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Archivio delle notizie flash

  

  Giugno 2001

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

Alzheimer: più rischi con pressione e colesterolo alti

Perché si invecchia? La spiegazione in tre proteine

Artrosi, in Italia 3mila morti per colpa dei farmaci

Diabete, nuova cura con trapianto cellule

Le rughe proteggono dal cancro

Ai polmoni piacciono le vitamine

Istat: famiglie spendono 250mila lire al mese per la salute

Reumatismi, sono i sardi i più colpiti

Polenta meglio del Viagra

InfoReuma, il tour che spiega come vivere con una malattia reumatica

Alzheimer: un nuovo farmaco migliora la qualità della vita

Per gli italiani, mal di testa sopportabile solo per 30 minuti

Due nuovi test contro epatite C e tumore epatico

Prostata, anche in Italia la cura che gela il tumore

Cliniche private: in quelle accreditate ci si cura gratis

Sesso, farlo almeno tre volte a settimana cancella 12 anni

Studio inglese: il diabete accorcia la vita dei malati

Sempre più italiani ricorrono alla salute "fai da te"

Diabete: un milione di italiani non sa di averlo

10 giugno: seconda giornata contro l'ictus cerebrale

In aumento le donazioni di organi, gli italiani tra i più generosi

Reumatismi: ne soffrono 5 milioni e mezzo di italiani

Menopausa: la melatonina fa ritornare giovani

Mangiare pesce per ridurre il rischio di cancro alla prostata

Nuovi farmaci per curare la depressione

Latte fresco e frutta "tranquillanti" naturali

Infezioni contratte in ospedale: ogni anno uccidono 7mila persone

Con il passare degli anni la memoria se ne va, anche senza Alzheimer

Osteoporosi, in UE causa due fratture al minuto

Un risarcimento per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista

Medici inglesi: più yogurt agli anziani contro le infezioni intestinali

Artrosi, non è soltanto la "malattia dei nonni"

Anche dai legumi la ricetta anticancro

Guarire a contatto con la natura

Cure palliative: 492 centri in Italia, nessuno in Molise

Casa: ogni anno 4 milioni di incidenti

   

      

   

Alzheimer: più rischi con pressione e colesterolo alti

Ipertensione e livelli di colesterolo elevati potrebbero aumentare i rischi di Alzheimer in età avanzata. Lo afferma uno studio finlandese pubblicato sulla rivista British Medical Journal. La ricerca ha messo in evidenza come la combinazione di questi fattori in età adulta faccia aumentare le possibilità che la demenza possa svilupparsi tra i 65 e i 79 anni. Dai dati sul colesterolo e la pressione del sangue raccolti da 1500 persone negli anni '70 e '80 e poi riesaminati due anni fa, gli studiosi hanno messo a punto modelli in grado di determinare il rischio di incorrere nella malattia senile. In particolare, secondo la ricerca, coloro che avevano registrato alti livelli di colesterolo e di pressione avevano un rischio più elevato di Alzheimer rispetto a coloro che mantenevano i valori dei due parametri nella media. Tenuto conto del continuo invecchiamento della popolazione, i ricercatori finnici suggeriscono di identificare precocemente e tenere sotto controllo l'aumento dei livelli dei due parametri biologici nelle persone adulte; in questo modo si potrebbe ritardare l'impatto della demenza di Alzheimer nei prossimi anni, malattia che oggi colpisce circa il 5% delle persone sopra i 65 anni e il 20% degli ultraottantenni.

    

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Perché si invecchia? La spiegazione in tre proteine

Il processo di invecchiamento è legato alla presenza di tre proteine. Lo ha scoperto un gruppo di studiosi di Napoli dando un importante contributo alla conoscenza di questo fenomeno. Lo studio è stato presentato a Bari durante il congresso nazionale di Medicina di laboratorio Medlab 2001, dal professor Filiberto Cimino, ordinario di biochimica alla facoltà di medicina dell'università Federico II di Napoli e coordinatore della ricerca. Indagando sulla regolazione del ciclo cellulare svolta dai radicali liberi dell'ossigeno, il gruppo di Napoli ha scoperto che il processo di invecchiamento delle cellule è collegato all'aumento delle proteine p21, p21 defosforilata e retinoblastoma defosforilata che, in modo concertato, bloccano la crescita della cellula, ovvero le impediscono di replicarsi, determinando così la senescenza cellulare. Questo stato della cellula, secondo gli studiosi, sembra essere il prerequisito per spiegare sia l'invecchiamento dell'intero organismo, sia l'insorgere di malattie legate all'età avanzata.

    

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Artrosi, in Italia 3mila morti per colpa dei farmaci

Tremila italiani muoiono ogni anno, a causa degli antinfiammatori di vecchia generazione, i farmaci più usati nel trattamento dell'artrosi e delle altre malattie reumatiche. Nel nostro paese, gli effetti collaterali provocati dai cosiddetti Fans a danno dello stomaco, come ulcera e sanguinamenti, provocano 20mila ricoveri l'anno. Questi i dati emersi dal congresso europeo di reumatologia, organizzato Praga. Secondo l'organizzazione mondiale della sanità, 355 milioni di persone nel mondo sono colpite da artrosi, la principale causa di invalidità. Trenta milioni assumono, ogni giorno, antinfiammatori. Più allarmante il bollettino delle vittime da Fans negli Usa, dove ogni anno sono attribuibili al consumo di questi farmaci oltre 107mila ricoveri e 16.500 decessi, più della metà delle morti per Aids, 27mila l'anno. Sempre negli Stati Uniti, per trattare i soli effetti collaterali degli antinfiammatori non steroidei viene sborsato un miliardo di dollari ogni anno.

    

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Diabete, nuova cura con trapianto cellule

Nuove speranze per i malati di diabete. Ricercatori americani hanno sperimentato con successo su cavie animali una tecnica che potrebbe permettere ai soggetti affetti dalla malattia di liberarsi dalla schiavitù delle iniezioni quotidiane di insulina. Un'équipe della Duke University della Carolina del Nord ha infatti impiantato su babbuini diabetici alcune cellule pancreatiche produttrici di insulina prelevate da maiali. Per un anno le scimmie sottoposte al trattamento non hanno avuto bisogno di iniezioni di insulina. La tecnica è comunque ancora da perfezionare per evitare problemi di rigetto. Ma - hanno spiegato i ricercatori - apre nuove prospettive di cura, soprattutto per il diabete di Tipo 1, mentre per il Tipo 2 il campo di applicazione è più limitato. Fra i vantaggi del trattamento, la metodologia chirurgica mini-invasiva per l'impianto delle cellule.

    

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Le rughe proteggono dal cancro

Le rughe proteggono dal cancro alla pelle. Secondo uno studio pubblicato dalla rivista Archives of Dermatology di Chicago il rischio di contrarre una forma comune di tumore della cute è molto più alto per coloro che hanno la pelle liscia. Le persone col viso segnato dalle rughe hanno invece una probabilità 90% inferiore di quelle con la pelle liscia di essere colpite da carcinoma basocellulare, un tipo di cancro che cresce molto lentamente ed è facilmente curabile. Lo studio conferma le osservazioni di molti dermatologi ma potrebbe sorprendere i non-esperti. Le rughe sono spesso considerate un effetto dell'esposizione al sole, che aumenta il rischio di cancro alla pelle. I ricercatori, che hanno effettuato il lavoro a Manchester, Gran Bretagna, mettono quindi in guardia il pubblico dall'interpretare i risultati dello studio come un "semaforo verde" al stare a lungo sotto i raggi solari.

    

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Ai polmoni piacciono le vitamine

Buone notizie per fumatori e non. Secondo i dati di una ricerca americana pubblicati sulla rivista medica Journal of Respiratory and Critical Care Medicine risulta che le persone con livelli elevati di vitamine antiossidanti nell’organismo possiedono anche una migliore funzionalità dei polmoni. Le sostanze più adatte a proteggere i polmoni sembrano essere la vitamina E e la criptoxantina (cioè un pigmento che si trova negli agrumi), ma effetti benefici sarebbero da attribuire anche a vitamina A, vitamina C, licopene, luteina e betacarotene (sostanze chiamate, in generale, carotenoidi). Gli studi sono attualmente concentrati sui possibili utilizzi di queste sostanze per diminuire i rischi connessi al fumo oppure a malattie croniche dei polmoni.

   

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Istat: famiglie spendono 250mila lire al mese per la salute

Sette famiglie italiane su 10 spendono per la salute 251 mila lire al mese. Soprattutto per farmaci. Dal rapporto annuale dell'Istat sui dati di spesa del 1999, risulta anche che la cura dei denti resta una prerogativa di pochi: solo il 5,4% delle famiglie la mette in bilancio. In questo caso la spesa da affrontare si rivela assai onerosa, pari a ben 600 mila lire medie mensili. A frequentare di più gli studi dentistici sono stati i single seguiti dalle coppie giovani senza figli e dalle famiglie con figli. Quest'ultime hanno pagato salate parcelle soprattutto per correggere con interventi di ortodonzia il sorriso dei più piccoli. Il 14% delle famiglie ha fatto ricorso regolarmente alle cure di medici generici o specialisti con una spesa media effettiva di 158 mila lire. Per le analisi cliniche e radiografie, ecografie e diagnostica strumentale in generale, il 6,1% delle famiglie ha speso 114.738 mila lire. Il numero dei ricoveri negli ospedali e nelle cliniche private negli ultimi anni è rimasto stabile (due milioni l'anno) e chi vi ha fatto ricorso ha apprezzato l'assistenza medica e infermieristica. Ma nel confronto fra strutture pubbliche e private vincono quest'ultime con percentuali maggiori di soddisfazione non solo per l'assistenza strettamente sanitaria ma anche e soprattutto per il confort alberghiero offerto. Le donne sembrano essere le più affezionate frequentatrici delle Asl dove passano almeno 20 minuti in fila agli sportelli. Volente o nolente, una donna su due fra i 35 e i 64 anni si è recata almeno una volta la scorso anno a prenotare una visita o sbrigare qualche pratica burocratica. Al contrario fra gli anziani i frequentatori più assidui sono gli uomini. L'attesa media (20 minuti è il dato nazionale) è un poco più lunga al sud (25 minuti) ma fra i fortunati che hanno dovuto aspettare meno di 10 minuti ci sono soprattutto i pazienti del nord.

   

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Reumatismi, sono i sardi i più colpiti

è la Sardegna la regione italiana più colpita dalle malattie reumatiche. Il 34,3% della popolazione soffre di artrosi, artrite e lombosciatalgia. A "vantare" le articolazioni più resistenti, invece, sono gli abitanti del Trentino Alto Adige (20,7%). Questi gli ultimi dati Istat sulla diffusione delle patologie osteoarticolari in Italia, ricordati in occasione del Congresso europeo di reumatologia tenutosi a Praga. Al secondo posto, per numero di persone colpite da artrosi ed artrite, l'Emilia Romagna, con il 33,2% della popolazione, seguita da Calabria (32%), Umbria (28,7%), Molise (28,2%) e Abruzzo (28,1%). A "metà classifica" si piazzano Lazio e Lombardia, con il 26,1% degli abitanti afflitti da malattie reumatiche. Piu' fortunati, oltre al Trentino Alto Adige, veneti e campani (23,1%), siciliani (23,5%), friulani (24%) e valdostani (24,8%).

    

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Polenta meglio del Viagra

Al posto del Viagra una bella porzione di polenta e il risultato finale è lo stesso: una carica sessuale invidiabile a qualsiasi età. La sorprendente alternativa alla pillola blu è consigliata da una biologa romena, Maria Pop. La ricercatrice ha presentato uno studio durante un convegno che si è tenuto a Bucarest. «La polenta è un ottimo afrodisiaco», ha assicurato. E ha aggiunto: «La farina di mais contiene grandi quantità di calcio e potassio, così come le vitamine B6, C, E e K che migliorano la circolazione sanguigna e stimolano il membro maschile». Agli uomini che hanno problemi di erezione, Pop consiglia di mangiare polenta almeno una volta al giorno accompagnata da 50 millitri di Bitter. Gli stessi effetti si ottengono anche con i fiocchi di mais e il pop-corn.

   

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InfoReuma, il tour che spiega come vivere con una malattia reumatica 

"InfoReuma - Campagna contro i reumatismi" è un progetto di sensibilizzazione curato da due associazioni no-profit di medici e malati: la ANMAR (Associazione Nazionale Malati Reumatici) e la LIMAR (Lega Italiana Malattie Reumatiche). Questa campagna prevede una informazione capillare nelle piazze di 29 città italiane. In 5 di queste, poi, ad InfoReuma si affiancherà un incontro con i maggiori esperti del mondo medico-scientifico in materia reumatologica e di medicina generale. I pazienti invece racconteranno come si riesce a vivere ogni giorno con queste malattie. L’iniziativa punta a una conoscenza più ampia delle malattie reumatiche, che colpisce oggi oltre 5,5 milioni e mezzo di italiani, numero quindi tutt’altro che trascurabile. A tale scopo le due associazioni hanno programmato due tour informativi: uno è partito il 1° giugno da Aosta e si concluderà il 19 luglio a Imperia, con soste di tre giorni in ogni città; il secondo partirà dopo l’estate, il 7 settembre da Montegrimano Terme e scenderà pian piano lungo “lo stivale” fino ad arrivare il 23 ottobre in Sicilia, a Catania, per concludersi il 31 ottobre a Cagliari. Durante la sosta nelle città la campagna InfoReuma prevede un gazebo nelle piazze con maggior transito pedonale al fine di accogliere il pubblico e fornire informazioni sulla patologia, sulle associazioni, dati statistici sulla diffusione del problema reumatico e consigli utili per i malati. Sarà inoltre distribuito un opuscolo di 16 pagine per spiegare cosa sono i dolori reumatici, le malattie reumatiche, l’età e i fattori di rischio, quali armi utilizzare per affrontare dolore e infiammazione. Un capitolo a parte per l'artrite reumatoide, malattia più grave dell'artrosi che colpisce anche i giovani.

   

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Alzheimer: un nuovo farmaco migliora la qualità della vita 

Arriva in Italia un altro farmaco contro l'Alzheimer, galantamina, che si affianca agli altri due già esistenti, donepezil e rivastigmina, per trattare le forme lievi o moderate della malattia. Ci sarà così una terza opzione terapeutica per i neurologi dei 507 centri UVA (Unità di valutazione Alzheimer) che partecipano al progetto Cronos lanciato lo scorso anno dal ministero della Sanità (numero verde per informazioni 800-764670 dalle ore 13 alle 17). La nuova molecola con doppio meccanismo d'azione rallenta la progressione della malattia degenerativa che colpisce oltre mezzo milione di italiani. Essa, infatti, riesce ad inibire un enzima che distrugge l'acetilcolina, un neurotrasmettitore-chiave nei processi della memoria e dell'apprendimento e sui recettori nicotinici. Un’azione combinata di questi due effetti produce un impatto positivo sui malati migliorando significativamente le funzioni cognitive e l’abilità dei pazienti a svolgere le normali attività quotidiane come lavarsi e vestirsi.

   

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Per gli italiani, mal di testa sopportabile solo per 30 minuti

Gli italiani odiano il mal di testa. E se non riescono a farlo passare in 30 minuti si stressano. Lo dice un sondaggio i cui risultati sono stati divulgati a Firenze nel corso di un convegno della società italiana per lo studio delle cefalee. La soglia di sopportazione del dolore si è abbassata al punto che il 75% degli intervistati ha dichiarato di non essere più disposto ad attendere oltre 30 minuti prima che il farmaco assunto faccia effetto. Inoltre, sempre secondo i risultati della ricerca, il 45% delle persone vorrebbe un farmaco più efficace e il 36% un farmaco dotato di maggiore rapidità di azione. Dallo studio è anche emerso che in Italia sono 40 milioni coloro che hanno sofferto di mal di testa almeno una volta nella vita, e ben 28 milioni coloro che ne soffrono due-tre volte all'anno. Il 20% degli italiani soffre di cefalea con frequenza settimanale. Le più colpite dal disturbo sarebbero donne tra i 35 e i 54 anni residenti soprattutto nel sud Italia, mentre circa le cause del mal di testa il 49% degli intervistati le attribuisce a stress, oppure a insonnia, tensione muscolare, intemperanze alimentari e ansia. Per fortuna sta per andare sul mercato un nuovo tipo di aspirina definita "aspirina rapida": si tratta di una compressa più tollerabile da parte dell'organismo che può sconfiggere la cefalea in 20 minuti, diverso tempo meno rispetto ai 45 minuti delle tradizionali compresse.

   

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Due nuovi test contro epatite C e tumore epatico

Due nuovi test per diagnosticare prima e con maggiore precisione la temibile epatite C ed il cancro del fegato che spesso ne è la conseguenza stanno per essere realizzati dalla Kenton, un laboratorio di ricerche biotecnologiche del gruppo italiano Sigma Tau. Il primo test è stato messo a punto partendo dagli anticorpi contro il tumore del fegato prodotti dalle persone affette da questa patologia. Dagli anticorpi è stato possibile risalire ai "bersagli" sul tumore e realizzare in questo modo un test che individua le cellule cancerose e le separa da quelle sane. Partendo poi dal sangue delle persone colpite da epatite C è stato invece messo a punto un altro test in grado di individuare, con estrema precisione, la presenza in circolo di anticorpi contro il virus della malattia.

    

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Prostata, anche in Italia la cura che gela il tumore

Arriva anche in Italia la "cura del freddo" per guarire dal cancro della prostata, che colpisce ogni anno 11mila uomini nel nostro paese e ne uccide oltre 6300. Ad utilizzare per la prima volta la nuova tecnica, che non necessita di chirurgia o radioterapia, è l’équipe di urologi del Fatebenefratelli San Pietro di Roma, guidata da Mauro Pulone: 7/8 aghi nella prostata coprono tutta la zona tumorale da distruggere, gli aghi vengono successivamente sostituiti da alcuni dilatatori per consentire l’ingresso di sonde di raffreddamento che distruggono il tumore. Si tratta di una tecnica realizzata in anestesia perdurale, della durata di circa 45 minuti. Il paziente viene dimesso dopo 24 ore e deve portare il catetere per 2 settimane. Questa nuova tecnica chirurgica, oltre alla non invasività, presenta notevoli vantaggi rispetto alla radioterapia, trattamento lungo e con molti effetti collaterali, e alla brachiterapia, costosa e pericolosa a causa delle radiazioni non solo per il malato ma anche per i suoi familiari.

    

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Cliniche private: in quelle accreditate ci si cura gratis 

Secondo i dati forniti da un sondaggio dell’Istituto Cirm la metà degli italiani che si è rivolta a una struttura pubblica ignora che, in base a quanto previsto dalla riforma sanitaria nazionale, ci si può far ricoverare in una clinica privata, purché accreditata con il Servizio Sanitario Nazionale, senza pagare nulla. Per tale motivo l’AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata), che rappresenta 514 case di cura con oltre 55mila posti letto distribuiti in tutta Italia (di cui 47167 accreditati con il Servizio Sanitario Nazionale), ha deciso di istituire un numero verde in tutte le regioni italiane. Il numero, che entrerà in funzione al massimo entro un mese (luglio 2001), fornirà agli utenti informazioni utili sulle strutture private alle quali accedere in alternativa all’ospedale, e senza aggravio di spesa, tranne nel caso si dovesse scegliere una sistemazione alberghiera migliore rispetto a quella standard. «Se è vero che la Costituzione garantisce e tutela il diritto alla salute di tutti i cittadini – ha detto il presidente nazionale dell’AIOP – allora bisogna fornire ai cittadini strumenti idonei per essere correttamente informati e tutelati e metterli così al centro del sistema con ampia facoltà di scelta».

    

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Sesso, farlo almeno tre volte a settimana cancella 12 anni

Niente lifting o cure anti-età. Per dimostrare da 7 a 12 anni di meno basta fare l'amore tre volte a settimana. È questo il sorprendente risultato di uno studio, condotto su 3.500 da un neuropsicologo clinico del Royal Edinburg Hospital, che al rapporto fra attività sessuale e invecchiamento ha dedicato un libro, intitolato Secrets of the superyoungs. L'equipe dello studioso ha intervistato 3.500 uomini e donne, europei e americani, che avevano diversi stili di vita e un'età compresa fra 20 e 104 anni (anche se la fascia più rappresentata era quella dei 45-55enni), con un particolare in comune: sembravano tutti molto più giovani della loro età anagrafica. Il loro aspetto è stato giudicato da un gruppo di sei esperti che hanno potuto osservare gli intervistati attraverso uno specchio segreto che consentiva di vedere senza essere visti. Ebbene, gli esperti hanno assegnato agli intervistati una età da 7 a 12 anni inferiore a quella reale.

   

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Studio inglese, il diabete accorcia la vita dei malati

Il diabete accorcia la vita. È questa la conclusione a cui giunge una ricerca condotta in Inghilterra da un gruppo di studiosi che ha esaminato i casi di oltre 4.800 persone affette da questa grave patologia. I diabetici muoiono molto più giovani dei non-diabetici, indipendentemente dall'età, dal sesso e dalla condizione economica più o meno agiata. Secondo la ricerca, condotta del Middlesbrough general hospital e pubblicata sul British Medical Journal, l'incidenza negativa sulla speranza media di vita è più accentuata in chi soffre del tipo 1, la forma più grave di diabete. Per quanto riguarda il tipo 2, quello più comune, che insorge in età adulta, se viene diagnosticato prima di raggiungere i 40 anni, chi ne soffre vive in media otto anni in meno dei coetanei in buona salute. La causa principale è l'insorgere di complicazioni cardiache. La cura? Prevenire tali complicazioni con uno stile di vita sano: niente fumo, fare movimento, sana alimentazione, tenere basso il livello di colesterolo, controllare la pressione sanguigna.

      

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Sempre più italiani ricorrono alla salute "fai da te"

Sempre più italiani si curano da soli. Cercano soluzione ai piccoli problemi di salute in Internet o ricorrono con frequenza ai farmaci da banco, ai prodotti omeopatici, agli integratori alimentari, rivolgendosi al farmacista piuttosto che al medico. Le ultime ricerche mostrano un comparto, quello delle farmacie, in grande evoluzione. Innanzitutto, cambia l'atteggiamento dei consumatori: in farmacia si va sempre di più non soltanto per curare le malattie o eliminarne i sintomi, quanto per prevenire le patologie e più in generale per mantenere e accrescere lo stato di benessere. Negli ultimi due anni sono aumentate del 40%, nelle farmacie italiane, le vendite di apparecchiature elettromedicali destinate alla diagnosi e alla prevenzione, e nel solo ultimo anno sono cresciute di oltre il 18% quelle del settore erboristico e di quasi il 14% quelle di prodotti omeopatici. Infine, la farmacia si conferma punto di riferimento in un'area ancora più allargata dello “starbene”, che comprende anche i cosmetici e i prodotti dietetici e nutrizionali.

    

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Diabete: un milione di italiani non sa di averlo 

Per ogni due italiani con una diagnosi di diabete, uno non sa di averlo e riuscire ad identificare i parametri che segnalano il rischio della malattia potrebbe far diminuire alcune complicanze come infarti e ictus. è questo l'invito che viene dai massimi esperti europei di diabete convocati a Montreux in Svizzera, in occasione della riunione della Federazione internazionale del diabete. Il diabete di tipo due, ha spiegato Massimo Massi Benedetti, presidente europeo della Federazione, ha un andamento epidemico: in Europa sono circa 25 milioni i malati e nei prossimi vent'anni potrà raddoppiare; 3 milioni sono i malati in Italia dove almeno un milione non sa di averlo. Ma ciò che più preoccupa gli studiosi è l'identificazione di quella fetta di persone che, pur non avendo la malattia conclamata, manifesta alcuni segni di resistenza dei tessuti al glucosio verso le quali è possibile attuare interventi preventivi. «Nel nostro paese - ha aggiunto Benedetti - 1 persona su 4 al di sopra dei 50 anni è diabetica e si cominciano a vedere anche nei bambini le prime conseguenze del sovrappeso e dell'obesità. Negli adulti la malattia provoca una diminuzione del 30% dell'aspettativa di vita». «Per tutti i soggetti a rischio (chi ha familiarità per la malattia, chi è in sovrappeso o iperteso e le donne che hanno avuto diabete durante la gravidanza) - ha spiegato Stefano Del Prato, diabetologo dell'università di Pisa - è bene controllare i livelli di glucosio a digiuno e due ore dopo un pasto. Mentre nelle persone sane la secrezione dell'insulina è rapida dopo un pasto, nelle persone a rischio di diabete è rallentata e questo provoca un aumento della glicemia».

   

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10 giugno: seconda giornata contro l'ictus cerebrale 

Domenica 10 giugno 2001 sarà celebrata la Seconda giornata nazionale contro l'ictus cerebrale. Si tratta di un'iniziativa organizzata dall'associazione Alice e alla hanno aderito il Gruppo di Studio Malattie Cerebrovascolari, la Società Italiana di Neurologia, la Società dei Neurologi, Neurochirurghi e Neuroradiologi  Ospedalieri ed il Forum Italiano Permanente per la Prevenzione dell'ictus. L'ictus è, infatti, una patologia che provoca danni permanenti nell'uomo e una delle prime cause di morte in Italia. Nelle principali piazze delle città sedi dei Centri regionali Alice, medici esperti di ictus e volontari dell'associazione illustreranno le regole della prevenzione. Da Aosta a Catania sarà distribuito materiale informativo sulle manifestazioni e sulle cure della malattia. Inoltre, ad Aosta, Torino, Pavia, Milano, Trieste, Reggio Emilia e Fermo, saranno effettuati test per misurare il rischio di ictus e l'ecodoppler cervicale per lo screening della placca carotidea, principale causa di ictus.

   

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In aumento le donazioni di organi, gli italiani tra i più generosi

Nei primi mesi del 2001 diminuiscono le opposizioni alla donazione di organi. E l'Italia supera le medie europee del numero dei donatori, collocandosi al secondo posto fra i paesi europei davanti a Francia, Germania e Regno Unito. Meglio del nostro paese ha fatto solo la Spagna. In base ai dati del centro nazionale trapianti, da gennaio ad oggi il numero delle donazioni è in aumento. Al 31 maggio 2001 ci sono stati 430 donatori (pari a 17,9 per milione di persone) contro i 373 dello stesso periodo dello scorso anno. Per la prima volta le donazioni in Italia superano la media dei paesi dell'UE, pari nel 2000 a 16,5 donatori per milioni di persone.

   

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Reumatismi: ne soffrono 5 milioni e mezzo di italiani

I reumatismi rappresentano la malattia più diffusa a livello mondiale: ogni 33 secondi, secondo i dati forniti dall'Oms, viene diagnosticato un nuovo caso. Ma si tratta anche di disturbi che hanno serie implicazioni sociali perché sono patologie croniche che spesso (dal 20 al 90% dei casi) diventano invalidanti. In Italia le malattie reumatiche colpiscono 5 milioni e mezzo di persone (un decimo degli abitanti) ponendosi al secondo posto dopo quelle cardiovascolari e al primo fra le malattie croniche degenerative. Rappresentano, inoltre, secondo i dati forniti dall'Inps, la seconda causa di invalidità. Anche se le malattie reumatiche colpiscono l'80% degli anziani oltre i 60 anni, con una netta prevalenza delle forme artrosiche, i più giovani non ne sono immuni.

   

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Menopausa: la melatonina fa ritornare giovani

I dati forniti da uno studio condotto su 72 donne di età compresa fra 42 e 60 anni hanno rivelato, nella maggior parte delle donne in menopausa, una diminuzione di melatonina e di ormone tiroideo. Dopo la somministrazione di melatonina durata sei mesi, le stesse persone hanno fatto registrare l'aumento dell'ormone tiroideo, che con la menopausa diminuisce e la regolarizzazione del livello di altri due ormoni (l'Lh e l'Fsh, entrambi prodotti dall'ipofisi per stimolare le ovaie) che con la menopausa aumentano sempre. Le 72 donne hanno avvertito una sensazione di benessere e la diminuzione degli sbalzi di umore, che spesso accompagnano la menopausa. Secondo il dottor Walter Pierpaoli, lo studioso che ha condotto l'esperimento, i risultati dimostrano che la somministrazione di melatonina è efficace per regolarizzare la produzione di ormoni. In alcuni casi il ringiovanimento è stato addirittura fisico: a 6 donne in menopausa è, infatti, tornato il ciclo mestruale.

   

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Mangiare pesce per ridurre il rischio di cancro alla prostata

Aggiungere regolarmente pesci grassi, come sgombro e salmone, nella dieta personale sembra ridurre il rischio di cancro alla prostata. è quanto afferma un gruppo di ricercatori del Karolinska Institutet di Stoccolma, in seguito alla conclusione di uno studio su oltre 6mila uomini cominciato nel 1967. All’inizio dello studio il 50% dei partecipanti aveva almeno 55 anni e, per tutta la durata dell’indagine, gli interessati hanno fornito le loro abitudini di vita: fumo, alcol, attività fisica praticata, l’assunzione di frutta, verdura e l’abitudine a consumare carne rossa. Dai risultati è emerso un evidente collegamento tra il consumo regolare di pesce ad alto contenuto di grassi e la riduzione del rischio di cancro alla prostata. In particolare, gli uomini abituati a mangiare buone quantità di pesci grassi hanno evidenziato un rischio di tumore alla prostata fino a tre volte inferiore rispetto agli uomini che non mangiavano pesci grassi. Secondo i ricercatori il merito è degli acidi grassi omega-3 contenuti nel pesce, dal momento che sembrano essere in grado di inibire lo sviluppo delle cellule cancerose della prostata.

   

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Nuovi farmaci per curare la depressione

Ben sette anziani su dieci soffrono di depressione e curarli non è molto semplice. Molti antidepressivi, infatti, abbassano la soglia dell'attenzione, della memoria ed interferiscono con i farmaci utilizzati per contrastare altre malattie. Uno spiacevole inconveniente a cui porrebbero rimedio i medicinali di ultima generazione che agiscono sulla serotonina e rafforzano il cervello. Una situazione che rassicura circa dieci milioni di italiani di tutte le età, e soprattutto le almeno 750mila persone colpite da malattie neurologiche. Sono infatti  500mila gli italiani che hanno subito un ictus caduti in depressione e 250mila i parkinsoniani. Questi antidepressivi di ultima generazione che agiscono sulla serotonina, la sostanza presente nel cervello ed impegnata nella trasmissione nervosa responsabile dei meccanismi quali l'attenzione, la memoria e il sonno, non presentano effetti negativi sulla cognitività e consentono di ottenere un netto miglioramento dopo sole 5 settimane di terapia.

   

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Latte fresco e frutta "tranquillanti" naturali

Sulla tavola di ogni italiano ci sono tranquillanti naturali che in alcuni casi, come il latte fresco, contengono quantità addirittura "farmacologiche" dei principi attivi (quali il diazepan) alla base di noti medicinali. La scoperta è stata illustrata a Genova in occasione del congresso della società italiana di farmacologia. «Il latte fresco, umano, vaccino e caprino - ha spiegato la dottoressa Rossella Avallone, che ha condotto uno studio presso i dipartimenti di scienze farmaceutiche e di medicina interna dell'Università di Modena e Reggio Emilia - possiede un'attività tranquillante intrinseca paragonabile a quella di noti farmaci perché contiene naturalmente le stesse molecole». Oltre al latte, hanno effetti tranquillanti sull'uomo anche alcuni frutti, come pere, arance e mele, i cerali e la soia. Alimenti ad elevato contenuto di queste sostanze, hanno spiegato gli esperti al convegno, potrebbero essere impiegati nella prevenzione di stati patologici ansiosi, mentre alimenti a ridotto contenuto di "tranquillanti" potrebbero trovare una giusta applicazione nelle linee dietetiche per pazienti cirrotici e encefalopatici che non possono assumere composti ad azione sedativa.

    

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Infezioni contratte in ospedale: ogni anno uccidono 7mila persone

Sono circa 7 mila le morti causate ogni anno in Italia da infezioni contratte dai pazienti durante la loro permanenza in ospedale. E la metà sono evitabili. I dati sono stati illustrati da Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dell'ospedale Spallanzani di Roma. Il medico ha anche spiegato che le infezioni contratte durante la degenza ogni anno sono tra le 500 mila e i 700 mila (circa il 10% dei ricoverati) e il loro peso sul bilancio della sanità pubblica ammonta a circa 2 mila miliardi. «Esiste una quota difficilmente controllabile di infezioni ospedaliere - spiega ancora Ippolito - e per questo è necessario mettere in campo sistemi di sorveglianza adeguati. Anche se, con i metodi attualmente disponibili, potrebbero essere prevenuti almeno il 30% dei casi».

   

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Con il passare degli anni la memoria se ne va, anche senza Alzheimer 

Anche se il cervello resta attivo, e non c'è traccia di Alzheimer, la memoria gioca brutti scherzi agli anziani. La conferma viene da uno studio tedesco, dell'università di Potsdam, che ha sottoposto a test di memoria alcuni anziani in buona salute mentale. Risultato: a una certa età si tendono a dimenticare i nomi. In un gruppo di persone di 70-80 anni, i ricercatori hanno selezionato coloro che avevano ottenuto punteggi più alti in precedenti test cognitivi. Ma nonostante un allenamento intenso e dalle forti motivazioni, questi anziani super non sono riusciti a raggiungere le prestazioni di giovani adulti nel ricordare i nuovi nomi imparati in un corso per l'uso del computer. E dall'università tedesca arrivano anche dei trucchi per ovviare all'inconveniente e compensare in parte questi vuoti di memoria. Basterebbe, spiegano, fare finta di avere un hobby e catalogare, per esempio, i biglietti da visita, oppure le fotografie, o anche appuntare le cose da ricordare su una serie di bigliettini da consultare regolarmente.

   

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Osteoporosi, in UE causa due fratture al minuto 

Ogni minuto almeno due cittadini dell'Unione Europea hanno una frattura a causa dell'osteoporosi e nel mondo il rischio di fratture durante la vita di una donna è del 30-40%. Sulla base di questi dati gli esperti chiedono una diagnosi precoce. A gran parte delle fratture del femore in Italia non viene riconosciuta la relazione con la malattia e dunque le lesioni non vengono trattate correttamente. Su 170 mila casi, infatti, solo 100 mila pazienti ricevono un trattamento mirato alla cura dell'osteoporosi. Riuniti a Roma per alcuni incontri di studio, gli esperti chiedono ai medici di base un attento controllo per leggere i campanelli di allarme. La frattura del polso dopo i 55 anni deve essere considerato dai medici come un evento sentinella ma anche il mal di schiena (ci potrebbe essere infatti uno schiacciamento delle vertebre in corso). Attenzione quindi a un dolore improvviso e violento alla schiena che colpisce per più di una settimana, ma anche al mal di schiena costante che aumenta a causa del lungo stare in piedi.

   

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Un risarcimento per gli ex-lavoratori forzati del regime nazista 

La Repubblica Federale Tedesca ha approvato la legge, entrata in vigore il 12 agosto 2000, che istituisce la Fondazione "Memoria, Responsabilità e Futuro", ed impegna il governo e le industrie tedesche ad indennizzare le persone deportate ed internate, costrette ai lavori forzati durante il regime nazista in Germania e nei territori del Terzo Reich. Il Governo tedesco e le imprese tedesche contribuiscono al fondo in eguale misura. La legge tedesca riconosce che le ingiustizie commesse e le sofferenze umane causate non hanno prezzo e che la legge stessa arriva troppo tardi per coloro che hanno perso la vita durante il regime nazista o che sono deceduti nel corso degli anni. La Fondazione ha incaricato sette organizzazioni partner, tra cui l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) di gestire, attraverso le proprie missioni nel mondo, la fase operativa del Programma per il cosiddetto "Resto del mondo", tra cui l'Italia. In base ai dati fino ad oggi raccolti, attraverso la campagna di pre-registrazione condotta dall'OIM e dal Coordinamento, le persone interessate al risarcimento sono circa 50mila. L'accesso all'indennizzo è subordinato alla compilazione di una complessa modulistica (di ben 8 pagine) ed alla conoscenza di meccanismi e definizioni storiche, giuridiche e legali non diffuse e perciò non facilmente comprensibili. A ciò va aggiunto che l'età media dei richiedenti è di circa 80 anni, che il termine ultimo per la presentazione delle domande è fissato all'11 agosto 2001 e che la consegna da parte di ciascun richiedente di documenti ed informazioni, risalenti agli anni in questione (1943-1945), è di difficile reperimento. L'OIM fornisce un servizio di assistenza gratuito per la presentazione delle domande e per l'espletamento delle pratiche di indennizzo. In caso di necessità, quindi, contattare l'OIM, via Nomentana n. 62, 00161 - Roma, al numero verde 800.59.88.59. Per ulteriori informazioni è possibile consultare il sito www.indennizzolavoratoriforzatinazismo.it.

   

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Medici inglesi: più yogurt agli anziani contro le infezioni intestinali

Lo yogurt per combattere le lungo-degenze degli anziani. Un gruppo di studiosi inglesi dell'Hammersmith Hospital di Londra sostiene che i fermenti lattici vivi contenuti nello yogurt possono assumere un ruolo importante come antibiotico naturale per le persone in età avanzata: i normali antibiotici infatti devastano la flora batterica intestinale e spianano la strada a infezioni che spesso costringono gli anziani a lunghi periodi di degenza in ospedale. La dieta arricchita con yogurt può dunque offrire una protezione naturale all'organismo.

    

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Artrosi, non è soltanto la "malattia dei nonni"

L'artrosi non è una "malattia dei nonni", ma un problema che riguarda tutti: la cosiddetta "usura silente" delle articolazioni può iniziare anche a 30 anni. Lo afferma uno studio sui costi sociali dell'artrosi condotto dal Centro di farmacoeconomia dell'università di Milano. «L'obiettivo della ricerca - ha spiegato il direttore del Centro - era di valutare per la prima volta l'impatto sociale dell'osteoartrosi in Italia, verificando l'esistenza di un'associazione tra costi sociali e gravità della malattia». Una malattia che è risultato costare in media di 8 milioni di lire all'anno per malato, con punte che arrivano anche a 15 milioni per i casi più gravi. Lo studio ha preso in considerazione 277 persone colpite dalla malattia, il 73% di sesso femminile, con età dai 39 ai 92 anni, valutati mediante un questionario con informazioni demografiche, cliniche ed economiche. Il 40% dei malati è risultato avere meno di 65 anni e si trova quindi in età lavorativa: un fattore - è stato sottolineato - che implica un aggravio di costi per le assenze dal lavoro, scarsa produttività durante la giornata, dolori sempre più forti col passare delle ore. Per gli esperti «siamo di fronte a una malattia sottovalutata, sottodiagnosticata, ma soprattutto mal curata».

  

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Anche dai legumi la ricetta anticancro

I fitosteroli sono considerati gli spazzini del colesterolo "cattivo" (Ldl), uno dei nemici della salute pubblica nei paesi ricchi. Recenti ricerche, pubblicate su prestigiose riviste scientifiche come il Journal of the National Cancer Institute e l’American Journal of Medicine, li fanno apparire come la panacea per tutti i mali delle società industrializzate, dal tumore alle patologie cardiovascolari. E il benessere futuro dell’Occidente sembrerebbe legato a un massiccio consumo di legumi, frutta secca e oli vegetali, gli alimenti più ricchi di queste sostanze. Si tratta, secondo alcuni, di un’equazione semplicistica nonostante sia stata accertata la capacità di questi steroli nel modulare la presenza di acidi grassi introdotti nell’organismo. In particolare, la molecola dei fitoestrogeni è simile a quella dell’estrogeno, cioè l’ormone sessuale femminile, e in grado di attivare risposte capaci di proteggere dai tumori ormono-dipendenti, come quelli della prostata e della mammella. Inoltre, la loro presenza interviene nella menopausa modulandone i tempi e attenuandone alcuni fastidiosi sintomi.

  

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Guarire a contatto con la natura

Stare all’aria aperta, occuparsi di un animale, passeggiare in un bosco o coltivare un proprio giardino sono attività da tempo considerate rilassanti e consigliate, per fuggire allo stress e al caos della vita quotidiana. Ma ora pare che il contatto con la natura possa avere proprietà curative vere e proprie e secondo alcuni essere considerate terapie alla stessa stregua di farmaci o terapie chirurgiche! È quanto si sull’American Journal of Preventive Medicine. Chi ha contatti stretti e frequenti con gli animali e la natura in genere, sarebbe più protetto dalle malattie e guarirebbe prima. Uno studio, inoltre, dimostra che in ospedale i pazienti chirurgici con le finestre della stanze che guardano su alberi e prati hanno un’ospedalizzazione più breve, necessità di minori quantità di analgesici e sopportano meglio i disagi del postoperatorio, rispetto a quelli con le finestre che affacciano su un muro o un parcheggio. La causa scientifica di queste differenze dello stato di salute è per ora sconosciuta, però aumentano le osservazioni sui benefici effetti dell’interazione con la natura in senso lato. Già si sa per esempio, che un animale domestico può essere di aiuto per migliorare lo stato psicofisico e mentale delle persone sole, anziane, anche di quelle affette da demenza senile. Servono ancora altri studi e tempo per capire il perché di tali effetti salutari. Forse il segreto potrebbe essere nascosto nel nostro cervello e nella liberazione di sostanze salutari in condizioni di benessere psichico.

   

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Cure palliative: 492 centri in Italia, nessuno in Molise

Sono 492 i centri che in Italia svolgono attività di terapia antalgica e cure palliative, dei quali 323 fanno parte del Servizio sanitario nazionale (Ssn) e 169 fanno invece capo ad associazioni private non profit. È quanto emerge dal censimento effettuato, tra l'autunno del 1999 e dicembre 2000, dall'Unità operativa di cure palliative dell'Azienda ospedaliera San Giovanni Battista di Torino, il Dipartimento di sanità pubblica dell'ateneo torinese ed il Comitato nazionale Gigi Ghirotti di Roma. Analizzando la distribuzione dei centri per regione si nota subito il classico andamento "a macchia di leopardo": se la Lombardia ne vanta ben 94 tra pubblici e privati, il Piemonte 59, l'Emilia Romagna 52 ed il Veneto 43, il Molise e' a quota zero, la Basilicata a 2 e l'Abruzzo a 4. Il 70,4% delle strutture del Ssn svolge sia terapie antalgiche che cure palliative e di queste il 70% lo fa anche in assistenza domiciliare; il 5,3% effettua solo cure palliative, di cui il 64,7% dei centri lo fa anche a casa; il 24,3% dei servizi offre invece solo terapie antalgiche di cui il 43,6% a domicilio.

  

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Casa: ogni anno 4 milioni di incidenti

Il 59% delle donne italiane non utilizza misure di prevenzione per evitare gli incidenti domestici che ogni anno coinvolgono oltre 3 mln di persone, soprattutto donne (79%), per un totale di quasi 4 mln di incidenti. Solo 4 famiglie su 10 dichiarano di avere adottato sistemi preventivi: il 26% del campione Eurisko cita il 'salvavita', che peraltro è obbligatorio per legge, mentre solo una minoranza fa riferimento a sistemi diversi e non obbligatori come la valvola di sicurezza per il piano di cottura (7%), la manutenzione periodica di elettrodomestici ed impianti (3%), dispositivi antiallagamento di lavastoviglie e lavatrici (1%). Negli ultimi dieci anni, circa 3 mln e mezzo di famiglie sono state colpite da incidenti domestici causati dalle consuete attività domestiche, in particolare da quelle che si svolgono in cucina (52%). Le donne italiane ritengono che le fughe di gas siano pericolose per le persone di tutte le età e che siano dovute principalmente alla disattenzione (60%), ma il livello di prevenzione e informazione in proposito è basso: solo il 47% delle intervistate ha un piano cottura dotato di valvola di sicurezza, il 26% di chi non ha questo dispositivo non ne conosce neppure l'esistenza.

   

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