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Archivio
delle notizie flash
Giugno
2002
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Cancro:
in 1 caso su 2 colpisce "over 65"
Sanità,
numero verde su liste di attesa
Reumatismi:
caldo toccasana? per gli esperti è solo un mito
Vivono
più a lungo i fratelli dei centenari
Malattie
polmonari: un'arancia al giorno per prevenirle
Sono
ben 5 milioni le "signore del fitness"
Depressione,
in Italia è donna ed è casalinga
Infarto:
80mila l'anno in Italia, nuova cura anti-ricadute
Chi
è depresso rischia di più il Parkinson
Cancro,
sesso possibile con intervento "prostata da polpaccio"
Menopausa:
a 50 anni esplode sindrome "armatura arrugginita"
Amicizia,
elisir di lunga vita
Tumori:
cani addestrati a riconoscerli
Cervello
invecchia prima se la pressione è alta
Cancro:
al Sud si muore di più, parte campagna diritti malati
Parkinson,
funziona pacemaker e riduce i farmaci
Menopausa:
con ormoni "corretti" meno rischi cancro al
seno
Infarto,
bene sia farmaci che angioplastica
Studio
Usa: broccoli proteggono da cancro stomaco
Sanità,
censite le strutture cardiologiche d'Italia
Salsa
di pomodoro contro il cancro alla prostata
Cancro:
in 1 caso su 2 colpisce "over 65"
Oggi
circa la metà dei tumori colpisce pazienti anziani.
E, se negli ultimi anni la mortalità complessiva è
scesa nei Paesi Occidentali di circa il 6%, grazie ai
migliori trattamenti e alla diagnosi precoce, questo
calo per gli "over 65-70" non c'è stato. La
denuncia arriva da Umberto Tirelli, direttore del
Dipartimento di oncologia medica dell'Istituto
nazionale dei tumori di Aviano, intervenuto alla
Conferenza su bioterrorismo, tumori e Aids tenutasi a
San Marino. "Questo - spiega l'oncologo - non per
la maggiore aggressività dei tumori dell'anziano, ma
per lo scarso utilizzo della diagnosi precoce e degli
interventi terapeutici efficaci per i giovani".
Secondo il medico è necessario dare un "chiaro
messaggio a livello nazionale, affinché diagnosi
precoce, terapia e ricerca vengano sviluppate anche
per i pazienti anziani".
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Sanità,
numero verde su liste di attesa
Il
ministero della Salute ha attivato il numero verde 800571661 per permettere ai cittadini di
segnalare i ritardi per le attese di quelle
prestazioni ritenute urgenti. Tale numero consentirà, unitamente al
modulo presente
sul portale del Ministero, di denunciare ed evidenziare i disservizi riscontrati nelle
varie strutture sanitarie distribuite sul territorio
nazionale.
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Reumatismi:
caldo toccasana? Per gli esperti è solo un mito
L'estate è alle porte. Ma chi soffre di reumatismi
(quasi 5,6 milioni di italiani, secondo i dati Istat) non si
illuda di star meglio nei giorni caldi e secchi, né
tema di star peggio per colpa di afa e umidità: i
presunti effetti del clima, infatti, sono solo "un'impressione".
Un falso mito che cade, perché, parola di esperti,
nella maggior parte dei casi "l'unico vantaggio
recato al malato da un tempo soleggiato, caldo e secco
è il suo influsso positivo sull'umore, che favorisce
un atteggiamento più ottimista nei confronti degli
acciacchi". E al contrario, l'unico problema delle
giornate fredde e umide sarebbe "la meteoropatia" di
chi tende a deprimersi quando il cielo è grigio.
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Vivono
più a lungo i fratelli dei centenari
I
fratelli dei centenari vivono almeno 16-17 anni più a
lungo della media della popolazione e hanno una
maggiore resistenza alle malattie tipiche
dell'invecchiamento, potendo così arrivare più facilmente anche loro ai cent'anni o
più. Lo afferma
uno studio promosso da un gruppo di studiosi americani
al quale ha preso parte anche il ricercatore italiano
Annibale Puca che lo scorso anno aveva identificato
una zona del cromosoma 4 come sede di alcuni geni
della lunga vita. Lo studio, pubblicato sulla rivista
americana Proceedings of Nazional Academy of Sciences
e condotto dalla società specializzata in genetica
della longevità, Centagenetix, ha preso in
considerazione 444 famiglie che hanno avuto almeno un
centenario in casa. Il vantaggio dei fratelli dei
centenari, in termini di durata media della vita è stato netto: la vita media delle sorelle
è risultata
di 76,6 anni in confronto a 58,3 della popolazione di
controllo. Per i fratelli il vantaggio è stato
maggiore: sono vissuti mediamente fino a 70,4 anni a
differenza degli uomini "normali" che non hanno
superato 51,5 anni. Lo studio sarà la base per
ulteriori ricerche sui fattori genetici e ambientali
della longevità che saranno condotti anche in Italia
con la collaborazione dell'Associazione Longevità,
alla quale collabora Puca.
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Malattie
polmonari: un'arancia al giorno per prevenirle
Uno
studi inglese conferma l'importanza della vitamina C
per la salute dei polmoni. dai dati raccolti su un
campione di 1350 persone nel 1991 e poi a distanza di
10 anni è emerso che quelli che consumavano quantità
elevate di vitamina C e magnesio avevano polmoni più
sani e meno affetti da malattie croniche. Ma il dato
più sorprendente è che negli uomini che assumevano
dosi maggiori di vitamina C il declino della
funzionalità respiratoria legato all'età era
significativamente rallentato. Il consumo di buone
dosi di vitamina C è, dunque, associato ad una
migliore funzionalità respiratoria, a un suo più
lento declino e a un minor numero di malattie
polmonari croniche (bronchiti, enfisema). In pratica,
una dieta ricca di antiossidanti (vitamina C in
particolare), con almeno 2 porzioni al giorno di
frutta e 2 o 3 di verdura, neutralizza gli effetti
negativi sulle cellule dei radicali liberi.
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Sono
ben 5 milioni le "signore del fitness"
Presentati
a Roma i dati Fiaf e Adiconsum sugli italiani e la
palestra. Sette milioni di body-builder, in continuo
aumento. Per il 2010 il numero dovrebbe raggiungere i
15 milioni. Le donne si danno al body-building
molto più degli uomini. Le "signore della
palestra" sono 7 su 10 iscritti, una netta
maggioranza rispetto agli uomini. E nel complesso i
maniaci del fitness italiano sono 7 milioni. "Le
donne che vanno in palestra - precisa Paolo Adami,
presidente Fiaf - provengono per lo più dal
centro-nord e dalle città, e hanno una cultura e un
reddito familiare medio-alto. Il 45% degli utenti
di palestre e piscine ha 16-24 anni, ma non mancano
gli "over 55", in forte crescita". Gli
"occasionali" sono pochi: il 90% fa
fitness più di una volta a settimana. Se i più
giovani sono spinti da un desiderio di socializzazione
e dalla passione per particolari discipline, sopra i
20 anni c'è il desiderio di tenersi in forma e, con
l'età, di combattere l'invecchiamento. La scelta, per
loro, è fra 12.500 palestre e 4.500 piscine, cui si
sommano i 4.000 centri presenti in strutture
alberghiere. Con un business di rilievo: nel 2001 il
giro d'affari per il pianeta "fitness e bellezza"
è stato pari a 41.000 miliardi di vecchie lire, con
un fatturato per prodotti e attrezzature di 370
miliardi.
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Depressione,
in Italia è donna ed è casalinga
In
Italia, la depressione è donna e vive soprattutto tra
le mura domestiche. Colpisce, infatti, una donna su
cinque, in prevalenza le casalinghe. Seguono gli
anziani. La fotografia sul pianeta della depressione
in Italia arriva da un'indagine condotta
dall'Associazione italiana di psicogeriatria, che per
la prima volta ha studiato il fenomeno nei 120 Centri
specialistici pubblici e privati sparsi sul territorio
nazionale, su un totale di 1.250 pazienti.
Contrariamente a quanto si pensava sino ad oggi, i
meno depressi sono i laureati, i professionisti e gli
artigiani. Il fenomeno è infatti più diffuso
soprattutto tra coloro che hanno un titolo di studio
"basso": la maggior parte dei depressi ha la
licenza elementare, seguiti da quelli con il titolo di
scuola media inferiore e superiore. Solo in coda ci
sono i laureati. L'età' media è di 59 anni, la
fascia più interessata è quella tra i 45 e i 65
anni. Prendendo in esame le professioni, secondo
l'indagine sono in testa le casalinghe (39,4%),
seguite dai pensionati (14,5%), dagli impiegati
(12,15) e operai (10,3%). Agli ultimi posti i
professionisti (3,3%) e gli artigiani (2,4%).
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Infarto:
80mila l'anno in Italia, nuova cura anti-ricadute
Sono 80mila gli italiani colpiti ogni anno
dall'infarto; di questi, il 4-5% va incontro a
ricadute o a morte nei giorni immediatamente
successivi e il 10% entro 12 mesi. Uno studio internazionale, al quale ha partecipato
anche l'Italia, ha dimostrato che è possibile evitare
2mila casi l'anno di infarto, ictus e decesso
cardiovascolare, somministrando l'antitrombotico
clopidogrel insieme all'aspirina (farmaco standard nel
post-infarto). Lo studio Cure, "i cui risultati,
presentati al congresso dell'American College of
Cardiology - hanno ricordato gli esperti - hanno rivoluzionato le linee
guida Usa per il trattamento delle sindromi
coronariche acute. Dopo appena un anno dall'ultima
revisione". Il
trial, ha spiegato Maria Grazia Franzosi, direttore
del Dipartimento di ricerca cardiovascolare
dell'Istituto Mario Negri e coordinatore di Cure per
l'Italia, ha coinvolto 12.562 pazienti in 482 centri
cardiologici di 28 Paesi del mondo. Italia compresa,
dove sono state reclutate 538 persone in 34 strutture
specializzate. I soggetti arruolati sono stati
randomizzati tra aspirina e aspirina più clopidogrel.
Dopo 9-12 mesi
di trattamento, ha riferito l'esperta, "nel gruppo
che assumeva clopidogrel l'incidenza di mortalità cardiovascolare, infarto e
ictus risultava ridotta di
un quinto". Non solo, "anche gli episodi di ischemia
ricorrente e di scompenso cardiaco diminuivano molto".
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Chi
è depresso rischia di più il Parkinson
Uno
studio realizzato dall'Università di Maastricht
(Olanda) in collaborazione con l'Università di Leuven
(Belgio) ha evidenziato come chi soffre di depressione
abbia tre volte più probabilità di sviluppare il
morbo di Parkinson. Ha inoltre permesso di capire che
la depressione, sintomo comune di questo morbo, spesso
precede gli altri sintomi diventando pertanto un
segnale precoce per la diagnosi. A tali conclusioni si
è arrivati tenendo sotto controllo per 25 anni 1.358
persone a cui era stata diagnosticata la depressione
tra il 1975 e il 1990 ed altre 67.570 della stessa
età dei primi ma non depressi. Secondo i risultati
complessivi dello studio, terminato il 30 aprile
2000, dei 1.358 depressi 19, pari al 1,3%, hanno
sviluppato il morbo di Parkinson mentre solo 259
persone ossia lo 0,4% degli appartenenti al secondo
gruppo si è ammalato di Parkinson. Ad accomunare
parkinsoniani e depressi sono i bassi livelli di
serotonina nel cervello, un neurotrasmettitore in
grado di modulare la produzione di un altro, la
dopamina. Se è la carenza di serotonina a svolgere un
ruolo rilevante nella depressione, nel Parkinson è
quello relativo alla dopamina. è
evidente l'interrelazione tra i due sistemi
neurotrasmettitori.
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Cancro,
sesso possibile con intervento "prostata da
polpaccio"
Si
può tornare a fare l'amore dopo essere stati operati
di tumore alla prostata. Una possibilità oggi
concessa a chi si sottopone all'intervento, prima
"condannato" all'impotenza, grazie ad un
"accorgimento tecnico" in sala operatoria:
l'innesto di un nervo prelevato dal polpaccio del
paziente e sistemato vicino alla prostata "liberata"
dal cancro. Questa nuova tecnica è stata importata
dagli Usa e viene eseguita in diversi centri italiani.
"Con l'intervento chirurgico - spiega il professor
Pietro Cortellini, direttore del reparto di urologia
dell'ospedale di Parma - se il tumore è "confinato"
alla prostata, si guarisce nell'80% dei casi. è
nostro dovere, dunque, garantire a chi operiamo anche
la miglior qualità di vita possibile, permettendogli
di conservare l'erezione. Soprattutto per pazienti fra
i 50 e i 60 anni, ancora sessualmente attivi".
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Menopausa:
a 50 anni esplode sindrome "armatura
arrugginita"
Dolori diffusi, fitte improvvise, debolezza. Anche
muscoli, cartilagini e nervi subiscono i danni della
menopausa. Tanto che, fra le "over 50", spesso esplode
la "sindrome dell'armatura arrugginita".
"Le indagini più recenti - spiega Alessandra Graziottin, direttore
del Centro di ginecologia e sessuologia medica S.
Raffaele Resnati di Milano - mostrano che debolezza, dolori
articolari e immobilità hanno pesanti conseguenze
sulla qualità di vita, alterando il sonno e riducendo
la capacità di recupero della stanchezza. L'immagine
corporea è modificata dalla percezione, appunto, di
un'armatura arrugginita in cui la paziente si sente
intrappolata. E l'ansia per il futuro, sommata alla
depressione, aumentano percezione e cronicità del
dolore". Nelle
donne in menopausa, dunque, al rischio fratture da
osteoporosi, si somma quello dei danni dell'artrosi.
''Un disturbo che, se trascurato - precisa la
Graziottin - si trasforma in una patologia invalidante
per una donna su quattro, dopo i 50 anni".
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Amicizia,
elisir di lunga vita
Avere tanti amici allunga la vita. Non è un
semplice consiglio dettato dall'esperienza comune,
ma il risultato di uno studio pubblicato sulla rivista
Psychosomatic Medicine: le relazioni sociali
possono allungare la vita e aiutare a invecchiare
serenamente. Ricercatori della Los Angeles School of
Medicine hanno esaminato 1.200 uomini e donne tra i 70
e i 79 anni e hanno misurato loro pressione,
colesterolo, livelli ormonali, insulina: tutti
parametri che costituiscono il cosiddetto carico
allostatico, quello che negli anni può indurre
logoramento del sistema immunoneuroendocrino e varie
malattie, poiché rappresenta la risposta dell'organismo
all'invecchiamento. Negli uomini e nelle donne che avevano due o più
amici intimi i livelli di carico allostatico
risultavano molto inferiori. Al contrario, chi aveva
vissuto un matrimonio infelice oppure non aveva buone
relazioni sociali raggiungeva livelli più alti.
Secondo gli studiosi, avere interazioni positive nella
società e all'interno della famiglia contribuisce a
rendere buono anche il profilo biologico, e quindi
aiuta a combattere il normale logorio fisico e mentale
provocato dalla vita che passa. Allo stesso modo, chi
ha problemi coi propri cari, chi viene criticato in
continuazione dalle persone vicine, presenta in
generale un quadro clinico peggiore della norma.
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Tumori:
cani "addestrati" a riconoscerli
I
cani potranno "fiutare" i tumori. Si
tratterebbe di una tecnica pionieristica messa a punto
da un'équipe di ricercatori inglesi per la diagnosi
precoce di alcuni tipi di cancro servendosi, appunto,
del miglior amico dell'uomo. I cani, opportunamente
addestrati, potrebbero aiutare a scoprire, per
esempio, un tumore della prostata. Basterebbe fargli
annusare campioni di urine perché se l'odore cambia
in modo significativo i cani sono in grado di
riconoscerlo. Nel cancro della prostata si eseguono
test del siero che però, affermano i ricercatori,
"forniscono molti falsi positivi e alcuni falsi
negativi". Sono stati riscontrati casi di cani
che spontaneamente hanno cercato di mettere in guardia
i padroni da cambiamenti di nei che poi sono risultati
cancerosi. L'équipe inglese spera di poter addestrare
i migliori amici dell'uomo a reagire alle cellule
tumorali presenti nell'urina.
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Cervello
invecchia prima se la pressione è alta
Lucidità
mentale a rischio se la pressione
sanguigna è alta. Il cervello degli ipertesi infatti
invecchia prima, e secondo gli esperti "sono almeno
500mila gli anziani italiani minacciati dall'Alzheimer":
una malattia degenerativa del sistema nervoso centrale
che, nella sua forma tardiva, è favorita da valori
elevati di pressione arteriosa. Da qui l'idea della comunità
scientifica internazionale, che per la prima
volta al mondo sta sperimentando un farmaco
antipertensivo, il candesartan (molecola della famiglia dei
sartani,
antagonisti recettoriali dell'angiotensina), come "arma" per
rallentare il declino cognitivo di chi abbina età avanzata e
pressione oltre la norma. I risultati dello
studio, battezzato Scope e condotto su 5.000 anziani
ipertesi
di età fra i 70 e gli 89 anni, saranno resi noti verso la
fine di giugno. Si vedrà come un antagonista dei recettori
dell'angiotensina
sia in grado di controllare i valori pressori negli
anziani. Eventuali conferme saranno importanti, poiché sono
2.400mila gli ultraottantenni, cinque volte in più
rispetto a mezzo secolo fa. E per loro il rischio di
demenza e degenerazione delle funzioni cognitive è
alto: riguarda infatti circa un anziano su 5 (il 19%
della popolazione anziana tra gli 80 e gli 84 anni
presenta funzioni cognitive deteriorate o demenza) con
netta prevalenza per il sesso femminile.
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Cancro:
al Sud si muore di più, parte campagna diritti
malati
I
tumori uccidono di più nel Sud Italia. Nelle regioni
meridionali, infatti, le morti sono il doppio che nel
resto del Paese, nonostante il cancro sia meno
diffuso: 4,5 malati ogni 1.000 abitanti contro gli
11,5 casi su 1.000 del Nord. è
un Paese a due velocità anche di fronte alle
neoplasie quello che emerge dagli ultimi dati dei 14
Registri tumori e dell'Istat. Per colmare "questa
inaccettabile disuguaglianza" parte la "Campagna
per i diritti dei malati oncologici del Mezzogiorno",
un patto fra istituzioni, medici, ricercatori, malati
e società civile. E dal 18 al 21 settembre a Napoli,
nella regione "fanalino di coda" per
presenza di centri specializzati, si terrà il
Congresso "Oncologia 2002, il futuro oggi",
dedicato alla ricerca, ma anche alla comunicazione e
alla solidarietà.
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Parkinson,
funziona pacemaker e riduce i farmaci
Confermata
l'efficacia del pacemaker applicato a persone affette
dal morbo di Parkinson. Lo afferma un gruppo di
ricercatori dell'università Cattolica di Roma
coordinato dal professor Alberto Albanese, e
pubblicato sulla rivista Neurology. L'approccio
terapeutico che utilizza l'impianto di
neurostimolatori nel cervello, spiegano i ricercatori,
è una tecnica di recente introduzione e rappresenta
un'opportunità' di cura per quei casi in cui la
malattia non è adeguatamente controllata dalla sola
somministrazione dei farmaci. Il trattamento prevede
l'applicazione di due elettordi che vengono stimolati
dal pacemaker in una zona del cervello (nucleo
subtalamico). L'intervento avviene in anestesia locale
perché è importante che il paziente collabori con i
medici al fine di guidarli nell'installazione corretta
degli elettrodi. "L'efficacia del trattamento -
spiega il professor Albanese - è confermata dalla possibilità
di ridurre di oltre la metà le dosi dei
farmaci somministrati ai pazienti, senza pregiudicarne
le condizioni motorie". Infatti, nei 22 malati
sottoposti allo studio, durato tre anni, "le
condizioni motorie sono risultate molto migliori di
quelle precedenti l'impianto", elemento che
consente di affermare che "l'applicazione di
neurostimolatori costituisce un completamento efficace
alla terapia farmacologica".
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Menopausa:
con ormoni "corretti" meno rischi cancro al
seno
Contro i sintomi della menopausa, terapia ormonale
sostitutiva sì ma "corretta". Abbinando agli
estrogeni il farmaco antitumorale tamoxifene, infatti,
è possibile mantenere i benefici dell'ormone
riducendo a zero il rischio (comunque minimo) di
cancro al seno. Non solo, "mixando" i due medicinali
si cancellerebbero anche le insidie (altrettanto rare)
del tamoxifene: flebiti e tumore all'utero. Parola del
professor Umberto Veronesi, direttore scientifico
dell'Istituto europeo di oncologia (Ieo) di Milano,
che lancia un appello alle italiane in menopausa:
"Accorrete in 8.500 e aiutateci a confermare questa
nostra teoria, già supportata da numerose evidenze
scientifiche".
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Infarto,
bene sia farmaci che angioplastica
Arriva
dall'American College of Cardiology, il più
importante appuntamento scientifico mondiale dedicato
alla cardiologia tenutosi ad Atlanta, una buona
notizia riguardante la sanità italiana. Chi soffre d'infarto può stare tranquillo: nonostante
l'assistenza sanitaria riguardante quest'evento sia
piuttosto difforme sul nostro territorio, ciò non
pregiudica il risultato delle cure. Può capitare che,
in caso di infarto, un paziente per il quale sarebbe
indicata l'angioplastica sia ricoverato in urgenza in
un reparto dove non sono in grado di effettuare
quest'operazione. All'American College
è stato presentato uno studio italiano che sfata ogni
timore in proposito. La ricerca, chiamata MISTRAL
Study ed effettuata dall'ANMCO (Associazione Nazionale
Cardiologi Ospedalieri), si è sviluppata come studio-osservazione relativo a 3074 paziente trattati in 47
unità coronariche di altrettanti ospedali, 1488 in
centri che praticavano l'angioplastica e 1586 in
centri che facevano solo il trattamento farmacologico.
Il risultato evidenzia che non ci sono differenze di
rilievo, ai fini della sopravvivenza o di un possibile
nuovo infarto a distanza, secondo che il malato riceva
l'angioplastica oppure il trattamento farmacologico.
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Studio
Usa: broccoli proteggono da cancro stomaco
Broccoli
e broccoletti vari contengono una sostanza chimica in
grado di uccidere il batterio responsabile dell'ulcera
dello stomaco e di ridurre i rischi di cancro. A
rivelare il sorprendente effetto benefico di questa
verdura è un nuovo studio statunitense pubblicato su Proceedings,
la rivista dell'Accademia nazionale delle
scienze americana. In una serie di test su topi da
laboratorio, gli scienziati della Johns Hopkins
university hanno osservato la capacità di una
sostanza contenuta nei broccoli - sulforaphane - di
distruggere "l'elicobacter pylori"
responsabile di molti casi di ulcera e delle
degenerazioni che portano ai tumori dello stomaco.
"A questo punto sappiamo che sulforaphane è
efficace nel proteggere contro il cancro - ha
dichiarato l'autore della ricerca Jed Fahey - i
livelli della sostanza sperimentati sui ratti sono equivalenti
a quelli che si trovano in una buona porzione di
broccoli". Nei test i ricercatori hanno inoltre
osservato che sulforaphane è stato in grado di
sterminare il batterio anche nella forma resistente
agli antibiotici. Se i risultati varranno confermati
negli esperimenti su esseri umani già in programma, i
broccoli rientreranno nelle nuove linee guida per la
prevenzione del cancro allo stomaco.
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Sanità,
censite le strutture cardiologiche d'Italia
In
Italia c'è una unità coronarica ogni 150 mila
abitanti. è
quanto emerge dal Censimento delle strutture
cardiologiche, realizzato dall'Associazione nazionale
medici cardiologi ospedalieri (Anmco) con il
patrocinio della Federazione italiana di cardiologia,
che fotografa la situazione a fine 2000. Il censimento
è stato presentato a Firenze nell'ambito del 23° Congresso
nazionale di cardiologia. In totale sono 824 le
cardiologie esistenti in Italia, distribuite in 724
ospedali. Di queste 333 sono al Nord (40,4%), 192 al
centro (23,3%), 299 al sud (36,3%). Le unità di
terapia intensiva coronarica (Utic) sono 380: 165 al
Nord (43,4%), 92 al centro (24,2%), 123 al Sud
(32,4%). Il totale dei letti disponibili nelle Unità
è di 2031. Al Nord c'è una Utic ogni 150 mila
abitanti, al centro una ogni 128.000, al sud una ogni
152 mila. La diffusione sul territorio nazionale
risulta quindi abbastanza omogenea. Le strutture che
effettuano emodinamica sono in totale 180, quelle che
fanno angioplastica sono 131. Nel 2000 sono state
eseguiti complessivamente 53.504 interventi di
angioplastica, ogni centro cardiologico ne ha eseguite
in media 408. Le unità di terapia intensiva
coronarica che eseguono sia interventi di
angioplastica sia di emodinamica sono in totale 11, al
Nord ce n'è una ogni 387mila abitanti, al centro una
ogni 563mila, al sud una ogni 781mila. Il 118 è ormai
attivo in tutte le regioni italiani ad eccezione di
Basilicata e Puglia, in quest'ultima regione tuttavia
uno è attivo a Bari.
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Salsa di pomodoro
contro il cancro alla prostata
Chi consuma pomodori o
salsa di pomodori riduce il rischio di sviluppare un
cancro alla prostata. Ne sono convinti i ricercatori
statunitensi del Brigham and Woman's Hospital e dell'Harvard School of Public Health dopo aver
analizzato i comportamenti alimentari di oltre 51.000
volontari di età compresa fra i 45 e i 75 anni. Lo
studio ha rilevato che tra gli uomini, chi consumava
due o più confezioni di salsa di pomodoro alla
settimana aveva un rischio di ammalarsi di tumore alla
prostata inferiore del 23% ed una riduzione del
rischio di tumore metastatico della prostata del 36%
rispetto a coloro che mangiavano meno di una
confezione di salsa di pomodoro al mese. Inoltre, è
emerso che ad un maggior consumo di pomodoro era
associata una forma meno aggressiva del tumore. "Il
pomodoro - spiegano gli autori dell'indagine sul
Journal of National Cancer Institute - è ricco di una
potente sostanza antiossidante: il licopene, un
pigmento naturale che conferisce al vegetale il
caratteristico colore rosso". Per sfruttare al
meglio le proprietà benefiche del pomodoro, gli
esperti consigliano i prodotti a base di pomodori
cotti, come la salsa, perché il calore rompendone la
parete cellulare permette un miglior assorbimento del
pigmento.
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