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Archivio
delle notizie flash
Maggio
2002
Altri
mesi
Indice
dei titoli
Italiani
in salute, più longevi e più alti
Parkinson:
nuovo esame "Spect" per diagnosi precoce e sicura
Infarto,
la metà degli italiani arriva tardi in ospedale
Sanità:
italiani spendono 361,52 euro a testa l'anno
Polmoni,
25 Maggio "Respiro Day"
Ospedali,
certificazione di qualità contro errori
Un
"bicchierino" fa bene anche negli anta
Lavori
domestici: tanta fatica ma nessun beneficio
Osteoporosi:
donne "leader" lanciano allarme
Sanità,
diminuiranno i prezzi delle medicine più care
Cancro:
ogni anno 1000 italiane salve grazie a prevenzione
CNR,
yogurt "terapeutico" per abbassare il colesterolo
Alzheimer:
dimostrato danno ossidativo nei malati
Diabete,
messo a punto nuovo farmaco che difende l'ormone
Un
nuovo test per scoprire il cancro al polmone
Il
tè è un alleato del cuore
Anziani:
cervello più brillante se si produce più testosterone
Domenica
12 maggio "Non ti scordar della Ricerca"
Sindrome
dello scrivano per 4 "over 50" su 10
Esercizio
fisico contro l'ictus
Gambe
gonfie per 1 italiana su 3
Obesità:
la dieta non elimina i problemi
Tumore
pancreas: meno colpiti i fumatori che mangiano carboidrati
Acqua
frizzante per prevenire l'infarto
Diabete:
1mln e mezzo i malati in Italia, 150ml
Alzheimer,
i primi segni "visibili" nel cervello con risonanza
Farmaci:
dal 19 aprile prezzi ridotti del 5%
Parkinson:
una speranza da farmaco sperimentale
Artrosi,
un nuovo esame individua chi si ammalerà
Menopausa:
SSN alleato delle "over 50" italiane
Tumore
colon retto, si studia nuovo tipo di cura
Noci
amiche del cuore
Italiani
in salute, più longevi e più alti
Italiani in buona salute: stanno meglio e vivono più a lungo. E, cosa che non guasta, sono
più alti,
con il Sud che guadagna preziosi centimetri. Questa la
fotografia scattata dal ''Rapporto 2002'' della Fadoi,
la Federazione delle associazioni dei dirigenti
internisti ospedalieri, riuniti a congresso a Roma.
Una fotografia rassicurante, ma non del tutto.
Chi sta male, infatti, soffre di più patologie
insieme, soprattutto le complicanze del diabete, dello
scompenso cardiaco e dell'ipertensione. Non solo.
Continua a crescere, anche se di poco, il vizio del fumo, specie fra le giovani italiane.
è
"allarme"
adolescenti, per i loro comportamenti disinvolti:
bevono tanta birra e fumano, cominciando molto presto,
ignorano la dieta mediterranea, frequentano troppo i
fast food e mangiano in modo scorretto. Preoccupano
soprattutto le ragazze, sempre più vittime di
anoressia e bulimia. Aumentano gli italiani in
sovrappeso, ma solo uno su dieci è a dieta e, fra
questi, solo sei su dieci si rivolgono al medico: gli
altri ricorrono al "fai da te", alla palestra, ai
centri estetici.
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Parkinson:
nuovo esame "Spect" per diagnosi precoce e
sicura
Sono
200mila i malati di Parkinson in Italia, e fino a
20mila i nuovi pazienti ogni anno, di cui 1 su 10 con
meno di 40 anni. Questo il bilancio di una malattia
neurologica ''sempre più diffusa ma ampiamente
sottodiagnosticata - ricordano gli esperti - che resta
senza nome nel 15% dei casi". Questo perché
nella maggior parte dei casi ci si limita
all'osservazione dei sintomi, ''spesso tardivi o
confusi con problemi di altro genere, sia nei giovani
sia negli anziani". Ma oggi un semplice esame,
effettuabile comodamente da una cinquantina di centri
diffusi in tutta la penisola, può permettere una
diagnosi precoce e sicura. Con un grande risparmio per
il Servizio sanitario nazionale.
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Infarto,
la metà degli italiani arriva tardi in ospedale
Il
ritardo costa caro agli italiani. Uno su due, colpito
da infarto, arriva in ospedale entro due ore
dall'inizio dei sintomi, tempo "prezioso"
per ottenere il massimo risultato delle cure. Non
solo. Il 53% delle "vittime" di infarto,
preferisce andare in ospedale con la propria auto, anziché
in ambulanza, mezzo più rapido e sicuro. Una scelta
sbagliata, e spesso fatale. Infatti, chi non usa
l'ambulanza arriva tardi in ospedale nel 55% dei casi.
Questi i risultati dell'indagine, denominata "Blitz",
promossa dall'Associazione Nazionale Medici Cardiologi
Ospedalieri (Anmco), e condotta su un campione di
circa 2000 pazienti con infarto acuto del miocardio,
ricoverati in 296 Unità di Cura cardiologica
italiane, entro le prime 48 ore dall'esordio dei
sintomi. L'indagine è stata presentata al XXXIII
Congresso nazionale dell'associazione svoltosi a
Firenze..
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Sanità:
italiani spendono 361,52 euro a testa l'anno
Curarsi
costa caro agli italiani, che spendono di tasca
propria 361,52 euro, a testa, l'anno, pari al 26% del
totale della spesa sanitaria. Nel nostro Paese, le
famiglie sborsano ormai 20 milioni di euro per la
sanità. Una quota destinata a crescere con il
federalismo, assorbita dai ticket reintrodotti dalle
Regioni per far quadrare i conti. Lo sottolinea
Federico Spandonaro, professore di matematica
finanziaria all'università Tor Vergata di Roma. ''La
spesa sostenuta dalle famiglie italiane per farmaci,
prestazioni non rimborsate dal Ssn e cure 'private' -
sottolinea Spandonaro - è la più alta in Europa,
ormai vicina ai livelli americani. Un segnale di iniquità
che potrebbe essere corretto potenziando il ricorso ai
fondi sanitari integrativi, finora non
sufficientemente incoraggiati dal quadro normativo".
Dati sulla diffusione dell'assistenza complementare,
non ce ne sono, ma, secondo le simulazioni realizzate
dal professore, ''l'assicurazione integrativa
costerebbe, in media, 750 euro l'anno, sfiorando i 900
euro per un anziano. Una famiglia di 3 persone
spenderebbe 2.200 euro". Attualmente, solo il
2-3% della spesa sostenuta dalle famiglie per servizi
privati passa attraverso fondi integrativi.
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Polmoni,
25 Maggio "Respiro Day"
Polmoni malati per 1 italiano su 4. A minacciare la
loro salute sono polmonite (ogni anno 1.200 casi su
100mila abitanti), asma bronchiale (3 milioni di
persone colpite con 1.500-2mila morti),
broncopneumopatia cronica ostruttiva (4 milioni di
casi e 20-25mila decessi), cancro del polmone
(35-40mila nuovi casi e 26-23mila vittime), embolie
polmonari (70-100 casi su 100mila) o tubercolosi
(10-15 su 100mila, con tassi superiori negli immigrati
e nei soggetti con Hiv). Una gamma di patologie molto
ampia, confermano gli esperti della Federazione
italiana contro le malattie polmonari sociali e la
tubercolosi, che con la collaborazione delle Società scientifiche pneumologiche, della
Società italiana di
medicina generale (Simg) e di Federasma, organizza la
"Giornata nazionale del respiro", giunta quest'anno
alla sua ottava edizione e in programma sabato 25
maggio.
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Ospedali,
certificazione di qualità contro errori
Certificazioni
ISO per tutti gli ospedali italiani, così da
garantire la qualità delle prestazioni e prevenire
gli errori in medicina. Questo il piano "anti-sviste"
del ministro della Salute Girolamo Sirchia,
intervenuto a Milano alla presentazione del
Centro studi San Raffaele Rischi Errori in Medicina (CeSREM). Secondo i dati del Tribunale dei
diritti del malato (Tdm), infatti, solo nel 2001 le
segnalazioni di errori di diagnosi e terapia nel
nostro Paese sono aumentate del 14%. E la prima cosa
da fare per risolvere il problema, ha detto Sirchia,
"è puntare alla qualità dei centri di cura
applicando le certificazioni ISO". Un percorso
"oggi in fase embrionale, che per esperienza non potrà
essere concluso prima di 10 anni".
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Un "bicchierino"
fa bene anche negli anta
Moderate
quantità di alcool, uno o due bicchieri al giorno,
possono aiutare le donne in postmenopausa nella
prevenzione sia del diabete sia delle malattie
cardiache. Sembra, infatti, che il moderato consumo di
alcolici migliori la risposta all'insulina, oltre a
ridurne i livelli nel sangue, due dei principali
fattori di rischio per entrambe le patologie. Lo
studio ha preso in considerazione 51 donne sane in
postmenopausa per un periodo di 8 settimane. Le
pazienti hanno consumato in modo alternato due, uno o
nessun drink al giorno, oltre a sottoporsi ad una
dieta finalizzata a mantenere il loro peso corporeo. I
dati sono chiari. Due bicchieri di alcolici al giorno riducono i livelli insulinici del 20%,
nelle donne considerate, rispetto a quelle che non
hanno consumato alcolici. Non solo. Anche i
trigliceridi del sangue, associati a un maggior
rischio cardiaco, scendono di almeno il 10% con un
moderato consumo di alcool.
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Lavori
domestici: tanta fatica ma nessun beneficio
Le cattive notizie per le casalinghe arrivano dall'università di
Bristol. Perché le donne spazzano, lavano, stirano,
ma la loro salute non ha nessun beneficio da questo
carico di attività fisica. Gli studiosi hanno
selezionato ed analizzato 2.300 donne tra i 60 e 79
anni ed hanno scoperto che se una dose di lavori di
casa può tranquillamente corrispondere alla quantità
di attività fisica giornaliera raccomandata dai
medici, non c'è nessuna prova che questa abbia gli
stessi effetti benefici garantiti da una
passeggiata a ritmo sostenuto. Insomma, a godere dei
benefici regalati dal fitness (tra cui meno rischi
obesità e cardiopatie) sono solo le signore che,
secondo la ricerca, alle faccende di casa abbinano
esercizi ad hoc, come lunghe passeggiate, corse in
bicicletta e simili. I lavori domestici, per quanto
duri, non hanno alcun effetto benefico sulla salute
delle casalinghe. Per questo gli autori raccomandano,
a tutte, di abbinare qualche ora a settimana di
movimento alle sudate fra stracci e aspirapolvere.
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Osteoporosi:
donne "leader" lanciano allarme
Un
appello ai Governi perché rendano più facile per le
donne accedere alle analisi necessarie per la diagnosi
dell'osteoporosi e per migliorare la prevenzione e la
cura di questa malattia, che nel mondo colpisce 75
milioni di donne. è
stato lanciato a Lisbona, nell'ambito del congresso
mondiale sull'osteoporosi, nel documento firmato da 12
donne leader coordinate da Ranja di Giordania. Del
gruppo fanno parte anche Camilla Parker Bowles e
Imelda Read, presidente del gruppo di studio
sull'osteoporosi del Parlamento europeo. Per l'Italia
era presente la stilista Anna Molinari, che intende
lanciare "un messaggio di speranza" per le
donne colpite dalla malattia. «Mi impegno
pubblicamente - ha detto la stilista nella tavola
rotonda - a sollecitare il ministero della Salute
italiano a muoversi concretamente per facilitare
l'accesso preventivo alla diagnosi e alle cure
dell'osteoporosi». Secondo i dati più recenti
presentati a Lisbona, in Italia soffrono di
osteoporosi 4 milioni di donne e 10 milioni sono
considerate a rischio. Le fratture dovute a questa
malattia sono 20.000 ogni anno in Italia e 2,3 milioni
in Europa, con un costo sociale pari a 30 miliardi di
euro. Si calcola inoltre che, dopo i 60 anni, una
donna su quattro sia vittime di una frattura.
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Sanità,
diminuiranno i prezzi delle medicine più care
Tagli
del 5% sui farmaci che costano più di 5 Euro
e sui congressi organizzati all'estero. La Camera ha
approvato questi 2 emendamenti al decreto
taglia-deficit che addolciscono le misure previste dal
ministro della Salute, Girolamo Sirchia, per ridurre
la spesa farmaceutica. Si abbassa dunque del 5% il
prezzo dei farmaci rimborsati dallo Stato (anche se il
cittadino li acquisterà senza prescrizione della Asl
avrà diritto allo sconto), restano invariati quelli
di prodotti al di sotto dei 5 euro. Le industrie poi,
potranno organizzare i convegni in Italia, ma dovranno
limitare quelli all’estero.
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Cancro:
ogni anno 1000 italiane salve grazie a prevenzione
Mille
italiane salvate ogni anno, grazie alle campagne di
screening anti-tumore. E ben 2 milioni e 300.000 donne
coinvolte nei programmi per individuare o prevenire il
cancro al seno e quello al collo dell'utero che, ogni
anno, insieme contano 30.000 nuovi casi. Questa la
"fotografia" emersa dal primo Rapporto
dell'Osservatorio nazionale per la prevenzione dei
tumori femminili, voluto dalla Lilt (Lega italiana per
la lotta contro i tumori) e presentato a Roma. «Dati
incoraggianti - afferma Marco Rosselli Del Turco,
autore dell'indagine condotta in collaborazione con i
gruppi italiani di screening del cervicocarcinoma e
del tumore al seno - anche se siamo ancora a metà
strada: il 50% delle regioni è coperta da programmi
di prevenzione e, se tutto funzionasse al meglio,
potremmo salvare fino a 2.000 vite l'anno».
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CNR,
yogurt "terapeutico" per abbassare il
colesterolo
Uno yogurt "terapeutico" per abbassare i livelli di
colesterolo nel sangue, alti in più di un italiano su
5. Lo hanno messo a punto i ricercatori del Cnr in
collaborazione con l'università La Sapienza di Roma,
l'università degli Studi di Milano e l'università
di Helsinki, in Finlandia, aggiungendo al tradizionale
latticino una dose di fitosteroli, sostanze contenute
negli oli vegetali, nei legumi e nella frutta secca. Dopo aver sperimentanto il prodotto su un gruppo di
pazienti con livelli ematici medio-alti di
colesterolo, in uno studio pubblicato sul Giornale
della Arteriosclerosi e sul British Journal of
Nutrition, gli scienziati definiscono la loro
invenzione come una ''valida alternativa al
trattamento farmacologico''. Il colesterolo alto,
ricordano gli esperti in una nota, «è considerato
uno dei più insidiosi fattori di rischio
cardiovascolare e riguarda una percentuale molto
elevata della popolazione italiana: il 23%, infatti,
presenta valori di colesterolo superiori a 240
milligrammi per decilitro (mg/dL), ritenuti il livello
di guardia per i soggetti sani (ma in presenza di
altri fattori di rischio quali ipertensione
arteriosa,
fumo o diabete tale livello parte già da 200 mg/dL)». La prima difesa contro questo
"killer" del
cuore viene da una sana alimentazione, sottolineano gli
specialisti, e in particolare dalla dieta
Mediterranea, ma nei casi più gravi bisogna
ricorrere ai farmaci, da assumere con estrema costanza
e per tutta la vita».
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Alzheimer:
dimostrato danno ossidativo nei malati
è
stato dimostrato l'aumento di stress ossidativo nei
malati di Alzheimer. Ricercatori italiani, tedeschi e
statunitensi hanno scoperto che nel sangue aumentano i
livelli di un marcatore di danno ossidativo al Dna e,
contemporaneamente, diminuiscono le concentrazioni di
sostanze antiossidanti nel sangue. è
quanto rivela uno studio pubblicato sulla rivista Archives
of Neurology. Patrizia Mecocci, dell'Istituto di
Gerontologia e Geriatrica dell'Università di Perugia,
ha coordinato uno studio mirato a dimostrare per la
prima volta, "dati alla mano", come nei
malati di Alzheimer aumenta il danno ossidativo dovuto
ai radicali liberi. In collaborazione con l'Università
Heinrich-Heine (Düsseldorf) e il Weill Medical
College della Cornell University (New York) sono stati
valutati una serie di parametri ossidativi in 40
pazienti anziani affetti da Alzheimer e in 39
soggetti, in condizioni di salute buone, dello stesso
sesso ed età. I risultati hanno mostrato che, nei
linfociti circolanti nel sangue, la cosiddetta 8-OHdG,
un marcatore di danno ossidativo al DNA, era
significativamente più alta nei malati.
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Diabete,
messo a punto nuovo farmaco che difende l'ormone
Incoraggianti i risultati dei primi test di un nuovo
farmaco per il diabete dell'età adulta, che anziché agire sulle cellule del pancreas o l'insulina,
funziona indirettamente, bloccando un enzima che
attacca e distrugge un ormone, il GLP1, che aiuta a
controllare la glicemia. Il farmaco, per ora chiamato
NVP DPP728, è stato sperimentato in Svezia, su
pazienti con diabete in fase iniziale. Le analisi
hanno dimostrato che il farmaco riduce i livelli di
glicemia sia a digiuno sia postprandiali.
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Un nuovo test per
scoprire il cancro al polmone
Una spia permetterà presto di stanare ed aggredire i tumori
che colpiscono i polmoni, tra i più micidiali per
l'uomo occidentale. è
pronto, infatti, il marcatore
precoce, frutto di una ricerca guidata dal professor
Giulio Tarro, virologo, già collaboratore negli Stati
Uniti del professor Albert Sabin, lo scopritore del
vaccino contro la poliomielite. Il marker, che potrà
diventare il precursore di un vaccino, sarà
prossimamente prodotto negli Usa.
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Il tè è un alleato del
cuore
Una tazza di tè per mantenere in
forma l'apparato cardiocircolatorio, soprattutto
dopo un infarto. Secondo una ricerca della Harvard
Medical School di Boston, la bevanda avrebbe la
capacità di allungare la vita, indipendentemente
dalla presenza di fattori di rischio come fumo,
diabete e ipertensione. I ricercatori hanno studiato
il consumo di tè di 1.900 pazienti ricoverati in
ospedale per infarto. Li hanno poi suddivisi in tre
gruppi: non bevitori, bevitori medi (meno di 14 tazze
alla settimana) e forti bevitori (14 tazze o più alla
settimana).Tutti i pazienti sono stati tenuti sotto
controllo per quattro anni. è
risultato che per coloro che
bevevano molto tè il rischio di morire per un
secondo attacco cardiaco era inferiore del 44% rispetto ai non bevitori, mentre per i bevitori
moderati il rischio scendeva del 28%. «È
ancora troppo presto perché i medici raccomandino ai
loro pazienti cardiopatici di bere più tè - scrivono
i ricercatori su Heart, la rivista dei
cardiologi americani. Il nostro lavoro però
suggerisce che il tè stimola la funzionalità dell'endotelio (lo strato di cellule che riveste i
vasi sanguigni e favorisce il flusso del sangue);
inoltre il tè è ricco di flavonoidi, sostanze in
grado di prevenire l'ossidazione del colesterolo Ldl,
cosiddetto cattivo».
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Anziani:
cervello più brillante se si produce più
testosterone
Dal testosterone, ormone
maschile per eccellenza, potrebbe dipendere l'agilità
e la lucidità mentale nella terza età, periodo in
cui queste funzioni calano. A mettere in relazione la
"giovinezza" della mente con l'ormone che regola
l'attività sessuale, oltre alla formazione della
massa muscolare, alcuni aspetti del comportamento ed
anche la salute del cuore, è una ricerca realizzata
all'università di San Francisco, negli Usa. Gli
psichiatri californiani hanno analizzato i processi di
invecchiamento e lo stato delle funzioni cerebrali di
300 uomini con età media di 73 anni al fine di
verificare eventuali differenze tra un soggetto e
l'altro, utilizzando un particolare test che misura
la capacità di concentrazione e linguaggio e lo stato
della memoria. Coloro che presentavano livelli
più alti di un tipo di testosterone che influisce sul
cervello, hanno ottenuto anche i punteggi più alti
nel test. Gli esperti esprimono però cauto
ottimismo nei confronti di una possibile cura con
testosterone in pillole: la ricerca ha messo in
evidenza il rapporto sulla funzionalità cerebrale di
livelli naturali dell'ormone senza ancora poter
verificare gli effetti e le controindicazioni di
un'eventuale integrazione.
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Domenica
12 maggio "Non ti scordar della Ricerca"
Da
anni ormai si discute circa l'importanza della
ricerca. La figura del ricercatore oggi più che mai si affianca al
rapporto insostituibile tra medico e paziente. Ciò
perché la salute dipende sempre più da quello che i
ricercatori fanno e scoprono. Ecco allora il motto di Non ti scordar della
Ricerca, perché la
Ricerca non si scorda di te. Domenica 12
maggio, in occasione della Festa della Mamma, AIRC
vuole portare con l'Azalea della Ricerca un nuovo
messaggio: ricordare quanto oggi la ricerca sia vicina
al malato e quali sono i nuovi benefici e le nuove
cure. Sono i più recenti studi che offrono non solo la
speranza, ma la certezza di nuove cure sempre più
precise. L'Associazione porterà il suo messaggio
attraverso l'Azalea in oltre 2.800 località
di tutta Italia: 750.000 azalee verranno distribuite dai
volontari AIRC a fronte di un contributo associativo
di 13 €. Come è ormai consuetudine la piantina
di azalea sarà proposta insieme alla pubblicazione
speciale del Notiziario Fondamentale intitolato "Non
ti scordar della Ricerca", in cui descriviamo alcuni
importanti progressi scientifici. Il valore di questa
giornata è basato principalmente sull'apporto
economico che potrà dare alla Ricerca: se tutte le
750.000 azalee saranno distribuite, quasi 10 milioni di
€
potranno essere immediatamente investiti in Ricerca.
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Sindrome dello
scrivano per 4 "over 50" su 10
Chi
usa le mani rischia formicolii, alterata sensibilità
e piatti e bicchieri che cadono: è la "sindrome
dello scrivano", conosciuta dagli esperti come sindrome del tunnel carpale, che colpisce 4
italiani su 10 dopo i 50 anni e costringe 100 mila
persone l'anno ad entrare in sala operatoria per
correggere questo disturbo che gli ortopedici vedono
in costante crescita. A soffrirne sono soprattutto le
donne ma in particolare tutti coloro che lavorano con
le mani: gli artigiani come i musicisti e sempre più
spesso coloro che scrivono sia con la vecchia penna
che al computer. «Per questo tipo di operazione - ha
spiegato il presidente degli ortopedici della nuova
Ascoti (l'Associazione sindacale che ne rappresenta
l'80% circa), Francesco Greco - bisogna oggi aspettare almeno 8
mesi nelle liste di attesa della sanità pubblica». Il
primo campanello d'allarme è quello della ridotta capacità
di presa: piatti e bicchieri cadono con grande facilità.
I primi imputati sono soprattutto i mezzi di
scrittura, tanto che la malattia viene proprio
considerata una patologia tipica degli "scrivani".
«Questa patologia è causata da microtraumi da
usura - prosegue l'esperto - ed è in aumento negli
ultimi anni. Si evidenzia con l'età, in concomitanza
con l'artrosi, ma non tutti devono essere operati». Non
tutti i malati arrivano però in sala operatoria e non
tutti, per fortuna, hanno bisogno di un intervento.
Solo il 20% infatti ha bisogno di una correzione
chirurgica.
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Esercizio
fisico contro l'ictus
Praticare
regolarmente attività fisica ed essere in forma
riduce notevolmente il rischio di ictus. Lo hanno
constatato i ricercatori americani, che hanno seguito
per 10 anni quasi 17.000 uomini. è emerso che quanto
migliore era la forma fisica, tanto più ridotta era
la mortalità per ictus. E anche nei soggetti
mediamente allenati il rischio di ictus era più che
dimezzato. Ciò significa che gli uomini che praticano
attività fisica e si mantengono in forma sono a minor
rischio di essere colpiti da gravi forme di ictus.
L'attività fisica, infatti, abbassa pressione, peso,
colesterolo e allontana il rischio di diabete, per cui
rappresenta un importante mezzo di prevenzione per
tutti i disturbi cardiovascolari, ictus compreso.
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Gambe gonfie
per 1 italiana su 3
Donne di mezza età, ma anche più giovani soffrono di problemi
vascolari.
Secondo un'indagine condotta su un
campione rappresentativo delle adulte del Bel Paese
tra i 18 e i 79 anni, infatti, l'insufficienza venosa colpisce
il 31% delle signore di casa nostra.
Ma un quinto la sottovaluta, «rischiando disturbi
ben più gravi - ha assicurato Roberto Chiesa, direttore della
cattedra di Chirurgia vascolare dell'università Vita
Salute-San Raffaele cittadina - come varicose, ulcere
da stasi, trombosi, flebiti e tromboflebiti». «Il problema cresce con l'età - ha spiegato
Antonio Valente, autore della ricerca - raggiungendo un
picco massimo tra le "over 64", il 24% delle
quali ha riferito disturbi negli ultimi 12 mesi.
Colpisce per lo più casalinghe (40%) e
pensionate (22%) ed è più diffuso al Sud
della penisola (39%)». E sbaglia chi pensa che il gonfiore alle gambe sia
una questione strettamente legata alla salute fisica,
«'perché le intervistate non parlano solo di
stanchezza, torpore, formicolio, arrossamenti e
bruciori, dolori e fragilità capillare di varia entità,
ma anche di irrequietezza e nervosismo, stress,
depressione e insonnia o di insicurezza nella vita
sociale».
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Obesità:
la dieta non elimina i problemi
Diventare magri non salva gli ex obesi da
problemi di salute nel corso della vita. Negli adulti,
con l'avanzare dell'età, i rischi di essere colpiti
da diversi disturbi raddoppiano rispetto alla
popolazione sana, anche quando la perdita di peso è
stata notevole. A raffreddare le speranze dei soprappeso
più volenterosi è uno studio americano
pubblicato sulla rivista American Journal of
Public Health.
I ricercatori hanno seguito, per 20 anni, 7mila adulti, misurando
periodicamente la loro massa corporea e hanno
osservato una maggiore frequenza di alcune malattie
anche in chi era dimagrito. I problemi che si
presentavano più spesso erano di natura
cardiovascolare, quali infarto e
ictus. Per gli
studiosi gli effetti di una obesità di lungo periodo
non sono totalmente reversibili. Il consiglio è
rimanere grassi per meno tempo possibile e cercare di
perdere peso sin dai "primi chili in più".
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Tumore
pancreas: meno colpiti i fumatori che mangiano
carboidrati
Una
dieta energetica e ricca di carboidrati protegge gli
uomini fumatori dal tumore al pancreas, soprattutto se
si evitano i cibi troppo grassi. Lo rivela uno studio
statunitense pubblicato sulla rivista American
Journal of Epidemiology.
Rachael Z. Stolzenberg e colleghi del National Cancer
Institute, in collaborazione con il National Public
Health Institute finlandese (Helsinki), ha studiato
come la dieta può contrastare l'effetto del fumo di
sigaretta sul rischio di tumore al pancreas, in 27
mila uomini, dai 50 ai 69 anni d'età.
Analizzando i dati, raccolti durante i 12 anni in cui
sono stati seguiti i fumatori, i ricercatori hanno
scoperto che i grassi aumentano molto il rischio di
tumore al pancreas. In particolare, la probabilità
cresceva del 40% per i fumatori che consumano molto
burro e del 60% per quelli che ingerivano molti grassi
saturi. Al contrario, il rischio diminuiva del 40% sia
con diete che fornivano molta energia sia con quelle
ricche di carboidrati.
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Acqua frizzante per
prevenire l'infarto
Acqua
minerale frizzante per proteggere il cuore delle donne
dopo la menopausa. La bizzarra ricetta di salute viene
da un gruppo di ricercatori spagnoli guidati da Pilar
Vaquero, autori di uno studio finanziato dal Comune di
Madrid e dalla Fondazione Jimenez Diaz. Secondo i
risultati preliminari raccolti dagli esperti,
riferisce il quotidiano El Pais, bere un
litro d'acqua addizionata di anidride carbonica
permette alle signore non più giovanissime di
controllare i livelli di colesterolo LDL, noto come
"cattivo", e tenere sotto controllo le
malattie cardiache.
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Diabete:
1mln e mezzo i malati in Italia, 150mln nel mondo
Sono un milione e mezzo le persone colpite dal
diabete in Italia, ben 150 milioni i malati nel mondo.
Cifre destinate a raddoppiare, secondo gli esperti,
entro i prossimi 25 anni. Di diabete, delle
conseguenze e delle cause discuteranno gli oltre 1.200
specialisti italiani e internazionali, riuniti al XIX
Congresso della Societa italiana di diabetologia (Sid),
in programma alla Fiera di Verona dal 22 al 25 maggio.
Al centro degli studi soprattutto il diabete di tipo
2, in aumento esponenziale in tutto il mondo e
strettamente legato alle malattie cardiovascolari. Il
diabete, spiega il professor Michele Muggeo, presidente
della Sid, è una malattia complessa, contro cui è necessario utilizzare il maggior numero di armi
possibile. Ed ecco i consigli per i pazienti, con la
raccomandazione che tutti dovrebbero seguirli per
prevenire la malattia: seguire una dieta variata e
senza eccessi, mantenere un giusto peso, controllare
la pressione arteriosa e i livelli di colesterolo,
smettere di fumare, lasciare lauto e camminare almeno
mezzora al giorno.
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Alzheimer,
i primi segni "visibili" nel cervello con
risonanza
I primi segnali della malattia di Alzheimer potrebbero
essere "visibili" attraverso un solo esame di
risonanza magnetica. Lo hanno scoperto ricercatori
dell'Istituto di Ricovero e Cura a Carattere
Scientifico di Brescia San Giovanni di Dio
Fatebenefratelli che, con l'aiuto del computer e
sofisticati programmi statistici matematici, hanno
dimostrato che persone con disturbi di memoria,
colpiti dalla malattia in una fase ancora difficile
da diagnosticare con altri mezzi, avevano una
riduzione della materia cerebrale proprio nelle aree
colpite dall'Alzheimer. La scoperta italiana è stata
presentata al recente congresso dell'American Accademy
of Neurology, tenutosi a Denver.
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Farmaci, dal 19
aprile prezzi ridotti del 5%
Dal
19 aprile 2002, gli italiani possono acquistare alcuni
farmaci a prezzo inferiore. È stato, infatti,
pubblicato il decreto-legge relativo a misure di
contenimento della spesa farmaceutica. Questo
provvedimento riduce del 5% il prezzo al pubblico, al
netto dell'Iva, dei medicinali a carico del Servizio
Sanitario Nazionale. Restano esclusi i medicinali
emoderivati estrattivi e da DNA ricombinante. Il
decreto, inoltre, interviene anche sulle confezioni e
sui foglietti delle istruzioni dei farmaci: dal 1
gennaio 2003, dovrà essere riportata la sigla
internazionale ATC (denominazione comune
internazionale "anatomica-terapeutica-chimica"),
seguita dal corrispondente nome chimico del prodotto.
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Parkinson:
una speranza da farmaco sperimentale
Una speranza per chi soffre di morbo di Parksinson
arriva dal Frenchay Hospital di Bristol dove
è stato
messo a punto un nuovo trattamento che ha avuto
importanti risultati su cinque pazienti. I medici, pur
sottolineando che è troppo presto per tirare
conclusioni, sperano di essere riusciti a rigenerare
alcune aree del cervello di questi malati. Uno dei
cinque pazienti ha reimparato a ridere ed ha
riacquistato l'olfatto. Il trattamento - ha spiegato il neurochirurgo Stephen Gill - consiste
nell'alimentare, attraverso una pompa meccanica, le
parti più danneggiate del cervello con un medicinale
chiamato GDNF. «Possiamo portare il medicinale
nella concentrazione di cui abbiamo bisogno
esattamente nelle aree del cervello interessate. E
possiamo controllare il processo con estrema
precisione», ha detto Gill raccontando che lui ed
i suoi colleghi sono rimasti molto sorpresi
dell'efficacia del trattamento. Pensavano che ci
volessero mesi se non anni per vedere qualche
risultato ed invece in un mese o due i malati hanno
mostrato significativi cambiamenti. "Credo che abbiamo trovato la strada per una
possibile cura", ha detto Nik Patel, un altro
neurochirurgo del Frenchay Hospital, sottolineando però
che bisogna ancora provare che il trattamento
funziona in modo irreversibile, che non ha effetti
collaterali pericolosi e che può essere utilizzato
per tutti i malati di Parkinson.
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Artrosi, un nuovo
esame individua chi si ammalerà
Si
chiama "Condoscreen" ed è un esame appena
messo a punto dai ricercatori dell'università La
Sapienza di Roma per la diagnosi precoce dell'artrosi.
Prevede il prelievo (con biopsia) e l'analisi delle
cellule cartilaginee (condrociti), quelle che
permettono al tessuto cartilagineo, che protegge le
ossa dall'usura, di restare compatto ed elastico.
L'analisi delle cellule consente di: formulare una
diagnosi, individuare precocemente le persone a
rischio, valutare la possibilità di riparare il danno
della cartilagine, personalizzare la cura.
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Menopausa:
SSN alleato delle "over 50" italiane
Non
rinuncia a sigarette, golosità e pigrizia. Ma la
50enne italiana, anche in menopausa, vuole ancora
sentirsi bella e desiderabile. E non accetta di "mandare in
pensione" la femminilità. Se la menopausa
fa paura, le ricerche rivelano che oggi le donne sono più
attente delle loro madri e delle loro nonne. E in
questo impegno trovano l'aiuto del Servizio sanitario
nazionale che, per la prima volta, ha inserito in
fascia A una pillola "totale" indicata nella
prevenzione e nel trattamento dei disturbi della
menopausa. Una decisione presa il 27 marzo scorso e che,
secondo gli esperti di salute femminile, si rifletterà
su 5.957.778
italiane tra i 45 e i 60 anni, in età di
pre-menopausa o in menopausa. Un vero esercito, più numeroso rispetto agli uomini della stessa
età, che
si trovano di fronte «una partner che ringiovanisce
con la terapia ormonale sostitutiva», dice il
professor Andrea Riccardo Genazzani, ginecologo dell'università
di Pisa. La pillola, battezzata Totelle, è già
nelle
farmacie italiane ed è totalmente a carico del
servizio pubblico. «è ancora forte la paura della
terapia ormonale tra le donne italiane - sottolinea
Genazzani - ma se l'informazione su questi farmaci è corretta i timori scompaiono. Con la nuova terapia
della menopausa - assicura l'esperto - si rallenta il
processo di trasformazione dell'organismo femminile:
scompaiono vampate, insonnia e irritabilità. E si
contrasta l'aumento di peso». Inoltre il prodotto
agisce sulla struttura ossea, ma anche sulla
lacrimazione. Con il risultato che gli occhi sono più
luminosi e il sorriso splendente.
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Tumore colon
retto, si studia nuovo tipo di cura
"PETACC" é lo studio che vedrà
impegnati, per almeno tre anni, 400 centri ospedalieri
dislocati in 30 paesi ed oltre tremila pazienti (900
italiani). Lo scopo della ricerca, presentata a Milano, é quello di perfezionare la
terapia adiuvante del tumore del colon retto: una
serie di cicli chemioterapiaci seguiti dai pazienti,
già sottoposti ad un'asportazione del tumore, per
prevenire le potenziali recidive.
I ricercatori vogliono verificare se la chemioterapia
standard (fluorouracile/acido folinico), combinata con
uno dei più efficaci farmaci dell'ultima generazione,
l'irinotecan, riesce ad eliminare radicalmente le
eventuali cellule tumorali migrate dall'intestino ad
altri distretti corporei.
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Noci amiche del cuore
Mangiare
28 grammi di noci al giorno consente di abbassare
dell'11% il rischio di malattie cardiovascolari. è
questo il sorprendente risultato dello studio condotto
dal professor Joan Sabatè con un team di ricercatori
dell'ospedale clinico di Barcellona e dell'università
di Loma Linda (California). Lo studio è stato
effettuato su uomini e donne di età compresa tra i 28
e i 72 anni con livelli alti di colesterolo. Per sei
settimane hanno consumato una dieta in cui il 35%
dell'energia proveniente dai grassi mono-insaturi era
fornita dalle noci. Questa "dieta alle noci"
ha ridotto il colesterolo totale nel sangue del 4,1%,
il colesterolo LDL del 5,9% e le lipoproteine del
6,2%. «Le noci hanno abbassato il rischio di disturbi
alle coronarie
dell'11%» dice Sabatè, presentando
questo studio presso il Dipartimento di farmacologia
di MIlano. «La Piramide della dieta mediterranea
raccomanda un consumo quotidiano di noci; il nostro
studio - prosegue Sabatè - avvalora tale
raccomandazione ed evidenzia, inoltre, come
l'inserimento quotidiano di noci nella dieta italiana
(che ha come base pasta, pane, olio d'oliva, frutta e
verdura) possa ancor più prevenire le malattie
cardiovascolari e ridurre il livello di colesterolo
"cattivo" nel sangue». Si tratta, in fondo,
per noi italiani di recuperare una sana tradizione
alimentare e combattere il colesterolo con un rimedio
del tutto naturale che contiene principi attivi capaci
di espletare veri e propri effetti farmacologici.
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