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Archivio delle notizie flash

   

Febbraio 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Fumo, sigarette "forti" aumentano rischio infarto

Obesità: attività fisica vero e proprio farmaco

Cancro: dagli USA arriva un vaccino personalizzato

Cancro al seno: isolato il terzo gene

Una sonda intelligente per controllare il cuore "sotto i ferri"

In ospedale ci si ammala di depressione

Risonanza magnetica svela rischio ictus

Colon irritabile: può dipendere dal glutine

Alzheimer: non colpisce dopo i novant'anni

Ictus: vaccino antinfluenzale riduce rischio del 40%

Diabete, un test più preciso

Osteoporosi: fratture ossee segni da non trascurare

Infarto: Tac in "3D" rivela rischio in 30 secondi

Addio by-pass, arriva nuova "molletta medica"

Sangue: kit "tascabile" per analisi ultrarapide

Cuore: troppe morti per soccorsi tardivi

Ricoveri più lunghi se si vive al Sud

Inquinamento: Veronesi, aumentano rischi per la salute

In tutta Italia arance rosse per sostenere ricerca su cancro

Le unghie svelano i nostri malanni

Influenza: a carnevale 600mila italiani a letto

Nas in centri anziani e salute mentale, riscontrate 240 infrazioni

Bus navetta per anziani all'ospedale Pertini di Roma

Ictus più serio per chi è ansioso

   

 

 

Fumo, sigarette "forti" aumentano rischio infarto

Fumare sigarette "forti" o senza filtro aumenta il rischio di infarto. è quanto emerge da uno studio statunitense, pubblicato sulla rivista Archives of Internal Medicine, secondo cui le sigarette ad alto contenuto di catrame sono quelle più pericolose per il cuore. Stephen E. Kimmel, epidemiologo presso l'Università della Pennsylvania, ha coordinato uno studio in cui sono state confrontati marche e tipi di sigarette, utilizzate da 600 fumatori dai 30 ai 65 anni ricoverati in 68 diversi ospedali a causa di un primo infarto cardiaco, con quelle "usate" da altri 2700 fumatori di controllo. I dati raccolti hanno rivelato che il rischio di infarto era doppio in chi fumava sigarette forti o medie. In particolare i fumatori di sigarette con un contenuto medio e alto di catrame correvano, rispettivamente, un rischio maggiore di 1,86 volte e di 2,21 volte, rispetto ai fumatori di sigarette a basso contenuto di catrame. Un'ulteriore conferma sulla pericolosità del catrame per il cuore è stata fornita dall'analisi del rischio, in funzione della quantità di catrame fumata mediamente in un giorno. I ricercatori hanno diviso il campione in cinque categorie e hanno scoperto che, a seconda della quantità di catrame assunta giornalmente, il rischio rispetto alla categoria più bassa aumentava progressivamente: 1,16; 1,85; 2,42; 2,50, passando dalla seconda alla quinta categoria. Come dire che, forse, per limitare il rischio di conseguenze cardiovascolari, più del numero di sigarette fumate in un giorno, è importante controllare l'etichetta e, quindi, calcolare quant'è, complessivamente, la quantità di catrame assunta.

 

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Obesità: attività fisica vero e proprio farmaco

L'attività fisica nei grandi obesi è un vero e proprio farmaco: prescritta, dosata e "misurata" con tanto di posologia, indicazioni e controindicazioni ha efficacia proprio come un medicinale. Lo afferma l'endocrinologo Alessandro Sartorio, esperto di obesità presso l'Istituto auxologico italiano di Milano che, dati alla mano, cita un recente studio dal quale è emerso che «con una riduzione di peso del 4% in persone con grave obesità si riesce ad abbassare del 16% il rischio cardiovascolare, in termini di colesterolo totale, pressione sistolica e diastolica». «L'attività fisica nelle persone obese - spiega l'esperto - è fondamentale e va accompagnata ovviamente alla dieta e al counselling psicologico. Solo così si riducono i rischi per il cuore, si controlla il diabete e nelle persone più anziane il pericolo rappresentato dall'osteoporosi, oltre ovviamente a ridurre il peso, vero ostacolo all'autonomia funzionale delle persone obese, anche nei più semplici gesti quotidiani. In Italia - conclude - il problema dei chili di troppo è un fenomeno in costante aumento, che interessa il 35% della popolazione in sovrappeso e il 10% obeso».

 

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Cancro: dagli USA arriva un vaccino personalizzato

Un vaccino che stimola le difese immunitarie dell'organismo addestrandolo ad attaccare il tumore è stato testato su 13 pazienti con cancro alla prostata al Duke University Medical Center, nel North Carolina. «Non è un vaccino generico, ma specifico e mirato per ogni singolo paziente, e per il suo singolo tipo di cancro» spiegano gli autori dello studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigations. Il trattamento sperimentato permetterebbe al sistema immunitario di "smascherare" e quindi contrastare le cellule cancerose. Il sistema immunitario infatti attacca gli "invasori" (virus, batteri, agenti patogeni) perché li riconosce come estranei, ma questo non può accadere con le cellule tumorali perché esse appartengono all'organismo stesso. I ricercatori americani hanno fuso le cellule dendritiche che attivano la reazione del sistema immunitario dei soggetti ammalati con il Rna (cioè il corredo genetico) degli antigeni specifici della prostata dei pazienti stessi. Le cellule ibride così ottenute sono state poi iniettate ai malati. Le cellule si sono moltiplicate e hanno dato il via alla loro azione protettiva: dalle analisi di laboratorio è risultato che in 7 casi la progressione del tumore è rallentata.

 

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Cancro al seno: isolato il terzo gene

Scoperto il terzo gene reponsabile del tumore al seno. Si tratta dell'ATM, un gene che risulta mutato nell'atassia telangiectasia, malattia ereditaria recessiva che aumenta la predisposizione al cancro. Ma, prima di questo studio, non c'erano prove che il gene predisponesse al tumore al seno. I ricercati australiani del Queensland Institute of Medical Research di Brisbane, hanno scoperto che l'ATM contiene due mutazioni che espongono ad un rischio quasi 16 volte superiore alla media di ammalarsi. Nello studio pubblicato sul Journal of the National Cancer Institute, sono state analizzate più di 1000 donne sane o con precedenti di cancro al seno, portatrici di almeno una delle due mutazioni. Queste sono risultate responsabili del cancro in alcune famiglie con tumore al seno multiplo. Altri due geni responsabili della malattia erano stati identificati negli anni '90, ricordano i ricercatori che sottolineano la necessità di ulteriori studi per chiarire il ruolo dell'ATM.

 

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Una sonda intelligente per controllare il cuore "sotto i ferri"

Una nuova "assicurazione sulla vita" per i 20 mila italiani che ogni anno subiscono interventi chirurgici a cuore fermo. è una specie di sonda "intelligente": dice ai medici quando ossigenare il muscolo sotto i ferri, per non farlo soffrire ed essere certi che torni a battere a operazione terminata. La tecnica, messa a punto dall'equipe del dottor Angelo Graffigna dell'ospedale Santa Chiara di Trento, è già sperimentata con successo su 19 pazienti. La metodica"'made in Italy", si legge in una nota dei suoi inventori, è in grado di evitare quei deficit contrattili che negli interventi di by-pass aorto-coronarico uccidono il 3% degli operati, nelle sostituzioni di valvola aortica il 4%, in quelle di valvola mitralica il 6% e nella sostituzione di più valvole o nel trattamento degli aneurismi più del 10%.

 

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In ospedale ci si ammala di depressione

Fino a pochi anni fa, il paziente ricoverato in ospedale aveva una sola malattia. Oggi, a sorpresa, ogni ricoverato ha una malattia principale, grave e un'altra più lieve. è quanto emerge da uno studio nazionale della FADOI (Federazione delle Associazioni Dirigenti Ospedalieri Internisti) presentato dal presidente Salvatore Di Rosa all'inaugurazione del Centro Studi. La malattia principale per cui migliaia di italiani si ricoverano ogni anno in ospedale è lo scompenso cardiaco cui si associa l'ipertensione arteriosa, il diabete e la bronchite cronica. Un dato sorprende al momento riguarda i ricoverati in Sicilia ma si ha l'impressione che possa evidenziarsi anche in altre realtà italiane: uno su due ricoverati soffre di depressione. La differenza fra il Nord e il Sud sta nel fatto che nelle regioni settentrionali il malato sta in ospedale in media tre giorni in più del malato ricoverato in un ospedale del Sud. «Si tratta - dice il presidente della FADOI, Di Rosa  - di un Osservatorio sull'andamento delle malattie nelle settecento Divisioni di Medicina Interna di tutto il Paese. Il Centro Studi ha l'obiettivo di diventare un Osservatorio privilegiato a disposizione del Ministero della Salute e delle Regioni. Quest'Osservatorio intende fornire dati epidemiologici documentati sulla popolazione malata e sulla Ricerca Clinica ospedaliera».

 

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Risonanza magnetica svela rischio ictus

Le placche aterosclerotiche pronte a rompersi, a ostruire la carotide e provocare un ictus possono essere identificate dalla risonanza magnetica ad alta risoluzione che riesce a visualizzare la struttura che la racchiude, chiamata capsula fibrosa. I medici dell’università di Washington hanno riscontrato che il 70% dei soggetti in cui la capsula appariva rotta e il 50% di quelli in cui risultava assottigliata avevano avuto recentemente un ictus o un attacco ischemico transitorio. Rispetto alle capsule che si presentavano integre e spesse, i segni di rottura indicavano un rischio 23 volte più elevato di ischemia cerebrale. Ciò significa che la risonanza magnetica ad alta risoluzione consente di individuare le placche aterosclerotiche instabili che sono indici di un rischio molto elevato di ictus. L'indagine consente di mettere in luce soggetti ad altissimo rischio e di intervenire con un trattamento alle placche presenti nella carotide.

 

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Colon irritabile: può dipendere dal glutine

La proteina presente nel frumento, nel mais, nell'orzo e in alcuni legumi può scatenare la sindrome da colon irritabile. Una ricerca britannica pubblicata su Lancet accusa il glutine dopo aver preso in esame 300 donne affette da sindrome da colon irritabile e 300 sane. Il 20% delle malate presentava oltre ai gonfiori, all’alternanza di stitichezza e diarrea, tipici del colon irritato, anche un appiattimento dei villi intestinali caratteristici caratteristici del morbo celiaco.

 

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Alzheimer: non colpisce dopo i novant'anni

Il rischio di Alzheimer sembra essere scongiurato dopo i novant'anni. è questo il risultato di una ricerca condotta da un'equipe della John Hopkins University che preso in considerazione 3308 soggetti, tra uomini e donne, di età superiore ai  65 anni. Dalla ricerca è emerso che il rischio della malattia raddoppia ogni cinque anni fino a ridosso dei novanta, quando l'aumento regolare del rischio si ferma. La ragione sembra essere genetica anche se non collegata al gene ApoE, uno dei più significativi nel predire la malattia. Sembra, infatti, che dopo l'analisi del Dna anche i soggetti con il gene in una delle sue varianti siano stati risparmiati dall’Alzheimer. Un'ultima curiosità: dopo gli 85 anni il rischio Alzheimer è maggiore per le donne rispetto agli uomini.

 

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Ictus: vaccino antinfluenzale riduce rischio del 40%

Il vaccino antinfluenzale protegge anche dall'ictus. Secondo uno studio condotto in Francia e pubblicato sulla rivista Stroke, negli anziani vaccinati il rischio si ridurrebbe del 40%. Ricerche precedenti avevano già dimostrato che le infezioni possono avere una responsabilità nell'insorgenza di ictus o nell'infarto del miocardio, probabilmente a causa di una modificazione delle placche che riducono le arterie e posso "migrare" per ostruirne altre.Tenendo conto dell'età, dei fattori di rischio tradizionali, dell'uso di antibiotici i ricercatori hanno verificato che il vaccino antinfluenzale è protettivo anche contro l'ictus, nelle persone tra i 60 e i 75 anni. Fra i più anziani, invece, il beneficio della vaccinazione è meno evidente.  

 

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Diabete, un test più preciso

Si potrebbero mettere in luce molti più casi di diabete se al posto della glicemia si misurasse l'emoglobina glicosilata (HBA1c), un tipo di analisi che riflette i livelli di zucchero nel sangue nei 2-3 mesi precedenti ma viene solitamente riservato a chi il diabete lo ha già. è quanto rivela uno studio condotto negli Usa e pubblicato sul Journal of General Internal Medicine. I ricercatori hanno seguito e sottoposto al test 1.200 uomini che con i consueti esami non erano risultati affetti da diabete. Con la misurazione dell'emoglobina glicosilata, invece, al 5% dei soggetti è stata riscontrata la malattia. Secondo lo studio, la misurazione dell'emoglobina glicosilata, eseguita come test di screening di persone sane, è più efficace nell'individuare nuovi casi di diabete che non la glicemia a digiuno.

 

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Osteoporosi: fratture ossee segni da non trascurare

Le fratture ossee nell'età adulta contribuiscono, nelle donne, ad aumentare il rischio di osteoporosi dopo la menopausa. è questo il risultato di una ricerca condotta in Nuova Zelanda su 1.300 donne di età compresa fra i 18 e i 65 anni di età. L'indagine, pubblicata su Archivies of Internal Medicine, ha messo in evidenza che, indipendentemente da età, peso, terapia ormonale, fumo e alcol, il rischio di incorrere in fratture osteoporotiche dopo la menopausa aumentava del 74% nelle donne che avevano avuto fratture tra i 20 e i 50 anni. I ricercatori neozelandesi raccomandano a chi ha avuto fratture, non determinate da incidenti stradali, di porre particolare attenzione alla prevenzione della osteoporosi, controllando spesso la densità minerale ossea, adottando una dieta ricca di calcio e praticando attività fisica.

 

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Infarto: Tac in "3D" rivela rischio in 30 secondi

Una Tac in 3 dimensioni svela in 30 secondi il rischio d'infarto. E "fotografa" senza dolore tumori al colon, anche solo di 6 mm, con una precisione del 95%. L'apparecchiatura "Hollywoodiana", basata su tecnologie simili a quelle dei film di animazione, è attiva da 8 mesi in 4 ospedali italiani. «Misura la quantità di calcio nelle coronarie - spiega Giovanni Ussia, ricercatore dell'Università di Bologna, che utilizza la super-Tac presso la struttura accreditata Villa Giose di Crotone - permettendoci di valutare il rischio di una futura malattia cardiaca». Sono già più di 2000 gli italiani cha hanno provato la nuovissima Tac tridimensionale per esami a "effetti speciali", ad Avellino, Crotone, Modena e Torino.

 

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Addio by-pass, arriva nuova "molletta medica"

In arrivo in Italia una "molletta meccanica" imbevuta di spaciali farmaci, che potrebbe "mandare in pensione" i by-pass aorto-coronarici. «Si chiama coated stent - spiega il professor Franco Romeo, direttore della Cardiologia dell'Università' di Tor Vergata - e sarà disponibile sul mercato in pochi mesi, per rivoluzionare la vita di migliaia di cardiopatici italiani. In moltissimi casi non sarà più necessario impiantare il by-pass - assicura - perché con il nuovo stent le coronarie, che tendevano a richiudersi dopo l'angioplastica tradizionale, "resteranno libere". Si potranno, così, eseguire più angioplastiche, evitando un intervento chirurgico invasivo e molto demolitivo: «per un "ponte arterioso" - ricorda Romeo - occorre, infatti, aprire il torace e mandare il paziente in arresto cardioplegico e in circolazione extracorporea».

 

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Sangue: kit "tascabile" per analisi ultrarapide

Un kit "tascabile" per esami del sangue ultrarapide, 10 volte più veloci di quelle effettuate dai laboratori di analisi. Lo stanno mettendo a punto alcuni ricercatori di Singapore - riferisce il quotidiano The Straits Times - così da offrire ai medici di famiglia uno strumento di diagnosi affidabile ma al contempo facile da usare, che non li obblighi a indirizzare i propri pazienti ai centri specializzati. Il nuovo dispositivo non comporta l'impiego di siringhe, perché per l'analisi è sufficiente una goccia di sangue ottenuta pungendosi con uno spillo, ed è in grado di leggere le informazioni contenute nel Dna. Per questo, annunciano i suoi creatori, «stiamo cercando di adattarlo anche all'analisi dei capelli, del sangue secco e dello sperma», tra le più comuni fonti di "segreti" genetici.

 

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Cuore: troppe morti per soccorsi tardivi

In Italia, il ritardo nei soccorsi è ancora responsabile di troppi morti evitabili per infarto e morte improvvisa. Per "tagliare" questi decessi, basterebbe applicare la legge che autorizza l'uso dei defibrillatori anche al personale non sanitario. A lanciare l'allarme è Gianni Spinella, presidente del Coordinamento nazionale dei pazienti cardiopatici (Conacuore), che si fa portavoce dell'appello rivolto dai pazienti a istituzioni, medici e autorità affinché "la legge non rimanga sulla carta". «Solo il 2-3% di quanti sono colpiti da morte improvvisa - afferma Spinella - sopravvive. Eppure, questa percentuale può rapidamente aumentare quando il defibrillatore arriva in tempo: gli esperimenti pilota condotti a Modena e a Piacenza, con alcune volanti della polizia dotate di apparecchio salvavita e personale addestrato, hanno aumentato la sopravvivenza fino al 20%. Ma sono esperienze limitate. Ci siamo battuti a lungo - sottolinea - per avere la legge: ora è sconsolante vedere come la sua applicazione sia limitata».

 

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Ricoveri più lunghi se si vive al Sud

La malattia è la stessa i medici sono ugualmente bravi ma la durata dei ricoveri dipende dalla latitudine. L'Atlante della sanità italiana Prometeo ha preso in considerazione le oltre 11 milioni di schede di dimissione ospedaliera (SDO) che vengono redatte ogni anno, alle quali corrispondono altrettanti ricoveri. La maggior parte dei ricoveri riguardano i tumori (10,0 giorni in media), malattie dell'apparato digerente (9,2 giorni) e patologie del sistema circolatorio e traumatismi e avvelenamenti (8,8 giorni per entrambi i gruppi). Chi vive nelle Regioni settentrionali trascorre in media meno tempo in ospedale rispetto a chi vive del meridione. Toscana, Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna, Umbria, Piemonte sono, nell'ordine, le Regioni con il minor numero di giornate di ospedalizzazione di pazienti adulti ogni cento residenti: si va dai 42 giorni della Toscana ed i 46 giorni del Piemonte. Basilicata, Puglia, Lazio, Abruzzo, Calabria, Molise sono, al contrario, le Regioni per le quali si registrano i valori più elevati (dai 57 giorni della Basilicata fino ai 61 giorni del Molise); le altre nove Regioni restano attorno alla media nazionale. Esclusa la provincia di Bolzano, tutte le Regioni del nord sono però caratterizzate da un numero di giornate di ospedalizzazione per tumori superiore alla media nazionale, fino a toccare l'apice con la Valle d'Aosta. Le giornate di ospedalizzazione per malattie del sistema circolatorio risultano essere oltre la media nazionale in tutto il meridione escluse le Isole ma fino a comprendere il Lazio e le Marche. Altrettanto nettamente si disegna la tendenza per le malattie dell'apparato digerente che obbliga i pazienti del sud a ricoveri più lunghi.

 

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Inquinamento: Veronesi, aumentano rischi per la salute

"Le polveri da 1 a 5 micron sono quelle pericolose perché rimangono intrappolate nei bronchi: se fossero polveri inerti alla lunga darebbero patologie croniche come asma o bronchiti, ma se hanno assorbito sostanze cancerogene aumentano quei problemi che potrebbero portare alla formazione di tumori dei polmoni". Lo ha affermato l'ex ministro della Sanità Umberto Veronesi, partecipando a una conferenza dell'Associazione Italiana per la ricerca sul cancro. Parlando dell'emergenza inquinamento, Veronesi ha spiegato che sostanze cancerogene sono presenti soprattutto nel traffico veicolare e nel riscaldamento con gasolio. «Bisogna fare qualche cosa - ha detto - fare leggi intelligenti per ridurre l'inquinamento al minimo e questo si può fare». Per quanto riguarda le condizioni atmosferiche degli ultimi due mesi che, nel nord Italia soprattutto hanno portato a un lungo periodo di siccità e di conseguenza innalzamento dei livelli d'inquinamento, Veronesi ha detto che «questa emergenza è dovuta a condizioni atmosferiche particolari che credo non si ripeteranno per altri 20 anni. Ma questo non è il problema di fondo, il problema è creare condizioni strutturali che stabilmente contribuiscano a far diminuire l'inquinamento».

 

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In tutta Italia arance rosse per sostenere ricerca su cancro

Arance rosse di Sicilia "messaggere" contro i tumori. Sabato 26 gennaio 2002 arriveranno in massa (1,3 milioni di chili) in 2mila angoli d'Italia, piazze o scuole elementari e medie, per invitare i cittadini a un acquisto sano e solidale, destinato a sostenere l'attività dell'Associazione italiana per la ricerca contro il cancro (Airc). L'incasso previsto per la 13esima edizione dell'iniziativa Le arance della salute, ha riferito in conferenza stampa a Milano il presidente dell'Airc Jacopo Vittorelli, è di 3,6 milioni di euro. Il contributo richiesto per ognuna delle 435mila reticelle è di 8 euro e i volontari in campo saranno 20mila, più 200mila alunni di 500 scuole.

 

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Le unghie svelano i nostri malanni

Le unghie portano incisa la "geografia" dei malanni: possono rivelarci quali patologie "coviamo" e quali abbiamo già sviluppato senza rendercene conto. Basta saperle guardare, dice il professor Marcello Monti, dermatologo dell'Istituto clinico Humanitas di Rozzano, Milano. Proprio come fanno i medici tibetani, che iniziano a visitare un paziente partendo dalle sue unghie. Un'unghia sana infatti, segno di un corpo sano, «è resistente e rosa, uniforme e levigata», mentre se c'è qualcosa che non va si riga, cambia forma, colore o spessore. In genere, prosegue Monti, «se solo un'unghia o due presentano un'anomalia, e' probabile che il problema sia esterno, mentre se sono tutte le unghie a cambiare è ragionevole sospettare una malattia interna».

 

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Influenza: a carnevale 600mila italiani a letto

Carnevale a letto con l'influenza per 600mila italiani, costretti a rinunciare a feste e travestimenti. La settimana delle maschere, infatti, coinciderà con il picco massimo dell'epidemia, che ha già colpito 200mila nostri connazionali nell'ultima settimana, 800mila dall'inizio dell'inverno. La previsione è di Fabrizio Pregliasco, responsabile dell'Istituto di virologia milanese Centro interuniversitario per la ricerca sull'influenza. A fine stagione la cinese avrà messo a letto 3 milioni di italiani, 1 milione e mezzo fra bimbi e adolescenti fino ai 14 anni d'età'. «I nuovi casi sono in aumento - spiega Pregliasco - già dalle ultime tre settimane, con 3 italiani colpiti ogni 1.000 abitanti, quasi 5 fra i più piccoli. Il picco massimo arriverà fra 2 o tre settimane, con quasi il triplo di adulti a letto ogni 1.000 abitanti, seguito da una coda di altre 6 settimane». Le più influenzate sono le regioni del centro Italia, in testa Lazio e Campania, seguite dall'Emilia Romagna. Il virus, infatti, ha contagiato anche buona parte del Nord. Le più fortunate, invece, Sicilia e Calabria, che, nonostante il freddo record di queste ultime settimane, contano pochissimi casi.

 

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Nas in centri anziani e salute mentale, riscontrate 240 infrazioni

Carenze igieniche, strutture insufficienti, mancanza di sistemi di sicurezza, esercizio abusivo della professione, uso di farmaci scaduti, mancanza di impianti elettrici. Sono queste le irregolarità più frequenti accertate dai Nas che, d'intesa con il ministero della Salute hanno ispezionato le strutture per anziani e i centri di tutela per la salute mentale su tutto il territorio nazionale. I carabinieri del corpo speciale, su 1.086 controlli, hanno rilevato 240 infrazioni penali e amministrative, hanno sequestrato una casa di riposo e avviato 6 proposte di sospensione dell'attività'.

 

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Bus navetta per anziani all'ospedale Pertini di Roma

Buone notizie per gli anziani che abbiano bisogno di frequentare l'Ospedale Sandro Pertini di Roma. Dal primo febbraio prossimo, per iniziativa della Asl Roma B, potranno usufruire di un servizio di "bus navetta" per spostarsi dall'ingresso dell'Ospedale ai servizi sanitari interni. Il bus navetta circolerà dal lunedì al sabato, dalle 8 alle 18, con un intervallo di 15 minuti. «Spero - ha spiegato il direttore generale della Asl, Cosimo Giovanni Speziale - che la nostra iniziativa trovi un positivo riscontro nella utenza in generale, ma in particolar modo negli anziani, finora costretti a percorrere a piedi lunghi tratti all'interno del Pertini».

 

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Ictus, più serio per chi è ansioso

I risultati di una ricerca pubblicata sulla rivista American heart association hanno dimostrato che le persone ansiose o depresse hanno più possibilità di essere colpite da ictus. Questo serio disturbo, causato da un'emorragia del cervello e caratterizzato dalla perdita di conoscenza e da una paralisi parziale o totale del corpo, si manifesta circa tre volte in più in chi soffre di disturbi dell'umore, come ansia e depressione.

 

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