni in ogni città; il secondo partirà
dopo l’estate, il 7 settembre da Montegrimano Terme
e scenderà pian piano lungo “lo stivale” fino ad
arrivare il 23 ottobre in Sicilia, a Catania, per
concludersi il 31 ottobre a Cagliari. Durante la sosta
nelle città la campagna InfoReuma prevede un gazebo
nelle piazze con maggior transito pedonale al fine di
accogliere il pubblico e fornire informazioni sulla
patologia, sulle associazioni, dati statistici sulla diffusione del problema
reumatico e consigli utili per i malati. Sarà inoltre
distribuito un opuscolo di 16 pagine per spiegare cosa
sono i dolori reumatici, le malattie reumatiche,
l’età e i fattori di rischio, quali armi utilizzare
per affrontare dolore e infiammazione. Un capitolo a
parte per l'artrite reumatoide, malattia più grave
dell'artrosi che colpisce anche i giovani.
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Alzheimer:
un nuovo farmaco migliora la qualità della vita
Arriva
in Italia un altro farmaco contro l'Alzheimer,
galantamina, che si affianca agli altri due già
esistenti, donepezil e rivastigmina, per trattare le
forme lievi o moderate della malattia. Ci sarà così
una terza opzione terapeutica per i neurologi dei 507
centri UVA (Unità di valutazione Alzheimer) che
partecipano al progetto Cronos lanciato lo scorso anno
dal ministero della Sanità (numero verde per
informazioni 800-764670 dalle ore 13 alle 17). La
nuova molecola con doppio meccanismo d'azione rallenta
la progressione della malattia degenerativa che
colpisce oltre mezzo milione di italiani. Essa,
infatti, riesce ad inibire un enzima che distrugge l'acetilcolina,
un neurotrasmettitore-chiave nei processi della
memoria e dell'apprendimento e sui recettori
nicotinici. Un’azione combinata di questi due
effetti produce un impatto positivo sui malati
migliorando significativamente le funzioni cognitive e
l’abilità dei pazienti a svolgere le normali
attività quotidiane come lavarsi e vestirsi.
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Per
gli italiani, mal di testa sopportabile solo per 30
minuti
Gli italiani odiano il mal di testa. E se non
riescono a farlo passare in 30 minuti si stressano. Lo
dice un sondaggio i cui risultati sono stati divulgati
a Firenze nel corso di un convegno della società
italiana per lo studio delle cefalee. La soglia di
sopportazione del dolore si è abbassata al punto che
il 75% degli intervistati ha dichiarato di non essere
più disposto ad attendere oltre 30 minuti prima che
il farmaco assunto faccia effetto. Inoltre, sempre
secondo i risultati della ricerca, il 45% delle
persone vorrebbe un farmaco più efficace e il 36% un
farmaco dotato di maggiore rapidità di azione. Dallo
studio è anche emerso che in Italia sono 40 milioni
coloro che hanno sofferto di mal di testa almeno una
volta nella vita, e ben 28 milioni coloro che ne
soffrono due-tre volte all'anno. Il 20% degli italiani
soffre di cefalea con frequenza settimanale. Le più
colpite dal disturbo sarebbero donne tra i 35 e i 54
anni residenti soprattutto nel sud Italia, mentre
circa le cause del mal di testa il 49% degli
intervistati le attribuisce a stress, oppure a
insonnia, tensione muscolare, intemperanze alimentari
e ansia. Per fortuna sta per andare sul mercato un
nuovo tipo di aspirina definita "aspirina rapida":
si tratta di una compressa più tollerabile da parte
dell'organismo che può sconfiggere la cefalea in 20
minuti, diverso tempo meno rispetto ai 45 minuti delle
tradizionali compresse.
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Due
nuovi test contro epatite C e tumore epatico
Due
nuovi test per diagnosticare prima e con maggiore
precisione la temibile epatite C ed il cancro del
fegato che spesso ne è la conseguenza stanno per
essere realizzati dalla Kenton, un laboratorio di
ricerche biotecnologiche del gruppo italiano Sigma Tau.
Il primo test è stato messo a punto partendo dagli
anticorpi contro il tumore del fegato prodotti dalle
persone affette da questa patologia. Dagli anticorpi
è stato possibile risalire ai "bersagli" sul
tumore e realizzare in questo modo un test che
individua le cellule cancerose e le separa da quelle
sane.
Partendo poi dal sangue delle persone colpite da epatite C è stato invece messo a punto un altro test
in grado di individuare, con estrema precisione, la
presenza in circolo di anticorpi contro il virus della
malattia.
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Prostata,
anche in Italia la cura che gela il tumore
Arriva
anche in Italia la "cura del freddo" per guarire dal cancro della prostata, che
colpisce ogni anno 11mila uomini nel nostro paese e ne
uccide oltre 6300. Ad utilizzare per la prima volta la
nuova tecnica, che non necessita di chirurgia o
radioterapia, è l’équipe di urologi del
Fatebenefratelli San Pietro di Roma, guidata da Mauro
Pulone: 7/8 aghi nella prostata coprono tutta la zona
tumorale da distruggere, gli aghi vengono
successivamente sostituiti da alcuni dilatatori per
consentire l’ingresso di sonde di raffreddamento che
distruggono il tumore. Si tratta di una tecnica
realizzata in anestesia perdurale, della durata di
circa 45 minuti. Il paziente viene dimesso dopo 24 ore
e deve portare il catetere per 2 settimane. Questa
nuova tecnica chirurgica, oltre alla non invasività,
presenta notevoli vantaggi rispetto alla radioterapia,
trattamento lungo e con molti effetti collaterali, e
alla brachiterapia, costosa e pericolosa a causa delle
radiazioni non solo per il malato ma anche per i suoi
familiari.
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Cliniche
private: in quelle accreditate ci si cura gratis
Secondo
i dati forniti da un sondaggio dell’Istituto Cirm la
metà degli italiani che si è rivolta a una struttura
pubblica ignora che, in base a quanto previsto dalla
riforma sanitaria nazionale, ci si può far ricoverare
in una clinica privata, purché accreditata con il
Servizio Sanitario Nazionale, senza pagare nulla. Per
tale motivo l’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità
Privata), che rappresenta 514 case di cura con oltre
55mila posti letto distribuiti in tutta Italia (di cui
47167 accreditati con il Servizio Sanitario
Nazionale), ha deciso di istituire un numero verde in
tutte le regioni italiane. Il numero, che entrerà in
funzione al massimo entro un mese (luglio 2001),
fornirà agli utenti informazioni utili sulle
strutture private alle quali accedere in alternativa
all’ospedale, e senza aggravio di spesa, tranne nel
caso si dovesse scegliere una sistemazione alberghiera
migliore rispetto a quella standard. «Se è vero
che la Costituzione garantisce e tutela il diritto
alla salute di tutti
i cittadini – ha detto il presidente nazionale
dell’AIOP – allora bisogna fornire ai cittadini
strumenti idonei per essere correttamente informati e
tutelati e metterli così al centro del sistema con
ampia facoltà di scelta».
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Sesso,
farlo almeno tre volte a settimana cancella 12 anni
Niente lifting o cure anti-età. Per dimostrare da 7 a
12 anni di meno basta fare l'amore tre volte a
settimana. È questo
il sorprendente risultato di uno studio, condotto su
3.500 da un neuropsicologo clinico del Royal Edinburg
Hospital, che al rapporto fra attività sessuale e
invecchiamento ha dedicato un libro, intitolato
Secrets of the superyoungs. L'equipe dello studioso ha
intervistato 3.500 uomini e donne, europei e
americani, che avevano diversi stili di vita e un'età
compresa fra 20 e 104 anni (anche se la fascia più
rappresentata era quella dei 45-55enni), con un
particolare in comune: sembravano tutti molto più
giovani della loro età anagrafica. Il loro aspetto è
stato giudicato da un gruppo di sei esperti che hanno
potuto osservare gli intervistati attraverso uno
specchio segreto che consentiva di vedere senza essere
visti. Ebbene, gli esperti hanno assegnato agli
intervistati una età da 7 a 12 anni inferiore a
quella reale.
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Studio
inglese, il diabete accorcia la vita dei malati
Il
diabete accorcia la vita. È questa la conclusione a
cui giunge una ricerca condotta in Inghilterra da un
gruppo di studiosi che ha esaminato i casi di oltre
4.800 persone affette da questa grave patologia.
I diabetici muoiono molto più giovani dei
non-diabetici, indipendentemente dall'età, dal sesso
e dalla condizione economica più o meno agiata.
Secondo la ricerca, condotta del Middlesbrough general
hospital e pubblicata sul British Medical Journal,
l'incidenza negativa sulla speranza media di vita è
più accentuata in chi soffre del tipo 1, la forma più
grave di diabete. Per
quanto riguarda il tipo 2, quello più comune, che
insorge in età adulta, se viene diagnosticato prima
di raggiungere i 40 anni, chi ne soffre vive in media
otto anni in meno dei coetanei in buona salute. La
causa principale è l'insorgere di complicazioni
cardiache. La
cura? Prevenire tali complicazioni con uno stile di
vita sano: niente fumo, fare movimento, sana
alimentazione, tenere basso il livello di colesterolo,
controllare la pressione sanguigna.
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Sempre
più italiani ricorrono alla salute "fai da
te"
Sempre più italiani si curano da soli. Cercano
soluzione ai piccoli problemi di salute in Internet o
ricorrono con frequenza ai farmaci da banco, ai
prodotti omeopatici, agli integratori alimentari,
rivolgendosi al farmacista piuttosto che al medico. Le
ultime ricerche mostrano un comparto, quello delle
farmacie, in grande evoluzione. Innanzitutto, cambia
l'atteggiamento dei consumatori: in farmacia si va
sempre di più non soltanto per curare le malattie o
eliminarne i sintomi, quanto per prevenire le
patologie e più in generale per mantenere e
accrescere lo stato di benessere. Negli
ultimi due anni sono aumentate del 40%, nelle farmacie
italiane, le vendite di apparecchiature
elettromedicali destinate alla diagnosi e alla
prevenzione, e nel solo ultimo anno sono cresciute di
oltre il 18% quelle del settore erboristico e di quasi
il 14% quelle di prodotti omeopatici. Infine, la
farmacia si conferma punto di riferimento in un'area
ancora più allargata dello “starbene”, che
comprende anche i cosmetici e i prodotti dietetici e
nutrizionali.
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Diabete:
un milione di italiani non sa di averlo
Per
ogni due italiani con una diagnosi di diabete,
uno non sa di averlo e riuscire ad identificare i
parametri che segnalano il rischio della malattia
potrebbe far diminuire alcune complicanze come infarti
e ictus. è
questo l'invito che viene dai massimi esperti europei
di diabete convocati a Montreux in Svizzera, in
occasione della riunione della Federazione
internazionale del diabete. Il diabete di tipo due, ha
spiegato Massimo Massi Benedetti, presidente europeo
della Federazione, ha un andamento epidemico: in
Europa sono circa 25 milioni i malati e nei prossimi
vent'anni potrà raddoppiare; 3 milioni sono i malati
in Italia dove almeno un milione non sa di averlo. Ma
ciò che più preoccupa gli studiosi è
l'identificazione di quella fetta di persone che, pur
non avendo la malattia conclamata, manifesta alcuni
segni di resistenza dei tessuti al glucosio verso le
quali è possibile attuare interventi preventivi. «Nel
nostro paese - ha aggiunto Benedetti - 1 persona su 4
al di sopra dei 50 anni è diabetica e si cominciano a
vedere anche nei bambini le prime conseguenze del
sovrappeso e dell'obesità.
Negli adulti la malattia provoca una diminuzione del
30% dell'aspettativa di vita». «Per tutti i soggetti
a rischio (chi ha familiarità per la malattia, chi è
in sovrappeso o iperteso
e le donne che hanno avuto diabete durante la
gravidanza) - ha spiegato Stefano Del Prato,
diabetologo dell'università di Pisa - è bene
controllare i livelli di glucosio a digiuno e due ore
dopo un pasto. Mentre nelle persone sane la secrezione
dell'insulina è rapida dopo un pasto, nelle persone a
rischio di diabete è rallentata e questo provoca un
aumento della glicemia».
inizio
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10
giugno: seconda giornata contro l'ictus cerebrale
Domenica
10 giugno 2001 sarà celebrata la Seconda giornata
nazionale contro l'ictus
cerebrale. Si tratta di un'iniziativa organizzata
dall'associazione Alice e alla hanno aderito il Gruppo
di Studio Malattie Cerebrovascolari, la Società
Italiana di Neurologia, la Società dei Neurologi,
Neurochirurghi e Neuroradiologi Ospedalieri ed
il Forum Italiano Permanente per la Prevenzione
dell'ictus. L'ictus è, infatti, una patologia che
provoca danni permanenti nell'uomo e una delle prime
cause di morte in Italia. Nelle principali piazze
delle città sedi dei Centri regionali Alice, medici
esperti di ictus e volontari dell'associazione
illustreranno le regole della prevenzione. Da Aosta a
Catania sarà distribuito materiale informativo sulle
manifestazioni e sulle cure della malattia. Inoltre,
ad Aosta, Torino, Pavia, Milano, Trieste, Reggio
Emilia e Fermo, saranno effettuati test per misurare
il rischio di ictus e l'ecodoppler cervicale per lo
screening della placca carotidea, principale
causa di ictus.
inizio
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In
aumento le donazioni di organi, gli italiani tra i più
generosi
Nei
primi mesi del 2001 diminuiscono le opposizioni alla
donazione di organi. E l'Italia supera le medie
europee del numero dei donatori, collocandosi al
secondo posto fra i paesi europei davanti a Francia,
Germania e Regno Unito. Meglio del nostro paese ha
fatto solo la Spagna. In base ai dati del centro
nazionale trapianti, da gennaio ad oggi il numero
delle donazioni è in aumento. Al 31 maggio 2001 ci
sono stati 430 donatori (pari a 17,9 per milione di
persone) contro i 373 dello stesso periodo dello
scorso anno. Per la prima volta le donazioni in Italia
superano la media dei paesi dell'UE, pari nel 2000 a
16,5 donatori per milioni di persone.
inizio
pagina
Reumatismi:
ne soffrono 5 milioni e mezzo di italiani
I
reumatismi rappresentano la malattia più diffusa a
livello mondiale: ogni 33 secondi, secondo i dati
forniti dall'Oms, viene diagnosticato un nuovo caso.
Ma si tratta anche di disturbi che hanno serie
implicazioni sociali perché sono patologie croniche
che spesso (dal 20 al 90% dei casi) diventano
invalidanti. In Italia le malattie reumatiche
colpiscono 5 milioni e mezzo di persone (un decimo
degli abitanti) ponendosi al secondo posto dopo quelle
cardiovascolari e al primo fra le malattie croniche
degenerative. Rappresentano, inoltre, secondo i dati
forniti dall'Inps, la seconda causa di invalidità.
Anche se le malattie reumatiche colpiscono l'80% degli
anziani oltre i 60 anni, con una netta prevalenza
delle forme artrosiche, i più giovani non ne sono
immuni.
inizio
pagina
Menopausa:
la melatonina fa ritornare giovani
I
dati forniti da uno studio condotto su 72 donne di età
compresa fra 42 e 60 anni hanno rivelato, nella
maggior parte delle donne in menopausa, una
diminuzione di melatonina e di ormone tiroideo. Dopo
la somministrazione di melatonina durata sei mesi, le
stesse persone hanno fatto registrare l'aumento
dell'ormone tiroideo, che con la menopausa diminuisce
e la regolarizzazione del livello di altri due ormoni
(l'Lh e l'Fsh, entrambi prodotti dall'ipofisi per
stimolare le ovaie) che con la menopausa aumentano
sempre. Le 72 donne hanno avvertito una sensazione di
benessere e la diminuzione degli sbalzi di umore, che
spesso accompagnano la menopausa. Secondo il dottor
Walter Pierpaoli, lo studioso che ha condotto
l'esperimento, i risultati dimostrano che la
somministrazione di melatonina è efficace per
regolarizzare la produzione di ormoni. In alcuni casi
il ringiovanimento è stato addirittura fisico: a 6
donne in menopausa è, infatti, tornato il ciclo
mestruale.
inizio
pagina
Mangiare
pesce per ridurre il rischio di cancro alla prostata
Aggiungere
regolarmente pesci grassi, come sgombro e salmone,
nella dieta personale sembra ridurre il rischio di
cancro alla prostata. è
quanto afferma un gruppo di ricercatori del Karolinska
Institutet di Stoccolma, in seguito alla
conclusione di uno studio su oltre 6mila uomini
cominciato nel 1967. All’inizio dello studio il 50%
dei partecipanti aveva almeno 55 anni e, per tutta la
durata dell’indagine, gli interessati hanno fornito
le loro abitudini di vita: fumo, alcol, attività
fisica praticata, l’assunzione di frutta, verdura e
l’abitudine a consumare carne rossa. Dai risultati
è emerso un evidente collegamento tra il consumo
regolare di pesce ad alto contenuto di grassi e la
riduzione del rischio di cancro alla prostata. In
particolare, gli uomini abituati a mangiare buone
quantità di pesci grassi hanno evidenziato un rischio
di tumore alla prostata fino a tre volte inferiore
rispetto agli uomini che non mangiavano pesci grassi.
Secondo i ricercatori il merito è degli acidi grassi
omega-3 contenuti nel pesce, dal momento che sembrano
essere in grado di inibire lo sviluppo delle cellule
cancerose della prostata.
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Nuovi
farmaci per curare la depressione
Ben
sette anziani su dieci soffrono di depressione
e curarli non è molto semplice. Molti antidepressivi,
infatti, abbassano la soglia dell'attenzione, della
memoria ed interferiscono con i farmaci utilizzati per
contrastare altre malattie. Uno spiacevole
inconveniente a cui porrebbero rimedio i medicinali di
ultima generazione che agiscono sulla serotonina e
rafforzano il cervello. Una situazione che rassicura
circa dieci milioni di italiani di tutte le età, e
soprattutto le almeno 750mila persone colpite da
malattie neurologiche. Sono infatti 500mila gli
italiani che hanno subito un ictus caduti
in depressione e 250mila i parkinsoniani.
Questi antidepressivi di ultima generazione che
agiscono sulla serotonina, la sostanza presente nel
cervello ed impegnata nella trasmissione nervosa
responsabile dei meccanismi quali l'attenzione, la
memoria e il sonno, non presentano effetti negativi
sulla cognitività e consentono di ottenere un netto
miglioramento dopo sole 5 settimane di terapia.
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Latte
fresco e frutta "tranquillanti" naturali
Sulla
tavola di ogni italiano ci sono tranquillanti naturali
che in alcuni casi, come il latte fresco, contengono
quantità addirittura "farmacologiche" dei
principi attivi (quali il diazepan) alla base di noti
medicinali. La scoperta è stata illustrata a Genova
in occasione del congresso della società italiana di
farmacologia. «Il latte fresco, umano, vaccino e
caprino - ha spiegato la dottoressa Rossella Avallone,
che ha condotto uno studio presso i dipartimenti di
scienze farmaceutiche e di medicina interna
dell'Università di Modena e Reggio Emilia - possiede
un'attività tranquillante intrinseca paragonabile a
quella di noti farmaci perché contiene naturalmente
le stesse molecole». Oltre al latte, hanno effetti
tranquillanti sull'uomo anche alcuni frutti, come
pere, arance e mele, i cerali e la soia. Alimenti ad
elevato contenuto di queste sostanze, hanno spiegato
gli esperti al convegno, potrebbero essere impiegati
nella prevenzione di stati patologici ansiosi, mentre
alimenti a ridotto contenuto di
"tranquillanti" potrebbero trovare una
giusta applicazione nelle linee dietetiche per
pazienti cirrotici e encefalopatici che non possono
assumere composti ad azione sedativa.
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Infezioni
contratte in ospedale: ogni anno uccidono 7mila
persone
Sono
circa 7 mila le morti causate ogni anno in Italia da
infezioni contratte dai pazienti durante la loro
permanenza in ospedale. E la metà sono evitabili. I
dati sono stati illustrati da Giuseppe Ippolito,
direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di
Roma. Il medico ha anche spiegato che le infezioni
contratte durante la degenza ogni anno sono tra le 500
mila e i 700 mila (circa il 10% dei ricoverati) e il
loro peso sul bilancio della sanità pubblica ammonta
a circa 2 mila miliardi. «Esiste una quota
difficilmente controllabile di infezioni ospedaliere -
spiega ancora Ippolito - e per questo è necessario
mettere in campo sistemi di sorveglianza adeguati.
Anche se, con i metodi attualmente disponibili,
potrebbero essere prevenuti almeno il 30% dei casi».
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Con
il passare degli anni la memoria se ne va, anche senza
Alzheimer
Anche se il cervello resta attivo, e non c'è
traccia di Alzheimer, la memoria gioca brutti scherzi
agli anziani. La conferma viene da uno studio tedesco,
dell'università di Potsdam, che ha sottoposto a test
di memoria alcuni anziani in buona salute mentale.
Risultato: a una certa età si tendono a dimenticare i
nomi. In un gruppo di persone di 70-80 anni, i ricercatori
hanno selezionato coloro che avevano ottenuto punteggi
più alti in precedenti test cognitivi. Ma nonostante
un allenamento intenso e dalle forti motivazioni,
questi anziani super non sono riusciti a raggiungere
le prestazioni di giovani adulti nel ricordare i nuovi
nomi imparati in un corso per l'uso del computer. E
dall'università tedesca arrivano anche dei trucchi
per ovviare all'inconveniente e compensare in parte
questi vuoti di memoria. Basterebbe, spiegano, fare
finta di avere un hobby e catalogare, per esempio, i
biglietti da visita, oppure le fotografie, o anche
appuntare le cose da ricordare su una serie di
bigliettini da consultare regolarmente.
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Osteoporosi,
in UE causa due fratture al minuto
Ogni minuto almeno due
cittadini dell'Unione Europea hanno una frattura a
causa dell'osteoporosi e nel mondo il rischio di
fratture durante la vita di una donna è del 30-40%.
Sulla base di questi dati gli esperti chiedono una
diagnosi precoce. A gran
parte delle fratture del femore in Italia non viene
riconosciuta la relazione con la malattia e dunque le
lesioni non vengono trattate correttamente. Su 170
mila casi, infatti, solo 100 mila pazienti ricevono un
trattamento mirato alla cura dell'osteoporosi. Riuniti
a Roma per alcuni incontri di studio, gli esperti
chiedono ai medici di base un attento controllo per
leggere i campanelli di allarme. La frattura del polso
dopo i 55 anni deve essere considerato dai medici come
un evento sentinella ma anche il mal di schiena (ci
potrebbe essere infatti uno schiacciamento delle
vertebre in corso). Attenzione quindi a un dolore
improvviso e violento alla schiena che colpisce per più
di una settimana, ma anche al mal di schiena costante
che aumenta a causa del lungo stare in piedi.
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Un
risarcimento per gli ex-lavoratori forzati del regime
nazista
La Repubblica Federale Tedesca ha approvato la legge, entrata
in vigore il 12 agosto 2000, che istituisce la
Fondazione "Memoria, Responsabilità e
Futuro", ed impegna il governo e le industrie
tedesche ad indennizzare le persone deportate ed
internate, costrette ai lavori forzati durante il
regime nazista in Germania e nei territori del Terzo
Reich. Il Governo tedesco e le imprese tedesche
contribuiscono al fondo in eguale misura. La legge
tedesca riconosce che le ingiustizie commesse e le
sofferenze umane causate non hanno prezzo e che la
legge stessa arriva troppo tardi per coloro che hanno
perso la vita durante il regime nazista o che sono
deceduti nel corso degli anni. La Fondazione ha
incaricato sette organizzazioni partner, tra cui
l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM)
di gestire, attraverso le proprie missioni nel mondo,
la fase operativa del Programma per il cosiddetto
"Resto del mondo", tra cui l'Italia. In base
ai dati fino ad oggi raccolti, attraverso la campagna
di pre-registrazione condotta dall'OIM e dal
Coordinamento, le persone interessate al risarcimento
sono circa 50mila. L'accesso all'indennizzo è
subordinato alla compilazione di una complessa
modulistica (di ben 8 pagine) ed alla conoscenza di
meccanismi e definizioni storiche, giuridiche e legali
non diffuse e perciò non facilmente comprensibili. A
ciò va aggiunto che l'età media dei richiedenti è
di circa 80 anni, che il termine ultimo per la
presentazione delle domande è fissato all'11 agosto
2001 e che la consegna da parte di ciascun richiedente
di documenti ed informazioni, risalenti agli anni in
questione (1943-1945), è di difficile reperimento. L'OIM
fornisce un servizio di assistenza gratuito per la
presentazione delle domande e per l'espletamento delle
pratiche di indennizzo. In caso di necessità, quindi,
contattare l'OIM, via Nomentana n. 62, 00161 - Roma,
al numero verde 800.59.88.59. Per ulteriori
informazioni è possibile consultare il sito www.indennizzolavoratoriforzatinazismo.it.
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Medici
inglesi: più yogurt agli anziani contro le infezioni
intestinali
Lo yogurt per combattere le lungo-degenze degli
anziani. Un gruppo di studiosi inglesi dell'Hammersmith
Hospital di Londra sostiene che i fermenti lattici
vivi contenuti nello yogurt possono assumere un ruolo
importante come antibiotico naturale per le persone in
età avanzata: i normali antibiotici infatti devastano
la flora batterica intestinale e spianano la strada a
infezioni che spesso costringono gli anziani a lunghi
periodi di degenza in ospedale. La dieta arricchita con yogurt può
dunque offrire una protezione naturale all'organismo.
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Artrosi,
non è soltanto la "malattia dei nonni"
L'artrosi non è una
"malattia dei nonni", ma un
problema che riguarda tutti: la cosiddetta "usura
silente" delle
articolazioni può iniziare anche a 30 anni. Lo
afferma uno studio sui costi sociali dell'artrosi
condotto dal Centro di farmacoeconomia dell'università
di Milano. «L'obiettivo
della ricerca - ha spiegato il direttore del Centro -
era di valutare per la prima volta l'impatto sociale
dell'osteoartrosi in Italia, verificando l'esistenza
di un'associazione tra costi sociali e gravità della
malattia». Una malattia che è risultato costare
in media di 8 milioni di lire all'anno per malato, con
punte che arrivano anche a 15 milioni per i casi più
gravi. Lo studio ha preso in considerazione 277 persone
colpite dalla malattia, il 73% di sesso femminile, con
età dai 39 ai 92 anni, valutati mediante un
questionario con informazioni demografiche, cliniche
ed economiche. Il 40% dei malati è risultato avere
meno di 65 anni e si trova quindi in età lavorativa:
un fattore - è stato sottolineato - che implica un
aggravio di costi per le assenze dal lavoro, scarsa
produttività durante la giornata, dolori sempre più
forti col passare delle ore. Per gli esperti «siamo di fronte a una malattia sottovalutata,
sottodiagnosticata, ma soprattutto mal curata».
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Anche
dai legumi la ricetta anticancro
I
fitosteroli sono considerati gli spazzini del
colesterolo "cattivo" (Ldl), uno dei nemici della salute pubblica nei paesi
ricchi. Recenti ricerche, pubblicate su prestigiose
riviste scientifiche come il Journal
of the National Cancer Institute e l’American
Journal of Medicine, li fanno apparire come la panacea
per tutti i mali delle società industrializzate, dal
tumore alle patologie cardiovascolari. E il benessere
futuro dell’Occidente sembrerebbe legato a
un massiccio consumo di legumi, frutta secca e
oli vegetali, gli alimenti più ricchi di queste
sostanze. Si tratta, secondo alcuni, di un’equazione
semplicistica nonostante sia stata accertata la
capacità di questi steroli nel modulare la presenza
di acidi grassi introdotti nell’organismo. In
particolare, la molecola dei fitoestrogeni è simile a
quella dell’estrogeno, cioè l’ormone sessuale
femminile, e in grado di attivare risposte capaci di
proteggere dai tumori ormono-dipendenti, come quelli
della prostata e della mammella. Inoltre, la loro
presenza interviene nella menopausa modulandone i
tempi e attenuandone alcuni fastidiosi sintomi.
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Guarire
a contatto con la natura
Stare
all’aria aperta, occuparsi di un animale,
passeggiare in un bosco o coltivare un proprio
giardino sono attività da tempo considerate
rilassanti e consigliate, per fuggire allo stress e al
caos della vita quotidiana. Ma ora pare che il
contatto con la natura possa avere proprietà curative
vere e proprie e secondo alcuni essere considerate
terapie alla stessa stregua di farmaci o terapie
chirurgiche! È quanto
si sull’American Journal of Preventive Medicine. Chi
ha contatti stretti e frequenti con gli animali e la
natura in genere, sarebbe più protetto dalle malattie
e guarirebbe prima. Uno studio, inoltre, dimostra che
in ospedale i pazienti chirurgici con le finestre
della stanze che guardano su alberi e prati hanno
un’ospedalizzazione più breve, necessità di minori
quantità di analgesici e sopportano meglio i disagi
del postoperatorio, rispetto a quelli con le finestre
che affacciano su un muro o un parcheggio. La causa
scientifica di queste differenze dello stato di salute
è per ora sconosciuta, però aumentano le
osservazioni sui benefici effetti dell’interazione
con la natura in senso lato. Già si sa per esempio,
che un animale domestico può essere di aiuto per
migliorare lo stato psicofisico e mentale delle
persone sole, anziane, anche di quelle affette da
demenza senile. Servono ancora altri studi e tempo per
capire il perché di tali effetti salutari. Forse il
segreto potrebbe essere nascosto nel nostro cervello e
nella liberazione di sostanze salutari in condizioni
di benessere psichico.
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Cure
palliative: 492 centri in Italia, nessuno in Molise
Sono
492 i centri che in Italia svolgono attività di
terapia antalgica e cure palliative, dei quali 323
fanno parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn) e
169 fanno invece capo ad associazioni private non
profit. È quanto emerge dal censimento effettuato,
tra l'autunno del 1999 e dicembre 2000, dall'Unità
operativa di cure palliative dell'Azienda ospedaliera
San Giovanni Battista di Torino, il Dipartimento di
sanità pubblica dell'ateneo torinese ed il Comitato
nazionale Gigi Ghirotti di Roma. Analizzando la
distribuzione dei centri per regione si nota subito il
classico andamento "a macchia di leopardo": se la
Lombardia ne vanta ben 94 tra pubblici e privati, il
Piemonte 59, l'Emilia Romagna 52 ed il Veneto 43, il
Molise e' a quota zero, la Basilicata a 2 e l'Abruzzo
a 4. Il 70,4% delle strutture del Ssn svolge sia
terapie antalgiche che cure palliative e di queste il
70% lo fa anche in assistenza domiciliare; il 5,3%
effettua solo cure palliative, di cui il 64,7% dei
centri lo fa anche a casa; il 24,3% dei servizi offre
invece solo terapie antalgiche di cui il 43,6% a
domicilio.
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Casa:
ogni anno 4 milioni di incidenti
Il
59% delle donne italiane non utilizza misure di
prevenzione per evitare gli incidenti domestici che
ogni anno coinvolgono oltre 3 mln di persone,
soprattutto donne (79%), per un totale di quasi 4 mln
di incidenti. Solo 4 famiglie su 10 dichiarano di
avere adottato sistemi preventivi: il 26% del campione
Eurisko cita il 'salvavita', che peraltro è
obbligatorio per legge, mentre solo una minoranza fa
riferimento a sistemi diversi e non obbligatori come
la valvola di sicurezza per il piano di cottura (7%),
la manutenzione periodica di elettrodomestici ed
impianti (3%), dispositivi antiallagamento di
lavastoviglie e lavatrici (1%). Negli ultimi dieci
anni, circa 3 mln e mezzo di famiglie sono state
colpite da incidenti domestici causati dalle consuete
attività domestiche, in particolare da quelle che si
svolgono in cucina (52%). Le donne italiane ritengono
che le fughe di gas siano pericolose per le persone di
tutte le età e che siano dovute principalmente alla
disattenzione (60%), ma il livello di prevenzione e
informazione in proposito è basso: solo il 47% delle
intervistate ha un piano cottura dotato di valvola di
sicurezza, il 26% di chi non ha questo dispositivo non
ne conosce neppure l'esistenza.
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