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Archivio delle notizie flash

   

Gennaio 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Virus e batteri causano 15% tumori

Sesso: fa bene al cuore anche dopo i 50 anni

Dentisti: spaventano italiani perché fanno male e costano

Smog, chiudersi in casa non serve

Sanità, inutili 3 ricoveri su 4 per "banali" interventi

Con gli anni la donna ingrassa più dell'uomo

Cancro: una proteina può uccidere le cellule maligne

Olio di foca per combattere aterosclerosi e ipertensione

Freddo gela la pelle, a rischio dermatite 1 italiano su 5

Anziani: medici di famiglia, giusto valorizzare assistenza domiciliare

Euro, infezioni "viaggiano" con moneta unica

Dieta a base di verdure per l'artrite reumatoide

Studio svedese, lo stress fa ingrassare

Studio italiano modifica cura per calcoli renali

La vitamina A aumenta il rischio di frattura nelle donne

Latte caldo e arance per combattere il raffreddore

Le donne italiane si sentono in cattiva salute

Le infezioni aumentano il rischio di aterosclerosi

Cuore, dopo 11 settembre aumentano del 20% infarti in Italia

Sirchia, nel 2002 meno liste di attesa e viaggi speranza

Vino rosso? Ecco perché fa bene

2 milioni di italiani a rischio frattura osteoporosi

Cancro: sport riduce del 25% rischi in uomini di mezza età

Stress, colpisce il pensionato più del manager

Sirchia, promosso con 7+ da "addetti ai lavori"

Istat: malattie respiratorie le più diffuse in Italia

Bere con regolarità diminuisce il rischio d'infarto

Mele e selenio riducono rischio asma

Pressione, scende se si mangia con pochi grassi

    

  

 

Latte caldo e arance per combattere il raffreddore

Con le temperature sotto zero e il mal di gola che incombe, niente di meglio dei rimedi della nonna. Parola di Giacinto Miggiano, diretto del Centro di nutrizione clinica dell'Università Cattolica di Roma, che contro il bruciore alla gola suggerisce un bel bicchiere di latte caldo, con miele o zucchero. «Nel caso di malattie da raffreddamento - assicura l'esperto - l'indicazione di bere bevande liquide calde con l'eventuale aggiunta di miele, che ci arriva dalla tradizione, è corretta: oltre a reintegrare il fabbisogno idrico, si favorisce la deglutizione, ostacolata dal mal di gola. Utili, in questi casi, anche i cibi tiepidi o caldi». E la tavola può aiutare a tornare in forma dopo un raffreddore. Frutta e spremute d'arancia ricche di antiossidanti, infatti, possono proteggerci e rinforzare le nostre difese immunitarie. «Agrumi, kiwi e frutta fresca sono molto utili - continua il nutrizionista - abbinati ad un menu leggero, che non affatichi l'intestino ma sia nutriente. Mai come in questo periodo, dunque, è utile mangiare 5 porzioni di frutta o verdura al giorno».

 

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Le donne italiane si sentono in cattiva salute

Sono le donne ad avere una peggiore percezione della propria salute ed il divario rispetto agli uomini aumenta all'elevarsi dell'età, anche per effetto della maggiore prevalenza di malattie croniche, specie fra le donne anziane. È quanto rileva l'Istat con l'indagine Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari che registra i principali fenomeni relativi alla salute e alla fruizione dei servizi. Il campione comprende 52.300 famiglie, per un totale di circa 140.000 individui, distribuiti in 1.449 comuni italiani. Per una valutazione globale dello stato di salute - spiega l'Istituto - non si fa più riferimento in modo esclusivo al benessere fisico e all'assenza di malattia ma viene attribuita un'importanza crescente alla percezione soggettiva delle condizioni di salute, quale strumento per cogliere aspetti non rilevabili mediante indicatori tradizionali, come morbosità e mortalità. Complessivamente, la popolazione di 14 anni e più ha espresso un giudizio positivo sulle proprie condizioni di salute. Soltanto una quota del 7,9% dichiara negativo o molto negativo il proprio stato di salute e il 56,6% afferma invece di sentirsi bene o molto bene. L'autovalutazione della salute è strettamente associata al naturale deterioramento delle condizioni fisiche: peggiora quindi sensibilmente all'aumentare dell'età. Si osserva infatti - rileva l'Istat - una quota molto elevata di persone di 75 anni e più che riferiscono di essere in cattive condizioni di salute (30,6%, a fronte del 7,9% di media nazionale). Già nella fascia di età tra i 55 e i 64 anni dichiara di stare ''male/molto male" l'11,7% delle donne a fronte di una percentuale dell'8,8% di uomini della stessa età; la quota sale al 33,3% e al 25,8% rispettivamente per donne e uomini di età superiore ai 75 anni.

 

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Le infezioni aumentano il rischio di aterosclerosi

Le infezioni aumentano il rischio e la gravità dell'aterosclerosi. Ma colpevole non è un solo batterio o un solo virus. A mettere in crisi il sistema cardiocircolatorio è, invece, il numero di infezioni che colpiscono il paziente nel tempo. È l'ipotesi indicata in uno studio tedesco, pubblicato sulla rivista Circulation, che "assolve" i singoli microrganismi, "indiziati" in studi precedenti (l'Helicobacter Pylori, la Chlamydia pneumoniae e il cytomegalovirus) per "processarli" tutti insieme. L'aterosclerosi, infatti, sarebbe il frutto dell'accumulo di diverse infezioni che contribuiscono ad aumentare l'infiammazione. I ricercatori tedeschi hanno analizzato 572 pazienti, ricercando nel loro sangue gli anticorpi di differenti agenti patogeni. Si è scoperto, così, che le persone che avevano avuto 4 o 5 diverse infezioni erano esposte ad un rischio quasi doppio (moltiplicato per 1,8) rispetto a quelli che non ne avevano avute da 0 a 3. Ancora peggiore il risultato per chi aveva nel sangue da 6 a 8 anticorpi: il rischio, in questo caso, era moltiplicato per 2,5.

 

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Cuore, dopo 11 settembre aumentano del 20% infarti in Italia

L'11 settembre ha lasciato il segno il "segno" nel cuore degli italiani. Nelle due settimane successive all'attacco terroristico di New York e di Washington, infatti, sono aumentati del 20% infarti e aritmie cardiache nel nostro paese. Lo riferiscono alcuni centri specializzati, distribuiti su tutto il territorio nazionale, che hanno registrato un aumento soprattutto fra gli over65enni. «Il fenomeno - si legge sulle pagine della rivista Cuore e salute del Centro per la lotta contro l'infarto - è simile a quello che si verifica durante i terremoti. Evidentemente in entrambe le situazioni, i fattori psicologici di angoscia e depressione diventano fattore scatenante nei cuori che hanno già i presupposti perché un'arteria coronarica si possa chiudere improvvisamente».

 

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Sirchia, nel 2002 meno liste di attesa e viaggi speranza

Una sanità di qualità con meno liste di attesa, niente più viaggi della speranza e nuove "spinte" alla ricerca scientifica per cure innovative. È questo l'augurio per il 2002 del ministro della Salute, Girolamo Sirchia, che traccia un bilancio dei risultati ottenuti nell'anno appena conclusosi e dei progetti "in cantiere". «Con il nuovo anno - dice Sirchia - arriverà anche il Piano sanitario nazionale, ormai quasi pronto, che punta innanzitutto ad una sanità di qualità, fatta di centri d'eccellenza, anche nelle regioni più deboli, che offrano prestazioni di alto livello ed eliminino così i viaggi della speranza. Ma "forte" anche di investimenti nella formazione dei medici e degli infermieri e del riordino dei grandi ospedali». Obiettivi ambiziosi, inoltre, anche nella ricerca scientifica. Soprattutto «nel campo della genetica e delle cellule staminali che - ricorda il ministro - hanno già beneficiato, con la legge finanziaria, di un potenziamento dei fondi per 40 miliardi di lire. Speriamo - aggiunge - di aumentare ancora gli investimenti o le detassazioni sulla ricerca, per arrivare alla messa a punto di nuovi farmaci e nuovi strumenti di cura».

 

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Vino rosso? Ecco perché fa bene

L'alcol è considerato una minaccia per la salute, ma da tempo si è scoperto che il vino rosso, ovviamente in quantità moderate, protegge in qualche modo dalle malattie cardiovascolari, anche se non era molto chiaro in che modo. Ora un gruppo di ricercatori dell'Università di Leeds, in Inghilterra, ha scoperto che il vino blocca un composto cellulare che si pensa sia un fattore chiave nel favorire l'accumulo di grassi nei vasi sanguigni. Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, mostra che alcuni composti presenti nel vino rosso inibiscono la formazione dell'endotelina-1, una sostanza che fa contrarre i vasi sanguigni intrappolando i grassi. Il fatto che il vino bianco e il rosé non sembrino avere alcun effetto sulla produzione dell'endotelina-1 implica che i polifenoli, sostanze presenti nella pelle dell'uva che finiscono solo nel vino rosso, siano probabilmente l'ingrediente attivo. In passato i polifenoli erano già stati tirati in causa per spiegare la salubrità del vino rosso, ma solo in virtù del loro potere antiossidante. Ora Tony Turner conta di proseguire la ricerca misurando la produzione di endotelina-1 in alcuni volontari prima e dopo il consumo di vino rosso. Lo studio per ora è stato infatti condotto con cellule cardiache di vacca in coltura, per cui è necessario stabilire se effettivamente lo stesso meccanismo è presente anche negli esseri umani. Se i risultati saranno positivi, probabilmente si potrà calcolare la quantità ottimale di vino rosso in grado di fornire il massimo beneficio senza farci incappare in troppi effetti "sgradevoli" dovuti all'alcol.

 

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2 milioni di italiani a rischio frattura osteoporosi

Nei prossimi dieci anni almeno due milioni di italiani si frattureranno un osso a causa dell'osteoporosi. La malattia in forte aumento causa ogni venti secondi una frattura nei Paesi dell'Occidente. A chiedere ascolto è l'Associazione dei pazienti (Aila, Lios) che rivolgono l'appello al ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per un incontro che apra la strada a prevenzione e farmaci gratis. Attualmente si calcola che il 26% delle persone rinunci all'acquisto delle terapie prescritte per problemi economici e che il 55% paghi di tasca propria i farmaci. Ogni anno, ha riferito Sergio Ortolani, presidente della Lega italiana osteoporosi, si contano in Italia 78.000 persone obbligate al gesso al femore con costi tra i 1.000 e i 1.100 miliardi. Dopo i 70 anni la frattura causa un aumento della mortalità del 30%. L'osteoporosi inoltre è causa di 100.000 fratture di vertebre l'anno. La richiesta delle associazioni è quella di un accesso gratuito alla terapia per tutti coloro che portano i segni della malattia ma anche per coloro che vivono in una condizione di alto rischio. La proposta è sostenuta dall'Associazione donne europee e federcasalinghe che ha avviato una raccolta di firme per dichiarare l'osteoporosi malattia sociale.

 

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Cancro: sport riduce del 25% rischi in uomini di mezza età

Lo sport è un ottimo alleato per gli uomini di mezza età. L'attività' fisica, infatti, riduce del 25% il rischio di ammalarsi di alcune forme tumorali. Lo rivela uno studio prospettico, realizzato da un'equipe britannica su 7.588 uomini tra i 40 e i 59 anni, che sono stati seguiti per circa 20 anni. Nel lungo periodo di osservazione il numero dei casi di tumore registrati, esclusi i melanomi, si è attestato a 969. Dopo un "aggiustamento" delle variabili come età, tabagismo, consumo di alcol, classe sociale, il rischio di cancro risultava ridotto di circa il 25% tra gli uomini sportivi. Tra quelli che esercitavano un'intensa attività fisica si è registrata una riduzione del rischio di cancro della prostata, di quello dello stomaco e di quello del tratto digestivo addirittura superiore del 62% circa. Al contrario, però, il tumore della vescica risultava fortemente in aumento (+79%). 

 

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Stress, colpisce il pensionato più del manager

Per colpa dello stress i pensionati rischiano di ammalarsi più dei manager rampanti. Parola di Massimo Biondi, responsabile del Servizio di medicina psicosomatica della Sapienza di Roma, che avverte «è lo stress "negativo" a renderci più vulnerabili alle malattie verso cui siamo predisposti, dai raffreddori ai tumori. E un neopensionato "costretto'" a lasciare il suo lavoro senza volerlo o prima del tempo è più vulnerabile di un professionista che lavora anche 12 ore al giorno, ma con entusiasmo e continue soddisfazioni, economiche e non. Il classico caso di stress positivo». Forzata inattività causano tristezza, frustrazioni, insonnia, improvvisi mal di testa, irritabilità, doloretti prima sconosciuti e disturbi del sonno. «Tutti segnali da non sottovalutare - prosegue Biondi - perché indicano che lo stress negativo sta prendendo il sopravvento, danneggiando la nostra salute». A peggiorare le cose, possono contribuire anche dermatiti e calo del desiderio sessuale. «È importante riconoscere che c'è un problema, e smettere di trascinarsi, facendo finta di niente». Lo stress negativo, che può nascere anche da un lavoro che non dà soddisfazioni, da pressioni prolungate, posizione passiva o subalterna, mancato riconoscimento del proprio impegno da parte degli altri, secondo studi internazionali, aumenta i rischi per il cuore, e le persone frustrate sul lavoro più delle altre corrono il pericolo di ammalarsi di cancro al colon.

 

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Sirchia promosso con 7+ da "addetti ai lavori"

Con un 7+ i medici italiani promuovono il ministro della Salute Girolamo Sirchia. Ma "rimandano" la sanità italiana. A compilare la pagella sono 50 addetti ai lavori del nostro paese: professori universitari, primari ospedalieri, industriali, rappresentanti dei medici e dei cittadini, intervistati. Il ministro, dunque, "porta a casa" un voto di 7,3, ma non riesce a superare il suo predecessore Umberto Veronesi, che l'anno scorso ottenne la media dell'otto. Diverse però le "riserve" sulla sanità italiana che, secondo gli intervistati, ha come problema principale gli "sprechi". Mentre, alla domanda su «quale settore della medicina ha fatto maggiori progressi» le risposte più gettonate sono "genetica" e "cuore".

 

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Istat: malattie respiratorie le più diffuse in Italia

Oltre 7 milioni di italiani colpiti da malattie respiratorie, minaccia per la salute più diffusa nel Belpaese. Quasi quattro milioni sono le vittime di patologie dell'apparato osteomuscolare (7%), mentre le malattie del sistema nervoso, dell'apparato circolatorio e di quello digerente affliggono 2 milioni di nostri connazionali. Un milione e mezzo, infine, ha sofferto di disturbi legati a traumi. È quanto emerge dal volume Istat ''Le condizioni di salute della popolazione''. Secondo l'istituto di statistica, 3 italiani su 10 riferiscono di essere stati colpiti, nel mese precedente l'intervista, da un trauma o da una malattia acuta. Il 12,4% soffre, invece, di almeno una malattia "grave" e ben 6 milioni di famiglie, il 28,1%, hanno almeno un componente affetto da patologie croniche gravi.

 

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Bere con regolarità diminuisce il rischio d'infarto

Le malattie cardiache possono essere combattute bevendo con regolarità qualche bicchiere di vino. Lo rivelano oggi alcuni scienziati, aggiungendo però che, sebbene l'alcol diminuisca la possibilità di avere un infarto, aumenta il rischio di morire per altre malattie non collegate al cuore. La ricerca, pubblicata sul giornale Heart, suggerisce che il classico bicchiere di rosso nelle persone di mezza età porta sicuramente vantaggi alla salute, ma favorisce l'insorgere del tumore. Gli scienziati, del University College Medical School di Londra, hanno studiato le abitudini di 7.735 uomini tra i 40 e i 59 anni provenienti da 24 città inglesi. Gli individui sono stati sottoposti a esami per lo studio di malattie cardiovascolari tra il 1978 e il 1980. Gli uomini sono stati anche interrogati sui loro stili di vita, incluso fumo, alcol e la loro storia clinica. È stato verificato che gli astemi o i bevitori occasionali che hanno iniziato a bere con regolarità nella mezza età, hanno minori possibilità di essere colpiti da malattie cardiache, ma il 40% di possibilità in più di morire di cancro.

 

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Mele e selenio riducono rischio asma

Scorpacciate di mele e cibi ricchi di selenio per ridurre il rischio di asma. A suggerire il menu "amico del respiro" sono i ricercatori britannici del King's College di Londra e dell'Università di Southampton, che hanno condotto uno studio pubblicato sull'American Journal of Respiratory and Critical Care Medicine. Dopo aver messo al microscopio la dieta di 1.500 adulti, i ricercatori hanno scoperto che chi mangiava almeno 2 mele a settimana aveva un rischio asma ridotto del 22-32%, rispetto ai meno "golosi". Stessi risultati per chi assumeva da 54 a 90 microgrammi di selenio al giorno, contro la quota minima di 23-30 microgrammi. Tutto merito, scrivono gli autori, degli antiossidanti presenti in mele e selenio. Questo minerale si trova in pasta arricchita, ma anche nelle noci brasiliane, nelle nocciole e nel tonno.

 

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Pressione, scende se si mangia con pochi grassi

Pressione "in picchiata" se si mangia con pochi grassi e poco sale. Una dieta ricca di frutta e verdura e poco saporita, infatti, porta ad un significativo calo della pressione del sangue, non solo in chi ne avrebbe bisogno, ma anche nelle persone con valori normali. A tutto vantaggio per la salute. A rivelare l'effetto benefico di un'alimentazione che metta al bando grassi e sodio, è una ricerca condotta da medici texani e supportata dal National Heart, Lung and Blood Institute di Bethesda, pubblicata sugli Annals of Internal Medicine. Gli esperti hanno monitorato la pressione di 412 americani, confrontando l'effetto di una dieta normale con una "ad hoc" anti-ipertensione. Scoprendo che i valori scendevano, nel secondo caso, sia negli ipertesi che nelle persone sane.

 

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