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Archivio delle notizie flash

   

Maggio 2002

   

Altri mesi

   

Indice dei titoli

   

   

Italiani in salute, più longevi e più alti

Parkinson: nuovo esame "Spect" per diagnosi precoce e sicura

Infarto, la metà degli italiani arriva tardi in ospedale

Sanità: italiani spendono 361,52 euro a testa l'anno

Polmoni, 25 Maggio "Respiro Day"

Ospedali, certificazione di qualità contro errori

Un "bicchierino" fa bene anche negli anta

Lavori domestici: tanta fatica ma nessun beneficio

Osteoporosi: donne "leader" lanciano allarme

Sanità, diminuiranno i prezzi delle medicine più care

Cancro: ogni anno 1000 italiane salve grazie a prevenzione

CNR, yogurt "terapeutico" per abbassare il colesterolo

Alzheimer: dimostrato danno ossidativo nei malati

Diabete, messo a punto nuovo farmaco che difende l'ormone

Un nuovo test per scoprire il cancro al polmone

Il tè è un alleato del cuore

Anziani: cervello più brillante se si produce più testosterone

Domenica 12 maggio "Non ti scordar della Ricerca"

Sindrome dello scrivano per 4 "over 50" su 10

Esercizio fisico contro l'ictus

Gambe gonfie per 1 italiana su 3

Obesità: la dieta non elimina i problemi

Tumore pancreas: meno colpiti i fumatori che mangiano carboidrati

Acqua frizzante per prevenire l'infarto

Diabete: 1mln e mezzo i malati in Italia, 150ml

Alzheimer, i primi segni "visibili" nel cervello con risonanza

Farmaci: dal 19 aprile prezzi ridotti del 5%

Parkinson: una speranza da farmaco sperimentale

Artrosi, un nuovo esame individua chi si ammalerà

Menopausa: SSN alleato delle "over 50" italiane

Tumore colon retto, si studia nuovo tipo di cura

Noci amiche del cuore

 

 

 

Italiani in salute, più longevi e più alti

Italiani in buona salute: stanno meglio e vivono più a lungo. E, cosa che non guasta, sono più alti, con il Sud che guadagna preziosi centimetri. Questa la fotografia scattata dal ''Rapporto 2002'' della Fadoi, la Federazione delle associazioni dei dirigenti internisti ospedalieri, riuniti a congresso a Roma. Una fotografia rassicurante, ma non del tutto. Chi sta male, infatti, soffre di più patologie insieme, soprattutto le complicanze del diabete, dello scompenso cardiaco e dell'ipertensione. Non solo. Continua a crescere, anche se di poco, il vizio del fumo, specie fra le giovani italiane. è "allarme" adolescenti, per i loro comportamenti disinvolti: bevono tanta birra e fumano, cominciando molto presto, ignorano la dieta mediterranea, frequentano troppo i fast food e mangiano in modo scorretto. Preoccupano soprattutto le ragazze, sempre più vittime di anoressia e bulimia. Aumentano gli italiani in sovrappeso, ma solo uno su dieci è a dieta e, fra questi, solo sei su dieci si rivolgono al medico: gli altri ricorrono al "fai da te", alla palestra, ai centri estetici.

 

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Parkinson: nuovo esame "Spect" per diagnosi precoce e sicura

Sono 200mila i malati di Parkinson in Italia, e fino a 20mila i nuovi pazienti ogni anno, di cui 1 su 10 con meno di 40 anni. Questo il bilancio di una malattia neurologica ''sempre più diffusa ma ampiamente sottodiagnosticata - ricordano gli esperti - che resta senza nome nel 15% dei casi". Questo perché nella maggior parte dei casi ci si limita all'osservazione dei sintomi, ''spesso tardivi o confusi con problemi di altro genere, sia nei giovani sia negli anziani". Ma oggi un semplice esame, effettuabile comodamente da una cinquantina di centri diffusi in tutta la penisola, può permettere una diagnosi precoce e sicura. Con un grande risparmio per il Servizio sanitario nazionale.

 

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Infarto, la metà degli italiani arriva tardi in ospedale

Il ritardo costa caro agli italiani. Uno su due, colpito da infarto, arriva in ospedale entro due ore dall'inizio dei sintomi, tempo "prezioso" per ottenere il massimo risultato delle cure. Non solo. Il 53% delle "vittime" di infarto, preferisce andare in ospedale con la propria auto, anziché in ambulanza, mezzo più rapido e sicuro. Una scelta sbagliata, e spesso fatale. Infatti, chi non usa l'ambulanza arriva tardi in ospedale nel 55% dei casi. Questi i risultati dell'indagine, denominata "Blitz", promossa dall'Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (Anmco), e condotta su un campione di circa 2000 pazienti con infarto acuto del miocardio, ricoverati in 296 Unità di Cura cardiologica italiane, entro le prime 48 ore dall'esordio dei sintomi. L'indagine è stata presentata al XXXIII Congresso nazionale dell'associazione svoltosi a Firenze..

 

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Sanità: italiani spendono 361,52 euro a testa l'anno

Curarsi costa caro agli italiani, che spendono di tasca propria 361,52 euro, a testa, l'anno, pari al 26% del totale della spesa sanitaria. Nel nostro Paese, le famiglie sborsano ormai 20 milioni di euro per la sanità. Una quota destinata a crescere con il federalismo, assorbita dai ticket reintrodotti dalle Regioni per far quadrare i conti. Lo sottolinea Federico Spandonaro, professore di matematica finanziaria all'università Tor Vergata di Roma. ''La spesa sostenuta dalle famiglie italiane per farmaci, prestazioni non rimborsate dal Ssn e cure 'private' - sottolinea Spandonaro - è la più alta in Europa, ormai vicina ai livelli americani. Un segnale di iniquità che potrebbe essere corretto potenziando il ricorso ai fondi sanitari integrativi, finora non sufficientemente incoraggiati dal quadro normativo". Dati sulla diffusione dell'assistenza complementare, non ce ne sono, ma, secondo le simulazioni realizzate dal professore, ''l'assicurazione integrativa costerebbe, in media, 750 euro l'anno, sfiorando i 900 euro per un anziano. Una famiglia di 3 persone spenderebbe 2.200 euro". Attualmente, solo il 2-3% della spesa sostenuta dalle famiglie per servizi privati passa attraverso fondi integrativi.

  

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Polmoni, 25 Maggio "Respiro Day"

Polmoni malati per 1 italiano su 4. A minacciare la loro salute sono polmonite (ogni anno 1.200 casi su 100mila abitanti), asma bronchiale (3 milioni di persone colpite con 1.500-2mila morti), broncopneumopatia cronica ostruttiva (4 milioni di casi e 20-25mila decessi), cancro del polmone (35-40mila nuovi casi e 26-23mila vittime), embolie polmonari (70-100 casi su 100mila) o tubercolosi (10-15 su 100mila, con tassi superiori negli immigrati e nei soggetti con Hiv). Una gamma di patologie molto ampia, confermano gli esperti della Federazione italiana contro le malattie polmonari sociali e la tubercolosi, che con la collaborazione delle Società scientifiche pneumologiche, della Società italiana di medicina generale (Simg) e di Federasma, organizza la "Giornata nazionale del respiro", giunta quest'anno alla sua ottava edizione e in programma sabato 25 maggio.

 

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Ospedali, certificazione di qualità contro errori

Certificazioni ISO per tutti gli ospedali italiani, così da garantire la qualità delle prestazioni e prevenire gli errori in medicina. Questo il piano "anti-sviste" del ministro della Salute Girolamo Sirchia, intervenuto a Milano alla presentazione del Centro studi San Raffaele Rischi Errori in Medicina (CeSREM). Secondo i dati del Tribunale dei diritti del malato (Tdm), infatti, solo nel 2001 le segnalazioni di errori di diagnosi e terapia nel nostro Paese sono aumentate del 14%. E la prima cosa da fare per risolvere il problema, ha detto Sirchia, "è puntare alla qualità dei centri di cura applicando le certificazioni ISO". Un percorso "oggi in fase embrionale, che per esperienza non potrà essere concluso prima di 10 anni".

 

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Un "bicchierino" fa bene anche negli anta

Moderate quantità di alcool, uno o due bicchieri al giorno, possono aiutare le donne in postmenopausa nella prevenzione sia del diabete sia delle malattie cardiache. Sembra, infatti, che il moderato consumo di alcolici migliori la risposta all'insulina, oltre a ridurne i livelli nel sangue, due dei principali fattori di rischio per entrambe le patologie. Lo studio ha preso in considerazione 51 donne sane in postmenopausa per un periodo di 8 settimane. Le pazienti hanno consumato in modo alternato due, uno o nessun drink al giorno, oltre a sottoporsi ad una dieta finalizzata a mantenere il loro peso corporeo. I dati sono chiari. Due bicchieri di alcolici al giorno riducono i livelli insulinici del 20%, nelle donne considerate, rispetto a quelle che non hanno consumato alcolici. Non solo. Anche i trigliceridi del sangue, associati a un maggior rischio cardiaco, scendono di almeno il 10% con un moderato consumo di alcool.

 

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Lavori domestici: tanta fatica ma nessun beneficio

Le cattive notizie per le casalinghe arrivano dall'università di Bristol. Perché le donne spazzano, lavano, stirano, ma la loro salute non ha nessun beneficio da questo carico di attività fisica. Gli studiosi hanno selezionato ed analizzato 2.300 donne tra i 60 e 79 anni ed hanno scoperto che se una dose di lavori di casa può tranquillamente corrispondere alla quantità di attività fisica giornaliera raccomandata dai medici, non c'è nessuna prova che questa abbia gli stessi effetti benefici garantiti da una passeggiata a ritmo sostenuto. Insomma, a godere dei benefici regalati dal fitness (tra cui meno rischi obesità e cardiopatie) sono solo le signore che, secondo la ricerca, alle faccende di casa abbinano esercizi ad hoc, come lunghe passeggiate, corse in bicicletta e simili. I lavori domestici, per quanto duri, non hanno alcun effetto benefico sulla salute delle casalinghe. Per questo gli autori raccomandano, a tutte, di abbinare qualche ora a settimana di movimento alle sudate fra stracci e aspirapolvere.

 

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Osteoporosi: donne "leader" lanciano allarme

Un appello ai Governi perché rendano più facile per le donne accedere alle analisi necessarie per la diagnosi dell'osteoporosi e per migliorare la prevenzione e la cura di questa malattia, che nel mondo colpisce 75 milioni di donne. è stato lanciato a Lisbona, nell'ambito del congresso mondiale sull'osteoporosi, nel documento firmato da 12 donne leader coordinate da Ranja di Giordania. Del gruppo fanno parte anche Camilla Parker Bowles e Imelda Read, presidente del gruppo di studio sull'osteoporosi del Parlamento europeo. Per l'Italia era presente la stilista Anna Molinari, che intende lanciare "un messaggio di speranza" per le donne colpite dalla malattia. «Mi impegno pubblicamente - ha detto la stilista nella tavola rotonda - a sollecitare il ministero della Salute italiano a muoversi concretamente per facilitare l'accesso preventivo alla diagnosi e alle cure dell'osteoporosi». Secondo i dati più recenti presentati a Lisbona, in Italia soffrono di osteoporosi 4 milioni di donne e 10 milioni sono considerate a rischio. Le fratture dovute a questa malattia sono 20.000 ogni anno in Italia e 2,3 milioni in Europa, con un costo sociale pari a 30 miliardi di euro. Si calcola inoltre che, dopo i 60 anni, una donna su quattro sia vittime di una frattura.

 

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Sanità, diminuiranno i prezzi delle medicine più care

Tagli del 5% sui farmaci che costano più di 5 Euro e sui congressi organizzati all'estero. La Camera ha approvato questi 2 emendamenti al decreto taglia-deficit che addolciscono le misure previste dal ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per ridurre la spesa farmaceutica. Si abbassa dunque del 5% il prezzo dei farmaci rimborsati dallo Stato (anche se il cittadino li acquisterà senza prescrizione della Asl avrà diritto allo sconto), restano invariati quelli di prodotti al di sotto dei 5 euro. Le industrie poi, potranno organizzare i convegni in Italia, ma dovranno limitare quelli all’estero.

 

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Cancro: ogni anno 1000 italiane salve grazie a prevenzione

Mille italiane salvate ogni anno, grazie alle campagne di screening anti-tumore. E ben 2 milioni e 300.000 donne coinvolte nei programmi per individuare o prevenire il cancro al seno e quello al collo dell'utero che, ogni anno, insieme contano 30.000 nuovi casi. Questa la "fotografia" emersa dal primo Rapporto dell'Osservatorio nazionale per la prevenzione dei tumori femminili, voluto dalla Lilt (Lega italiana per la lotta contro i tumori) e presentato a Roma. «Dati incoraggianti - afferma Marco Rosselli Del Turco, autore dell'indagine condotta in collaborazione con i gruppi italiani di screening del cervicocarcinoma e del tumore al seno - anche se siamo ancora a metà strada: il 50% delle regioni è coperta da programmi di prevenzione e, se tutto funzionasse al meglio, potremmo salvare fino a 2.000 vite l'anno».

 

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CNR, yogurt "terapeutico" per abbassare il colesterolo

Uno yogurt "terapeutico" per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue, alti in più di un italiano su 5. Lo hanno messo a punto i ricercatori del Cnr in collaborazione con l'università La Sapienza di Roma, l'università degli Studi di Milano e l'università di Helsinki, in Finlandia, aggiungendo al tradizionale latticino una dose di fitosteroli, sostanze contenute negli oli vegetali, nei legumi e nella frutta secca. Dopo aver sperimentanto il prodotto su un gruppo di pazienti con livelli ematici medio-alti di colesterolo, in uno studio pubblicato sul Giornale della Arteriosclerosi e sul British Journal of Nutrition, gli scienziati definiscono la loro invenzione come una ''valida alternativa al trattamento farmacologico''. Il colesterolo alto, ricordano gli esperti in una nota, «è considerato uno dei più insidiosi fattori di rischio cardiovascolare e riguarda una percentuale molto elevata della popolazione italiana: il 23%, infatti, presenta valori di colesterolo superiori a 240 milligrammi per decilitro (mg/dL), ritenuti il livello di guardia per i soggetti sani (ma in presenza di altri fattori di rischio quali ipertensione arteriosa, fumo o diabete tale livello parte già da 200 mg/dL)». La prima difesa contro questo "killer" del cuore viene da una sana alimentazione, sottolineano gli specialisti, e in particolare dalla dieta Mediterranea, ma nei casi più gravi bisogna ricorrere ai farmaci, da assumere con estrema costanza e per tutta la vita».

  

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Alzheimer: dimostrato danno ossidativo nei malati

è stato dimostrato l'aumento di stress ossidativo nei malati di Alzheimer. Ricercatori italiani, tedeschi e statunitensi hanno scoperto che nel sangue aumentano i livelli di un marcatore di danno ossidativo al Dna e, contemporaneamente, diminuiscono le concentrazioni di sostanze antiossidanti nel sangue. è quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives of Neurology. Patrizia Mecocci, dell'Istituto di Gerontologia e Geriatrica dell'Università di Perugia, ha coordinato uno studio mirato a dimostrare per la prima volta, "dati alla mano", come nei malati di Alzheimer aumenta il danno ossidativo dovuto ai radicali liberi. In collaborazione con l'Università Heinrich-Heine (Düsseldorf) e il Weill Medical College della Cornell University (New York) sono stati valutati una serie di parametri ossidativi in 40 pazienti anziani affetti da Alzheimer e in 39 soggetti, in condizioni di salute buone, dello stesso sesso ed età. I risultati hanno mostrato che, nei linfociti circolanti nel sangue, la cosiddetta 8-OHdG, un marcatore di danno ossidativo al DNA, era significativamente più alta nei malati.

 

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Diabete, messo a punto nuovo farmaco che difende l'ormone

Incoraggianti i risultati dei primi test di un nuovo farmaco per il diabete dell'età adulta, che anziché agire sulle cellule del pancreas o l'insulina, funziona indirettamente, bloccando un enzima che attacca e distrugge un ormone, il GLP1, che aiuta a controllare la glicemia. Il farmaco, per ora chiamato NVP DPP728, è stato sperimentato in Svezia, su pazienti con diabete in fase iniziale. Le analisi hanno dimostrato che il farmaco riduce i livelli di glicemia sia a digiuno sia postprandiali.

 

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Un nuovo test per scoprire il cancro al polmone

Una spia permetterà presto di stanare ed aggredire i tumori che colpiscono i polmoni, tra i più micidiali per l'uomo occidentale. è pronto, infatti, il marcatore precoce, frutto di una ricerca guidata dal professor Giulio Tarro, virologo, già collaboratore negli Stati Uniti del professor Albert Sabin, lo scopritore del vaccino contro la poliomielite. Il marker, che potrà diventare il precursore di un vaccino, sarà prossimamente prodotto negli Usa.

 

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Il tè è un alleato del cuore

Una tazza di tè per mantenere in forma l'apparato cardiocircolatorio, soprattutto dopo un infarto. Secondo una ricerca della Harvard Medical School di Boston, la bevanda avrebbe la capacità di allungare la vita, indipendentemente dalla presenza di fattori di rischio come fumo, diabete e ipertensione. I ricercatori hanno studiato il consumo di tè di 1.900 pazienti ricoverati in ospedale per infarto. Li hanno poi suddivisi in tre gruppi: non bevitori, bevitori medi (meno di 14 tazze alla settimana) e forti bevitori (14 tazze o più alla settimana).Tutti i pazienti sono stati tenuti sotto controllo per quattro anni. è risultato che per coloro che bevevano molto tè il rischio di morire per un secondo attacco cardiaco era inferiore del 44% rispetto ai non bevitori, mentre per i bevitori moderati il rischio scendeva del 28%. «È ancora troppo presto perché i medici raccomandino ai loro pazienti cardiopatici di bere più tè - scrivono i ricercatori su Heart, la rivista dei cardiologi americani. Il nostro lavoro però suggerisce che il tè stimola la funzionalità dell'endotelio (lo strato di cellule che riveste i vasi sanguigni e favorisce il flusso del sangue); inoltre il tè è ricco di flavonoidi, sostanze in grado di prevenire l'ossidazione del colesterolo Ldl, cosiddetto cattivo».

 

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Anziani: cervello più brillante se si produce più testosterone

Dal testosterone, ormone maschile per eccellenza, potrebbe dipendere l'agilità e la lucidità mentale nella terza età, periodo in cui queste funzioni calano. A mettere in relazione la "giovinezza" della mente con l'ormone che regola l'attività sessuale, oltre alla formazione della massa muscolare, alcuni aspetti del comportamento ed anche la salute del cuore, è una ricerca realizzata all'università di San Francisco, negli Usa. Gli psichiatri californiani hanno analizzato i processi di invecchiamento e lo stato delle funzioni cerebrali di 300 uomini con età media di 73 anni al fine di verificare eventuali differenze tra un soggetto e l'altro, utilizzando un particolare test che misura la capacità di concentrazione e linguaggio e lo stato della memoria. Coloro che presentavano livelli più alti di un tipo di testosterone che influisce sul cervello, hanno ottenuto anche i punteggi più alti nel test. Gli esperti esprimono però cauto ottimismo nei confronti di una possibile cura con testosterone in pillole: la ricerca ha messo in evidenza il rapporto sulla funzionalità cerebrale di livelli naturali dell'ormone senza ancora poter verificare gli effetti e le controindicazioni di un'eventuale integrazione.

 

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Domenica 12 maggio "Non ti scordar della Ricerca"

Da anni ormai si discute circa l'importanza della ricerca. La figura del ricercatore oggi più che mai si affianca al rapporto insostituibile tra medico e paziente. Ciò perché la salute dipende sempre più da quello che i ricercatori fanno e scoprono. Ecco allora il motto di Non ti scordar della Ricerca, perché la Ricerca non si scorda di te. Domenica 12 maggio, in occasione della Festa della Mamma, AIRC vuole portare con l'Azalea della Ricerca un nuovo messaggio: ricordare quanto oggi la ricerca sia vicina al malato e quali sono i nuovi benefici e le nuove cure. Sono i più recenti studi che offrono non solo la speranza, ma la certezza di nuove cure sempre più precise. L'Associazione porterà il suo messaggio attraverso l'Azalea in oltre 2.800 località di tutta Italia: 750.000 azalee verranno distribuite dai volontari AIRC a fronte di un contributo associativo di 13 €. Come è ormai consuetudine la piantina di azalea sarà proposta insieme alla pubblicazione speciale del Notiziario Fondamentale intitolato "Non ti scordar della Ricerca", in cui descriviamo alcuni importanti progressi scientifici. Il valore di questa giornata è basato principalmente sull'apporto economico che potrà dare alla Ricerca: se tutte le 750.000 azalee saranno distribuite, quasi 10 milioni di € potranno essere immediatamente investiti in Ricerca.

 

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Sindrome dello scrivano per 4 "over 50" su 10

Chi usa le mani rischia formicolii, alterata sensibilità e piatti e bicchieri che cadono: è la "sindrome dello scrivano", conosciuta dagli esperti come sindrome del tunnel carpale, che colpisce 4 italiani su 10 dopo i 50 anni e costringe 100 mila persone l'anno ad entrare in sala operatoria per correggere questo disturbo che gli ortopedici vedono in costante crescita. A soffrirne sono soprattutto le donne ma in particolare tutti coloro che lavorano con le mani: gli artigiani come i musicisti e sempre più spesso coloro che scrivono sia con la vecchia penna che al computer. «Per questo tipo di operazione - ha spiegato il presidente degli ortopedici della nuova Ascoti (l'Associazione sindacale che ne rappresenta l'80% circa), Francesco Greco - bisogna oggi aspettare almeno 8 mesi nelle liste di attesa della sanità pubblica». Il primo campanello d'allarme è quello della ridotta capacità di presa: piatti e bicchieri cadono con grande facilità. I primi imputati sono soprattutto i mezzi di scrittura, tanto che la malattia viene proprio considerata una patologia tipica degli "scrivani". «Questa patologia è causata da microtraumi da usura - prosegue l'esperto - ed è in aumento negli ultimi anni. Si evidenzia con l'età, in concomitanza con l'artrosi, ma non tutti devono essere operati». Non tutti i malati arrivano però in sala operatoria e non tutti, per fortuna, hanno bisogno di un intervento. Solo il 20% infatti ha bisogno di una correzione chirurgica. 

 

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Esercizio fisico contro l'ictus

Praticare regolarmente attività fisica ed essere in forma riduce notevolmente il rischio di ictus. Lo hanno constatato i ricercatori americani, che hanno seguito per 10 anni quasi 17.000 uomini. è emerso che quanto migliore era la forma fisica, tanto più ridotta era la mortalità per ictus. E anche nei soggetti mediamente allenati il rischio di ictus era più che dimezzato. Ciò significa che gli uomini che praticano attività fisica e si mantengono in forma sono a minor rischio di essere colpiti da gravi forme di ictus. L'attività fisica, infatti, abbassa pressione, peso, colesterolo e allontana il rischio di diabete, per cui rappresenta un importante mezzo di prevenzione per tutti i disturbi cardiovascolari, ictus compreso.

  

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Gambe gonfie per 1 italiana su 3

Donne di mezza età, ma anche più giovani soffrono di problemi vascolari. Secondo un'indagine condotta su un campione rappresentativo delle adulte del Bel Paese tra i 18 e i 79 anni, infatti, l'insufficienza venosa colpisce il 31% delle signore di casa nostra. Ma un quinto la sottovaluta, «rischiando disturbi ben più gravi - ha assicurato Roberto Chiesa, direttore della cattedra di Chirurgia vascolare dell'università Vita Salute-San Raffaele cittadina - come varicose, ulcere da stasi, trombosi, flebiti e tromboflebiti». «Il problema cresce con l'età - ha spiegato Antonio Valente, autore della ricerca - raggiungendo un picco massimo tra le "over 64", il 24% delle quali ha riferito disturbi negli ultimi 12 mesi. Colpisce per lo più casalinghe (40%) e pensionate (22%) ed è più diffuso al Sud della penisola (39%)». E sbaglia chi pensa che il gonfiore alle gambe sia una questione strettamente legata alla salute fisica, «'perché le intervistate non parlano solo di stanchezza, torpore, formicolio, arrossamenti e bruciori, dolori e fragilità capillare di varia entità, ma anche di irrequietezza e nervosismo, stress, depressione e insonnia o di insicurezza nella vita sociale».

 

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Obesità: la dieta non elimina i problemi

Diventare magri non salva gli ex obesi da problemi di salute nel corso della vita. Negli adulti, con l'avanzare dell'età, i rischi di essere colpiti da diversi disturbi raddoppiano rispetto alla popolazione sana, anche quando la perdita di peso è stata notevole. A raffreddare le speranze dei soprappeso più volenterosi è uno studio americano pubblicato sulla rivista American Journal of Public Health. I ricercatori hanno seguito, per 20 anni, 7mila adulti, misurando periodicamente la loro massa corporea e hanno osservato una maggiore frequenza di alcune malattie anche in chi era dimagrito. I problemi che si presentavano più spesso erano di natura cardiovascolare, quali infarto e ictus. Per gli studiosi gli effetti di una obesità di lungo periodo non sono totalmente reversibili. Il consiglio è rimanere grassi per meno tempo possibile e cercare di perdere peso sin dai "primi chili in più".

 

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Tumore pancreas: meno colpiti i fumatori che mangiano carboidrati

Una dieta energetica e ricca di carboidrati protegge gli uomini fumatori dal tumore al pancreas, soprattutto se si evitano i cibi troppo grassi. Lo rivela uno studio statunitense pubblicato sulla rivista American Journal of Epidemiology. Rachael Z. Stolzenberg e colleghi del National Cancer Institute, in collaborazione con il National Public Health Institute finlandese (Helsinki), ha studiato come la dieta può contrastare l'effetto del fumo di sigaretta sul rischio di tumore al pancreas, in 27 mila uomini, dai 50 ai 69 anni d'età. Analizzando i dati, raccolti durante i 12 anni in cui sono stati seguiti i fumatori, i ricercatori hanno scoperto che i grassi aumentano molto il rischio di tumore al pancreas. In particolare, la probabilità cresceva del 40% per i fumatori che consumano molto burro e del 60% per quelli che ingerivano molti grassi saturi. Al contrario, il rischio diminuiva del 40% sia con diete che fornivano molta energia sia con quelle ricche di carboidrati.

 

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Acqua frizzante per prevenire l'infarto

Acqua minerale frizzante per proteggere il cuore delle donne dopo la menopausa. La bizzarra ricetta di salute viene da un gruppo di ricercatori spagnoli guidati da Pilar Vaquero, autori di uno studio finanziato dal Comune di Madrid e dalla Fondazione Jimenez Diaz. Secondo i risultati preliminari raccolti dagli esperti, riferisce il quotidiano El Pais, bere un litro d'acqua addizionata di anidride carbonica permette alle signore non più giovanissime di controllare i livelli di colesterolo LDL, noto come "cattivo", e tenere sotto controllo le malattie cardiache.

 

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Diabete: 1mln e mezzo i malati in Italia, 150mln nel mondo

Sono un milione e mezzo le persone colpite dal diabete in Italia, ben 150 milioni i malati nel mondo. Cifre destinate a raddoppiare, secondo gli esperti, entro i prossimi 25 anni. Di diabete, delle conseguenze e delle cause discuteranno gli oltre 1.200 specialisti italiani e internazionali, riuniti al XIX Congresso della Societa italiana di diabetologia (Sid), in programma alla Fiera di Verona dal 22 al 25 maggio. Al centro degli studi soprattutto il diabete di tipo 2, in aumento esponenziale in tutto il mondo e strettamente legato alle malattie cardiovascolari. Il diabete, spiega il professor Michele Muggeo, presidente della Sid, è una malattia complessa, contro cui è necessario utilizzare il maggior numero di armi possibile. Ed ecco i consigli per i pazienti, con la raccomandazione che tutti dovrebbero seguirli per prevenire la malattia: seguire una dieta variata e senza eccessi, mantenere un giusto peso, controllare la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo, smettere di fumare, lasciare lauto e camminare almeno mezzora al giorno.

 

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Alzheimer, i primi segni "visibili" nel cervello con risonanza

I primi segnali della malattia di Alzheimer potrebbero essere "visibili" attraverso un solo esame di risonanza magnetica. Lo hanno scoperto ricercatori dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico di Brescia San Giovanni di Dio Fatebenefratelli che, con l'aiuto del computer e sofisticati programmi statistici matematici, hanno dimostrato che persone con disturbi di memoria, colpiti dalla malattia in una fase ancora difficile da diagnosticare con altri mezzi, avevano una riduzione della materia cerebrale proprio nelle aree colpite dall'Alzheimer. La scoperta italiana è stata presentata al recente congresso dell'American Accademy of Neurology, tenutosi a Denver.

 

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Farmaci, dal 19 aprile prezzi ridotti del 5%

Dal 19 aprile 2002, gli italiani possono acquistare alcuni farmaci a prezzo inferiore. È stato, infatti, pubblicato il decreto-legge relativo a misure di contenimento della spesa farmaceutica. Questo provvedimento riduce del 5% il prezzo al pubblico, al netto dell'Iva, dei medicinali a carico del Servizio Sanitario Nazionale. Restano esclusi i medicinali emoderivati estrattivi e da DNA ricombinante. Il decreto, inoltre, interviene anche sulle confezioni e sui foglietti delle istruzioni dei farmaci: dal 1 gennaio 2003, dovrà essere riportata la sigla internazionale ATC (denominazione comune internazionale "anatomica-terapeutica-chimica"), seguita dal corrispondente nome chimico del prodotto.

 

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Parkinson: una speranza da farmaco sperimentale

Una speranza per chi soffre di morbo di Parksinson arriva dal Frenchay Hospital di Bristol dove è stato messo a punto un nuovo trattamento che ha avuto importanti risultati su cinque pazienti. I medici, pur sottolineando che è troppo presto per tirare conclusioni, sperano di essere riusciti a rigenerare alcune aree del cervello di questi malati. Uno dei cinque pazienti ha reimparato a ridere ed ha riacquistato l'olfatto. Il trattamento - ha spiegato il neurochirurgo Stephen Gill - consiste nell'alimentare, attraverso una pompa meccanica, le parti più danneggiate del cervello con un medicinale chiamato GDNF. «Possiamo portare il medicinale nella concentrazione di cui abbiamo bisogno esattamente nelle aree del cervello interessate. E possiamo controllare il processo con estrema precisione», ha detto Gill raccontando che lui ed i suoi colleghi sono rimasti molto sorpresi dell'efficacia del trattamento. Pensavano che ci volessero mesi se non anni per vedere qualche risultato ed invece in un mese o due i malati hanno mostrato significativi cambiamenti. "Credo che abbiamo trovato la strada per una possibile cura", ha detto Nik Patel, un altro neurochirurgo del Frenchay Hospital, sottolineando però che bisogna ancora provare che il trattamento funziona in modo irreversibile, che non ha effetti collaterali pericolosi e che può essere utilizzato per tutti i malati di Parkinson.

  

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Artrosi, un nuovo esame individua chi si ammalerà

Si chiama "Condoscreen" ed è un esame appena messo a punto dai ricercatori dell'università La Sapienza di Roma per la diagnosi precoce dell'artrosi. Prevede il prelievo (con biopsia) e l'analisi delle cellule cartilaginee (condrociti), quelle che permettono al tessuto cartilagineo, che protegge le ossa dall'usura, di restare compatto ed elastico. L'analisi delle cellule consente di: formulare una diagnosi, individuare precocemente le persone a rischio, valutare la possibilità di riparare il danno della cartilagine, personalizzare la cura. 

 

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Menopausa: SSN alleato delle "over 50" italiane

Non rinuncia a sigarette, golosità e pigrizia. Ma la 50enne italiana, anche in menopausa, vuole ancora sentirsi bella e desiderabile. E non accetta di "mandare in pensione" la femminilità. Se la menopausa fa paura, le ricerche rivelano che oggi le donne sono più attente delle loro madri e delle loro nonne. E in questo impegno trovano l'aiuto del Servizio sanitario nazionale che, per la prima volta, ha inserito in fascia A una pillola "totale" indicata nella prevenzione e nel trattamento dei disturbi della menopausa. Una decisione presa il 27 marzo scorso e che, secondo gli esperti di salute femminile, si rifletterà su 5.957.778 italiane tra i 45 e i 60 anni, in età di pre-menopausa o in menopausa. Un vero esercito, più numeroso rispetto agli uomini della stessa età, che si trovano di fronte «una partner che ringiovanisce con la terapia ormonale sostitutiva», dice il professor Andrea Riccardo Genazzani, ginecologo dell'università di Pisa. La pillola, battezzata Totelle, è già nelle farmacie italiane ed è totalmente a carico del servizio pubblico. «è ancora forte la paura della terapia ormonale tra le donne italiane - sottolinea Genazzani - ma se l'informazione su questi farmaci è corretta i timori scompaiono. Con la nuova terapia della menopausa - assicura l'esperto - si rallenta il processo di trasformazione dell'organismo femminile: scompaiono vampate, insonnia e irritabilità. E si contrasta l'aumento di peso». Inoltre il prodotto agisce sulla struttura ossea, ma anche sulla lacrimazione. Con il risultato che gli occhi sono più luminosi e il sorriso splendente.

 

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Tumore colon retto, si studia nuovo tipo di cura

"PETACC" é lo studio che vedrà impegnati, per almeno tre anni, 400 centri ospedalieri dislocati in 30 paesi ed oltre tremila pazienti (900 italiani). Lo scopo della ricerca, presentata a Milano, é quello di perfezionare la terapia adiuvante del tumore del colon retto: una serie di cicli chemioterapiaci seguiti dai pazienti, già sottoposti ad un'asportazione del tumore, per prevenire le potenziali recidive. I ricercatori vogliono verificare se la chemioterapia standard (fluorouracile/acido folinico), combinata con uno dei più efficaci farmaci dell'ultima generazione, l'irinotecan, riesce ad eliminare radicalmente le eventuali cellule tumorali migrate dall'intestino ad altri distretti corporei.

 

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Noci amiche del cuore

Mangiare 28 grammi di noci al giorno consente di abbassare dell'11% il rischio di malattie cardiovascolari. è questo il sorprendente risultato dello studio condotto dal professor Joan Sabatè con un team di ricercatori dell'ospedale clinico di Barcellona e dell'università di Loma Linda (California). Lo studio è stato effettuato su uomini e donne di età compresa tra i 28 e i 72 anni con livelli alti di colesterolo. Per sei settimane hanno consumato una dieta in cui il 35% dell'energia proveniente dai grassi mono-insaturi era fornita dalle noci. Questa "dieta alle noci" ha ridotto il colesterolo totale nel sangue del 4,1%, il colesterolo LDL del 5,9% e le lipoproteine del 6,2%. «Le noci hanno abbassato il rischio di disturbi alle coronarie dell'11%» dice Sabatè, presentando questo studio presso il Dipartimento di farmacologia di MIlano. «La Piramide della dieta mediterranea raccomanda un consumo quotidiano di noci; il nostro studio - prosegue Sabatè - avvalora tale raccomandazione ed evidenzia, inoltre, come l'inserimento quotidiano di noci nella dieta italiana (che ha come base pasta, pane, olio d'oliva, frutta e verdura) possa ancor più prevenire le malattie cardiovascolari e ridurre il livello di colesterolo "cattivo" nel sangue». Si tratta, in fondo, per noi italiani di recuperare una sana tradizione alimentare e combattere il colesterolo con un rimedio del tutto naturale che contiene principi attivi capaci di espletare veri e propri effetti farmacologici.

 

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